martedì, agosto 25, 2009

Primo clandestino condannato: ammenda di 5.000 euro ma non espulsione per un giordano già colpevole di furto.


Alle 11,50 di ieri il giudice di pace di Firenze dott. Goracci ha pronunciato la prima condanna - di cui si abbia notizia in Italia - per il nuovo reato di clandestinità introdotto dal pacchetto sicurezza: ammenda di 5.000 euro, eventualmente convertibile in espulsione.
Il non invidiabile primato è toccato in sorte a un ragazzo di 28 anni giordano di nascita ma proveniente dalla Palestina, che è stato condotto nell´ufficio del giudice di pace dagli agenti di polizia penitenziaria, perché dal giorno di Ferragosto è detenuto nel carcere di Sollicciano dopo essere stato condannato a tre mesi di reclusione per il furto di una bicicletta.
Il giudice si è informato se l´imputato avesse subìto condanne nel suo paese. «Mi interessa ai fini della eventuale sanzione sostitutiva della espulsione - ha spiegato - nel caso fosse stato condannato a pene sproporzionate o a morte».
No, niente di tutto ciò. «E´ emersa la prova della clandestinità - ha concluso il pm d’udienza - perciò chiedo la condanna alla pena di 5.000 euro di ammenda». «Ci sono cause ostative?», ha domandato il GDP, suggerendo di guardare in particolare agli articoli sull´inosservanza dell´ordine di espulsione e sulla mancata esibizione di un documento di identità e di un titolo di soggiorno, che costituiscono reato più gravi, competono ai giudici togati e, secondo parecchi osservatori, assorbono il reato più lieve di clandestinità, facendo saltare l´intero impianto della nuova procedura davanti al giudice di pace.
«Ci sono già due provvedimenti di espulsione – ha osservato il difensore - e l´imputato è stato giudicato per la mancanza di documenti».
«Ne bis in idem», ha tradotto il giudice: cioè, non si può essere giudicati due volte per lo stesso reato.
In seconda istanza l´avvocato ha chiesto il minimo della pena. Dopo pochi minuti di camera di consiglio il giudice ha pronunciato sentenza di condanna al minimo della pena: 5.000 euro di ammenda.
Niente espulsione, e del resto nessuno l´ha chiesta. Ora gli avvocati attendono con ansia le motivazioni per capire come il giudice affronterà la questione dei preesistenti decreti di espulsione e della concomitanza con il reato più grave della mancanza di documenti.
Intanto, pur fra mille dubbi, è divenuto operativo a Firenze il nuovo reato di clandestinità.

Nessun commento: