mercoledì, luglio 19, 2006

UNA FAVOLA DI OGGI: IL RE E' NUDO!


"Due sarti imbroglioni si presentarono a corte offrendo stoffe stupende e magiche che potevano essere viste soltanto dalle persone intelligenti: in realtà, come è ovvio, non esistevano.

Basta, però, che il Ciambellano, per primo, dichiari di non aver mai visto niente di simile ed il gioco è fatto! Tutti i cortigiani incominciano a lodare le stoffe, e lo stesso re ordina per un'importante cerimonia pubblica un abito tessuto con quelle meraviglie.

La parata inizia, il re naturalmente è in mutande, ma nessuno della folla osa vedere la verità, solo un piccolo bambino, privo di pregiudizi e di conformismo, urla con tutto il suo stupore di fronte all'abbigliamento del sovrano: il re è nudo!".



DECIDETE DI NON SERVIRE PIU': SARETE LIBERI!


Decidete una volta per tutte di non servire più, e sarete liberi. Non vi chiedo di scacciare il tiranno, di buttarlo giù dal trono, ma soltanto di smettere di sostenerlo; allora lo vedreste crollare a terra e andare in frantumi per il suo stesso peso, come un colosso a cui sia stata tolta la base.

Etienne de La Boétie
(1530-1563)

Discorso sulla servitù volontaria

sabato, luglio 15, 2006

MICHELINA GRILLO: LETTERA AGLI ORDINI ED ALLE ASSOCIAZIONI FORENSI


Il Presidente

Prot. n. 604/06

Ill.mi Signori

Presidenti dei Consigli dell’Ordine Forense

Consiglieri dell’Ordine Forense

Presidenti delle Unioni Regionali

Presidenti delle Associazioni Forensi

E p.c.

Signori Delegati XXVIII° Congresso

LORO SEDI

Illustri colleghi,

invio la presente comunicazione allo scopo di fornirVi una opportuna informativa sullo stato della situazione relativa alla protesta dell’avvocatura - in atto - contro le norme concernenti le professioni, e la professione forense in particolare, nonché i tagli alle spese di giustizia, contenute nel c.d. Decreto Bersani, più correttamente DL. 223 del 4.7.2006. Le notizie puntualmente inviate a mezzo comunicati stampa, e i documenti pure trasmessi, necessitano infatti di un riepilogo di insieme, che meglio dia conto di quanto accaduto sino a questo momento.

Il tutto, auspico, può risultare di utilità sia per le Assemblee in sede locale, nuovamente in programma anche per la prossima settimana, sia in previsione della Manifestazione Nazionale di Protesta del giorno 21 luglio in Roma, per la quale già Vi ho inviato il manifesto predisposto a mezzo posta elettronica. Detto manifesto è scaricabile dal sito Oua e sarà inviato ai Consigli dell’Ordine anche a stampa in formato cartaceo 70x100 all’inizio della prossima settimana, per l’affissione. Ulteriori manifesti sono stati prodotti da Ordini e Associazioni, e ne abbiamo data opportuna diffusione.

Schematicamente:

Ø successivamente all’Assemblea svoltasi il 5 luglio scorso, la Giunta Oua ha proceduto alla formale deliberazione e proclamazione dell’astensione dal 10 al 21 luglio, disposta in via di urgenza, per i motivi e alla stregua delle norme citati nella deliberazione richiamata. La deliberazione veniva formalmente inviata, nelle forme e modi di legge, ai destinatari previsti, e tra essi anche alla Commissione di vigilanza sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali;

Ø in data 6 luglio, poco dopo l’avvenuto inoltro della comunicazione di proclamazione dell’astensione, la commissione stessa inviava informale comunicazione via telefax all’organismo proclamante, OUA, e a svariati altri soggetti dell’Avvocatura (CNF, Ordini e Associazioni), assumendo prima facie l’illegittimità dell’astensione, non ritenendosi sussistenti – sia pure senza motivazione sul punto – i requisiti di urgenza addotti a sostegno del mancato rispetto dei termini di preavviso e di raffreddamento;

Ø in data 7 luglio, a seguito di personale intervento del Presidente della Commissione, dott. Martone – che incidentalmente ringrazio per l’immediata attenzione e sensibilità – l’Oua, nella mia persona, si recava ad una informale audizione presso la Commissione, alla quale invitava a partecipare il Cnf e le Associazioni Forensi, avendo la presenza dei rappresentanti di AIGA, ANF, Unione Camere Civili e UIF. Nel corso dell’audizione – anch’essa informale – venivano dettagliatamente motivate le ragioni della protesta e si ribadivano i presupposti per la invocata urgenza, concludendo per la legittimità dell’astensione come proclamata. L’audizione si concludeva con i comunicati – della Commissione e dell’Oua – che già conoscete. Merita di essere sottolineato, anche per i successivi sviluppi, il Comunicato del Presidente Martone, il quale, pur invitando ad un differimento ed una minore durata dell’astensione, auspicava che al più presto venisse trovata una sede politica adeguata al dialogo, per tenere conto delle posizioni espresse dall’avvocatura;

Ø in data di lunedì 10 luglio prendeva avvio la proclamata astensione, con un riconosciuto successo, attestato anche dalle delibere di Ordini e Associazioni che si sono via via susseguiti e sono – per quanto note – pubblicate sul sito dell’Oua. Una costante attività di intervento con la stampa, anche nelle sedi locali, ha consentito sino ad oggi di dare voce, per quanto possibile (vedasi mancata pubblicazione della replica odierna sul Corriere della sera), alla protesta dell’Avvocatura, incentrata anche sul taglio di non poco conto degli stanziamenti per la Giustizia, già di per sé al collasso;

Ø sempre in data di lunedì 10 luglio aveva luogo l’audizione congiunta dell’Oua, del Cnf e delle Associazioni Forensi dinanzi la Commissione Giustizia del Senato. Detta audizione si protraeva per oltre un’ora e mezza, con la diffusa trattazione di tutti i motivi di contrarietà sollevati dall’Avvocatura nei confronti del provvedimento, sia nel metodo che nel merito, primi fra tutti i numerosi motivi di incostituzionalità;

Ø nella giornata di martedì 11 luglio si registravano le prime dichiarazioni di apertura al dialogo da parte del Ministro di Giustizia. In pari data aveva luogo l’audizione del Cup dinanzi la Commissione Bilancio del Senato;

Ø sin dal 10 luglio, data di avvio della proclamata astensione, l’Organismo Unitario ha avviato contatti ed ha dato corso a quotidiani incontri con le forze politiche, massimamente con i gruppi del Senato, protrattisi fattivamente sino ad oggi;

Ø il termine per la presentazione di emendamenti dinanzi le Commissioni va a scadere il giorno di lunedì 17 luglio prossimo, alle ore 10;

Ø la trattazione del provvedimento Bersani è calendarizzata in aula al Senato per i giorni 24 e 25 luglio prossimi, ed alcuni esponenti della maggioranza hanno espressamente richiesto, anche con interventi sulla stampa, che sul decreto Bersani venga posta la fiducia, al fine di consentirne l’approvazione in tempo utile, e prima della pausa feriale;

Ø parallelamente alla ferma protesta dell’Avvocatura attuata con l’astensione, si sono svolte – e tuttora sono i corso di svolgimento - in numerosi Fori partecipate ed animate Assemblee degli iscritti, ad alcune delle quali hanno partecipato parlamentari locali;

Ø in taluni Fori si sono registrate reazioni da parte di magistrati, che hanno ritenuto di doversi pronunciare sulla legittimità o meno dell’astensione forense in corso, con l’adozione di provvedimenti in molti casi del tutto ingiustificati e gravatori per i Colleghi che hanno ritenuto di esercitare il loro diritto di astensione. A fronte di ciò l’Organismo Unitario è intervenuto sulla stampa ed ha altresì diffuso una scheda riepilogativa al fine di motivare la contrarietà a simili condotte, cui peraltro hanno fatto riscontro posizioni assai più rispettose e consapevoli da parte della maggioranza dei Magistrati. Numerose delibere in tal senso si sono avute anche da Ordini Forensi e Associazioni. L’Organismo Unitario, mio tramite, fin da ora esprime viva solidarietà ai Colleghi coinvolti dai provvedimenti richiamati, ed apprezzamento ai Consigli di appartenenza, che sono prontamente intervenuti;

Ø nella giornata di mercoledì 12 luglio, la Commissione di Garanzia sull’attuazione dello sciopero nei servizi pubblici essenziali, all’unanimità, ha ritenuto di non pronunciarsi circa l’avvio di procedimento, ed ha deliberato di richiedere maggiori informative e approfondimenti sull’astensione degli avvocati in corso, rinviando ogni eventuale decisione, anche quanto alla apertura formale di procedimento, alla successiva riunione del 19 luglio prossimo. Parallelamente si è registrata l’espressa presa di posizione del dott. Nello Rossi, Vice Presidente dell’ANM, che ha testualmente dichiarato che - allo stato delle cose – i magistrati non solo non possono, ma non devono, entrare nel merito della legittimità o meno dell’astensione (fonte Adnkronos);

Ø negli ultimi due giorni, quasi improvvisamente, l’esplodere delle conseguenze del divieto di anticipazione delle spese di giustizia da parte degli uffici postali, non solo con riferimento alle parcelle delle difese di ufficio e del patrocinio a spese dello Stato, ma anche agli stipendi dei magistrati onorari ed ai compensi di periti e consulenti, ha fatto sì che alcune delle ragioni della nostra protesta, rimaste sin qui del tutto occultate dai mass media, venissero prepotentemente alla luce in tutta la loro gravità: unitamente alla già menzionata disposizione si è iniziato a parlare anche della riduzione degli stanziamenti per la giustizia, e di tutto ciò che purtroppo ne conseguirà in tempi anche brevissimi. Posto che lo stanziamento per la giustizia nell’ultimo anno della scorsa legislatura ammontava a circa 600 milioni di euro, e di fatto le uscite erano di ben 200 milioni eccedenti, non v’è chi non veda che la riduzione progressiva, prima di 50, poi di 100 e poi di 200 milioni di euro al 2006 al 2008 è riduzione tutt’altro che indifferente;

Ø nella giornata di oggi 13 luglio, si è appreso che l’Ufficio di Presidenza della F.B.E., presieduta dall’avv. De Tilla, ha deliberato la presentazione di ricorso alla Corte di Giustizia, avverso il decreto Bersani. Contemporaneamente il Presidente De Tilla ha diffuso ed ha messo a disposizione dell’Oua il testo di un autorevole parere, richiesto all’avv. Prof. Massimo Luciani, esimio costituzionalista, in merito alla illegittimità costituzionale del contestato provvedimento, con particolare riferimento alle norme concernenti le professioni, ed in particolare la professione forense;

Ø l’Oua nella giornata di oggi ha trasmesso detto parere, con propria nota, al Presidente del Consiglio On. Prodi, al Ministro On.Mastella, al Ministro On. Bersani, ai Presidenti delle Commissioni Affari Costituzionali della Camera e del Senato, confermando le richieste di audizione già formalmente inoltrate nei giorni precedenti l’astensione;

Ø il parere del prof. Luciani è stato rimesso dall’Oua anche alla attenzione del dott. Martone, Presidente la Commissione di Garanzia, affinché ne prenda visione ed atto, anche in relazione alla trattazione del tema dell’astensione in corso nella prossima sessione della Commissione, fissata come detto per il giorno 19 luglio;

Ø sempre in data di oggi, 13 luglio, la Commissione Giustizia del Senato si è riunita ed ha approvato il proprio parere in merito al DL Bersani, già tempestivamente inviatoVi, nel quale sono stati accolti gran parte dei rilievi formulati dall’avvocatura. Anche i pareri resi dalle Commissioni Industria e Finanze del Senato, sempre in data odierna, parrebbero rendere ragione della fondatezza delle questioni che gli Avvocati italiani hanno sollevato. Si tratta di un primo passo, sicuramente significativo, ma non certo decisivo, di talchè l’attenzione deve rimanere forte, così come la protesta;

Ø l’Organismo Unitario, grazie alla preziosa collaborazione del Collega Avv. Maurizio Di Stefano, che ne è autore, pubblicherà domani 14 luglio sul proprio sito, ed invierà all’indirizzario tutto, il testo di un ricorso che ciascun Collega potrà inviare alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo, avverso il DL Bersani, nel merito della questione tariffe.

Inutile dire che, in attesa della trattazione in aula del provvedimento Bersani, è di grande importanza il buon esito della concordata Manifestazione Nazionale del 21 luglio, alla quale sono certa che interverrete numerosi. L’invito è a far sì che possano prendervi parte il maggior numero di colleghi possibile, favorendone al massimo la partecipazione.

Riterrei opportuno che la Manifestazione del 21 fosse preceduta, nel pomeriggio del giorno 20 luglio, da un incontro tra Oua, Cnf, Cassa, Presidenti degli Ordini Distrettuali e Presidenti delle Associazioni Forensi, per fare il punto e per concordare quanto necessario alla migliore riuscita della manifestazione stessa, il giorno seguente. A tal fine, visto il numero dei partecipanti, mi riservo di richiedere al Presidente del Consiglio Nazionale Forense la disponibilità ad ospitare la riunione nei locali di Via del Governo Vecchio, ovvero al Presidente della Cassa, presso la sala Biblioteca dell’Ente.

Con l’occasione, non posso che rinnovare l’invito a proseguire nell’elaborazione delle proposte dell’avvocatura per la riforma della professione, al fine di accostare alla protesta anche la necessaria parte costruttiva, della quale dobbiamo responsabilmente e senza ulteriori ritardi farci carico, mostrando nei fatti che siamo noi per primi a volere un opportuno ammodernamento della professione, nell’interesse nostro, dei nostri giovani e del Paese, ma senza snaturare e compromettere la nostra identità e le funzioni a noi affidate.

L’Assemblea dell’Organismo Unitario, alla quale sono come di consueto invitati a partecipare il Presidente del Cnf, il Presidente della Cassa e i Presidenti delle Associazioni Forensi, è stata convocata in Grottaferrata domani 14 e sabato 15 luglio, ed ha al proprio ordine del giorno sia l’esame della situazione con riferimento al decreto sulla liberalizzazione e sviluppi della situazione politica, che il tema della riforma dell’Ordinamento Professionale, nella prospettiva della seconda sessione congressuale di settembre, in Roma, la cui preparazione è anch’essa all’ordine del giorno dei lavori.

Ancora oggi, e sino al Congresso, costanti aggiornamenti sono e saranno pubblicati sul sito www.oua.it ove prosegue anche l’appassionato Forum con le opinioni dei Colleghi sul Pacchetto Bersani. Vi sarò grata se vorrete proseguire nell’invio all’Oua dei documenti e deliberati che verranno approvati e assunti di qui in avanti, per la loro tempestiva pubblicazione e diffusione.

In attesa di incontrarVi in occasione della manifestazione fissata per il prossimo giorno 21 luglio, sarà mia premura farVi pervenire eventuali ulteriori comunicazioni, laddove gli sviluppi politici connessi all’iter parlamentare del DL Bersani lo rendessero utile e necessario.

Vi rinnovo i migliori e più affettuosi saluti.

Michelina Grillo

Roma, lì 13 luglio 2006

giovedì, luglio 13, 2006

21 LUGLIO 2006: MANIFESTAZIONE A ROMA


MANIFESTAZIONE NAZIONALE DI PROTESTA DELL'AVVOCATURA.
CINEMA ADRIANO - ROMA (ORE 10).

INVIAMO UN FAX DI PROTESTA AL GOVERNO!


IL FAX ALLEGATO, PREDISPOSTO DALL'O.U.A., DOVRA' ESSERE INVIATO AL PIU' PRESTO AI SIGNORI PRODI, BERSANI E MASTELLA, APPLICANDO IL TIMBRO DI STUDIO ED APPONENDO LA SOTTOSCRIZIONE.

giovedì, luglio 06, 2006

MANIFESTO DI PROTESTA DELL'AVVOCATURA ITALIANA



Per il Governo gli Avvocati non esistono : non sono interlocutori affidabili e meritevoli di essere ascoltati è meglio operare blitz notturni che dare corso al dialogo.


GLI AVVOCATI DENUNCIANO UN’AGGRESSIONE LEGISLATIVA

TUTTE LE BUGIE DEL GOVERNO SULLE FINTE LIBERALIZZAZIONI

TUTTE LE BUGIE DELLA LOBBY DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI

- NON E’ VERO che l’abolizione dei minimi tariffari porterà una riduzione dei costi della difesa : l’introduzione del patto di quota lite consentirà ai professionisti più disinvolti di offrire i propri servizi a condizioni vessatorie, lucrando su alte percentuali delle somme che spettano ai propri assistiti;

- NON E’ VERO che la pubblicità commerciale (creata e pagata dal singolo professionista) consentirà di conoscere meglio le differenze tra i singoli professionisti : la réclame incontrollata gioverà soltanto agli studi più ricchi ed il suo costo sarà scaricato sul consumatore;

- NON E’ VERO che si tratta di liberalizzazione del mercato : banche, assicurazioni ed industrie, che da anni tentano di mettere le mani sui servizi legali, saranno favorite nel sviluppare nuove forme di concentrazione. E’ a rischio l’esercizio del diritto di difesa libero da condizionamenti, già retrocesso al rango di “servizio legale”;

- NON E’ VERO che tutto ciò migliorerà la qualità delle prestazioni professionali : nessuna norma, né tantomeno fondi, è destinata alla formazione e all’aggiornamento professionale;

- NON E’ VERO che le misure adottate agevoleranno i cittadini : il rapporto tra avvocato e cliente sarà modificato in senso più cinico, per garantire allo studio privato il mantenimento di livelli accettabili di redditività ed è comunque a rischio la sopravvivenza dei piccoli studi legali, che forniscono un servizio non spersonalizzato ed a misura d’uomo. Essi finiranno per essere schiacciati dalla concentrazione dei grandi studi, con negative conseguenze sui loro dipendenti e sull’indotto;

- NON E’ VERO che il provvedimento favorisce i giovani professionisti: le nuove norme regalano al grande capitale ed alla lobby delle associazioni dei consumatori la concentrazione ed il controllo di grandi studi legali che assumeranno una posizione dominante condizionando l’intero settore giustizia e potranno giovarsi di bracciantato intellettuale a poco prezzo;

PER QUESTO GOVERNO GLI AVVOCATI NON SONO LAVORATORI E LA TUTELA DEI DIRITTI E’ MERCE DA BANCO

lunedì, luglio 03, 2006

IL GOVERNO PRODI VARA, CON DECRETO LEGGE, IL C.D. "PACCHETTO BERSANI"


RICHIESTA DI SEI CONSIGLIERI DI CONVOCAZIONE URGENTE DEL CONSIGLIO FORENSE, PER ADOTTARE - A LIVELLO LOCALE - LE OPPORTUNE INIZIATIVE DI PROTESTA.

mercoledì, maggio 31, 2006

LETTERA AL PRESIDENTE: SI APRA UN DIBATTITO SULLE QUESTIONI NAZIONALI!


S., lì 30 maggio 2006.

All’Ill.mo

Sig. Presidente

Ordine Forense di S.

Avv. A. M.

Città

A mezzo telefax: 0../24.....

Egregio Presidente,

mi permetto formularLe la presente nella mia doppia qualità di delegato al XXVIII Congresso Forense e responsabile (de facto) del ns. sito internet www.ordavvsa.it.

Ebbene, le voci che giungono circa l’attuale situazione interna dell’Avvocatura a livello nazionale, con i sempre più stridenti contrasti tra l’OUA ed il CNF - a mio sommesso avviso - meriterebbero un adeguato approfondimento e dibattito a livello locale.

Infatti, non mi risulta che l’Avvocatura salernitana abbia espresso una chiara posizione in merito, a differenza di quanto è avvenuto per moltissimi altri C.d.O. locali.

Né risultano noti il contenuto e l’esito della riunione tenutasi il 27/5 u.s. a Roma, con il Presidente del CNF Avv. Alpa, avente proprio ad oggetto le tematiche di cui innanzi, nonché il paventato “annullamento” (sic!) della prima fase del XXVIII Congresso, già tenutasi a Milano del novembre 2005.

Penso, pertanto, che non sarebbe inutile una presa di posizione esplicita da parte Sua e del C.d.O. di Salerno, in merito a quanto innanzi, da pubblicizzare magari sul ns. sito internet.

Tanto in ossequio alle regole di massima propensione al dibattito politico democratico (interno ed esterno), da Lei sempre predicate ed osservate.

La ringrazio dell’attenzione prestatami e, con l’occasione, Le porgo i miei migliori saluti.

Avv. G. C.

giovedì, maggio 25, 2006

LE CONTESTAZIONI DEI CONSIGLIERI...E DEL TESORIERE.



Preg.mo

Avv. A. M.

Presidente Ordine Forense

S.

Egregio Presidente,

devo necessariamente prendere atto della volontà manifestata nel corso della tornata del giorno 11 u.s., e più segnatamente in merito al punto “8” dell’O.d.g., per adottare necessarie, quanto conseguenziali decisioni.

Sono convinto che la mia non è una presa di posizione personale, magari frutto di mera presunzione, ma un atto dovuto verso la Classe, verso il Consiglio e, non per ultimo, verso la mia persona.

E così non posso giustificare, nemmeno a me stesso, secondo Consigliere per anzianità in questo consesso e dopo aver incassato incondizionate fiducie, come venga deciso, unilateralmente, la revoca di una delega che ho sempre svolto con prestigio e dignità.

Viviamo in un costante equivoco di fondo laddove non è ben chiaro se le deleghe devono essere conferite dal Consiglio nella sua massima espressione, ovvero dal Presidente o, ancora, dal Consigliere Segretario (questi eletto in forza di una minoranza di voti espressi).

Così, nell’incertezza assoluta, capita che la revisione dell’Albo (intimamente connessa alla tenuta dello stesso) viene delegata, così come i giuramenti di avvocato, così come i pareri su competenze professionali, così ancora come l’istruttoria per i disciplinari.

Per la gestione del praticantato, invece e solo per quella, il Consigliere Segretario si arrocca dietro la fragile barriera del “preciso compito istituzionale”. Quasi che il Consiglio sia chiamato a trattare anche altre questioni non intimamente connesse al proprio ruolo istituzionale.

Ritornando al merito mal comprendo come, e senza motivazione alcuna, sia stata a me sottratta tutta la voce inerente il praticantato, compito che ho svolto da oltre dieci anni.

Orbene, se vi è stata mia carenza in merito, se il mandato è stato assolto in maniera personalistica o se sono state risolte problematiche in modo tra loro difformi, allora me lo si dica chiaramente e sarò io stesso a “passare la mano”.

Ma se è un atto di sfiducia sic et sempliciter, e adottato solo per aver mosso qualche critica di troppo, allora è di tutta evidenza che il problema diviene politico, e devo trarre, a seguito di questa decisione, le opportune conclusioni.

In altre parole se la volontà del Consiglio è davvero quella di evitare forme collaborative, io, in linea, allo stato rimetto le residue deleghe a me conferite: quelle concernenti corsi di formazione professionale, vigilanza sito internet, informatica e polisweb.

In ogni caso chiedo espressamente che le motivazioni addotte e le ragioni della revoca siano dettagliatamente riportate nel verbale ovvero comunicate per iscritto.

Sarà mia cura, e, ovviamente, a mie spese, rendere edotta l’intera classe di quanto accade in questa casa di “vetro”, in modo da fornire a tutti i colleghi, utili elementi di riflessione.

E’ evidente che continuerò a restare a disposizione della Classe per quant’altro possa essere utile e produttivo, mantenendo il mio ruolo di Consigliere Tesoriere, forte di dodici voti ottenuti, con tre schede bianche, tra cui la mia.

Distinti saluti.

- Avv. G. C. -

S., 15/05/2006.

Preg.mo

Avv. A. M.

Presidente Consiglio Ordine Avvocati

S.

Egregio Presidente,

mi rifaccio alla seduta consiliare dell' 11 u.s. per rimarcare come, denegando immotivatamente solo allo scrivente deleghe operative, si sia voluto discriminare e limitare il mio diritto-dovere di partecipazione.

Non ne faccio una questione personale. Non ho mai ritenuto il Consiglio qualcosa di personale!

Constato, purtroppo, che non si modifica la già contestata metodologia che da un lato, nella specie con la scarna assegnazione di deleghe, ha privato ancora una volta il Consiglio di una nuova occasione di confronto, di collegialità e di scelte condivise; dall'altra, mortifica ogni appello ad invertire una rotta che mi pare collida con gli interessi della classe e mortifica quelle che sino ad ieri erano apprezzate e riconosciute (da Te) presenze, per l'apporto quanti-qualitativo.

Prendo atto della decisione assunta e la subisco rimettendo quanto - tra pareri, ricorsi disciplinari ed altro - mi è stato affidato e che è custodito nell' armadietto assegnatomi.

Sono convinto, nonostante tutto, di poter continuare ad assolvere l’incarico ricevuto dai colleghi con la sempre fattiva partecipazione alle sedute consiliari e altrettanta presenza sui quotidiani problemi.

Con i più distinti saluti

Avv. P. M.

venerdì, maggio 12, 2006

LA LUNGA ATTESA DELLE DELEGHE..........



Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di S.
Ordine del Giorno tornata 09/05/2006 ore 16,00



  1. Lettura e approvazione verbale precedente
  2. Comunicazioni del Presidente
  3. Iscrizioni e cancellazioni
  4. Pareri
  5. Fissazione celebrazione procedimenti disciplinari, giusta lettera 21.2.2006, inviata ai Consiglieri-relatori
  6. Iniziative da intraprendere nei confronti dei morosi -Rel.Cons. Avv. G. C.
  7. Revisione e ristampa Albo -Rel.Cons. Avv. L. M.
  8. Richieste Cons. Avv. G. C. - tornata 12.4.2006 -
  9. Codice delle Assicurazioni - iniziative -
  10. Ammissioni Gratuito Patrocinio
  11. Deleghe ai Sigg.ri Consiglieri
  12. Sussidi e contributi
  13. Varie ed eventuali

venerdì, aprile 21, 2006

DELIBERA ASSUNTA IN DATA 01/04/2006 DI CONTESTAZIONE DELL'O.U.A.



CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI S.
ESTRATTO DAL SUO ORIGINALE ESISTENTE NEL REGISTRO DEI VERBALI DELLE DELIBERAZIONI-
Tornata del giorno 01.04.2006
=Omissis=
"preso atto
-che l'OUA, in questi ultimi anni, ha accentuato la perdita dello spirito e delle motivazioni, per i quali fu costituita;
-che a ciò ha aggiunto la perdita di credibilità in quanto o ha, passivamente, subito decisioni scellerate per l'Avvocatura o ha dimostrato incapacità;
-che le iniziative di questi ultimi mesi, trasfuse in documenti pletorici, inutili e caduti, impietosamente, nel vuoto, vorrebbero esprimere un dinamismo, che, invece, camuffa una populistica e demagogica piattaforma per una riconferma degli attuali vertici al prossimo Congresso di Roma;
-che con l'indizione e la revoca della protesta proclamata per il 5.4.2006, in quanto non rispettate le norme regolatrici dell'astensione collettiva degli Avvocati dall'attività giudiziaria, ha manifestato addirittura ingiustificabile incompetenza, esponendo l'intera Avvocatura ad una pessima figura;
richiamati
il proprio deliberato 11.10.2005, nonchè le considerazioni 18.11.2005 del Presidente Avv. A. M. dopo l'esangue Congresso di Milano;
riaffermata
la necessità dell'esistenza di un soggetto politico che rappresenti per davvero l'intera Avvocatura Italiana;
invita
gli Avvocati F. F. e F. C.., rappresentanti del Distretto di S., ai quali va la riconoscenza dell'intera Avvocatura S., a dimettersi, anche in segno di protesta;
delibera
di subordinare l'ulteriore adesione all'OUA alle seguenti condizioni:
1)che si dimettano tutti gli attuali vertici dell'Organismo;
2) che il prossimo Congresso recuperi le vere motivazioni per le quali l'Organismo fu costituito;
3)che le votazioni congressuali non siano più affidate ad un incontrollabile sistema elettronico.
Manda alla Segreteria di inviare copia del presente verbale a OUA, CNF, Avv.ti F. F. e F. C..
Il Presidente:
f.to Avv. A. M..
Il Consigliere Segretario:
f.to Avv. S. S."

sabato, aprile 15, 2006


UN INTERESSANTE ARTICOLO, A FIRMA DEL PRESIDENTE, PUBBLICATO IN PRIMA PAGINA DAL QUOTIDIANO "CRONACHE DEL MEZZOGIORNO" NEL MARZO 2006

martedì, marzo 21, 2006

DOCUMENTO POLITICO PRESENTATO AL CONSIGLIO DEL 21/03/2006



CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI S.


La preoccupante situazione in cui versa l’Avvocatura di S., il rilevante astensionismo registrato nella recente tornata elettorale, l’ansia di tener fede ai gravosi impegni assunti con i Colleghi che ci hanno gratificato del loro consenso, impongono un recupero del ruolo del Consiglio ed a tal uopo, alla luce anche di recenti eventi che hanno travagliato questa Assise, veniamo a formalizzare delle proposte, ad aprire un dibattito per assumere, infine, consequenziali ed adeguate decisioni.

I
Ci preme riaffermare, anzitutto, perché sembra essersene perso il ricordo, la centralità del Consiglio Forense rispetto, e nel più ampio rispetto, alle vicende tutte dell’Avvocatura di S..
E’ il Consiglio che, per regola scritta e principio democratico, viene eletto direttamente dai Colleghi ed è, quindi, il Consiglio organo sovrano.
La riprova, qualora ce ne fosse bisogno, è che i “vertici” (presidente, consigliere segretario, consigliere tesoriere) sono eletti non dagli Avvocati direttamente, ma dai consiglieri: tanto perché essi “vertici” sono espressione della fiducia loro espressa dal Consiglio, sulla base di un necessario e preventivo accordo programmatico.
Fiducia che potrebbe, in tesi, in ogni momento essere revocata, laddove fossero riscontrati inadempimenti e/o fughe in avanti.
L’importanza, anche numerica, del voto consiliare è perciò quantomai rilevante sotto il profilo politico e della legittimità.
Il presidente (ed il discorso vale ancor più per il segretario ed il tesoriere) - eletto dal Consiglio - agisce in virtù del consenso conferitogli dai Consiglieri e, pertanto, deve periodicamente confrontarsi sulle linee programmatiche concordate e trasfuse nelle delibere consiliari via via approvate.
Purtroppo, nelle ultime consiliature, si è dovuta registrare - incomprensibilmente ed immotivatamente - una progressiva perdita di quelle prerogative e peculiarità che pure avevano contraddistinto, in passato, questo Consesso.
I valori - prima condivisi - della collaborazione reciproca, della collegialità, della qualificazione, della motivazione e gratificazione, della apoliticità e apartiticità, della conseguenzialità delle decisioni assunte, sono andati via via sbiadendo.
E stato privilegiato - per contro - l’arroccamento, il verticismo e l’accentramento, mediante una non condivisibile e non opportuna “rilettura” di prerogative e competenze.
Tanto - inoltre - con una netta separazione (anche fisica), tra gli organi istituzionali, tra gli organi di vertice e i singoli consiglieri, a volte tra lo stesso consiglio e la Classe, con inevitabili ricadute negative (segnatamente sotto il profilo funzionale ed operativo).
Questo “scollamento”, purtroppo, è stato registrato anche all’esterno con dolorose ed inaccettabili generalizzazioni.
Dato - ancora obbiettivo ed ulteriore - è che oggi, a differenza del passato, si opera per il particolarismo, su obbiettivi definiti anziché categoriali, con distacco e fredda determinazione, con discontinuità e assenza di coordinamento.
Non sfuggirà, men che meno ai vertici consiliari, di cui sono ben note intelligenza e capacità politica, che è questa – e vi sono formali segnali in tal senso – una scelta meditata e non casuale.
Una scelta che però discrimina ulteriormente, mortifica l’Istituzione nel suo complesso, demotiva e delegittima l’operato del singolo consigliere che è chiamato ad operare quasi “bendato”.
Scoraggiando così – rectius: defraudando – ogni benché minima e naturale forma partecipativa alla gestione, con complessivo allontanamento dei Consiglieri dalla Classe.
Classe forense, si badi bene, talora “proletarizzata” ed allo sbando, abbisognevole più che mai di una guida assidua e partecipe. Una Classe che invoca sostegno!
Una metodologia questa non condivisibile, che non può essere accettata e che – comunque - respingiamo.
Timidi tentativi – in questo inizio di consiliatura - per incanalare sui giusti binari l’attività consiliare ci sono stati, ma sono stati frustrati.
Basti qui richiamare la relazione del Consigliere M., protocollata sin dal 31.1.2006, caduta sostanzialmente nel vuoto!
Una relazione operativa, che certo non aveva altro obbiettivo che offrire un contributo in positivo e che - per convinta condivisione ­- richiamiamo come parte integrante del presente.
Il silenzio che ne è seguito, è sintomatico delle scelte testè denunciate.
Ma noi “non ci stiamo!”, mutuando parole enfatizzate da altri.
E ci chiediamo se questo era quello che, delegandoci ad entrare in questo consesso, la classe forense si aspettava da noi!
II
Riteniamo, perciò, irrinunciabile una ponderata programmazione ed una pianificazione dell’attività consiliare, che individui e si strutturi in 4 settori:
1) attività istituzionale di base (ex art. 14 R.D.L n. 1578/1933)-
- custodia e revisione albo avvocati e registro praticanti;
- vigilanza sul decoro dei professionisti;
- potestà disciplinare;
- parere sulla liquidazione degli onorari;
- restituzione atti e documenti per cessata attività professionale;
- vigilanza sull’adempimento degli obblighi previdenziali.
2) attività di formazione-
- corsi di formazione e aggiornamento;
- seminari e convegni.
3) attività istituzionale integrata-
- difese d’ufficio;
- gratuito patrocinio;
- diritto famiglia e minorile;
- varie (competenze ex riforma cpc.)
4) attività politica forense-
- rapporti con organismi nazionali e locali e associazioni di categoria;
- rapporti con Magistratura ed altre componenti del mondo giudiziario;
- pubblicità – riviste - informatica.
Per tali settori è necessario prevedere deleghe, secondo anche personali motivazioni e inclinazioni, a singoli e/o a gruppi di consiglieri che dovrebbero curare l’intero percorso delle attività loro assegnate, riferendone periodicamente al Consiglio.
Una così articolata attività deve passare, poi, attraverso la riproposizione del Consigliere di turno, riqualificandone e rafforzandone il ruolo ed i compiti.
Va evitato che egli svolga una funzione di mera “facciata”, sovrapponendogli altre figure e/o interventi, atti a “scavalcarlo”.
Si badi bene, non si intende esautorare i “vertici” dai loro compiti peculiari e dall’opportuna iniziativa politica, ma va trovato – e non è difficile – un equilibrio, perché il Consigliere di turno sia nella quotidianità l’interlocutore del collega, mentre il Consiglio deve conservare il ruolo primario di punto d’approdo di tutte le legittime istanze.

III
Le considerazioni che precedono, impongono l’assunzione di precise responsabilità e la formulazione di adeguate proposte operative, anzitutto di natura etica.
Sotto questo secondo profilo
• va recuperata la supremazia della rappresentanza e del servizio ai Colleghi, di guisa che mai escano mortificati gli interessi generali della Classe, sempre centrali rispetto al “particulare”,
• i rapporti interpersonali non vanno oltremodo anteposti alla delega ricevuta e ai doveri istituzionali;
• va ripristinata, regolamentata e potenziata l’attività del Consiglio, di guisa che - nel rispetto delle competenze, funzioni e prorogative - si gratifichi e si dia visibilità all’impegno dei 15 Consiglieri tutti.
Sotto il profilo più strettamente operativo, occorre pervenire a:
1) Ristabilimento degli “equilibri istituzionali” tra le cariche istituzionali dell’Ordine (segnatamente Presidente e Segretario) ed i singoli Consiglieri;
2) Rigorose regole di trasparenza, interna ed esterna, di tutti gli atti del Consiglio: completa verbalizzazione delle dichiarazioni rese in consiglio, pubblicazione delle delibere adottate, nonchè del relativo percorso approvativo.
Tanto sempre nel rispetto delle regole imposte dalla privacy, nell’intento di realizzare quel “Consiglio di vetro” (come spesso abbiamo detto e sentito dire) ed evitare, il più possibile, il rincorrersi di voci malevole ed ingiuste congetture sul nostro operato.
Per contro, in questo inizio di biennio, abbiamo registrato - purtroppo - il rinvio di decisioni da prendere invece senza eccessivi indugi (deleghe, consigliere di turno, pubblicazione delle delibere per estratto) ed il silenzio omissivo circa eventi straordinari a questo Consesso occorsi.
Ambedue i fenomeni sono un chiaro segno di discontinuità con il passato, tanto da farci temere che il “vetro” – di cui sarebbe cinto questo Consiglio - si stia piano piano, ma inesorabilmente, opacizzando.
Al riguardo già la stessa pregressa consiliatura aveva dato un chiaro segnale dettando precise regole di linearità e trasparenza, così prevedendo appositi spazi e sezioni nel nostro sito internet (spazi questi rimasti, sino ad oggi, laconicamente vuoti).
3) Conferimento deleghe ai Consiglieri.
Di questo già abbiamo ampiamente detto: qui occorre solo evidenziare che questa prassi era in adozione corrente in pregresse consiliature e che, inoltre, l’esigenza di avere referenti certi è vivamente avvertita da moltissimi Colleghi. Tale scelta, oltretutto, favorisce l’approfondimento e crea dei chiari punti di riferimento per specifiche materie, tutelando anche lo stesso consigliere dall’ondata di richieste che la Classe, legittimamente, avanza.
4) Rapporti costanti con i Colleghi (singoli e/o associati) e le loro esigenze, con nomina di appositi delegati (per settore; singole sezioni di Tribunale; per ufficio di GDP);
E’ viva l’esigenza di “assistere” i colleghi nei rapporti, sovente tesi con una parte della magistratura e con altra parte del personale di cancelleria.
5) Disciplina: ripristino della “commissione di disciplina”.
6) Gestione rapporti con le istituzioni e nomina di specifiche commissioni (enti locali; capi magistratura; vertici cancellerie, etc.);
7) Formazione permanente dell’avvocatura (biblioteca; stampa forense; sito internet; corsi per praticanti; rapporti con l’università);
8) Rendiconto (magari trimestrale) di tutto il lavoro svolto dai Consiglieri delegati, con particolare riguardo all’esecuzione dei precedenti deliberati consiliari, con fissazione all’uopo di specifica sessione consiliare.
E’ questo un solo spunto di iniziale discussione, una pietra nello stagno, per far capire a tutti, soprattutto ai nostri colleghi che, talvolta in silenzio, ci osservano, che ci siamo, che siamo presenti.
Un contributo, dicevamo, cui speriamo non vorrete sottrarvi.

S., li 21 marzo 2006.

I consiglieri
seguono firme di n. 6 Consiglieri

giovedì, marzo 09, 2006

Improvvidi aumenti contributi previdenziali



IMMINENTI AUMENTI DEI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI A CARICO DEGLI AVVOCATI: DOCUMENTO DI PROTESTA DEI GIOVANI AVVOCATI-
NO all'aumento dei contributi previdenziali, in discussione alla riunione del Comitato dei Delegati della Cassa Forense del 17 marzo 2006
Il Protocollo d'Intesa sottoscritto dal Presidente della Cassa Forense e dal Presidente dell'AIGA a Gardone Riviera il 15 maggio 2004, in occasione della 1a Conferenza Nazionale AIGA sulla Tutela dei Giovani Avvocati, premesso e condiviso il principio di ripristinare una ampia e reale solidarietà inter ed intra generazionale, prevedeva due punti essenziali: • costituire un tavolo permanente di confronto per mantenere una costante consultazione collegiale sulla materia previdenziale ed assistenziale; • intervenire sul sistema previdenziale in termini strutturali. L'Aiga e la Cassa Forense, nelle occasioni di incontro e confronto sui temi della riforma previdenziale, hanno convenuto sulla necessità di ricercare una soluzione condivisa, fondata su due principi irrinunciabili: abbandono del proposito di intervenire prevalentemente sulla leva delle entrate previdenziali attraverso l'adozione di misure parametri che; adozione di misure strutturali (quali una graduale conversione verso il sistema misto a ripartizione / capitalizzazione) compatibili con una dovuta flessibilità dei diritti acquisiti ed idonee ad incidere sul debito pensionistico. Le indicazioni offerte da autorevoli esponenti della Cassa Forense sono apparse subito in linea con le istanze dei Giovani Avvocati al punto che, a fronte di un sostanziale abbandono delle misure parametriche, era stata annunciata l'adozione di correttivi tipici del sistema contributivo, quale l'estensione della base di calcolo della pensione a tutte le annualità anziché alle migliori 20 degli ultimi 25 anni, nonché l'integrale applicazione del sistema contributivo alle pensioni di vecchiaia. La direzione, cui sembrava ormai orientata la Cassa, è stata una prima volta contraddetta dalla inopinata decisione di porre all' o.d.g. della seduta del Comitato dei Delegati del 17 dicembre 2004 una delle più avversate misure parametri che, ovvero l'aumento del contributo integrativo dal 2 al 4%. Il Consiglio Direttivo Nazionale dell'AlGA, riunito si a Treviso 1'11.12.2004, esprimeva l'assoluta contrarietà alla proposta, ottenendone l'immediato abbandono. Ma il Comitato dei Delegati, a distanza di poco più di un anno, e senza aver licenziato alcuna compiuta ipotesi di riforma strutturale, ha nuovamente posto all'o.d.g. della prossima riunione, prevista per il prossimo 17 marzo 2006, l'aumento del contributo integrativo accompagnato, anche, dall'aumento del contributo soggettivo. La Cassa Forense sceglie così la linea dell'aumento delle misure parametri che quale primo passo verso una riforma di sistema della quale non sono noti, perché non dichiarati, tempi e modalità d'attuazione: in tal modo si elude l'impegno assunto con i Giovani Avvocati nel Protocollo d'Intesa del maggio 2004. I Giovani Avvocati ribadiscono che: l'aumento del contributo soggettivo, che costituisce una misura penalizzante per tutti, servirà ad incrementare le risorse attuali per pagare le pensioni di oggi ma non assicurerà le pensioni di domani; l'aumento del contributo integrativo, misura che incide fortemente sui costi dell'utente del sistema giustizia, comporterà una indubbia contrazione dei compensi per la parte professionale competitivamente più debole. Il paventato innalzamento parametrico si traduce, pertanto, in un'ulteriore penalizzazione delle fasce professionali a più basso reddito ed in particolare dei più giovani. Non convince l'argomento contrario, sostenuto dal Presidente della Cassa Forense, secondo cui la fascia giovanile della categoria non verrebbe penalizzata, nella sostanza, perché risulta quella a più basso reddito. Va invece evidenziato che la fascia giovanile, proprio perché a più basso reddito, subirebbe una più gravosa incidenza marginale sul reddito rispetto a quella sui redditi più elevati, naturalmente più lieve. Senza trascurare, peraltro, che i Giovani Avvocati rappresentano la maggioranza dei contribuenti attivi della classe forense. Non è concepibile un intervento che, facendo leva solo sulle entrate, prescinda dal debito pensionistico maturato: al contrario, occorre incidere sulle uscite, superando le difficoltà derivanti dalla pretesa intangibilità dei cosiddetti diritti quesiti attraverso un sistema di opportuni incentivi e disincentivi. Se le modalità di calcolo della pensione secondo i criteri vigenti al tempo in cui essa è maturata possono configurare un diritto quesito, non altrettanto può dirsi della possibilità, oggi disinvoltamente concessa all'Avvocato Anziano, di andare in pensione rimanendo iscritto all'Albo. In tal caso, per evitare la cancellazione e continuare a non liberare una quota di mercato, il pensionato deve sottoporre una quota delle annualità, computate per il calcolo della pensione, al sistema contributivo. L'indefettibile riforma strutturale del sistema previdenziale della Cassa Forense, da realizzare preliminarmente ad ogni ipotesi di compartecipazione o di unione delle casse private, deve prevedere l'innesto, all'interno del canale principale della contribuzione obbligatoria, di una derivazione di carattere complementare cui destinare risorse già esistenti e da implementare. Il contributo integrativo del 2%, oggi destinato all'assistenza, è la prima risorsa da utilizzare: la solidarietà assistenziale, (considerato anche la percentuale del contributo soggettivo del 3% sui redditi oltre il tetto dei 78.000 euro) non presenta aspetti di crisi finanziaria né attuale né futura, essendo le entrate largamente superiori alle uscite. La quota residua, magari incrementata dall'aumento del contributo soggettivo di solidarietà, potrà essere destinata a creare la sacca complementare, proporzionalmente al gettito contributivo obbligatorio di ciascuno, e quindi costituire la base della riforma per una nuova previdenza. In conclusione, l'aumento delle misure parametriche, svincolato da una riforma strutturale dell'intero sistema, costituisce un modo semplicistico di allontanare - soltanto di pochi anni - il momento di entrata in crisi del sistema ed il paventato gap di bilancio della Cassa, senza risolvere il problema e, anzi, grava i giovani professionisti di ulteriori esborsi, con il risultato di rompere definitivamente il patto infragenerazionale. I Giovani Avvocati chiedono che le linee della riforma siano improntate al reale ripristino ed alla salvaguardia del patto di solidarietà generazionale secondo i seguenti punti programmatici: 1) riforma dell' attuale sistema a ripartizione in un sistema misto mediante l'inserimento di parametri tipici del metodo contributivo; 2) rinuncia alle ipotesi di riforma congegnate esclusivamente su misure parametri che incidenti sulla leva delle entrate; 3) estensione della proiezione di calcolo attuariale dagli attuali 15 anni a 40 anni; 4) esenzione/riduzione dell'obbligo contributivo per i primi dieci anni dall'iscrizione all'albo professionale (anche al fine di recuperare parte dei circa 50.000 avvocati iscritti agli albi e non alla Cassa); 5) computo della pensione effettuato sull'intera vita lavorativa, rimodulato nel caso in cui si maÌ1tenga l'iscrizione all'albo; 6) introduzione di una forma di previdenza complementare cui destinare risorse già esistenti (quali la quota del contributo integrativo residuale rispetto a quella destinata all'assistenza e l'aumento del contributo di solidarietà extra tetto pensionistico); 7) riduzione, nell'ottica di rifinanziamento del sistema sul lungo periodo, del contributo soggettivo per consentire di liberare risorse ed implementare la previdenza complementare. Milano, 25 febbraio 2006 Il Consiglio Direttivo Nazionale AIGA

domenica, marzo 05, 2006

LA CRISI MORALE DELLA MAGISTRATURA


"Il Palazzo poi è la miniera, è il pozzo, è il nido del malcontento, dei sussurri. Comincia uno a spargere calunnie, l’altro seguita, il giorno dopo sono dieci, venti e poi….E’ come una cancrena che si allarga".
Ugo Betti, commediografo e magistrato lui stesso, scrisse "Corruzione al Palazzo di Giustizia" mentre ancora fumavano le rovine del dopoguerra, quindi il dramma fu rappresentato al romano Teatro delle Arti esattamente cinquantasette anni fa, nel gennaio del 1949. Quella che avete letto è una battuta del giudice Bata, all’inizio. Rileggerla oggi, a N., sconvolge. Sembra scritta per noi, qui ed ora.
La grande letteratura ha frequentato molto gli edifici dove gli uomini provano ad amministrare la giustizia, dove se ne amministrano gli imperscrutabili riti, tra proclamazione di sommi principi e miserie quotidiane dei sacerdoti che li officiano. Nella "Morte di Ivan Illich", di Leone Tolstoj, al capezzale dell’agonizzante giudice che ha questo nome, si avvicendano i colleghi, compunti e dolenti. Dietro le forme della convenienze sociali, uno di loro calcola che cosa gli renderà quella morte, in termini di scatto di carriera; un altro scruta la prossima vedova, pronto a consolarne il dolore quando sarà finito il lutto.
E nell’altrettanto splendide pagine finali de "Il passato è una terra straniera", Gianrico Carofiglio (altro magistrato/scrittore, ma dei nostri giorni) immagina un pubblico ministero, che sta invecchiando e che, ritornando con la memoria alle dissipazioni della giovinezza, ha un incubo ricorrente: che qualcuno venga ad arrestarlo, che finalmente gliene chieda il conto.
Nessuno che abbia intelligenza del cuore umano ed uso del mondo, può credere che i giudici siano individui migliori degli altri e loro per primi, quando si applicano a pensare a se stessi in esercizi filosofici e letterari, lo sanno. Resta il fatto che la persona comune ne rimane sgomenta.
Nella Procura della Repubblica di Palermo, anni fa, volteggiava il corvo.
A S., è storia di ieri, un procuratore aggiunto deve difendersi dall’accusa di propalare calunnie e si difende.
A N., infine, qualche spirito semplice aveva probabilmente ritenuto che - espulso A. C., il Corpo Estraneo, l’Incontrollabile – tutto andasse a posto. Che stupida ed irresponsabile illusione. Le cronache dell’altro ieri ci hanno restituito la fotografia di un magistrato che la parola di un pentito ha provato a sporcare, quelle delle ore più recenti parlano di fazioni, pronte ad accusarsi reciprocamente di collusioni con i camorristi, riportano dichiarazioni bellicose di un parlamentare già pubblico ministero, contro uno dei vertici locali dell’ordine, che a sua volta l’aveva accusato di non avere indagato su un omicidio.
Mentre gli avvocati, intenti e distratti nel rinnovo periodico del loro consiglio, al momento tacciono, ma in passato avevano aggiunto la loro voce alla confusione generale.
Il volgare e rissoso bipolarismo della politica ha ormai tracimato dai suoi argini, la fallosità dei giocatori ha contagiato l’universo degli arbitri, che non si vorrebbero necessariamente olimpici, ma almeno ragionevolmente pensosi del prestigio della corporazione.
Che non è qualcosa che appartenga solo a loro, ma ai cittadini tutti, perché la credibilità di un magistrato è una delle condizioni di base della tenuta minima del sistema sociale.
Per carità, smettetela.
Chi scrive pensa con nostalgia ad un modello: quello consegnategli dalle pagine dello "Elogio dei giudici scritto da un avvocato ", scritto da Piero Calamandrei.
Un libro aureo, che molti dovrebbero meditare. Uno stile limpido, che forse edulcora la realtà, brutta la sua parte anche a quei tempi. Ma che grande lezione e quanta dignità.
Allora.

sabato, marzo 04, 2006

ELEZIONI: ISTRUZIONI PER L'USO


Le imminenti elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di S., ci suggeriscono alcune riflessioni.
Anzitutto l’auspicio che si esca dalla situazione anomala di “maggioranza bulgara” (15 consiglieri su 15 alla lista dell’attuale Presidente): l’unanimismo assopisce gli animi, mentre il confronto ed il dibattito – laddove animati dal sincero intento di giovare all’Avvocatura di S. – non possono che far crescere, sia la maggioranza sia l’opposizione.

Poi i programmi: basta con le liste “ad personam”, compilate con il classico “manuale cencelli” e per conservare mere rendite di posizione, senza dire con chiarezza cosa si vuole fare per tentar di risolvere i problemi che assillano – a livello locale – la nostra professione.
L’edilizia giudiziaria, il delicato rapporto con la magistratura locale, la formazione, la deontologia, la gestione delle sezioni distaccate, sono tutti temi scottanti che attendono una chiara presa di posizione da parte di chi aspira a rappresentarci nel prossimo biennio.
Ancora, ci sia consentito, occorre tener conto dell’innegabile verità della profonda trasformazione che, da circa 10 anni a questa parte, ha vissuto tutto il ceto forense italiano e – ovviamente – anche quello distrettuale.
Gli Avvocati non sono più una classe di notabili, magari beneficiari di canali privilegiati con il potere politico.
Non vogliamo affermare che abbiano ragione quelli che parlano di “proletarizzazione” dei professionisti della toga, però è inutile nascondere la testa sotto la sabbia: abbiamo molto terreno da recuperare, per tornare agli antichi fasti.
Perciò - nella scelta dei candidati da presentare e poi da votare – sarebbe davvero auspicabile che tutti, maggioranza ed opposizione, più che guardare ai rapporti d’appartenenza e/o amicalità (..se non alla preferenza a chi per ultimo ti tira per la giacca, proteso dalle transenne!), dessero il via libera ai colleghi che si sono distinti per presenza ed impegno sui problemi, nonché per disinteresse personale e sensibilità alle sorti future dell’Avvocatura salernitana.
L’andamento e gli esiti del recente XXVIII Congresso Nazionale Forense, con la riconferma di fiducia all’Organismo Unitario dell’Avvocatura, ci riconfermano nel convincimento dell’irrinunciabilità di un “ruolo politico” degli Avvocati nella società italiana.
Perciò anche gli aspiranti Consiglieri dell’Ordine di S. dovranno aver ben chiaro che i tempi delle “segrete stanze” sono ormai finiti: bisogna far sapere alla gente quali sono i problemi, proporre le soluzioni operative e sostenerle con tenacia.
Ecco le parole chiave: disinteresse, deontologia, impegno per i Colleghi!
Concludiamo con l’augurio di un sereno dibattito preelettorale e con l’auspicio di una massiccia presenza dei Colleghi alle urne …e poi vinca il migliore.
S. 06 dicembre 2005.
Avv. G. C.