martedì, novembre 25, 2008

Dichiarazione finale della Conferenza "La formazione dell'avvocato in Europa".


Dichiarazione approvata nella Conferenza sul tema “La formazione dell’avvocato in Europa” svoltasi a Roma nei giorni 6, 7 e 8 novembre 2008.

La prima Conferenza sulla Formazione dell’avvocato in Europa, riunita in Roma dal 6 all’8 novembre 2008, con la partecipazione di rappresentanze delle Avvocature di venticinque Paesi europei ha riaffermato che
- la formazione iniziale e continua è condizione fondamentale per garantire il ruolo di un’avvocatura indispensabile alla giustizia e garante dei diritti e delle libertà fondamentali dei cittadini;
- elevati livelli di qualità ed etica della professione legale sono anche condizioni necessarie per salvaguardare l’indipendenza dell’avvocato da ogni potere, per rafforzarne la funzione nell’interesse generale, per limitare i condizionamenti derivanti dal prevalere delle regole del mercato e della concorrenza sulla specificità e sulla rilevanza pubblica della professione;
- la specializzazione dell’avvocato è imposta dall’evoluzione degli ordinamenti giuridici e dalla crescente richiesta di specifiche ed elevate competenze professionali;
- una formazione fondata su regole comuni e su obbiettivi convergenti nel quadro comune di riferimento del diritto comunitario agevola la circolazione degli avvocati nell’Unione Europea.
La Conferenza ha quindi rilevato che, pur nelle diversità storiche e culturali dei paesi membri dell’U.E. esiste una base comune che è necessario potenziare
- con il riconoscimento reciproco di forme obbligatorie di formazione continua;
- con l’attuazione di una formazione iniziale obbligatoria che prepari giovani qualificati anche mediante la realizzazione di progetti comuni europei;
- con la individuazione di contenuti comuni della formazione quali le tecniche dell’argomentazione e del linguaggio, le abilità nella costruzione di testi difensivi e di pareri legali, le tecniche di negoziazione, di mediazione e dei contratti, la conoscenza della psicologia giuridica oltre a regole fondamentali di etica professionale e di responsabilità sociale dell’avvocato;
- con la formazione costante dei formatori.
La Conferenza di Roma, preso atto di ciò
- chiede ai Governi dei Paesi rappresentati in seno al CCBE di riconoscere e sostenere le attività formative svolte dalle Istituzioni degli avvocati quale contributo allo sviluppo economico e civile della società europea e per una efficace tutela dei diritti e delle libertà democratiche, e di agevolare progetti per la formazione comune dei giovani;
- dichiara che le Avvocature dei Paesi europei rappresentati in seno al CCBE riconoscono l’opportunità di convocare conferenze annuali sulla formazione (iniziale, continua, dei formatori), da tenere in Roma, per un costante scambio di conoscenze e di esperienze sui problemi comuni;
- auspica l’adozione di protocolli multilaterali per il riconoscimento delle attività formative svolte in Paesi diversi e per promuovere incontri con finalità formative tra giovani di diversi paesi;
- raccomanda di promuovere incontri tra formatori dei vari paesi dell’U.E. per favorire la trasmissione e lo scambio di esperienze sui contenuti e sui metodi della formazione dell’avvocato europeo;
- impegna il CCBE a sostenere l’attività formativa svolta dalle singole Istituzioni forensi e a riconoscere principi di etica professionale e di responsabilità sociale comuni ad ogni esercente la professione legale in Europa quale base per la costruzione della identità dell’avvocato europeo.
Roma, 8 novembre 2008

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