giovedì, marzo 08, 2012

Giudici di Pace: sciopero dal 12 al 16 marzo.


(ANSA) ROMA - I giudici di pace incroceranno le braccia per cinque giorni, dal 12 al 16 marzo.
Protestano contro il mancato riconoscimento della tutela previdenziale e assistenziale e della garanzia d’indipendenza.
Ma anche contro l' ''irrazionale'' riduzione dei loro uffici e l’obbligatorieta' della mediazione anche per cause di minor valore.
La conferma dello sciopero, in una lettera inviata al premier Monti e al Guardasigilli Severino dall'Unione nazionale dei giudici di pace.

mercoledì, marzo 07, 2012

Da Oua ok a dialogo su riforma processo civile. Forti perplessità su introduzione appello cassatorio.


ROMA - L`Organismo Unitario dell`Avvocatura, con una nota, ha espresso "plauso all`apertura di dialogo del Ministero della Giustizia" sul processo civile "ma esprime perplessità sulla modifica dell`appello da devolutivo a cassatorio".

«Siamo contrari - è scritto in una nota- alla proposta avanzata dal CSM per la introduzione di nuovi filtri a scapito del diritto di difesa dei cittadini. Siamo disponibili ad aprire un confronto serio sulla revisione costituzionale dell`art. 111 settimo comma della Costituzione, ma crediamo che sia inaccettabile che si possano limitare i motivi di appello. In altri termini, il CSM propone di modulare la proposizione dei motivi di appello civili sulla falsariga dei motivi di Cassazione così da limitare un nuovo giudizio sugli stessi atti ed indirizzarlo su più precise contestazioni della sentenza.È evidente il nostro dissenso a tale proposta che riduce i diritti dei cittadini e da conferisce forte rilevanza alla sentenza di primo grado.

«In Italia - ha affermato il presidente de Tilla - si pensa alla giustizia sempre con una sola ottica: ridurre la possibilità per i cittadini per dare garanzie per la tutela dei diritti. È la logica delle proposte emergenziali, è la sconfitta di un progetto serio e riformatore per il nostro Paese. Eppure, gli avvocati da mesi avanzano proposte proprio per ridurre il contenzioso, la lunghezza, quindi, dei processi, ed evitare di avere una mole di arretrato spaventoso, tanto con il Decalogo dell'Oua, così come con il Patto per la Giustizia e i Cittadini, firmato da tutti gli operatori del settore: l'estensione delle prassi virtuose, del processo telematico, l'autogestione delle risorse e degli uffici giudiziari, il ricorso ai manager, la riforma della magistratura laica, l'eliminazione dell'obbligatorieta' della mediaconciliazione, l'istituzione dei tribunali tecnologici"

Giustizia: Severino, professionalità magistrato va sottoposta a verifiche.


Torino, 6 mar. - (Adnkronos) - La professionalità del magistrato deve essere ''sottoposta a verifiche serie ed oggettive da parte del Csm che riguardino i risultati ottenuti e siano lontane da logiche corporative''.
Lo ha sottolineato il ministro della Giustizia, Paola Severino, intervenendo a Torino ad un convegno sulla magistratura promosso dal Csm per i 150 anni dell'Unita' d'Italia.
''Non basta fermarsi ad un modello di magistratura professionale, reclutata attraverso un pubblico concorso che, necessariamente, deve essere particolarmente selettivo. Occorre altresi' -ha proseguire il Guardasigilli- ed e' questa la nuova frontiera verso la quale ci si sta spingendo, che la professionalita' del magistrato sia costantemente curata ed aggiornata, che sia sottoposta a verifiche serie ed oggettive che guardino ai risultati ottenuti e si mantengano lontane da logiche corporative''.
Secondo il ministro, infine il magistrato deve essere una figura ''che sappia utilizzare le risorse, purtroppo sempre limitate di cui dispone, organizzandole al meglio delle proprie possibilita' e al servizio del cittadino''.

lunedì, marzo 05, 2012

Il 15 marzo, tutti a Roma!!


La manifestazione del 15 marzo a Roma degli avvocati italiani contro le liberalizzazioni selvagge e la rottamazione della giustizia si terrà a Piazza Cavour, alle ore 11,00.
Lo conferma il presidente dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura-Oua, Maurizio de Tilla, che ricorda le ragioni della protesta che apre un ciclo di scioperi che termineranno il 23 marzo in contemporanea con l’inizio del Congresso Straordinario Forense a Milano:
«Gli avvocati sono fortemente preoccupati per le decine di interventi varati in questi anni contro le libere professioni e arrabbiati per i provvedimenti lesivi dell’identità dell’Avvocatura e del diritto di difesa. Tre milioni di lavoratori della conoscenza, il 15% del Pil del Paese, è sotto l’attacco costante della crisi economica e continuamente additato dall’opinione pubblica come una “casta” di privilegiati. Gli avvocati, per primi, hanno deciso di dire no a questa marea montante, condizionata dai Poteri Forti, e, spesso, da alcuni mezzi di comunicazione, che tende a voler a equiparare le professioni alle imprese, soggiogandole alle logiche mercatiste, nonché a riconvertire la nostra giustizia in un servizio esclusivo per le imprese, rinunciando, invece, a una vera riforma del settore che consenta alla macchina giudiziaria di recuperare efficienza e modernità tanto per i cittadini comuni, quanto per il nostro sistema produttivo».

«Non ci fermiamo di fronte ad alcuni piccoli aggiustamenti al testo del decreto liberalizzazioni – continua il presidente dell’Oua - e chiediamo con decisione, l’eliminazione dell’articolo 9 che abroga le tariffe e il divieto assoluto dei soci di capitale negli società di professionisti. Non solo: ci opponiamo alla prevista chiusura dei “Tribunali minori” e all’accorpamento-eliminazione degli uffici dei giudici di pace. Chiediamo urgentemente due tavoli di confronto con governo, enti locali, cittadini e magistratura, per scongiurare il rischio che si lasci il territorio sprovvisto di presidi di legalità e di efficienza. Diciamo, quindi, no alla burocratizzazione del processo civile, all’aumento del contributo unificato, all’istituzione del tribunale delle imprese, alla obbligatorietà della mediaconciliazione, tutti interventi, appunto, che prefigurano una giustizia a due binari, una più cara ed efficace per i più ricchi e un’altra lenta e inefficiente.
Protestiamo, inoltre, per chiedere il rinvio dell’entrata in vigore delle materie fino ad ora escluse dalla mediazione obbligatoria, condomini e incidenti stradali, in attesa delle decisioni della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia Europea».

«Cerchiamo il dialogo da mesi – conclude de Tilla - ma fino ad ora è stato un muro di gomma, solo interventi legislativi nel segno delle liberalizzazioni selvagge e contro l’accesso universale e pubblico alla giustizia per i cittadini. Non ci rimane che continuare a protestare, per tutelare il diritto di difesa per scongiurare la costante rottamazione della macchina giudiziaria. Tutti in toga a Roma il 15 marzo ore 11,00, a Piazza Cavour, astensione dalle udienze dal 15 al 23 marzo e il 23 e 24 Congresso straordinario a Milano».

sabato, marzo 03, 2012

Corte Appello Salerno: dal 1° marzo attivata la comunicazione dei provvedimenti a mezzo PEC.

L'AUTONOMIA E L'INDIPENDENZA DELL'AVVOCATURA NON SI TOCCANO.


Roma 3/3/2012. Sui principi di autonomia e indipendenza dell’avvocatura non si può discutere e ogni proposta normativa che incida su di essi sarà avversata.
E’ questa la linea compatta emersa oggi a seguito di una affollatissima riunione indetta dal Consiglio nazionale forense con i neo-eletti presidenti dei Consigli dell’Ordine, anche in vista del Congresso straordinario di Milano.
Sullo sfondo, ovviamente, il decreto Cresci-Italia appena approvato dal senato e la legge di stabilità, che entro agosto prevede una riforma degli ordinamenti professionali per regolamento amministrativo. Provvedimenti sui quali l’avvocatura ha ribadito la propria contrarietà.
Nella sede amministrativa del Cnf erano presenti i 26 distretti e la quasi totalità degli Ordini “L’avvocatura ha in ogni sede e espresso responsabilmente le proprie proposte costruttive per la professione e la giustizia. Ma non possiamo non rilevare la gravità delle ultime previsioni contenute nelle manovre di stabilità”, ha dichiarato il presidente Alpa.
“Interventi che incidono su autonomia e indipendenza dell’avvocatura sono dannosi per i cittadini, perché impediranno agli avvocati di esercitare liberamente e senza conflitti di interesse l’attività di difesa dei diritti di cittadini e anche imprese”.
Il presidente del Cnf ha sottolineato come l’avvocatura sia collegata strettamente alla giurisdizione.
La crescita del Paese richiede anche una corretta costruzione dei rapporti tra operatori e gli avvocati contribuiscono a ché ciò accada. Una garanzia che le società di capitali con socio esterno pur di minoranza non può fornire.
Tirocinio e tariffe sono gli altri argomenti su cui l’avvocatura vuol vederci chiaro.
I diritti dei cittadini devono trovare accesso al giudice senza costi eccessivi confidando in un avvocatura libera e forte.
La riforma forense, all’esame della commissione giustizia della Camera, potrebbe già dare soluzione a tante questioni e il Cnf si augura che proceda spedita, con le eventuali modifiche che si ritenessero necessarie purché rispettose dei valori di autonomia e indipendenza essenziali per l’attività di difesa dei diritti dei cittadini.

CONSEGUENZE DELLE "LIBERALIZZAZIONI".........

L'AFORISMA DEL SABATO.

venerdì, marzo 02, 2012

Avvocato Canzona: probabile il procedimento disciplinare.


(ANSA) - ROMA, 01 MAR - L'avvocato Giacinto Canzona, al centro di polemiche relative alla diffusione di notizie rivelatesi false, potrebbe essere oggetto di un procedimento disciplinare da parte dell'Ordine degli avvocati.
Il consiglio dell'Ordine degli avvocati di Roma ha infatti deciso di trasmettere per competenza a quello di Tivoli, dove Canzona risulta iscritto al foro, alcuni documenti.
In particolare si tratta di segnalazioni giunte all'Ordine da alcuni cittadini e avvocati circa una serie di notizie, rivelatisi poi false.

giovedì, marzo 01, 2012

LE AZIONI DIMENTICATE (Evento formativo n. 4 crediti).


LE AZIONI DIMENTICATE
come evitare la conciliazione obbligatoria utilizzando gli strumenti già previsti dall’ordinamento
09 MARZO 2012 (ore 15,00 fino a 18.00)
TRIBUNALE DI SALERNO – AULA PARRILLI

SALUTI
Avv. Gisella Lauriello (Presidente Aiga sez. Salerno)
Avv. Americo Montera (Presidente Consiglio dell’Ordine Avvocati Salerno)
Modera l’Avv. Luigi Palmisano (Aiga sez. Salerno)

RELATORI:

Avvocato Michele Giovannone – Giudice di Pace Laviano

- L’azione civile incidentale nel processo penale nei giudizi per i
reati correlati all’infortunistica stradale ex art. 21 DPR n. 274/00;

- La conciliazione in sede non contenziosa ex art. 322 c.p.c.: nozioni generali

Avvocato Lucio Leone – Ordine Avvocati Salerno

- La conciliazione in sede non contenziosa ex art. 322 c.p.c.: ambito di applicazione e casistica


Ogni informazione utile sull’evento pubblicizzato potrà essere appresa collegandosi al sito www.aigasalerno.it, sul profilo facebook di aigasalerno o contattando i componenti del comitato organizzativo: Francesca Lento (347. 6549349), Manuela Maio (328. 3837854), Rosa Ciongoli (347. 1856215), Annalori Tortolani (328. 1962728), Gabriella La Manna (339. 3198207), Paola Gammardella (329. 2369943), Carmine Renzulli (338. 1082521).

Ogni informazione sul P.O.F. programmato dall’Aiga per l’intero anno 2012, poi, potrà essere appresa, oltre che sul sito e sul profilo facebook, contattando direttamente il Presidente Aiga Avv. Gisella Lauriello al numero 333. 6757783 o il responsabile della formazione Avv. Giovanni Balbi al numero 338. 6526094.

LA PARTECIPAZIONE AL CORSO PERMETTE DI CONSEGUIRE N. 4 CREDITI FORMATIVI


Il Presidente
Avv. Gisella Lauriello


Il Consigliere Segretario
Avv. Marco Basso

mercoledì, febbraio 29, 2012

Manifestazione nazionale del 15 marzo: l'AIGA Salerno organizza pulman per Roma.

Corso di Oratoria (II Edizione).

OUA: confermate le giornate di astensione a marzo.


Modifiche insufficienti e conferma delle proteste dell’avvocatura. Questo il duro giudizio di Maurizio de Tilla, presidente dell'Oua al testo sulle liberalizzazioni modificato in queste ore dal Senato.
«Il Governo ha solo cambiato alcuni aspetti del decreto legge, lasciando inalterate le ragioni della nostra forte preoccupazione e delle nostre proteste: rimane l’abolizione delle tariffe, le società con i soci di capitale, il depotenziamento del tirocinio. Salta solo l’obbligo del preventivo scritto e si consente un periodo transitorio affinché i giudici nei processi possano ricorrere alle tariffe in attesa della definizione dei parametri ministeriali. È una questione di merito e di metodo. L’avvocatura ha espresso sempre il rifiuto di interventi legislativi che equiparano l’avvocato a una impresa, con la sottomissione del diritto alle leggi di mercato. Va respinta l’impostazione mercatista sia sulla professione di avvocato, sia sulla dimensione della giustizia. La fallimentare e incostituzionale mediaconciliazione obbligatoria, l’aumento del contributo unificato, le norme vessatorie introdotte nel processo civile, sono l’altra faccia della medaglia delle liberalizzazioni: una giustizia rottamata con un diritto di difesa mortificato».
«Confermiamo, quindi, le nostre proposte – conclude de Tilla - chiediamo l'abolizione dell’articolo 9 che abroga le tariffe, il divieto della presenza di soci di capitale negli studi professionali, causa di palesi conflitti di interesse e di possibili infiltrazioni mafiose, il rinvio dell’entrata in vigore delle materie fino ad ora escluse dalla mediazione obbligatoria, condomini e incidenti, in attesa delle decisioni della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia Europea. Infine due tavoli di discussione, con avvocati e magistrati per ridiscutere tanto per la revisione della geografia giudiziaria, così come l’accorpamento-eliminazione degli uffici dei giudici di pace.
Ribadiamo le nostre proteste: dal 15 al 23 marzo sciopero, Congresso straordinario a Milano (23-24), manifestazione a Roma il 15 marzo, sciopero bianco, stop alle difese d’ufficio e al gratuito patrocinio. Protesta unitaria con tutte le altre professioni il prossimo 1 marzo e autosospensione dalle funzioni».

Roma, 28 febbraio 2012

martedì, febbraio 28, 2012

Decreto Cresci-Italia: cambiano le norme su professioni e tribunali delle imprese.


Tariffe e preventivi, società tra professionisti e tribunali delle imprese. Cambia su tutti questi fronti il decreto Cresci- Italia, sulla base di emendamenti presentati dal Governo e riformulati nel corso dell’esame di sta notte, e poi votati dalla commissione Industria del Senato. Si profila la fiducia in aula su un maxi-emendamento che il Governo dovrebbe presentare domani. Vediamo più in dettaglio le modifiche.
Professioni.
La liquidazione giudiziale delle spese legali dovrà avvenire sulla base di un decreto ministeriale che fisserà i cosiddetti parametri, dm che il ministro della giustizia dovrà approvare entro 120 gio rni dall’ entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge. E’ inoltre eliminata la nullità della clausola di determinazione del co mpenso tra professionista e consumatore/micro impresa, eventualmente effettuata sulla base degli stessi parametri.
Quanto al preventivo, potrà essere “di massima”e senza obbligo di forma scritta ; l’eventuale inottemperanza alle nuove regole introdotte nel decreto legge non costituirà più illecito disciplinare.
Infine, il decreto ministeriale che stabilirà i parametri per oneri e co ntribuzioni alle Casse professionali e agli archivi, dovrà "salvaguardare l' equilibrio finanziario, anche di lungo periodo, delle casse previdenziali professionali"
Tirocinio. Il tirocinante potrà godere di un rimborso forfettario delle spese solo dopo i primi sei mesi di tirocinio.
Società tra professionisti.
Il Governo ha deciso di intervenite anche sulla materia delle società tra professionisti, contenuta nella legge di Stabilità (n. 183/2011). Con l’emendamento 9.0.500 (testo 2), è fissato un tetto alla partecipazione di capitale del socio non professionista. Ma la disposizione è tutt’altro che chiara, visto che stabilisce unicamente che il numero dei soci professionisti o la partecipazione al capitale sociale dei soci professionisti deve essere tale da determinare la maggioranza dei due terzi nelle deliberazioni o decisioni dei soci; il venir meno di tale condizione costituisce causa di scioglimento della società e il consiglio dell’ordine o collegio professionale presso il quale è iscritta la società procede alla cancellazione della stessa dall’albo, salvo che la società non abbia provveduto a ristabilire la prevalenza dei soci professionisti nel termine perentorio di sei mesi.
Le società tra professionisti dovranno dotarsi, peraltro, di una polizza assicurativa a copertura degli eventuali danni provocati ai clienti dai singoli professionisti nell’esercizio dell’attività professionale.
Opportunamente il nuovo testo garantisce l’ opponibilità del segreto professionale da parte dell’avvocato ai soci di studio e dichiara esplicitamente che sono fatte salve le associazioni professionali e i modelli societari tra professionisti attualmente vigenti.
Tribunali delle imprese.
Aumenta il numero delle sezioni specializzate in materia societaria, che saranno istituite nei tribunali che hanno sede presso ogni capoluogo di regione. Aumentano, peraltro, le loro competenze anche con riferimento a materia indicate in modo vago e ampio (come nel caso delle violazioni della normativa Antitrust della Ue). Rispetto al testo del decreto legge, l’aumento del contributo unificato è limitato al doppio. L’emendamento stabilisce che le nuove disposizioni si applicano ai giudizi instaurati dopo il 180° giorno dall’entrata in vigore della legge di conversione.

La giustizia non è una merce!

Il cuore oltre l'ostacolo..........

AIGA: passiamo dalla protesta alla proposta.


"Nessuno dica che queste liberalizzazioni sono a favore dei giovani avvocati di oggi e di domani. Il Governo Monti sta distruggendo i capisaldi della professione forense, a tutto vantaggio dei grandi poteri economici e continuando a tutelare le vere lobbies del nostro Paese".

E' il monito di Dario Greco, presidente dell'Associazione italiana dei giovani avvocati, intervenuto il 23 febbraio al Cinema Adriano di Roma in occasione della manifestazione di protesta dell'Avvocatura.

"Decine di migliaia di giovani avvocati da veri eroi – ha continuato Greco – suppliscono alle deficienze dell’amministrazione giudiziaria, svolgendo i compiti dei cancellieri ricercando i fascicoli delle cause, dei commessi portandoli in udienza, dei magistrati scrivendo di loro pugno i verbali d’udienza. Nessun preventivo può essere redatto per queste attività. E in tale situazione lo Stato continua a finanziarsi ritardando il pagamento dei compensi per il gratuito patrocinio, relegando le giovani generazioni di avvocati in una condizione di indigenza".

"Non è possibile affermare che il lavoro dipendente è monotono e contemporaneamente massacrare il futuro dei giovani professionisti", ha aggiunto Greco, sottolineando che "l’Avvocatura deve essere capace di passare dalla protesta alla proposta fornendo alle forze politiche e sociali del nostro Paese un progetto di riforma della professione innovativo e capace di eliminare le rendite di posizione e consentire ai giovani di potersi affermare nel mondo professionale".

Al termine della manifestazione il presidente dell'Aiga ha dichiarato: "Invito il Ministro Severino a fare visita ai corridoi dei Tribunali italiani; lì conoscerà la vera Avvocatura italiana, quella che non ha consulenze da gruppi industriali, quella che ogni giorno si batte per affermare i diritti dei cittadini, quella che fa code interminabili agli uffici notifiche, quella che tutto è fuorché una casta".

venerdì, febbraio 24, 2012

CNF: no al "tribunale speciale" di Confindustria.

Roma 24/2/2012. Avvocati contrari al disegno del Governo che mira a creare una giustizia a due velocità a vantaggio delle imprese e in danno della giustizia ordinaria, alla quale sono sottratte risorse umane e finanziarie.
Stupisce e preoccupa l’identità di contenuto tra le soluzioni ora prospettate e il dossier di Confindustria n.11/2011, dal titolo “La giustizia più veloce accelera l’economia” (pagina 87).
La ferma critica all’articolo 2 del decreto Cresci-Italia, che istituisce i tribunali delle imprese, è stata ribadito oggi dal plenum del Consiglio nazionale forense, riunito in seduta amministrativa.
Secondo il Cnf, la distrazione di magistrati presso i tribunali delle imprese impoverirà ulteriormente le dotazioni organiche degli uffici giudiziari, dato che il provvedimento non destina risorse aggiuntive.
Non si comprende peraltro il consistente aumento del contributo unificato, se non con l’intento non dichiarato, ma perseguito nei fatti, di conseguire l’abbattimento della domanda di giustizia agendo sulla leva economica, con una grave compromissione del diritto di difesa.
Quanto al metodo, rileva il Consiglio, non si può modificare le regole della giurisdizione a colpi di decreti legge e senza la consultazione dei soggetti interessati da parte dell’esecutivo.
Grave preoccupazione è stata espressa, a maggior ragione, in relazione alle bozze di emendamento governativo circolate in queste ore, che aggravano le originarie criticità ampliando le materie di competenza dei nuovi organi.
Se permane l’inspiegabile inclusione del diritto d’autore, sono state aggiunte fumose e incomprensibili materie quali, a titolo di esempio, “le controversie relative alla violazione della normativa Antitrust dell’Unione europea”.
Previsione talmente vaga e ampia da generare certamente difficoltà applicative, visto che i tre quarti della normativa europea presenta profili di rilievo concorrenziale.
Non solo. Il riferimento alle “materia connesse” rischia poi di fare esplodere in via di fatto la competenza dei tribunali delle imprese, includendovi un enorme numero di controversie per le quali i cittadini sarebbero costretti a raggiungere le poche sedi giudiziarie indicate dal decreto. In danno del valore della giustizia di prossimità.
Il risultato finale di un disegno costruito in questi termini e a costo zero sembra più una operazione di marketing, destinata a produrre più danni senza peraltro recuperare efficienza e rapidità nelle decisioni giudiziarie.