venerdì, agosto 28, 2009

ALFANO, CERTEZZA PENA E' LA SFIDA DA VINCERE.


(AGI) - Cortina d'Ampezzo (Belluno), 27 ago. - "La certezza della pena e' una sfida che si puo' vincere". Lo ha detto dal palco di Cortina InConTra il ministro della Giustizia Angelino Alfano.
"Una volta che si e' condannati si deve scontare la pena, altrimenti si fa un favore a chi ha commesso un crimine e si punisce la vittima. Chi svolge un cammino rieducativo in carcere, imparando un mestiere, ha un tasso di recidivita' dell'1-2 per cento, chi non lo svolge lo ha dell'80-90 per cento".
“Credo proprio che la riforma della giustizia verra’ fatta. Mi muovo nella logica di ora o mai piu’”.

mercoledì, agosto 26, 2009

Contestatore anti-magistrati al Meeting di Cl.


RIMINI - «Non ce l'avevo con Alfano, ma con Mancino»: è quanto puntualizza Sabatino Savaglio, che stamani al Meeting di Rimini ha esposto uno striscione (con la scritta «Basta carriere dei P.m. sulle spalle degli innocenti») durante il confronto tra il ministro della Giustizia ed il vicepresidente del Csm Nicola Mancino.
Savaglio, calabrese di Cosenza e ciellino, è un dirigente di una cooperativa per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio nell'ambito dell'inchiesta «Why not».
«Un gruppo di magistrati - spiega ai cronisti - mi usa come carne da macello. Hanno chiesto il mio rinvio a giudizio senza che mi sia stato contestato alcun caso specifico. Mi hanno indagato in quanto ero sindaco supplente di una società, sapendo benissimo che con quell'incarico non avevo alcun potere. La verità e che mi indagano solo perché sono amico di Saladino. Il Csm non blocca il progetto di pm che fa carriera anche politica rovinando le persone e le proprie famiglie».

Guardasigilli Alfano: non ci saranno nuovi indulti.


RIMINI - Il governo non pensa a proporre nuovi indulti, dopo le polemiche degli anni scorsi successive all'indulto votato dal Parlamento nel 2006 e che era stato richiesto dal Papa Giovanni Paolo II nel corso della sua storica visita a Montecitorio.
Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano parlando a margine del Meeting dell'amicizia in corso a Rimini.
"Non ci saranno nuovo indulti: lo dico chiaramente da un anno", ha detto Alfano."In Italia ci sono oltre 63mila detenuti, di cui oltre 20mila sono stranieri. Il che vuol dire che le carceri italiane sono idonee ad ospitare i detenuti italiani, ma con l'aggiungersi degli stranieri agli italiani si supera la capienza non solo regolamentare ma anche quella tollerabile dei penitenziari che ci sono".
"Ho fatto - ricorda Alfano - un appello all'Ue: non può da un lato esercitare sanzioni e dall'altro chiudere gli occhi sul fenomeno del sovraffollamento carcerario che deriva dalla presenza di detenuti stranieri: un fenomeno a cui la Ue deve prestare attenzione. La Ue o si fa promotrice di trattati o deve dare risorse economiche agli Stati più interessati dal problema dei detenuti stranieri per costruire nuove carceri".
"Noi - ribadisce il Guardasigilli - non intendiamo procedere sulla via seguita per 60 anni dalla Repubblica italiana: 30 provvedimenti di amnistia indulto per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri. Si fanno uscire ogni 2 anni 30mila detenuti ma il problema non si risolve mai. Noi puntiamo sulla realizzazione di nuove carceri e sul lavoro in carcere per abbassare la recidiva".
Alfano e' poi tornato sul confronto sulla giustizia.
"Avvieremo la stagione autunnale con una grande disponibilità al confronto sulla Giustizia e una grande buona volontà. Vogliamo provare davvero a fare una riforma della Giustizia che abbia il consenso più largo possibile", ha detto Alfano ed ha annunciato: "Prima di andare in Parlamento proporrò un confronto a tutto campo sui temi della riforma della Giustizia".
"In questo primo anno di legislatura - ha spiegato - abbiamo varato due importantissimi provvedimenti, il pacchetto antimafia e la riforma del processo civile, su cui è stato possibile procedere senza grandi scontri né lacerazioni. Proveremo a fare altrettanto anche nell'ambito del processo penale e delle riforme costituzionali in materia di Giustizia. E' chiaro che chiediamo altrettanta disponibilità al confronto anche all'opposizione: il dialogo non è un infinito 'bla bla' che si conclude nel nulla. Il confronto per noi è un metodo attraverso cui arrivare ad una decisione confortata da una maggioranza maggiore di quella uscita dalle urne. Chiediamo cioé il consenso ed il conforto delle forze di opposizione, ma ci deve essere da parte loro buona volontà. Noi non vogliamo fare marce indietro, non vogliamo abdicare alle tesi del nostro programma; e su di esso vogliamo confrontarci serenamente in Parlamento".
"Noi non abbiamo alcuno scontro con i magistrati - ha poi puntualizzato il Guardasigilli - Intendiamo portare avanti il progetto di riforme proposto agli elettori che lo hanno approvato con il loro voto partendo da due principi equivalenti: l'autonomia e l'indipendenza della magistratura e il fatto che i magistrati sono soggetti solo alla legge, che viene fatta dal Parlamento. Serve che tutti si rendano conto del proprio perimetro di azione. Il Parlamento è sovrano e approva le leggi. Quelle leggi i magistrati le devono applicare. Noi - conclude - non vogliamo interferire rispetto ai principi sacri di autonomia ed indipendenza della magistratura".

Verbali d’accertamento infrazioni: le Sezioni Unite della Cassazione ribadiscono la valenza probatoria privilegiata (sent. n.17335/2009).


Le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione (Sent. n. 17355/2009) hanno ribadito che il verbale delle infrazioni del Codice della Strada è probatoriamente valido fino a querela di falso.
Nella parte motiva della sentenza la Corte ha enunciato il seguente principio: “nel giudizio di opposizione ad ordinanza-ingiunzione del pagamento di una sanzione amministrativa è ammessa la contestazione e la prova unicamente delle circostanze di fatto della violazione che non sono attestate nel verbale di accertamento come avvenute alla presenza del pubblico ufficiale o rispetto alle quali l’atto non è suscettibile di fede privilegiata per una sua irrisolvibile oggettiva contraddittorietà, mentre è riservato al giudizio di querela di falso, nel quale non sussistono limiti di prova e che è diretto anche a verificare la correttezza dell’operato del pubblico ufficiale, la proposizione e l’esame di ogni questione concernente l’alterazione nel verbale, pur se involontariamente o dovuta a cause accidentali, della realtà degli accadimenti e dell’effettivo svolgersi dei fatti”.

martedì, agosto 25, 2009

Primo clandestino condannato: ammenda di 5.000 euro ma non espulsione per un giordano già colpevole di furto.


Alle 11,50 di ieri il giudice di pace di Firenze dott. Goracci ha pronunciato la prima condanna - di cui si abbia notizia in Italia - per il nuovo reato di clandestinità introdotto dal pacchetto sicurezza: ammenda di 5.000 euro, eventualmente convertibile in espulsione.
Il non invidiabile primato è toccato in sorte a un ragazzo di 28 anni giordano di nascita ma proveniente dalla Palestina, che è stato condotto nell´ufficio del giudice di pace dagli agenti di polizia penitenziaria, perché dal giorno di Ferragosto è detenuto nel carcere di Sollicciano dopo essere stato condannato a tre mesi di reclusione per il furto di una bicicletta.
Il giudice si è informato se l´imputato avesse subìto condanne nel suo paese. «Mi interessa ai fini della eventuale sanzione sostitutiva della espulsione - ha spiegato - nel caso fosse stato condannato a pene sproporzionate o a morte».
No, niente di tutto ciò. «E´ emersa la prova della clandestinità - ha concluso il pm d’udienza - perciò chiedo la condanna alla pena di 5.000 euro di ammenda». «Ci sono cause ostative?», ha domandato il GDP, suggerendo di guardare in particolare agli articoli sull´inosservanza dell´ordine di espulsione e sulla mancata esibizione di un documento di identità e di un titolo di soggiorno, che costituiscono reato più gravi, competono ai giudici togati e, secondo parecchi osservatori, assorbono il reato più lieve di clandestinità, facendo saltare l´intero impianto della nuova procedura davanti al giudice di pace.
«Ci sono già due provvedimenti di espulsione – ha osservato il difensore - e l´imputato è stato giudicato per la mancanza di documenti».
«Ne bis in idem», ha tradotto il giudice: cioè, non si può essere giudicati due volte per lo stesso reato.
In seconda istanza l´avvocato ha chiesto il minimo della pena. Dopo pochi minuti di camera di consiglio il giudice ha pronunciato sentenza di condanna al minimo della pena: 5.000 euro di ammenda.
Niente espulsione, e del resto nessuno l´ha chiesta. Ora gli avvocati attendono con ansia le motivazioni per capire come il giudice affronterà la questione dei preesistenti decreti di espulsione e della concomitanza con il reato più grave della mancanza di documenti.
Intanto, pur fra mille dubbi, è divenuto operativo a Firenze il nuovo reato di clandestinità.

INTERNET: GIUSTIZIA SVEDESE CHIUDE “PIRATE BAY”.


(ASCA-AFP) - Stoccolma, 25 ago - Il sito di file sharing piu' famoso e piu' utilizzato al mondo, Pirate Bay, e' stato bloccato a seguito di una decisione della giustizia svedese.
Il server che gestisce il sito, Black Internet, ha cessato di funzionare a seguito della decisione del Tribunale distrettuale di Stoccolma, che ieri ha condannato la compagnia ad una multa di 500.000 corone (circa 50.000 euro).
''Abbiamo saputo della multa poco dopo l'ora di pranzo ed il sito e' stato bloccato alle 15:00. Ci sono leggi e regole della societa' che devono essere rispettate'', ha detto il direttore generale di Black Internet, Victor Moller, intervistato dal quotidiano Dagens Nyheter.
Da luglio, sono diversi i grandi studi hollywoodiani che hanno depositato le loro denunce al tribunale di Stoccolma per far cessare l'attivita' del sito.
Pirate Bay e' uno dei principali siti, utilizzato da piu' di 25 milioni di utenti in tutto il mondo, che permette di scaricare film, musica e giochi attraverso un motore di ricerca, in modo del tutto indisturbato.

GIUSTIZIA: DOMANI DIBATTITO CON ALFANO E MANCINO A MEETING RIMINI.



Roma, 25 ago. (Adnkronos) - Un dibattito sulla giustizia verra' tenuto domani al Meeting di Rimini, alla presenza del ministro della Giustizia Angelino Alfano e del vicepresidente del Csm Nicola Mancino.
Il tema dell'incontro, che si terra' presso la Sala Neri, sara' 'Si puo' dialogare sulla giustizia'.
L'inizio e' previsto per le 11.15 e il dibattito verra' introdotto da Paolo Tosoni, presidente della 'Libera associazione forense'.
Tra i temi in discussione la riforma del Csm, quella del processo penale in discussione in Parlamento, quella del processo civile entrata in vigore di recente e la riforma dell'avvocatura.

lunedì, agosto 24, 2009

Politica e.....meretricio.

Conflitto diplomatico Italia/Malta.

Nasce a Salerno una nuova associazione di avvocati: “Foro Granata”.


"Foro Granata" è il nome dell’associazione, esclusiva per gli avvocati, affiliata al GGC del presidente Maurizio Tagliaferri, che si prefigge il compito di analizzare le tematiche politiche inerenti all’odierno mondo del calcio.
“Il nostro obiettivo primario è quello di sviluppare ed analizzare le tematiche giuridico sportive che oggi sono essenziali per la comprensione del fenomeno calcio a Salerno”, dice Luciano Provenza presidente del club.
“Basti pensare che le vicende più significative del calcio purtroppo sono state discusse, non in ambito della Lega Calcio, ma in aule giudiziarie. Foro Granata vuole essere da supporto a tutti i tifosi al fine di facilitare la comprensione degli aspetti giuridici“.
Va inoltre sottolineato che il club dell’avvocato Provenza è il primo in Italia al quale possono iscriversi esclusivamente gli avvocati sostenitori di una compagine calcistica.
“Le richieste di adesione sono continue e, con mia soddisfazione, sono positivamente sorpreso nel constatare che la maggior parte dei tesserati del club sono avvocatesse. Esse hanno dimostrato un particolare attaccamento alla fede granata collaborando attivamente per lo sviluppo del club. Ringrazio in particolare l’ avvocato Francesca Senatore, Mauro Cencione, Gennaro Izzo e Marco De Felice”.
Fra le tante adesioni degli avvocati salernitani la più significativa ed autorevole è quella del Presidente dell’Ordine degli Avvocati Americo Montera che, nell’ambito di Foro Granata, ricopre il ruolo di Presidente Onorario.
Nel corso del prossimo anno il club degli avvocati tifosi ha una serie di progetti da realizzare, che comprendono convegni ed eventi culturali con la partecipazione di personalità del mondo dello sport e della politica.
Foro Granata nasce da un’idea del suo fondatore, l’avvocato Luciano Provenza, che ambiva a creare un club “faro” per la tifoseria. Una guida all’interpretazione giuridica ed alle tematiche legate al mondo del calcio. “La recente legislazione sulla sicurezza negli stadi, sarà senza alcun ombra di dubbio oggetto di dibattito nel prossimo futuro”, dice il presidente del Foro Granata che ci svela altri dettagli in merito alle tematiche che verranno analizzate nel corso delle conferenze.
Altro importante tema di discussione dei futuri convegni sarà il doping, vera e propria piaga di tutto il mondo dello sport italiano e non.
Inevitabile aprire poi una piccola parentesi sulla tessera del tifoso che riguarda i supporters che seguono attivamente le squadre: “E’ una iniziativa veramente lodevole, che spero possa divenire operativa nel più breve tempo possibile. In tal modo, a mio avviso, si responsabilizzeranno ulteriormente gli stessi tifosi rendendo gli stadi luoghi più sicuri per le famiglie”.
“Concludo ricordando che è possibile inviare le adesioni all’indirizzo e-mail lucianoprovenza@virgilio.it“.
La sede di Foro Granata è ubicata in via Luigi Guercio n° 319, e le iscrizioni sono aperte a tutti gli avvocati tifosi della Salernitana.
Mentre si attendono i futuri colpi del calciomercato, ad opera de D.S. Gugliemo Acri, possiamo già anticipare in esclusiva l’arrivo del nuovo “Bomber del Diritto”: Foro Granata.

Articolo di Angelo De Nicola del 24/08/2009, tratto dal sito http://www.granatissimi.com

domenica, agosto 23, 2009

Brasile, coppie senza figli una legge per divorziare via web.


SAN PAOLO - Vi eravate tanto amati, ma ora è tempo di voltare pagina, sciogliere il matrimonio e proseguire ognuno per la sua strada. Se siete d'accordo e non avete figli minori basta mandare una mail con il consenso e i documenti al giudice, ed ecco fatto: siete di nuovo scapoli. Funzionerebbe così il divorzio via web nel progetto di legge proposto al Congresso di Brasilia sulla base del "divorzio istantaneo" (ma comunque di persona) adottato dal Portogallo un anno fa.
In Brasile, sono oltre 150 mila le coppie che divorziano ogni anno. Un numero rilevante che mobilita una quantità da incubo di scartoffie e monopolizza il lavoro di giudici che potrebbero essere impiegati in altri settori.
La senatrice Patricia Saboya (incidentalmente la donna più bella del Congresso) ha presentato in questi giorni un progetto di legge che ridurrebbe drasticamente tempi e costi necessari per il divorzio. La misura riguarderebbe comunque solo le coppie disposte al divorzio consensuale, senza figli minorenni o incapaci.
I coniugi dovranno rivolgersi via mail ad un avvocato abilitato e il legale si incaricherebbe di inviare sempre tramite posta elettronica i documenti del matrimonio e la richiesta consensuale della coppia. Quando riceve la richiesta, il giudice può decidere per la cessazione seduta stante del vincolo, mandare un mail per richiedere una nuova conferma della volontà esplicita di entrambi i coniugi di divorziare o anche chiamare le parti in causa per un incontro, se lo giudica necessario.
"Il divorzio senza figli non è altro che un contratto civile da sciogliere, quindi è compito dello Stato facilitare al massimo le cose per chi ne è coinvolto, che siano i coniugi che siano i funzionari statali, per ridurre gli sprechi", ha commentato Saboya, che è divorziata da Ciro Gomes, candidato alle elezioni presidenziali brasiliane del 2010.
Secondo Alexandre Atheniense, presidente della commissione di tecnologia dell'Ordine degli avvocati brasiliani, che sta valutando la proposta, oltre ad una riduzione dell'ordine del 40-50% in tempo, lavoro e denaro, la misura ridurrebbe i danni legati alla fine del matrimonio. "La tecnologia favorisce l'anonimato e la distanza fisica, che in caso di divorzio possono essere fattori positivi, portare a termine la separazione senza doversi incontrare ed esporre può essere determinante", ha dichiarato l'esperto.
La proposta della senatrice brasiliana riprende ed elabora il "Divorzio istantaneo" già adottato nel 2008 dal governo portoghese nel quadro di un programma di de-burocratizzazione, che garantisce il divorzio nel giro di un'ora. In Portogallo però è comunque richiesta la presenza fisica dei coniugi per la conferma finale della volontà di separazione. In Brasile basterebbe un clic.

sabato, agosto 22, 2009

Cassazione: Carbone, le forze sono impari alla richiesta di giustizia.


Il primo presidente della Corte di Cassazione, Vincenzo Carbone, rispondendo alle critiche mosse sull'Avanti!' in relazione alla capacità della Corte di garantire la certezza del diritto attraverso una interpretazione uniforme delle legge ha dichiarato che allo stato attuale "Il numero dei ricorsi e' assolutamente sovrabbondante rispetto alle forze in campo".
Secondo Carbone queste critiche "non tengono conto del lavoro faticoso e in gran parte non noto che numerosi magistrati affrontano".
Non è responsabilità della Corte, sottolinea Carbone, se c'è una spinta "alla proposizione di ricorsi bagatellari che non hanno la dignita' di essere sottoposti al vaglio di una valutazione di una Corte Suprema. E non e' certo responsabilita' della Corte il fatto che vari interventi legislativi, piu' che restringere in ragionevoli limiti l'accesso alla Corte, ne hanno allargato progressivamente i confini".
In relazione poi alle considerazioni svolte da 'Avanti!' sulla carriera dei magistrati per accedere alle funzioni di legittimita', il primo Presidente risponde chiarendo che tali affermazioni "non corrispondono all'attuale realta'" e ricorda "l'istituzione di un'apposita commissione per la valutazione della capacita' scientifica e di analisi delle norme, ai fini del conferimento delle funzioni di legittimita'".
Questa commissione è "nominata dal Csm e composta da tre magistrati, da un professore universitario designato dal Consiglio nazionale universitario e da un avvocato designato dal Consiglio nazionale forense" ed è chiamata a "esprimere un parere obbligatorio, anche se non vincolante, relativamente ai magistrati che concorrono per l'accesso alla Corte di Cassazione".

Rc Auto, in 15 anni aumenti del 155%.


I costi medi delle tariffe obbligatorie Rc Auto in 15 anni, cioè dal 1994 a oggi, sono aumentati di circa il 155% passando dalla tariffa media di 391 euro a 995 euro.
La denuncia è delle associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori che evidenziano in una nota che «ancora peggiore è la situazione che riguarda le polizze obbligatorie per assicurare moto e motorini sotto i 150 cc di cilindrata, con utenti taglieggiati e che hanno subito impennate scandalose ed ingiustificate superiori al 400%».
Per il 2009 ci saranno nel settore delle assicurazioni ulteriori aumenti, sempre secondo Adusbef e Federconsumatori: «più 5% in media, con un impatto di 47 euro su polizze obbligatorie, mentre gli utenti delle due ruote subiranno un salasso ulteriore del 7,5% (+30 euro)».
«Le richieste di rincari del 5-9% inviate anche in questi giorni di agosto ad assicurati virtuosi che non hanno denunciato alcun sinistro da parte di compagnie dominanti sono - riporta ancora la nota dei consumatori - scandalose e ingiustificate.
Adusbef e Federconsumatori sospettano che le compagnie rincarino le tariffe sia per pagare gli alti bonus, le prebende e stock option dei manager che per coprire i buchi prodotti da investimenti su titoli tossici, swap e derivati avariati»
Ancora peggiore, come detto, per Federconsumatori e Adusbef, la situazione che riguarda le polizze obbligatorie per assicurare moto e motorini sotto i 150 cc di cilindrata, con costi medi passati da 98-121 euro (minimo e massimo) del 1994, a 435-555 euro (minimo e massimo la stima del 2009), e con i costi Rc moto che hanno subito l'impennata del 413,1% ed un aumento secco di 337 euro, passando da 98 a 435-555 euro.

venerdì, agosto 21, 2009

L'ordine del giorno della prossima tornata del COA di Salerno.



CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI SALERNO
ORDINE del GIORNO
Tornata del 31 agosto 2009 (ore 10,00)

1. Lettura ed approvazione verbale precedente
2. Comunicazioni del Presidente
3. Iscrizioni e cancellazioni
4. Pareri
5. Organizzazione P.O.F.2010-Rel.Cons.Avv.Majello
6. Costituzione della Camera Arbitrale e di Conciliazione presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Salerno:approvazione statuto e regolamento. Determinazioni conseguenziali. Rel. Il Presidente e Cons. Avv.Majello (NOTA)
7. Convegno nazionale degli Ordini Forensi,organizzato dall’Unione Regionale degli Ordini Forensi della Campania-S.Maria Capua Vetere 9/10 ottobre 2009-Iniziative e determinazioni-Rel.Cons.Avv.Majello
8. Comunicazione del Tesoriere in ordine all’impiego di beni del Consiglio
9. Designazione dei componenti le commissioni di esame Avvocato (sessione 2009)
10. Sussidi e contributi
11 Ammissioni Gratuito Patrocinio-Rel.Cons.Avv.Visconti
12. Varie ed eventuali

P.S.: L'osservanza dell'orario di inizio dei lavori rappresenterà,per tutti,reciproco rispetto e dimostrazione di buona educazione.

(NOTA) Sia la bozza dello statuto che del regolamento sono ritirabili presso la Segreteria. I sigg.i Consiglieri che desiderano spiegazioni,interpretazioni,fornire suggerimenti,esprimere disaccordo sono invitati a formulare richiesta scritta da depositare,sempre in segreteria,entro il 28 agosto 2009 per consentire un ordinato esame del punto da discutere,attesa l’importanza dell’argomento.

Il Presidente
Avv.Americo Montera
Il Consigliere Segretario
Avv.Gaetano Paolino

.............La "immedesimazione" del difensore!

Ad ottobre Congresso Nazionale dell’Unione Camere Civili a Palermo: "Ricominciamo dalla giustizia".



Dal rapporto Doing Business 2009 della World Bank emerge che l’inefficienza della giustizia civile italiana costituisce uno dei principali freni allo sviluppo produttivo dell’Italia, in quanto genera incertezza negli scambi e scoraggia gli investitori.
Nella classifica internazionale, il nostro Paese risulta al 156° posto su 181, dopo Angola, Gabon, Guinea, Liberia, Sri Lanka e Trinidad.
Questi dati mostrano l’incapacità del sistema-giustizia accettabili: i cittadini e le imprese sono in allarme, così come i principali operatori del diritto.
“Chi nell’ultimo decennio ha avuto responsabilità di governo – dice Salvatore Grimaudo, presidente dell’Unione Nazionale delle Camere Civili - non ha mostrato eccessiva preoccupazione. Molto si è detto, qualcosa si è tentato, poco si è fatto, ma intanto il processo civile è in crisi profonda”.
L’Unione Nazionale delle Camere Civili (U.N.C.C.) si batte da tempo per avviare una rigorosa opera di organizzazione del sistema giustizia al fine di recuperare efficienza e funzionalità.
A tale scopo l’Assemblea dell’Unione Nazionale delle Camere Civili ha deliberato per i giorni 2 e 3 ottobre 2009 di svolgere, per la prima volta a Palermo, il Congresso Nazionale dal titolo “Ricominciamo dalla Giustizia. Le Camere Civili Italiane per il Cittadino” che tratterà i seguenti argomenti: codice civile Europeo; riforma del processo Civile e la figura costituzionale dell’avvocato; risoluzione alternativa controversie.

lunedì, agosto 17, 2009

Platone e l'ingiustizia.

GIUSTIZIA: PECORELLA, MALFUNZIONAMENTO E' COLPA POLITICA.


(AGI) - Cortina d'Ampezzo - "La responsabilita' maggiore del malfunzionamento della giustizia non e' dei magistrati ma della politica".
Lo ha dichiarato Gaetano Pecorella, parlamentare Pdl, a Cortina InConTra. "I magistrati sono sottratti a qualunque tipo di controllo disciplinare. E' un sistema indisciplinato perche' noi non siamo intervenuti con efficacia, la colpa e' della politica".
Pecorella ha proseguito: "La magistratura e' una corporazione, non vuole la divisione fra pm e giudici perche' l'unione e' la sua forza, ma e' un problema che deve affrontare la politica. In un processo basato sulla parita' delle parti e' una presa in giro non separare le carriere. E' la sinistra che ha sempre bloccato questa riforma".
E sul Csm: "L'organismo disciplinare non puo' essere nelle mani dei magistrati, questa non e' indipendenza, e' irresponsabilita'. Deve finire il Csm monopolizzato dalle correnti, bisogna cambiar sistema. La sovranita' appartiene al popolo per tutto tranne che per la giustizia. Il Csm deve essere o espressione di un voto popolare, oppure deve essere composto diversamente".

CSM: CASELLATI, RIFORMULEREMO MECCANISMO ELEZIONE.


"Respingo il fatto che il collasso della giustizia e' colpa di tutti tranne che dei magistrati, va recuperata una responsabilita' in questo servizio".
Lo ha dichiarato il sottosegretario alla Giustizia, Maria Elisabetta Alberti Casellati, dal palco di Cortina InConTra.
"La giustizia cosi' com'e' non funziona, e' allo sfascio. E' per questo che abbiamo pensato di riformare il codice civile e penale, e che pensiamo di riformulare il meccanismo di elezione del Csm".
E sul Consiglio Superiore della Magistratura, la Casellati ha continuato: "Bisogna rompere le correnti, non e' possibile che il Csm guardi di piu' alle logiche di appartenenza che al merito delle questioni. Ha tenuto la politica sotto la minaccia di inchieste. Ai tempi della riforma provata da Castelli, Spataro mando' un sms a 400/500 magistrati dicendo di boicottare i colleghi che collaboravano con il ministro".

lunedì, agosto 03, 2009

Buone vacanze!


Il blog sospende, per qualche giorno, le pubblicazioni: arrivederci a dopo ferragosto e buone vacanze a tutti.

sabato, agosto 01, 2009

Parlamento chiude 'per ferie', stop di 45 giorni.


(ANSA) Quasi 1.750 ore in circa 400 sedute: é la durata complessiva dei lavori in questa legislatura delle Aule di Camera e Senato che hanno chiuso i battenti per la pausa estiva, dopo l'ok del Senato al decreto anti-crisi.
Vacanze lunghe, iniziate da giovedì a Montecitorio e oggi a Palazzo Madama, e salutate con visibile gioia dai deputati e senatori, che hanno lasciato in un battibaleno l'emiciclo dopo le ultime votazioni. Alla Camera l'Aula riaprirà i battenti il 14 settembre, al Senato il 16. Totale, per entrambi i rami del Parlamento, 45 giorni.
All'ordine del giorno di Montecitorio ci saranno il provvedimento sulle cure palliative e la legge comunitaria, a Palazzo Madama il calendario prevede invece le norme per l'etichettatura dei prodotti alimentari e le prevenzione di frodi nel credito al consumo. Le commissioni ricominceranno a lavorare dal 7 settembre alla Camera, dal 9 al Senato.
Ecco i dati più significativi dei lavori delle due assemblee legislative, che sono stati diffusi in occasione delle cerimonie del Ventaglio.
LE AULE - L'Assemblea di Montecitorio ha lavorato quasi 1.200 ore in 212 sedute, delle quali: circa 750 ore dedicate all'attività legislativa e quasi 250 all'attività di indirizzo e controllo. L'Aula di Palazzo Madama ha tenuto più di 250 sedute, per circa 600 ore di lavoro.
IL SINDACATO ISPETTIVO - Nella XVI legislatura sono stati presentati in tutto 6.334 atti. Le interpellanze sono state 430 di cui 277 concluse (64,42%); 604 le interrogazioni a risposta orale (336 concluse, 55,63%); 1.648 le interrogazioni in commissione (1.024 concluse, 62,14) e 3.652 le interrogazioni a risposta scritta (964 concluse, 26,4%). Nella XV legislatura le interpellanze erano state 668 (362 concluse, 54,19%), 1.111 le interrogazioni (597 concluse, 53,74%), 1.287 le interrogazioni in commissione (842 concluse, 65,42%) e 4.395 le interrogazioni a risposta scritta (1.234 concluse, 28,8%).
LE COMMISSIONI - Alla Camera fino 18 luglio (é l'ultimo dato censito) 3.193 sono state le sedute in sedi formali delle Commissioni permanenti nel corso della XVI legislatura, per un totale di 1.842 ore e 15 minuti di seduta. Al Senato le commissioni hanno tenuto circa 1400 sedute per quasi 1300 ore.
GLI ATTI NORMATIVI - Nella XVI legislatura, sempre fino a metà luglio, sono stati emanati 172 atti normativi a fronte dei 167 nella XV. Le leggi sono state 89 (47 nello stesso periodo della XV), 29 i decreti legislativi (contro 54), 37 i decreti legge (contro 30) e 17 i regolamenti di delegificazione (contro 36). Nove leggi sono state approvate in sede legislativa in commissione a fronte delle 5 nella XV.
LE FIDUCIE - Nella XVI legislatura la fiducia, tra Camera e Senato, è stata posta 24 volte, a fronte delle 17 nello stesso periodo della XV.

.......Vicienzo mè pate ‘a mè ?


Dopo il contestato progetto del c.d. “Crescent”, - orribile casermone in travertino a ferro di cavallo che a me, da vecchio salernitano, ricorda il tetro catafalco in cemento collocato all’ingresso del cimitero (la “Congrega di San Bernardino”) - adesso arriva dall’altro capo del Lungomare un grattacielo stile “Dubai”.
Sia l’uno che l’altro progetto, vecchi e già realizzati altrove da Bofil, sono partiti dal Comune di Salerno (cioè dal Sindaco Vincenzo De Liuca) ma finalizzati ad interessi economici privati (a Santa Teresa prestigiosi appartamenti, a Piazza Concordia un lussuoso albergo).
Ma ogni dubbio o difficoltà si risolvono con la potenza delle parole: una volta tutto ciò si sarebbe chiamato “speculazione edilizia”, adesso diventa una meritoria “riqualificazione urbana”!
Zitti e tutti ad applaudire,pennivendoli di regime e corifei in testa, …..Perché? Ma perché….“Vicienzo mè pate ‘a mè”.
consiglioaperto

Il sito internet del Ministero della Giustizia cambia aspetto.

Buone notizie: siamo a "inflazione zero".

venerdì, luglio 31, 2009

Presentazione dell'Associazione "Unione degli Avvocati d'Italia" (UDAI).

Il 21 marzo 2009 è stata costituita la Sezione distrettuale UDAI di Salerno - Nocera - Vallo Della Lucania, aderente alla Unione degli Avvocati d'Italia, associazione nazionale riconosciuta dal CNF, OUA, Cassa Forense e Consulta per la Giustizia Europea dei Diritto dell'Uomo.
L'associazione si propone: Partecipazione degli Avvocati e degli Operatori di Giustizia alle attività di amministrazione e gestione dell'attività forense. Partecipazione attiva e consapevole, in relazione con gli enti istituzionali locali e nazionali, nel percorso di riforma dell'Ordinamento professionale e di riforma della Giustizia. Recupero delle radici storiche del diritto italiano, in rapporto alla dimensione della comunità europea. Formazione e aggiornamento professionale. Approfondimento del progetto di riforma proposto dal Consiglio Nazionale Forense. Studio e approfondimento delle tematiche locali inerenti il buon funzionamento degli Uffici Giudiziari. Esame e proposte per una riforma assistenziale e previdenziale adeguata alle esigenze dell'Avvocatura. Studio ed eventuale realizzazione di strumenti ed attività stragiudiziali per la risoluzione delle controversie.
La sede legale è presso lo studio dell'avv. prof. Alessandro Pasca -Presidente della sezione distrettuale - in Salerno al C.so Garibaldi n. 215.
Referente per il Tribunale di Nocera è l'avv. Errico Santonicola. Referente per il Tribunale di Vallo della Lucania è l'avv. prof. Giuseppe Tambasco.
Il sito nazionale è: www.udai.it. Il sito della sezione distrettuale è in allestimento: blog http: www.udai-avvocati-salerno.ilcannocchiale.it - email udaisa@libero.it
La sezione distrettuale UDAI di Salerno - Nocera - Vallo Della Lucania è già stata riconosciuta dal Consiglio dell'Ordine di Nocera e da quello di Vallo della Lucania.
Si confida che presto provveda all'inserimento nell'elenco associazioni territoriali anche il Consiglio dell'Ordine di Salerno al quale già da tempo è stata inoltrata la richiesta.
Il Segretario della Sezione distrettuale
UDAI di Salerno - Nocera – Vallo della Lucania
Avv. Antonio Amatucci

Invio Mod. 5: comunicato della Cassa Previdenza Avvocati.



COMUNICATO AGLI ISCRITTI

Mod. 5/2009:versamenti in autoliquidazione per scadenza 31/07/2009.

In considerazione delle segnalazioni pervenute in ordine alle difficoltà, da parte di alcuni iscritti, nel reperire, entro il 31/07/2009, i dati fiscali di riferimento per il calcolo dei contributi dovuti, in conseguenza della proroga al 5 agosto dei termini per il pagamento delle imposte, disposta con DPCM 4/06/2009, la Cassa Forense si riserva di effettuare un monitoraggio sull’effettiva incidenza del fenomeno, al fine di valutare la possibilità di non applicare sanzioni per i versamenti effettuati entro la predetta data del 5 agosto 2009, fermo restando gli interessi di mora.
Con l’occasione si ringraziano gli oltre 85.000 avvocati che si sono già avvalsi del nuovo sistema di invio telematico del mod. 5/2009 che resterà attivo fino al 30/11/2009, termine ultimo entro il quale non verranno applicate le specifiche sanzioni previste per il ritardo nell’invio della comunicazione obbligatoria.
Si ricorda, infine, che il termine per l’invio del mod. 5/2009 per chi intendesse avvalersi delle vecchie modalità cartacee resta fissato al 30/09/2009.

Il Presidente
Avv. Marco Ubertini

Clementina Forleo ha lasciato un arretrato di 4.752 procedimenti pendenti. Scatta l’azione disciplinare.


Si profilano nuovi guai per il gip Clementina Forleo. Il magistrato milanese, dopo esser stata trasferita d’uffico dal Csm per incompatibilità ambientale, dovrà difendersi da una nuova azione disciplinare della Procura generale della Cassazione.
Secondo la Pg della cassazione il giudice avrebbe violato “i doveri di diligenza e laboriosità perché avrebbe ritardato in modo reiterato, grave e ingiustificato il compimento di atti e l’adozione di provvedimenti relativi all’esercizio delle proprie funzioni di giudice per le indagini preliminari”.
Nel suo vecchio ufficio di Milano, la Forleo ha lasciato, infatti, un’eredità pesante: un arretrato di 4.753 procedimenti pendenti.
La giudice si è difesa sottolineando la complessità dei procedimenti di cui, in quel periodo, si è occupata, come quelli sul terrorismo internazionale e sulle scalate bancarie, ai quali “si è dovuta dedicare - sono parole del suo legale - con un impegno fuori dalla norma”.

giovedì, luglio 30, 2009

OUA: da oltre un anno lo Stato non paga il “gratuito patrocinio”.


Roma, (Adnkronos) - L'Organismo unitario dell'avvocatura (Oua), in una nota, "si fa portavoce dell'enorme disagio degli avvocati italiani per l'inaccettabile comportamento dello Stato che ormai da oltre un anno ha bloccato, del tutto, i pagamenti delle parcelle per il cosiddetto 'gratuito patrocinio', in realtà si tratta di patrocinio a spese dello Stato".
"Si tratta di un atteggiamento gravissimo -commenta il presidente Maurizio de Tilla- comprendiamo le difficoltà dei conti pubblici ma queste non possono essere scaricate sugli avvocati, soprattutto in una fase di grave crisi economica come l'attuale".
"Solo il grande senso di responsabilità del mondo forense fa sì -sottolinea de Tilla- che venga garantito un servizio non solo costituzionalmente dovuto ma anche metro della civiltà' di un Paese".
Secondo l'Oua il problema "si aggraverà ulteriormente con l'estensione, recentemente prevista, del Patrocinio a spese dello Stato anche alle vittime dei 'reati sessuali'. Un diritto destinato a restare sulla carta o a pesare esclusivamente sulle spalle degli avvocati".
"Chiediamo che lo Stato saldi immediatamente i suoi debiti - conclude de Tilla - o, in subordine, consenta agli avvocati come previsto per le imprese di cedere i propri crediti alle banche. La situazione e' ormai insostenibile, in tutta Italia cresce la protesta e l'Oua, in attesa di verificare gli interventi del governo, si riserva ogni possibile iniziativa".

mercoledì, luglio 29, 2009

L'ex Procuratore Capo di Salerno si dimette dalla magistratura.

Al via Commissione riassetto disciplina processo amministrativo.


ROMA -Si e' insediata oggi la Commissione per il riassetto della disciplina del processo amministrativo, composta da magistrati del Consiglio di Stato, dei Tribunali amministrativi regionali, e da rappresentanti del libero Foro e dell'Avvocatura generale dello Stato.
A coordinare i lavori della Commissione, si legge in un comunicato, sara' il presidente aggiunto del Consiglio di Stato, Pasquale de Lise.
Sulla base dell'incarico affidato dal Governo al Consiglio di Stato, la Commissione dovra' provvedere alla stesura dell'articolato normativo che costituira' la base del decreto legislativo per il riordino del processo amministrativo.

martedì, luglio 28, 2009

Elezioni Delegati Cassa Previdenza Forense: decisione adottata il 21/07/2009 dalla Commissione Elettorale Centrale.


Decisione n. 7/2009 CEC
LA COMMISSIONE ELETTORALE CENTRALE COSTITUITA PRESSO LA
CASSA NAZIONALE DI PREVIDENZA E ASSISTENZA FORENSE
composta dai Signori:
Danovi avv. Remo Presidente
Stincardini avv. Ruggero Segretario
Cipriani Marinelli avv. Giuseppe Componente
D'Innella avv. Giovanni Componente
Martuccelli avv. Carlo Componente
ha emesso la seguente
Decisione
sul reclamo rubricato al n. 10/R.G. - CEC proposto dall’
avv. LUCIA RAGONE, del Foro di Salerno, per la declaratoria di illegittimità del provvedimento assunto dalla Commissione elettorale d'appello, con conseguente rinnovazione delle operazioni elettorali per il distretto di Salerno dell'elezione dei componenti del Comitato dei delegati della Cassa Forense per il quadriennio 2009/2013, previa riammissione della lista Ragone-Carbotta o anche solo della candidata Ragone.
Fatto
L'avv. Lucia Ragone, unitamente al collega Vito Carabotta, presentava la propria candidatura, nel collegio elettorale di Salerno, per partecipare all'elezione dei membri del Comitato dei delegati della Cassa Forense (quadriennio 2009-2013)per quel distretto ed il Consiglio dell'Ordine le comunicava l'ammissione della lista, disposta dalla competente Commissione circondariale.
Sennonché, in accoglimento del ricorso proposto dagli avvocati Gabriele Capuano e Rosario Manzo, fondato sulla mancanza di autenticazione della firma di presentazione e della formalità sussidiaria del deposito di copia di valido documento di riconoscimento, la Commissione di appello dichiarava non valida la candidatura degli avvocati Ragone e Carabotta, con la conseguente esclusione dalla competizione elettorale della lista contenente i loro nomi.
Disattesa dal Giudice ordinario, immediatamente adito, un'istanza di sospensione dell'efficacia del suddetto provvedimento di esclusione, con motivazione fondata sul rilevato difetto di giurisdizione e sulla dichiarata mancanza di fumus boni juris, l'istante propone reclamo a questa Commissione denunziando illegittimità della composizione della Commissione di appello ed irregolarità nella presentazione della lista di appartenenza dei candidati Capuano e Manzo che avevano provocato, con il loro ricorso, la decisione di esclusione sopra riferita.
In particolare la reclamante deduce che di quella Commissione di appello aveva fatto parte, in sostituzione dell'avv. Rosa Pepe, l'avv. Antonio Rienzo, quale delegato del Consiglio dell'Ordine di Sala Consilina, trovandosi in posizione di conflitto di interessi, avendo votato in proprio favore ai fini della sostituzione dell'avv. Pepe ed inoltre l'avv. Mario de Liguori, anch'egli componente di quella Commissione di appello, aveva sottoscritto, quale sostenitore, la lista alla quale appartenevano i nomi degli avvocati Capuano e Manzo.
L'istante soggiunge che gli avvocati Andrea Baratta e Americo Montera, risultati eletti e proclamati quali componenti del Comitato dei delegati della Cassa, avrebbero conseguito, secondo notizie di stampa, un numero di voti inferiore alla metà più uno di quelli validamente espressi.
In data 6 giugno 2009 hanno depositato controdeduzioni gli avvocati Americo Montera e Andrea Baratta rilevando quanto appresso:
a) l'avv. de Liguori era stato nominato componente della Commissione di appello sin dal 24.9.2008, mentre la lista contenente i nomi degli avvocati Capuano e Manzo era stata depositata il 26.11.2008, sicché il dedotto conflitto di interesse, collegato alla sottoscrizione di quest'ultima lista, si sarebbe verificato in epoca successiva alla nomina, configurando un'ipotesi non prevista dalla normativa di riferimento quale causa di decadenza o di incompatibilità;
b) il voto espresso dall'avv. de Liguori in seno alla Commissione di appello non sarebbe stato influente, dal momento che la decisione di esclusione della lista dell'avv. Ragone era stata presa all'unanimità e, quindi, con un numero di voti sufficiente, indipendentemente dal voto dell'avv. de Liguori;
c) in mancanza di un espresso divieto normativo al riguardo, l'avv. Rienzo aveva legittimamente sostituito l'avv. Pepe, che trovavasi in situazione d’impedimento dovuto ad impegni all'estero ed il termine per la decisione della Commissione di appello era assai breve, in ossequio a quanto previsto al riguardo dalle norme regolamentari applicabili;
d) la decisione della Commissione di appello non solo è stata validamente assunta ma è anche esatta nel merito, perché la mancanza di sottoscrizione della candidatura, non surrogata dal deposito di copia di valido documento, rende insuperabile l'illegittimità della presentazione della lista degli avv.ti Ragone e Carabotta, posto che la norma applicabile (art. 4 del regolamento per la elezione dei delegati) richiede che "tutte" le sottoscrizioni siano autenticate dal Presidente o dal Consigliere segretario del Consiglio dell'Ordine di appartenenza, circostanza non verificatasi nel caso di specie;
e) la legittimazione degli avv.ti Capuano e Manzo a proporre reclamo alla Commissione di appello deriva dall'art. 11 del Regolamento per le elezioni che facoltizza a quella iniziativa "chiunque vi abbia interesse" ed i due professionisti ora detti, nella loro qualità di presentatori di altra lista, erano sicuramente portatori di interesse alla presenza di un numero minore possibile di liste concorrenti.
Con successiva memoria autorizzata in data 11 luglio 2009 la reclamante ribadiva le pregresse argomentazioni richiamando le conclusioni già assunte
Diritto
Preliminarmente la Commissione rileva che le doglianze sollevate dalla reclamante toccano per lo più vizi riguardanti la fase anteriore al voto.
Sicché è preliminare il rilievo che, a mente dell'art. 4 commi 12 e 13 e dell'art. 5 del Regolamento per l'Elezione del Comitato dei Delegati, questa Commissione elettorale centrale può esprimere le sue determinazioni solo sui reclami avverso "tutte le operazioni elettorali, effettuate a norma dell'art. 4 commi 12 e 13" e non già per le fasi precedenti.
E' di tutta evidenza, quindi, che le osservazioni proposte dalla reclamante avrebbero dovuto formare oggetto di esame da parte della Commissione Elettorale d'Appello, istituita presso il Consiglio dell'Ordine del capoluogo del distretto (ex art. 4 comma 8 del Regolamento) e preposta a vagliare i reclami "contro i provvedimenti delle commissioni elettorali istituite presso i Consigli emessi precedentemente all'inizio delle operazioni di voto" (ex art. 4 comma 11 del Regolamento).
Fermo restando, quindi, l’inammissibilità del reclamo, questa Commissione lo ritiene comunque infondato nel merito.
Va rilevato, infatti, con riferimento alla censura relativa alla dedotta illegittima composizione della Commissione di appello per la partecipazione ad essa dell'avv. de Liguori, che quest'ultimo, al momento della sua nomina, avvenuta in data 24.9.2008, non si trovava in situazione di conflitto di interessi, non avendo a quell'epoca assunto alcuna posizione tra quelle previste dall'art. 5, comma 3, del Regolamento per le elezioni del Comitato dei delegati della Cassa Forense.
Del resto, come correttamente osservato dai controinteressati, il voto dell'avv. de Liguori in seno a quella Commissione non era, e non fu, determinante, poiché la decisione fu assunta alla unanimità e, quindi, una sua astensione (od anche voto contrario) non avrebbe avuto conseguenze di sorta.
Quanto alla posizione dell'avv. Rienzo è sufficiente rilevare che questi sostitui in seno alla Commissione di appello l'avv. Rosa Pepe, la cui assenza era giustificata da soggiorno all'estero e la sostituzione fu resa inevitabile in conseguenza dell’esiguità del termine previsto dalla norma regolamentare per l'emissione della decisione.
L'avere concorso, con il proprio voto, alla sua designazione a sostituto della collega Pepe, assente, non assurge a motivo di invalidità della sostituzione, perché egli, in quella occasione, era solo un nuncius del Presidente del Consiglio dell'Ordine cui apparteneva.
Inoltre, egli non era portatore di alcun interesse elettorale.
La decisione di esclusione della lista dell'avv. Ragone, sufficientemente motivata, trova fondamento nella normativa regolamentare che richiede la certificazione di autenticità delle sottoscrizioni dei candidati, dei presentatori e dei sostenitori delle liste a garanzia della regolarità e della serietà delle operazioni elettorali.
La norma offre anche un'alternativa per l'ipotesi di impossibilità dell'interessato a presentarsi personalmente per l'autentica, consistente nel deposito di copia del documento valido di identità. Quando, come nella specie, mancano entrambe le alternative, non è contestabile la carenza di regolarità e, conseguentemente, la necessità di esclusione dalla partecipazione alla competizione elettorale.
La doglianza riguardante un asserito difetto di legittimazione dei due avvocati che proposero reclamo alla Commissione di appello non può trovare accoglimento perché la norma contenuta all'art. 11 del Regolamento per le elezioni del Comitato dei delegati della Cassa consente a "chiunque vi abbia interesse" di proporre reclamo ai fini della regolarità della competizione elettorale e, nel caso di specie, l'interesse dei due reclamanti era costituito dall'eliminazione di una lista concorrente.
Sulla richiesta subordinata formulata dalla reclamante circa l'ammissione alla votazione del solo suo nome, in quanto la carenza di autenticità riguardava solo il collega Carabotta, è inutile soffermarsi, tenuto conto della dirimente circostanza che il sistema di votazione per l'elezione del Comitato dei delegati della Cassa Forense è "per lista" e non nominativo.
P.Q.M.
La Commissione Elettorale Centrale rigetta il reclamo.
La Commissione dispone che ne sia data comunicazione a cura degli Uffici della Cassa.
Cosi deciso, all'unanimità dei componenti, in data 21 luglio 2009.

La Commissione:

Danovi avv. Remo (Presidente)
Stincardini avv. Ruggero (Segretario)
Cipriani Marinelli avv. Giuseppe
D'Innella avv. Giovanni
Martuccelli avv. Carlo

Conferenza Nazionale Avvocatura (Roma-20/21 novembre 209).

lunedì, luglio 27, 2009

OUA CHIEDE MISURE ANTICRISI ANCHE PER GLI AVVOCATI.



STOP AGLI STUDI SETTORE, DETASSAZIONE DEGLI UTILI REINVESTITI, LIBERALIZZAZIONE DELL’AUTENTICA DELLE FIRME, DELLA NEGOZIABILITÀ DEI MUTUI, DELLA CESSIONE DI QUOTE DELLE SRL.
Queste sono solo alcune delle proposte presentate dalla Commissione Fisco dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana, coordinata da Luigi Zenoni, per chiedere la modifica della cosiddetta manovra “Anticrisi” varata dal Governo e in discussione in Parlamento (il Dl 78/09, che dovrà essere convertito entro il prossimo 1° settembre).
Gli avvocati denunciano l’inadeguatezza del provvedimento legislativo in discussione per un settore in grande sofferenza come quello delle professioni e nello specifico degli avvocati.
Per Maurizio de Tilla, presidente dell’organismo politico di rappresentanza dell’avvocatura, «la crisi economica sta mettendo a dura prova il mondo delle libere professioni. Il ceto medio italiano subisce da anni una pressione fiscale e inflattiva elevata e in assenza di interventi precisi e concreti si rischia di paralizzare un pezzo importante della mondo produttivo del nostro paese e, così, far perdere molti posti di lavoro».
«La Commissione Fisco dell’Oua – ha aggiunto de Tilla- ha preparato un pacchetto di proposte che invieremo a governo e parlamento per chiedere la modifica del decreto legge “anticrisi”.
La cosiddetta “manovra d’estate” deve dare risposte complessive alla crisi internazionale che sta colpendo l’Italia, evitando interventi parziali e corporativi, per questa ragione crediamo che un maggiore coinvolgimento degli avvocati, e dei professionisti in generale, potrebbe essere utile a comprendere i problemi specifici di questo settore.
L’Oua propone che si detassino gli utili reinvestiti e che si sospendano gli studi settore.
Si concorda, inoltre, con la proposta della Commissione bicamerale di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, per un concordato preventivo di massa per l’emersione dei redditi occultati al fisco.
È, altresì, importante che si preveda per gli avvocati che svolgono le difese penali a spese dello Stato, le cui parcelle non vengono saldate da parecchio tempo, che possano cedere i crediti pro soluto alle Banche, così come avviene con le imprese nell’ambito delle forniture e degli appalti della pubblica amministrazione.
Infine, è opportuno nell’ottica di una liberalizzazione, che si possa ampliare la sfera di operatività professionale così da consentire anche agli avvocati l’autentica delle scritture private, la rinegoziazione dei mutui, la stesura dei protesti cambiari, la predisposizione delle pratiche di vendita auto, la gestione delle cessioni di quote delle s.r.l. e la predisposizione delle pratiche afferenti il cosiddetto scudo fiscale».
Roma, 27 luglio 2009

UNIVERSITÀ DEL MERITO: ERA ORA!

Può piacere o non piacere, ma per l`Università comincia un`epoca nuova.
Mariastella Gelmini è riuscita laddove i suoi predecessori hanno fallito: tentare la valutazione della virtuosìtà degli atenei sulla cui base destinare le risorse.
Si possono discutere, certo, i parametri e le modalità con le quali sono stati formulati i giudizi.
Tuttavia siamo di fronte a un primo passo, un passo davvero importante, lungo il cammino della razionalizzazione dell`intero sistema universitario.
E tutto questo, grazie alla tenacia e all`intelligenza di un ministro giovane e determinato cui deve andare il plauso di tutti coloro che hanno a cuore le sorti, non solo scolastiche ed educative, del paese.
Com`era prevedibile, le critiche, sia alla "graduatoria" degli atenei sia all`impianto generale dei provvedimenti di riforma, non sono mancate.
E può anche darsi che alcune di esse non abbiano tutti i torti. Ma è bene che il ministro, almeno per ora, non se ne curi e vada avanti per la sua strada. Per migliorare, o anche eventualmente per correggere, qualche stortura c`è sempre tempo.
Mentre non è più il tempo di lasciare che il sistema universitario prosegua, con forza d`inerzia, a scivolare lungo la linea di un piano inclinato che poggia la sua base superiore sulla disastrosa eredità del Sessantotto e della contestazione.
In Italia non abbiamo avuto purtroppo un De Gaulle. A questi, com`è noto, bastò una sola battuta - "Signori, la ricreazione è finita" - per porre fine alla stagione di una rivoluzione strisciante che trasformava gli atenei in postriboli e campi di battaglia ideologici.
Da noi prevalsero la demagogia e il pressappochismo con la moltiplicazione dei docenti universitari a tutti i livelli (altro che blocco dei concorsi!), con la moltiplicazione delle sedi universitarie per motivi clientelari, con la parcellizzazione degli insegnamenti per esigenze "baronali", con la proliferazione incontrollata dei corsi universitari.
Un disastro, un disastro totale che ha inciso sulla qualità dell`insegnamento, sul livello della docenza, sui risultati della ricerca.
Oggi abbiamo cattedre, mezze cattedre, quarti di cattedre affidate a professori e professorini - troppo spesso figli e nipoti della sbornia contestatrice del Sessantotto e dintorni - che, in altri tempi, non avrebbero insegnato neppure nei licei di provincia.
E abbiamo, inoltre, una marea di insegnamenti affidati a persone esterne al mondo dell`università in nome della "professionalità" acquisita nella vita professionale o dello status sociale, come se l`università dovesse ridursi a una scuola aziendale.
Quanti sono, insomma, i docenti che trasmettono veramente sapere e non si limitano, per usare l`immagine del poeta W. H. Auden, a "parlare nel sonno altrui"? Quanti sono i professori che fanno davvero ricerca e non già spreco di risorse o, nella migliore delle ipotesi, "turismo culturale"?
Non si tratta di domande oziose e retoriche. La selezione e la qualità della docenza sono un problema prioritario anche rispetto a quello dei finanziamenti alla ricerca, tanto è vero che, almeno in qualche campo, risultati positivi sono venuti dal di fuori dei canali universitari.
E per questo - sia detto per incidèns - non hanno trovato probabilmente il giusto riconoscimento nei parametri stilati per la definizione della "virtuosità" degli atenei e hanno potuto determinare qualche sorpresa o "declassamento", cui si potrà ovviare in seguito.
Quel che conta è che, finalmente, qualcuno, l`attuale ministro, abbia cominciato ad affrontare davvero il problema dell`università in maniera seria e "globale" rifiutandosi di obbedire al demagogismo imperante, alle pressioni hobbistiche, agli interessi organizzati.
Coraggio, ministro Gelmini. Non è sola. Parola di professore!
Francesco Perfetti
Dal quotidiano "IL TEMPO" di lunedì 27 luglio 2009

Gli ambiziosi producono grande danno!


"Perniciosi sono quelli che appetiscono per fine suo la grandezza. Perché chi la piglia per idolo non ha senso alcuno, né di giustizia, né di onestà, e farebbe uno piano di ogni cosa per condurvisi."
Francesco Guicciardini (1483-1540)
"Ricordi politici e civili".

ALFANO, DA CSM SOLO UN PARERE NON UNA BOCCIATURA.


Roma, (Adnkronos) - "La notizia della scorsa settimana. E' un parere, non c'è nessuna bocciatura: e' il Parlamento che promuove o boccia i ddl".
Il ministro della Giustizia Angelino Alfano commenta cosi' la pronuncia del plenum del Consiglio superiore della magistratura sul ddl di riforma del processo penale.
"Noi -rileva il Guardasigilli a margine di una cerimonia nel carcere romano di Regina Coeli- riteniamo che con il nostro progetto di riforma del processo penale assicureremo piena parita' tra accusa e difesa, renderemo piu' efficienti le difese in giudizio dei cittadini sottoposti a processo penale, faremo si' che i pm possano svolgere pienamente il loro lavoro e che l'accertamento della verita' dibattimentale possa essere piu' efficace e certo".

domenica, luglio 26, 2009

Barbone in carcere a Roma, per il furto di un filone di pane in un supermercato.



ROMA (25 luglio) - «È stato arrestato all'inizio di giugno all'Ospedale "Santo Spirito" di Roma perché aveva un carico penale di poco meno di tre mesi di carcere per il furto (commesso 3 anni fa) di un filone di pane e un altro genere alimentare in un supermercato di Monte Mario.
Ora l'uomo - un italiano senza fissa dimora condannato anche ad una ammenda pecuniaria di 4 centesimi - si trova nell'infermeria del braccio G 14 del carcere di Rebibbia con un fine pena fissato al 3 settembre prossimo.
A render nota la vicenda è il garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni.

venerdì, luglio 24, 2009

La Camera Civile di Salerno si spacca, nasce l'associazione “La Camera Civile Salernitana” dell'Avv. Agata Bisogno.


Non si è fatta attendere la risposta dell’avvocato Agata Bisogno, Presidente pro tempore della neo costituita associazione Forense “La Camera Civile Salernitana” , che risponde all’attacco della collega Lucia Ragone che, su un quotidiano locale, invitava la categoria forense a diffidare dalle imitazioni e a non confondere la Camera civile di Salerno con la nuova associazione.
«Nella mia qualità di Presidente della neo costituita “Camera Civile Salernitana” - afferma l’avvocato Bisogno - dissolvo i dubbi dell’avvocato Lucia Ragone, informandola che effettivamente in data 14 luglio 2009 è stata costituita la “Camera Civile Salernitana” della quale mi onoro di essere il Presidente. Tale costituzione è in pena sintonia con l’art. 18 della Costituzione italiana che tutela il diritto di libera associazione in ogni sua forma. Per cui mi corre l’obbligo dichiarare per l’onorabilità dell’associazione che mi pregio di rappresentare e per quella dei suoi referenti ed iscritti che davvero non si comprende l’affannoso proposito di indagare in merito, come se un Presidente di un’associazione non riconosciuta , quali sono le Camere Civile, avesse il potere di indagine al pari di un Pubblico Ministero».
Polemiche a parte, l’avvocato Agata Bisogno, nella sua qualità di Presidente della Neo costituita “Camera Civile Salernitana” intende ringraziare l’avvocato Ragone per averle offerto, con il suo accanito interessamento, l’occasione per informare ufficialmente l’avvocatura salernitana e la cittadinanza tutta della presenza sul territorio dal 14 luglio 2009 della Camera Civile Salernitana, associazione forense, non riconosciuta, senza scopo di lucro, che si propone tra i suoi scopi di promuovere e incrementare ogni iniziativa diretta a conseguire un miglior funzionamento della Giustizia, con particolare riguardo a quella civile, segnalando eventuali carenze e disfunzioni, di dar voce alle istanze di giustizia dei cittadini nel settore del diritto e del processo, soprattutto di quello civile, di creare servizi ed infrastrutture riservate agli iscritti; di propugnare e rafforzare i legami di solidarietà e lealtà tra gli Avvocati, di promuovere ed attivarsi per il rafforzamento del ruolo dell’Avvocatura nel suo complesso, in particolare di quella civile, quale garante dell’attuazione dei diritti fondamentali e quale primo ed insostituibile attore della conoscenza della legge e della diffusione della cultura della legalità; di cooperare con le altre Camere Civili nell’interesse del miglior funzionamento della Giustizia civile.
«La Neo associazione - prosegue l’avvocato Bisogno - è nata con l’impegno di molti giovani e di diversi vecchi iscritti della Camera Civile di Salerno, che con rinnovati entusiasmi hanno ritenuto di aderire all’iniziativa. Con l’occasione intendo precisare che di Camera Civile non ce n’è una sola e che sul territorio nazionale se ne annoverano circa un centinaio di cui circa 70 aderenti all’Unione Nazionale e chi parla lo sa bene, essendo da circa tre anni Componente del Direttivo dell’Unione Nazionale Camere Civili, per essere stata eletta dal Congresso delle Camere Civili di Napoli dell’Ottobre 2006 . Va rilevato tra l’atro che la stessa avvocato Ragone di recente ha ritenuto di andare a fondare altre associazioni forensi sul territorio, quali il Sindacato Forense, la UIF e l’UDAI Unione degli avvocati d'Italia -sezione distrettuale UDAI di Salerno- Nocera - Vallo della Lucania, associazione distrettuale, formatasi il 21 marzo 2009. Per il resto non mi pare ci siano motivi di incompatibilità circa la coesistenza sul territorio di più Camere Civili, né vi siano motivi ostativi , secondo il vigente Statuto, di adesione all’Unione Nazionale Camere Civili , tanto che già a Genova vi sono due Camere Civili aderenti all’Unione Nazionale. Su di una cosa concorda pienamente l’avv. Bisogno che è giusto informare i colleghi che da oggi vi è una nuova associazione di civilisti sul territorio di Salerno, per cui gli avvocati prima di iscriversi sapranno discernere a quale Camera intendano associarsi» .
I referenti della Camera Civile Salernitana, ai quali ci si può rivolgere per iscriversi sono l’avv. Agata Bisogno- Presidente, l’avv. Luigi Amato- Vice Presidente, l’avv. Giovanna Scarpa – Segretario, l’avv. Attilio Carlone – Tesoriere, l’avv. Franco Vicedomini - Consigliere l’avv. L’avv. Maurizio Salvo -Componente dei Probiviri, L’avv. Paola Pierina Iuliano Componente dei Probiviri, L’avv. Maddalena Cuccurullo Componente dei Probiviri, L’avv. Cinzia D’Aiutolo Componente dei Probiviri, L’avv. Maria Cristina Pinto Componente dei Probiviri, tutti iscritti all’albo del Foro di Salerno.

Tratto dal quotidiano “Cronache del Mezzogiorno”

giovedì, luglio 23, 2009

La "rettifica" di Silvio.

Procure: CSM recepisce direttive del Capo dello Stato.


Il vicepresidente del Consiglio Superiore dalla Magistratura, Nicola mancino, illustrando in una conferenza stampa i risultati della delibera approvata da Palazzo dei Marescialli sull'organizzazione delle procure, in applicazione del nuovo ordinamento giudiziario ha dichiarato: "Questa risoluzione non ha fatto del procuratore della Repubblica un monarca assoluto, ma non potevamo nemmeno accettare che fosse un re travicello o che negli uffici requirenti valesse il semplice assemblearismo. Diciamo che il procuratore e' un monarca costituzionale".
La risoluzione è stata approvata sostanzialmente all'unanimità e sono state recepite tutte le direttive dettate dal presidente della Repubblica.
Quello che cambia con questa risoluzione è la figura del magistrato requirente. Sarà più diretto il potere di controllo del procuratore sul lavoro dei singoli pm; resterà in ogni caso il controllo del CSM.
In sostanza il lavoro del procuratore dovrà puntare sugli aspetti organizzativi pur nel rispetto dell'autonomia del sostituto procuratore.
Sarà fondamentale per il Procuratore perseguire tre obiettivi ossia quello della ragionevole durata del processo, quello del corretto puntuale ed uniforme esercizio dell'azione penale, quello dell'efficienza nell'impiego della polizia giudiziaria e nell'uso delle risorse.
Resta in ogni caso il controllo ex post: ''Il Csm verifica che il programma organizzativo sia rispondente alle norme dell'ordinamento giudiziario nonche' alle indicazioni consiliari relative alla loro applicazione; in caso negativo, formula i suoi rilievi e li trasmette sia al procuratore, sia al procuratore generale della Cassazione e al procuratore generale presso la Corte d'appello cui competono i poteri di vigilanza''.
Secondo quanto dichiara Mancino la risoluzione eliminerà le ''difficolta' di rapporti interni alle procure e tra i diversi uffici e consentira' agli uffici requirenti di lavorare piu' speditamente'', prevedendo ''nei casi di revoca delle indagini o di rinuncia da parte del sostituto l'intervento del Csm''.
Viene segnalata come fondamentale anche la norma che consente al sostituto di sollevarsi dall'incarico nel caso in cui si trova in dissenso con il Procuratore.

mercoledì, luglio 22, 2009

Il Tar Lazio stabilisce la legittimità del regolamento Cnf sulla formazione obbligatoria.



Il regolamento del Consiglio nazionale forense sulla formazione obbligatoria degli avvocati è legittimo e non contrasta né con il principio di legalità, né con quelli di proporzionalità e ragionevolezza né è viziato da eccesso di potere.
Lo ha stabilito il Tar Lazio (III sezione) con la sentenza n. 7081 depositata il 17 luglio 2009, con la quale sono stati respinti i ricorsi avanzati da diversi avvocati che avevano impugnato il regolamento per la formazione continua dell’Ordine degli avvocati di Trieste e il presupposto regolamento della formazione permanente del Cnf, approvato in via definita nel luglio 2007.
“Non possiamo che esprimere soddisfazione per l’esito del giudizio e per la decisione con cui il TAR Lazio ha riconosciuto, ancora una volta, in capo al Consiglio Nazionale Forense, l’esistenza del potere normativo volto a disciplinare le modalità di corretto esercizio della professione ed ha affermato che, con riferimento ai doveri di formazione continua, l’esercizio di tale potere è avvenuto secondo canoni di trasparenza, nel rispetto delle norme di legge e dei principi di proporzionalità dell’azione amministrativa”, dichiara il segretario del Cnf, Pierluigi Tirale.
“Del resto, sarebbe singolare che, unico fra gli i Consigli nazionali delle diverse professioni, al Consiglio nazionale forense fosse precluso il potere di curare, favorire e controllare la cultura professionale, nell’interesse non solo degli appartenenti alla categoria professionale, ma anche e soprattutto nell’interesse della collettività e dei soggetti che richiedono assistenza e tutela dei propri diritti.”

martedì, luglio 21, 2009

Nuovo processo civile: dagli avvocati allarme sui tanti dubbi interpretativi.


Roma, luglio 2009. “Le troppe incertezze normative della legge che revisiona il processo civile, emerse nei diversi interventi dei relatori, rischiano di minare l’efficacia della riforma”.
E’ una considerazione preoccupata quella formulata dal presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa, al termine della prima parte dei lavori del seminario organizzato oggi a Roma, presso il complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia (circa 2000 gli avvocati iscritti), e interamente dedicato alle Modifiche al codice di procedura civile introdotte dalla legge 69/2009, in vigore dal 4 luglio scorso.
“Occorrerebbe una riscrittura formale della legge perché le incertezze sono tanto più gravi quanto più riguardano il processo civile e dunque il diritto di accesso alla giustizia dei cittadini”.
Non c’è capitolo della riforma che sia esente da dubbi: a partire da quelli più controversi come il filtro per i ricorsi in Cassazione, ma anche dalle novità che avrebbero dovuto risolvere questioni annose, come la sorte del processo in caso di difetto di giurisdizione.
Alpa non sottrae la categoria forense all’impegno a far “girare” la riforma, anzi sottolinea l’impegno degli avvocati a collaborare, insieme agli altri operatori della giustizia, per la migliore applicazione delle nuove norme.
Ma sottolinea come l’impianto riformatore sia incompleto, in attesa che il governo metta mano alle deleghe sulla riduzione dei riti e sulla conciliazione ed evidenzia l’opportunità di coordinare il testo della legge con quello che ha introdotto la class action.
“La fedeltà alla legge è un atto dovuto per gli avvocati, ma spesso noi siamo chiamati a veri e propri sacrifici. Vorremmo che il Parlamento li apprezzasse varando la riforma dell’ordinamento forense (attualmente in discussione in commissione giustizia al senato, ndr)”.
Gli avvocati saranno insomma “attendisti ma vigili”, come ha avvertito il consigliere Aldo Bulgarelli, coordinatore della commissione cpc del Cnf e moderatore dei lavori seminariali della mattina.
Il compito di introdurre i capisaldi della riforma è spettato a Carmine Punzi che tra l’altro ha evidenziato come tra le novità positive vi sia quella di garantire alle parti il diritto al contraddittorio anche rispetto alle questioni sollevate d’ufficio dal giudice.
Argomento controverso è il passaggio del processo dal giudice ordinario a quello amministrativo/ tributario/ contabile in caso di difetto di giurisdizione.
“L’articolo 59 della legge meriterebbe la riscrittura”, ha sottolineato Claudio Consolo “visto che è ambiguo sul punto se il passaggio sia una vera traslazione o raffiguri una riproposizione della domanda davanti al giudice competente, dunque dia inizio a un nuovo processo. Se è traslazione, come alcuni elementi interpretativi propendono, allora ci sarà sopravvivenza delle prove e delle tutele cautelari già erogate dal giudice in difetto di giurisdizione”.
Il controverso tema dell’introduzione del filtro per i ricorsi in Cassazione è stato trattato nella dialettica tra avvocati e magistrati, divisi sull’opportunità del filtro (che i legali non riconoscono) ma concordi nel sottolineare i dubbi interpretativi.
Molto critico Giorgio Costantino, che ha adombrato profili d’illegittimità costituzionale della norma sul filtro contenuta in un testo “velleitario e contraddittorio”.
Preoccupa soprattutto il secondo motivo d’inammissibilità del ricorso (articolo 360 bis, n.2) previsto nel caso in cui sia manifestamente infondata la censura relativa alla violazione dei principi del giusto processo.
“Ogni interpretazione letterale della disposizione conduce a risultati aberranti”, ha sottolineato Costantino. “Essa si presta a essere intesa vuoi nel senso che sono ammissibili soltanto i ricorsi che denuncino una violazione dei principi regolatori del giusto processo, prescindendo dai motivi di cui all’articolo 360, vuoi nel senso che il ricorso, fondato sui motivi di cui all’articolo 360, è inammissibile qualora censuri il provvedimento invocando a sproposito i principi regolatori del giusto processo”.
Il consigliere di Cassazione Luciano Panzani ha difeso il filtro, ma ha sottolineato il rischio di arbitrarietà in una lettura ampia del secondo motivo di inammissibilità e ha inoltre avvertito: “che l’istituzione della sezione filtro non è da sola sufficiente a porre rimedio alla situazione di crisi della Corte, visto che le sezioni ordinarie dovranno comunque smaltire circa 100mila ricorsi arretrati pendenti”.
Tutto da sperimentare il procedimento sommario di cognizione, di nuovo conio, anche se gli avvocati si chiedono quanta presa avrà sui giudici (Antonio Carratta), mentre appare problematica la delega sulla semplificazione dei riti, come ha sottolineato Bruno Sassani: “Bisognerà vedere come sarà esercitata dal legislatore delegato ma appare di difficile declinazione, per fare un esempio, l’estensione del procedimento sommario di cognizione anche al giudice collegiale”.
Chiusura dei lavori molto critica da parte di Romano Vaccarella: “temo che questa legge servirà a poco in relazione a una effettiva efficienza del processo. Mi sembra più orientata a parare la responsabilità dello Stato per i ritardi processuali in violazione della Convezione europea sui diritti umani”.