






"Due sarti imbroglioni si presentarono a corte offrendo stoffe stupende e magiche che potevano essere viste soltanto dalle persone intelligenti: in realtà, come è ovvio, non esistevano.
Basta, però, che il Ciambellano, per primo, dichiari di non aver mai visto niente di simile ed il gioco è fatto! Tutti i cortigiani incominciano a lodare le stoffe, e lo stesso re ordina per un'importante cerimonia pubblica un abito tessuto con quelle meraviglie.
La parata inizia, il re naturalmente è in mutande, ma nessuno della folla osa vedere la verità, solo un piccolo bambino, privo di pregiudizi e di conformismo, urla con tutto il suo stupore di fronte all'abbigliamento del sovrano: il re è nudo!".

| Decidete una volta per tutte di non servire più, e sarete liberi. Non vi chiedo di scacciare il tiranno, di buttarlo giù dal trono, ma soltanto di smettere di sostenerlo; allora lo vedreste crollare a terra e andare in frantumi per il suo stesso peso, come un colosso a cui sia stata tolta la base. |
| |
| Etienne de La Boétie Discorso sulla servitù volontaria |

Il Presidente
Prot. n. 604/06
Ill.mi Signori
Consiglieri dell’Ordine Forense
Presidenti delle Unioni Regionali
Presidenti delle Associazioni Forensi
E p.c.
Signori Delegati XXVIII° Congresso
LORO SEDI
Illustri colleghi,
invio la presente comunicazione allo scopo di fornirVi una opportuna informativa sullo stato della situazione relativa alla protesta dell’avvocatura - in atto - contro le norme concernenti le professioni, e la professione forense in particolare, nonché i tagli alle spese di giustizia, contenute nel c.d. Decreto Bersani, più correttamente DL. 223 del 4.7.2006. Le notizie puntualmente inviate a mezzo comunicati stampa, e i documenti pure trasmessi, necessitano infatti di un riepilogo di insieme, che meglio dia conto di quanto accaduto sino a questo momento.
Il tutto, auspico, può risultare di utilità sia per le Assemblee in sede locale, nuovamente in programma anche per la prossima settimana, sia in previsione della Manifestazione Nazionale di Protesta del giorno 21 luglio in Roma, per la quale già Vi ho inviato il manifesto predisposto a mezzo posta elettronica. Detto manifesto è scaricabile dal sito Oua e sarà inviato ai Consigli dell’Ordine anche a stampa in formato cartaceo 70x100 all’inizio della prossima settimana, per l’affissione. Ulteriori manifesti sono stati prodotti da Ordini e Associazioni, e ne abbiamo data opportuna diffusione.
Schematicamente:
Ø successivamente all’Assemblea svoltasi il 5 luglio scorso,
Ø in data 6 luglio, poco dopo l’avvenuto inoltro della comunicazione di proclamazione dell’astensione, la commissione stessa inviava informale comunicazione via telefax all’organismo proclamante, OUA, e a svariati altri soggetti dell’Avvocatura (CNF, Ordini e Associazioni), assumendo prima facie l’illegittimità dell’astensione, non ritenendosi sussistenti – sia pure senza motivazione sul punto – i requisiti di urgenza addotti a sostegno del mancato rispetto dei termini di preavviso e di raffreddamento;
Ø in data 7 luglio, a seguito di personale intervento del Presidente della Commissione, dott. Martone – che incidentalmente ringrazio per l’immediata attenzione e sensibilità – l’Oua, nella mia persona, si recava ad una informale audizione presso
Ø in data di lunedì 10 luglio prendeva avvio la proclamata astensione, con un riconosciuto successo, attestato anche dalle delibere di Ordini e Associazioni che si sono via via susseguiti e sono – per quanto note – pubblicate sul sito dell’Oua. Una costante attività di intervento con la stampa, anche nelle sedi locali, ha consentito sino ad oggi di dare voce, per quanto possibile (vedasi mancata pubblicazione della replica odierna sul Corriere della sera), alla protesta dell’Avvocatura, incentrata anche sul taglio di non poco conto degli stanziamenti per
Ø sempre in data di lunedì 10 luglio aveva luogo l’audizione congiunta dell’Oua, del Cnf e delle Associazioni Forensi dinanzi
Ø nella giornata di martedì 11 luglio si registravano le prime dichiarazioni di apertura al dialogo da parte del Ministro di Giustizia. In pari data aveva luogo l’audizione del Cup dinanzi
Ø sin dal 10 luglio, data di avvio della proclamata astensione, l’Organismo Unitario ha avviato contatti ed ha dato corso a quotidiani incontri con le forze politiche, massimamente con i gruppi del Senato, protrattisi fattivamente sino ad oggi;
Ø il termine per la presentazione di emendamenti dinanzi le Commissioni va a scadere il giorno di lunedì 17 luglio prossimo, alle ore 10;
Ø la trattazione del provvedimento Bersani è calendarizzata in aula al Senato per i giorni 24 e 25 luglio prossimi, ed alcuni esponenti della maggioranza hanno espressamente richiesto, anche con interventi sulla stampa, che sul decreto Bersani venga posta la fiducia, al fine di consentirne l’approvazione in tempo utile, e prima della pausa feriale;
Ø parallelamente alla ferma protesta dell’Avvocatura attuata con l’astensione, si sono svolte – e tuttora sono i corso di svolgimento - in numerosi Fori partecipate ed animate Assemblee degli iscritti, ad alcune delle quali hanno partecipato parlamentari locali;
Ø in taluni Fori si sono registrate reazioni da parte di magistrati, che hanno ritenuto di doversi pronunciare sulla legittimità o meno dell’astensione forense in corso, con l’adozione di provvedimenti in molti casi del tutto ingiustificati e gravatori per i Colleghi che hanno ritenuto di esercitare il loro diritto di astensione. A fronte di ciò l’Organismo Unitario è intervenuto sulla stampa ed ha altresì diffuso una scheda riepilogativa al fine di motivare la contrarietà a simili condotte, cui peraltro hanno fatto riscontro posizioni assai più rispettose e consapevoli da parte della maggioranza dei Magistrati. Numerose delibere in tal senso si sono avute anche da Ordini Forensi e Associazioni. L’Organismo Unitario, mio tramite, fin da ora esprime viva solidarietà ai Colleghi coinvolti dai provvedimenti richiamati, ed apprezzamento ai Consigli di appartenenza, che sono prontamente intervenuti;
Ø nella giornata di mercoledì 12 luglio,
Ø negli ultimi due giorni, quasi improvvisamente, l’esplodere delle conseguenze del divieto di anticipazione delle spese di giustizia da parte degli uffici postali, non solo con riferimento alle parcelle delle difese di ufficio e del patrocinio a spese dello Stato, ma anche agli stipendi dei magistrati onorari ed ai compensi di periti e consulenti, ha fatto sì che alcune delle ragioni della nostra protesta, rimaste sin qui del tutto occultate dai mass media, venissero prepotentemente alla luce in tutta la loro gravità: unitamente alla già menzionata disposizione si è iniziato a parlare anche della riduzione degli stanziamenti per la giustizia, e di tutto ciò che purtroppo ne conseguirà in tempi anche brevissimi. Posto che lo stanziamento per la giustizia nell’ultimo anno della scorsa legislatura ammontava a circa 600 milioni di euro, e di fatto le uscite erano di ben 200 milioni eccedenti, non v’è chi non veda che la riduzione progressiva, prima di 50, poi di 100 e poi di 200 milioni di euro al 2006 al 2008 è riduzione tutt’altro che indifferente;
Ø nella giornata di oggi 13 luglio, si è appreso che l’Ufficio di Presidenza della F.B.E., presieduta dall’avv. De Tilla, ha deliberato la presentazione di ricorso alla Corte di Giustizia, avverso il decreto Bersani. Contemporaneamente il Presidente De Tilla ha diffuso ed ha messo a disposizione dell’Oua il testo di un autorevole parere, richiesto all’avv. Prof. Massimo Luciani, esimio costituzionalista, in merito alla illegittimità costituzionale del contestato provvedimento, con particolare riferimento alle norme concernenti le professioni, ed in particolare la professione forense;
Ø l’Oua nella giornata di oggi ha trasmesso detto parere, con propria nota, al Presidente del Consiglio On. Prodi, al Ministro On.Mastella, al Ministro On. Bersani, ai Presidenti delle Commissioni Affari Costituzionali della Camera e del Senato, confermando le richieste di audizione già formalmente inoltrate nei giorni precedenti l’astensione;
Ø il parere del prof. Luciani è stato rimesso dall’Oua anche alla attenzione del dott. Martone, Presidente
Ø sempre in data di oggi, 13 luglio,
Ø l’Organismo Unitario, grazie alla preziosa collaborazione del Collega Avv. Maurizio Di Stefano, che ne è autore, pubblicherà domani 14 luglio sul proprio sito, ed invierà all’indirizzario tutto, il testo di un ricorso che ciascun Collega potrà inviare alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo, avverso il DL Bersani, nel merito della questione tariffe.
Inutile dire che, in attesa della trattazione in aula del provvedimento Bersani, è di grande importanza il buon esito della concordata Manifestazione Nazionale del 21 luglio, alla quale sono certa che interverrete numerosi. L’invito è a far sì che possano prendervi parte il maggior numero di colleghi possibile, favorendone al massimo la partecipazione.
Riterrei opportuno che
Con l’occasione, non posso che rinnovare l’invito a proseguire nell’elaborazione delle proposte dell’avvocatura per la riforma della professione, al fine di accostare alla protesta anche la necessaria parte costruttiva, della quale dobbiamo responsabilmente e senza ulteriori ritardi farci carico, mostrando nei fatti che siamo noi per primi a volere un opportuno ammodernamento della professione, nell’interesse nostro, dei nostri giovani e del Paese, ma senza snaturare e compromettere la nostra identità e le funzioni a noi affidate.
L’Assemblea dell’Organismo Unitario, alla quale sono come di consueto invitati a partecipare il Presidente del Cnf, il Presidente della Cassa e i Presidenti delle Associazioni Forensi, è stata convocata in Grottaferrata domani 14 e sabato 15 luglio, ed ha al proprio ordine del giorno sia l’esame della situazione con riferimento al decreto sulla liberalizzazione e sviluppi della situazione politica, che il tema della riforma dell’Ordinamento Professionale, nella prospettiva della seconda sessione congressuale di settembre, in Roma, la cui preparazione è anch’essa all’ordine del giorno dei lavori.
Ancora oggi, e sino al Congresso, costanti aggiornamenti sono e saranno pubblicati sul sito www.oua.it ove prosegue anche l’appassionato Forum con le opinioni dei Colleghi sul Pacchetto Bersani. Vi sarò grata se vorrete proseguire nell’invio all’Oua dei documenti e deliberati che verranno approvati e assunti di qui in avanti, per la loro tempestiva pubblicazione e diffusione.
In attesa di incontrarVi in occasione della manifestazione fissata per il prossimo giorno 21 luglio, sarà mia premura farVi pervenire eventuali ulteriori comunicazioni, laddove gli sviluppi politici connessi all’iter parlamentare del DL Bersani lo rendessero utile e necessario.
Vi rinnovo i migliori e più affettuosi saluti.
Michelina Grillo
Roma, lì 13 luglio 2006


S., lì 30 maggio 2006.
All’Ill.mo
Sig. Presidente
Ordine Forense di S.
Avv. A. M.
Città
A mezzo telefax: 0../24.....
Egregio Presidente,
mi permetto formularLe la presente nella mia doppia qualità di delegato al XXVIII Congresso Forense e responsabile (de facto) del ns. sito internet www.ordavvsa.it.
Ebbene, le voci che giungono circa l’attuale situazione interna dell’Avvocatura a livello nazionale, con i sempre più stridenti contrasti tra l’OUA ed il CNF - a mio sommesso avviso - meriterebbero un adeguato approfondimento e dibattito a livello locale.
Infatti, non mi risulta che l’Avvocatura salernitana abbia espresso una chiara posizione in merito, a differenza di quanto è avvenuto per moltissimi altri C.d.O. locali.
Né risultano noti il contenuto e l’esito della riunione tenutasi il 27/5 u.s. a Roma, con il Presidente del CNF Avv. Alpa, avente proprio ad oggetto le tematiche di cui innanzi, nonché il paventato “annullamento” (sic!) della prima fase del XXVIII Congresso, già tenutasi a Milano del novembre 2005.
Penso, pertanto, che non sarebbe inutile una presa di posizione esplicita da parte Sua e del C.d.O. di Salerno, in merito a quanto innanzi, da pubblicizzare magari sul ns. sito internet.
Tanto in ossequio alle regole di massima propensione al dibattito politico democratico (interno ed esterno), da Lei sempre predicate ed osservate.
La ringrazio dell’attenzione prestatami e, con l’occasione, Le porgo i miei migliori saluti.
Avv. G. C.

Preg.mo
Avv. A. M.
Presidente Ordine Forense
S.
Egregio Presidente,
devo necessariamente prendere atto della volontà manifestata nel corso della tornata del giorno 11 u.s., e più segnatamente in merito al punto “
Sono convinto che la mia non è una presa di posizione personale, magari frutto di mera presunzione, ma un atto dovuto verso
E così non posso giustificare, nemmeno a me stesso, secondo Consigliere per anzianità in questo consesso e dopo aver incassato incondizionate fiducie, come venga deciso, unilateralmente, la revoca di una delega che ho sempre svolto con prestigio e dignità.
Viviamo in un costante equivoco di fondo laddove non è ben chiaro se le deleghe devono essere conferite dal Consiglio nella sua massima espressione, ovvero dal Presidente o, ancora, dal Consigliere Segretario (questi eletto in forza di una minoranza di voti espressi).
Così, nell’incertezza assoluta, capita che la revisione dell’Albo (intimamente connessa alla tenuta dello stesso) viene delegata, così come i giuramenti di avvocato, così come i pareri su competenze professionali, così ancora come l’istruttoria per i disciplinari.
Per la gestione del praticantato, invece e solo per quella, il Consigliere Segretario si arrocca dietro la fragile barriera del “preciso compito istituzionale”. Quasi che il Consiglio sia chiamato a trattare anche altre questioni non intimamente connesse al proprio ruolo istituzionale.
Ritornando al merito mal comprendo come, e senza motivazione alcuna, sia stata a me sottratta tutta la voce inerente il praticantato, compito che ho svolto da oltre dieci anni.
Orbene, se vi è stata mia carenza in merito, se il mandato è stato assolto in maniera personalistica o se sono state risolte problematiche in modo tra loro difformi, allora me lo si dica chiaramente e sarò io stesso a “passare la mano”.
Ma se è un atto di sfiducia sic et sempliciter, e adottato solo per aver mosso qualche critica di troppo, allora è di tutta evidenza che il problema diviene politico, e devo trarre, a seguito di questa decisione, le opportune conclusioni.
In altre parole se la volontà del Consiglio è davvero quella di evitare forme collaborative, io, in linea, allo stato rimetto le residue deleghe a me conferite: quelle concernenti corsi di formazione professionale, vigilanza sito internet, informatica e polisweb.
In ogni caso chiedo espressamente che le motivazioni addotte e le ragioni della revoca siano dettagliatamente riportate nel verbale ovvero comunicate per iscritto.
Sarà mia cura, e, ovviamente, a mie spese, rendere edotta l’intera classe di quanto accade in questa casa di “vetro”, in modo da fornire a tutti i colleghi, utili elementi di riflessione.
E’ evidente che continuerò a restare a disposizione della Classe per quant’altro possa essere utile e produttivo, mantenendo il mio ruolo di Consigliere Tesoriere, forte di dodici voti ottenuti, con tre schede bianche, tra cui la mia.
Distinti saluti.
- Avv. G. C. -
S., 15/05/2006.
Preg.mo
Avv. A. M.
Presidente Consiglio Ordine Avvocati
S.
Egregio Presidente,
mi rifaccio alla seduta consiliare dell' 11 u.s. per rimarcare come, denegando immotivatamente solo allo scrivente deleghe operative, si sia voluto discriminare e limitare il mio diritto-dovere di partecipazione.
Non ne faccio una questione personale. Non ho mai ritenuto il Consiglio qualcosa di personale!
Constato, purtroppo, che non si modifica la già contestata metodologia che da un lato, nella specie con la scarna assegnazione di deleghe, ha privato ancora una volta il Consiglio di una nuova occasione di confronto, di collegialità e di scelte condivise; dall'altra, mortifica ogni appello ad invertire una rotta che mi pare collida con gli interessi della classe e mortifica quelle che sino ad ieri erano apprezzate e riconosciute (da Te) presenze, per l'apporto quanti-qualitativo.
Prendo atto della decisione assunta e la subisco rimettendo quanto - tra pareri, ricorsi disciplinari ed altro - mi è stato affidato e che è custodito nell' armadietto assegnatomi.
Sono convinto, nonostante tutto, di poter continuare ad assolvere l’incarico ricevuto dai colleghi con la sempre fattiva partecipazione alle sedute consiliari e altrettanta presenza sui quotidiani problemi.
Con i più distinti saluti
Avv. P. M.





