lunedì, agosto 27, 2012

Oua: De Tilla, bene piano Severino su Task Force per smaltire arretrato civile.

Il presidente dell'OUA, Avv. De Tilla, condivide l'idea del ministro Severino di creare delle "task force temporanee di tre elementi, con un giudice e due avvocati" con l'obiettivo di smaltire gli arretrati civili.
In un'intervista alla "Stampa" De Tilla spiega che si tratta di una buona soluzione ma, avverte, gli avvocati che partecipano alle task force debbono essere all'altezza del ruolo e "vanno fissati alcuni principi di fondo" come "l'indipendenza, la selezione e la retribuzione . Il primo punto e' che gli avvocati entrino a fare parte delle task force devono lasciare la libera professione, cioe' si devono sospendere dall'Albo. Ovviamente per fare cio' devono essere retribuiti adeguatamente anche sotto l'aspetto previdenziale, perche' non sarebbe giusto ignorare che sono iscritti alla Cassa forense. A quel punto sarebbe scongiurato il conflitto di interessi". Secondo il numero uno dell'OUA è necessario che la legge stabilisca anche quali cause vadano affidate alle task force e quali al giudice specializzato.
 In altri termini, secondo il presidente dell'OUA, non si può procedere solo con il criterio aritmetico dei tre anni di pendenza.
Nella sua intervista De Tilla fa presente che è necessario investire anche sul processo telematico: eliminando il cartaceo avremmo significativi risparmi in termini di spesa e un incremento di efficienza.

venerdì, agosto 24, 2012

Geografia giudiziaria, Regolamento e Riforma della professione - Incontro al CNF mercoledì 5 Settembre 2012.

Roma, 20/08/2012
N. 27-C-2012

 Ill.mi Signori Avvocati
PRESIDENTI DEI CONSIGLI DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI - PRESIDENTI DELLE UNIONI REGIONALI FORENSI -  PRESIDENTE DELLA CASSA FORENSE - PRESIDENTE DELL’ O.U.A. - PRESIDENTI DELLE ASSOCIAZIONI FORENSI MAGGIORMENTE RAPPRESENTATIVE IN AMBITO CONGRESSUALE
 e, per conoscenza:

COMPONENTI IL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE

LORO SEDI

OGGETTO : Incontro mercoledì 5 Settembre 2012, alle ore 14,00.

Illustri Presidenti e Cari Amici,
il Consiglio Nazionale Forense ritiene opportuno incontrare tutti Voi alla ripresa autunnale per discutere le seguenti tematiche: 1) Riordino geografia giudiziaria: effetti per gli Ordini 2) Regolamento sulla professione: effetti per gli Ordini ed iniziative del CNF a tutela degli Ordini 3) Legge professionale: aggiornamento ed iniziative a sostegno 4) Varie ed eventuali.
Vi rivolgo, pertanto, invito a partecipare all’incontro fissato per il giorno mercoledì 5 SETTEMBRE 2012, alle ore 14,00 presso la sede amministrativa del Consiglio Nazionale Forense, in Roma, via del Governo Vecchio, 3.
 Per ragioni organizzative, Vi sarei grato se volesTe confermare la Vostra partecipazione, via fax, al n. 0697748829 o sulla casella di posta elettronica urp@consiglionazionaleforense.it.
Con i migliori saluti.
 Il Presidente 
Avv. Prof. Guido Alpa

Cassazione: lecito l'utilizzo di investigatori privati per verificare illeciti del dipendente.

La Corte di Cassazione con sentenza 7 agosto 2012, n. 14197 si è pronunciata ancora una volta in materia di legittimità dell'utilizzo di investigatori privati per accertare fatti illeciti del dipendente.
La suprema corte, confermando il verdetto della Corte d'appello, ha dichiarato legittimo un licenziamento disciplinare disposto da un'azienda a seguito della sottrazione da parte di un dipendente di un quantitativo di beni aziendali che non poteva essere giustificato dalla prassi secondo cui i generi alimentari non consumati potevano essere portati via dal personale.
Tale comportamento era lesivo del rapporto fiduciario tra dipendente e società. Il lavoratore ha eccepito l'illegittimità del ricorso da parte della società all'attività di investigatori privati per controllare l'operato dei dipendenti. Anche la Suprema Corte ha confermato la legittimità della sentenza della Corte d'Appello di Palermo. Richiamando una precedente decisione della stessa corte (la sentenza n. 9167/2003) la Cassazione ha ricordato che "le disposizioni (artt. 2 e 3, L. n. 300/70) che delimitano, a tutela della libertà e dignità del lavoratore, in coerenza con disposizioni e principi costituzionali, la sfera di intervento di persone preposte dal datore di lavoro a difesa dei propri interessi, e cioè per scopi di tutela del patrimonio aziendale (art. 2) e di vigilanza dell'attività lavorativa (art. 3), non precludono il potere dell'imprenditore di ricorrere a collaborazione di soggetti (come le agenzie investigative) diversi dalle guardie particolari giurate per la tutela del patrimonio aziendale, né, rispettivamente, di controllare l'adempimento delle prestazioni lavorative e quindi l'accertare mancanze specifiche dei dipendenti, ai sensi degli artt. 2086 e 2104 c.c, direttamente o mediante la propria organizzazione gerarchica.
Tuttavia, il controllo delle guardie particolari giurate, o di un'agenzia investigativa, non può riguardare, in nessun caso, né l'adempimento, né l'inadempimento dell'obbligazione contrattuale del lavoratore di prestare la propria opera, essendo l'inadempimento stesso riconducibile, come l'adempimento, all'attività lavorativa, che è sottratta da suddetta vigilanza, ma deve limitarsi agli atti illeciti del lavoratore non riconducibili al mero inadempimento dell'obbligazione."
 Nello specifico la Corte spiega che il ricorso all'attività degli investigatori privati era giustificata dal fatto che non si trattava di un mero inadempimento dell'obbligazione lavorativa ma di atti illeciti commessi dal dipendente.

mercoledì, agosto 22, 2012

Esame avvocato 2012: criteri di designazione dei componenti delle commissioni.

Con circolare n. 26 del 9 agosto 2012, il Consiglio Nazionale Forense, su richiesta del Ministero della Giustizia, ha fissato i criteri di designazione dei componenti delle commissioni per la sessione 2012 dell'esame di avvocato.
Tra i criteri stabiliti, si evidenziano: la proposta congiunta dei Consigli dell'Ordine di ciascun distretto; la presenza in ogni commissione, a rotazione annuale, di almeno un avvocato per ogni Consiglio dell'Ordine del distretto; l'iscrizione all'albo degli Avvocati di un Ordine del distretto da almeno dodici anni; l'incompatibilità tra la designazione a componenete delle Commissione (o della Sottocommissione avvocati) e l'essere membro del Consiglio dell'Ordine o rappresentante della cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense; la necessità del previo interpello degli interessati affinchè garantiscano la loro disponibilità all'assunzione e all'espletamento dell'incarico; l'indicazione, da parte dei Presidenti dei Consigli degli Ordini distrettuali, dei nominativi degli avvocati dei quali viene proposta la nomina a Vice Presidente (effettivo e supplente) e a componente (effettivo o supplente).

E' morto Canzona, l'avvocato dei falsi scoop (....sarà vero?).

Roma, 22 ago. (TMNews) - E' morto ieri mattina a Napoli l'avvocato Giacinto Canzona, noto per essere stato oggetto nei mesi scorsi di diverse segnalazioni (riportate anche dal telegiornale satirico "Striscia la notizia") per aver diffuso alla stampa notizie false. Tra le più famose quella (poi rivelatasi fasulla) su una donna sopravvissuta al naufragio della Costa Concordia che, in stato di gravidanza, avrebbe abortito dopo l'incidente, avviando poi così una causa di risarcimento da 1 milione di euro di danni alla compagnia Costa. Lo scorso marzo il Consiglio dell'ordine degli avvocati di Tivoli aveva aperto un procedimento disciplinare, anche ai fini, secondo il codice deontologico, di una sospensione cautelare dall'esercizio della professione forense. Canzona aveva 38 anni e si è spento nell'abitazione della zia, colpito da un ictus. Era a Napoli per un colloquio di lavoro. "Ne danno il triste annuncio la moglie, la madre, la figlia ed i parenti tutti. Le esequie avranno luogo domani alle ore 15 presso la Chiesa di San Bartolomeo nel paese di orgine in provincia di Campobasso, dove la salma giungerà domani mattina e dove sarà allestita la camera ardente", comunica una nota dell'agenzia funebre. PS: IL LUPO PERDE IL PELO, MA NON IL VIZIO: PARE PROPRIO CHE SIA L'ENNESIMA BUFALA INVENTATA DA QUESTO STRANO SOGGETTO!

Avvocati: no al negozio in strada.

Rischia una sanzione disciplinare da parte dell'Ordine l'avvocato che svolge la sua attività in un vero e proprio negozio e pubblicizza proposte commerciali a costi molto bassi: è quanto hanno affermato le Sezioni unite civili della Corte di cassazione con la sentenza n. 14368 del 10 agosto 2012. Ad avviso del Massimo consesso di Piazza Cavour, è conforme a diritto la decisione del Consiglio nazionale forense secondo cui l'utilizzo delle espressioni l'“Angolo dei diritti” e “negozio” violano la dignità della professione in quanto hanno carattere prettamente commerciale e tendono a persuadere il possibile cliente attraverso un motto pieno di capacità evocativa emozionale, basandosi quindi su messaggi pubblicitari eccedenti l'ambito informativo razionale così come previsto dalla norma deontologica. In altri termini, il termine negozio non si addice all'individuazione di uno studio legale e non corrisponde al decoro della professione di avvocato, senza contare che l'uso di una simile espressione richiama immediatamente il carattere commerciale dell'iniziativa pubblicitaria. Per tirare le somme della lunga decisione si può dire che le Sezioni unite civili ammettono, in sostanza, solo una pubblicità che possiamo definire informativa, non ogni tipo di propaganda su prezzi «stracciati» praticabili dal professionista. Fra l'altro la decisione sembra essere di grande attualità perché leggendo la norma contenuta nella riforma delle professioni entrata in vigore a Ferragosto, rubricata, appunto, pubblicità informativa, il legale non potrà promuovere la sua attività come un commerciante. La neoapprovata riforma dice infatti che è ammessa con ogni mezzo la pubblicità informativa avente ad oggetto l'attività delle professioni regolamentate, le specializzazioni, i titoli posseduti attinenti alla professione, la struttura dello studio professionale e i compensi richiesti per le prestazioni. La pubblicità informativa dev'essere funzionale all'oggetto, veritiera e corretta, non deve violare l'obbligo del segreto professionale e non dev'essere equivoca, ingannevole o denigratoria. La violazione di questi obblighi costituisce illecito disciplinare. La vicenda riguarda due professionisti che avevano aperto un vero e proprio negozio, da loro stesso definito sulla vetrina come «angolo del diritto». Fra l'altro i due avevano pubblicizzato servizi «a costi molto bassi». Per questo era scattata da parte dell'ordine la sanzione della censura. Il Consiglio nazionale forense aveva confermato la misura. Contro questa decisione i professionisti hanno presentato un articolato ricorso alla Suprema corte ma ancora una volta senza successo. Infatti, a parere del Massimo consesso di Piazza Cavour, il dl Bersani non ha sdoganato ogni forma di pubblicità ma solo quella che non leda il decoro della professione. E propagandare prezzi stracciati per servizi legali non è deolontogicamente corretto.

Riforma professioni: le disposizioni specifiche per gli avvocati.

Il D.P.R. 137 del 7 agosto 2012 (G.U. 14-8-2012, n. 189), al Capo II (articoli 9 e 10) reca specifiche disposizioni concernenti gli avvocati. In particolare, l’articolo 9 stabilisce l’obbligo per l’avvocato di avere un domicilio professionale nell’ambito del circondario di competenza territoriale dell’ordine presso cui è iscritto, salva la facoltà di avere ulteriori sedi di attività in altri luoghi del territorio nazionale. Il successivo articolo 10 stabilisce invece che: a) il tirocinio forense può essere svolto presso l’Avvocatura dello Stato o presso l’ufficio legale di un ente pubblico ovvero privato quando autorizzato dal Ministro della giustizia vigilante o presso un ufficio giudiziario, per non più di 12 mesi. La prevista autorizzazione del Ministro della giustizia appare di per sé idonea a garantire l’adeguatezza dello studio presso cui può essere svolto il tirocinio; b) il tirocinio deve in ogni caso essere svolto per almeno sei mesi presso un avvocato iscritto all’ordine o presso l’Avvocatura dello Stato o presso l’ufficio legale di un ente pubblico o di un ente privato autorizzato dal Ministro della giustizia; c) l’attività di praticantato presso gli uffici giudiziari dovrà essere disciplinata con regolamento del Ministro della giustizia da adottarsi entro un anno dalla data di entrata in vigore del decreto, sentiti gli organi di autogoverno delle magistrature e il consiglio nazionale forense. I praticanti presso gli uffici giudiziari assistono e coadiuvano i magistrati che ne fanno richiesta nel compimento delle loro ordinarie attività anche con compiti di studio, e ad essi si applica l’art. 15 del T.U. 3/1957 sul segreto di ufficio. Al termine del periodo di formazione il magistrato designato dal capo dell’ufficio giudiziario redige una relazione sull’attività e sulla formazione professionale acquisita, che viene trasmessa al consiglio dell’ordine competente. Si precisa che ai predetti soggetti non compete alcuna forma di compenso, di indennità, di rimborso spese o di trattamento previdenziale da parte della pubblica amministrazione. Il rapporto non costituisce ad alcun titolo pubblico impiego; d) il diploma conseguito presso le scuole di specializzazione per le professioni legali di cui all’art.16 D.Lgs. 398/1997, è valutato ai fini del compimento del tirocinio per l’accesso alla professione di avvocato per il periodo di un anno; d) il praticante può, per giustificato motivo, trasferire la propria iscrizione presso l’ordine del luogo ove intende proseguire il tirocinio. Il consiglio dell’ordine autorizza il trasferimento, valutati i motivi che lo giustificano, e rilascia al praticante un certificato attestante il periodo di tirocinio che risulta regolarmente compiuto; e) il praticante avvocato, infine è ammesso a sostenere l’esame di Stato nella sede di corte di appello nel cui distretto ha svolto il maggior periodo di tirocinio. Quando il tirocinio è stato svolto per uguali periodi sotto la vigilanza di più consigli dell’ordine aventi sede in distretti diversi, la sede di esame è determinata in base al luogo di svolgimento del primo periodo di tirocinio.

mercoledì, agosto 01, 2012

Cnf: le norme sugli avvocati vanno stralciate.

Il Cnf ne è convinto: bisogna assegnare la riforma forense alla Commissione Giustizia in sede deliberante e, dunque, stralciare la professione forense dal regolamento sulle professioni.
L'auspicio è stato espresso alla vigilia del tavolo convocato a via Arenula dal Guardasigilli Paola Severino, per parlare dello smaltimento dell'arretrato, a cui parteciperà il consigliere segretario Andrea Mascherin.
La riunione, prevista per giovedì scorso, era stata interrotta al momento della notizia della morte del consigliere giuridico del Quirinale, Loris D'Ambrosio.
Anche il presidente della Commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno, aveva dato l'assenso al ritorno in Commissione della riforma forense in sede deliberante. Il Consiglio nazionale forense auspica che il Governo "possa dare una risposta entro domani, in modo da affrontare al tavolo tutte le questioni aperte che riguardano il sistema giustizia, nella convinzione che la riforma dell'avvocatura per legge debba necessariamente andare di pari passo".
Per questo, continua il Cnf, è "assolutamente necessario procedere allo stralcio della professione forense dal regolamento che disciplina le professioni, atteso il ruolo di garanzia di diritti costituzionali".

X CONFERENZA NAZIONALE PREVIDENZA FORENSE.

lunedì, luglio 30, 2012

Giustizia: in Cdm misure per ridurre tempi processo amministrativo.

(ASCA) - Roma, ''Su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Consiglio ha approvato alcune integrazioni e modifiche al codice del processo amministrativo (decreto legislativo n. 104 del 2010)''.
E' quanto si legge nella nota di palazzo Chigi diffusa al termine del Consiglio dei ministri, tenutosi venerdì scorso (27 luglio 2012).
''Le modifiche, predisposte sulla base del progetto redatto da una apposita Commissione speciale istituita presso il Consiglio di Stato e composta da magistrati amministrativi, ordinari, avvocati dello Stato, esponenti dell'Accademia e del libero foro, sono necessarie per rendere piu' funzionali gli istituti processuali e ridurre i tempi dei processi. Le novita' principali sono tre: 1) Competenza del giudice amministrativo - si conferma il principio secondo cui il difetto di competenza territoriale (che si verifica quando l'organo giudicante non ha la legittima autorita' a compiere un atto) puo' sempre essere rilevato d'ufficio. Si introduce poi la possibilita' di eccepire il difetto di competenza con una richiesta espressa rivolta al giudice entro un tempo determinato. La misura e' finalizzata a ridurre i tempi dei processi. 2) Chiarezza e sinteticita' degli atti processuali e specificita' dei motivi - il decreto legislativo modifica alcuni termini processuali per renderli piu' coerenti con il sistema processuale, precisa quali regole si applicano ai mezzi di impugnazione (e in particolare all'appello cautelare) e, infine, chiarisce il rapporto tra le sezioni semplici e l'adunanza plenaria del Consiglio di Stato. 3) Adeguamento a sentenze costituzionali - Infine, sia in materia di giudizi elettorali che con riguardo alle impugnazioni delle sanzioni irrogate dalla Consob, il testo del Codice e' stato adeguato a recenti pronunce della Corte costituzionale'', conclude la nota.

giovedì, luglio 26, 2012

"TRIBUNALINI": Oggi l’Avvocatura incontra il ministro Severino.

26 luglio 2012-Oggi alle 16.30, il presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura, Maurizio de Tilla, insieme alle altre istituzioni e associazioni forensi incontrerà il ministro della Giustizia Paola Severino. Lo riferisce una nota della rappresentanza politica dell'avvvocatura.
Nel corso dell'incontro - si legge nel comunicato - l'Oua consegnerà i documenti di proposta e le osservazioni critiche sulla geografia giudiziaria (e il parere di incostituzionalità del professor Verde), la riforma forense e il Dpr sulle professioni, sulla modifica della legge Pinto e il filtro in appello, sullo smaltimento dell'arretrato e sulle necessarie riforme per modernizzare la macchina giudiziaria.
"Tanti - sottolinea De Tilla - i temi sul tavolo: geografia giudiziaria, riforma forense, smaltimento dell'arretrato, legge Pinto e filtro nel processo civile. La disponibilità al dialogo non manca, ma sono necessarie decise correzioni, per esempio sulla chiusura dei Tribunali, su cui oltre ai sindaci e ai cittadini anche diverse sezioni dell'Anm si sono espresse con forti critiche, per esempio a Napoli. Non è vero che ci sia tutto questo consenso".

FACCE "DA TRIBUNALE"............

mercoledì, luglio 25, 2012

Giustizia: Avvocati, allucinate taglio tribunali. Ricorso Consulta.

(ASCA) - Roma, 24 lug - La riforma della giustizia che prevede, tra l'altro, la chiusura di centinaia di uffici giudiziari ''e' allucinante'' e contiene ''una serie di violazioni legislative'' che ne sanciscono l'incostituzionalita'. Per questo l'Oua, l'Organismo unitario dell'avvocatura, si dice pronto a ricorrere alla Corte Costituzionale. Lo ha annunciato il Presidente dello stesso organismo, Maurizio De Tilla, nella sua audizione davanti la commissione Giustizia della Camera.

martedì, luglio 24, 2012

E-learning: in autunno in arrivo il programma di formazione a distanza del Cnf.

Partiranno in autunno i corsi e-learning del Consiglio nazionale forense ai fini della formazione continua degli avvocati, con l’obiettivo di rendere il servizio fruibile al maggior numero di legali garantendo una alta qualità della formazione.
Sono già pronti i moduli relativi a temi di Deontologia, Diritto Penale, Diritto di procedura civile, Previdenza forense. La didattica on web si arricchirà man mano di altri corsi per un totale di 11 materie.
Ogni ora di corso on-line darà diritto ad un credito formativo. L’avvocato interessato potrà avere una password per l’accesso alla piattaforma.
I corsi on-line sono stati predisposti tenendo conto del Regolamento sulla formazione continua del Cnf e della Nota tecnica sulle procedure di accreditamento di eventi di formazione a distanza predisposta dall’Unità operativa crediti formativi.
Soprattutto, saranno predisposti severi sistemi di controllo sull’effettivo svolgersi del corso e test sull’effettivo apprendimento.
Le modalità operative saranno predisposte sulla base della proposta dell’Unità operativa, coordinata da Antonio De Giorgi, e previa delibera del Consiglio.

lunedì, luglio 23, 2012

CAMERE PENALI: Cinque giorni di sciopero dal 17 al 21 settembre 2012.

(Adnkronos)- Cinque giorni di astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale degli avvocati penalisti dal 17 al 21 settembre: è quanto ha deliberato l'Unione camere penali italiane per esortare il Parlamento ad "approvare rapidamente la riforma della professione forense" e il Governo ad "escludere la stessa dal regolamento di riordino delle professioni e a rivedere le modifiche delle circoscrizioni giudiziarie così come finora delineate".
Inoltre, vengono richiamate "tutte le istituzioni e le forze politiche ad affrontare seriamente il problema della situazione carceraria, a riprendere il dibattito sulla riforma costituzionale della giustizia e a dare impulso ai progetti di legge sulla giustizia penale". L'Ucpi ricorda che "la riforma dell'ordinamento forense, dopo l'approvazione in Senato del novembre 2010, non è ancora stata licenziata dalla Camera nonostante l'impegno, piu' volte ribadito dai partiti, di portare rapidamente a compimento l'iter legislativo. Questa riforma - si sottolinea - è fondamentale per la corretta esplicazione del diritto di difesa, in particolare per il riconoscimento della specializzazione forense, che attuerebbe il diritto dei cittadini ad avere un difensore penale realmente adeguato al ruolo".
Ma per i penalisti, "sono molte le riforme da portare a termine: da quella delle circoscrizioni giudiziarie, sulla quale non vi è una nostra pregiudiziale opposizione ma su cui occorre ripensare l'intervento, con una ridefinizione delle circoscrizioni intelligente e non operata attraverso mere soppressioni lineari e conseguenti accorpamenti; all'accantonata riforma costituzionale della giustizia; fino al tema delle intercettazioni, dove le ripetute violazioni del segreto di indagine e la costante inosservanza delle norme che regolano la pubblicazione degli atti, producono una situazione assolutamente anomala e del tutto sconosciuta nei moderni sistemi di democrazia.
Infine, la riforma del sistema penitenziario, davanti alla situazione di evidente illegalita' in cui versano le carceri italiane.

venerdì, luglio 20, 2012

GIUSTIZIA: L’OUA IN COMMISSIONE AL SENATO AVANZA PROPOSTE ALTERNATIVE.

(AGENPARL) - Roma, 19 lug - Una delegazione dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, composta dagli avvocati Roberto Pozzobon, Filippo Marciante, Lucio Chimento, Marco Delucchi Baroni e Giovanni Priotto, è stata ascoltata oggi in Commissione Giustizia del Senato, presieduta dal Sen. Filippo Berselli, sulla revisione della geografia giudiziaria.
L’Oua ha consegnato un documento che evidenza le critiche al Governo per la decisione di chiudere oltre 1000 uffici giudiziari, contraddicendo oltretutto anche quanto stabilito nella delega, nonché andando incontro a evidenti profili di incostituzionalità. Avanzato un pacchetto di proposte alternative.
Alla fine dell’audizione, l'Oua ha ribadito «la disponibilità al dialogo dell’avvocatura, fino ad ora rifiutato da parte del Governo» e a trovare soluzioni alternative per una revisione delle circoscrizioni giudiziarie adeguate alle esigenze del territorio e al principio della "giustizia di prossimità".
Andando al merito della schema di delega all’esame del Parlamento, l’Oua ha sottolineato come la «distribuzione degli Uffici Giudiziari sul territorio sia di fondamentale importanza nel rapporto giustizia, territorio, cittadino, e che questa non può essere attuata solo in termini di produttività aziendale. Oltretutto, la Giustizia pur in presenza di congiunture particolari, rimane un bisogno primario della collettività (come sanità e scuola) e come tale, i suoi costi devono considerarsi come socialmente utili e doverosamente riassorbibili».
«I cittadini, i sindaci, e non solo gli avvocati – aggiunge - non possono condividere l’impostazione e le conclusioni di questa revisione della Geografia Giudiziaria, perché essenzialmente finalizzate alla soppressione e non a una reale ridistribuzione territoriale. Nel determinare, infatti, i criteri per la riorganizzazione degli uffici giudiziari, la delega aveva individuato, quale parametro prioritario, quello della ridefinizione territoriale. Un aspetto da segnalare è che i principi oggettivi e omogenei previsti nella Delega non risultano appieno valorizzati: si pensi al mancato riconoscimento, ai fini del mantenimento del presidio, del tasso di criminalità, dell’estensione territoriale e della presenza di infrastrutture giudiziarie già pronte per la consegna e per le quali si sono addirittura sostenute spese superiori al paventato risparmio. Per esempio, i casi eclatanti di Chiavari, Castrovillari e Bassano del Grappa. Tali criteri, in quanto oggettivi ed omogenei, escludono di poter considerare sopprimibili i 37 Tribunali indicati solo per non aver raggiunto uno dei parametri indicati nella relazione del Gruppo di studio, oltretutto, per quanto riguarda numero dei magistrati e abitanti non espressamente indicati nella delega».
«Questo intervento legislativo – ribadisce l’Oua – è una nuova misura penalizzante per i cittadini e per il loro diritto all’accesso alla giustizia. Sia dal punto di vista dell’efficienza giudiziaria sia del contenimento delle spese, il taglio di gran parte degli Uffici è controproducente e andrà a incidere negativamente sul funzionamento della macchina giudiziaria e, di conseguenza, sul rapporto con i cittadini».

martedì, luglio 17, 2012

Ordine Avvocati Salerno: Elezione n. 22 delegati al XXXI Congresso Nazionale Forense di Bari.

CONSIGLIO DELL'ORDINE DEGLI AVVOCATI DI SALERNO 
Il Consiglio, nella seduta del 3 luglio 2012 , ha indetto l'Assemblea degli iscritti, in prima convocazione per il giorno 6 settembre 2012 ore 8,00 e in seconda convocazione, per lo stesso giorno 6 settembre 2012 ore 9,30, presso l'Aula "Mario Parrilli" del Palazzo di Giustizia per deliberare sul seguente
ORDINE DEL GIORNO 
Elezione n. 22 delegati al XXXI Congresso Nazionale Forense che si terrà in Bari dal 22 al 24 novembre 2012.
I Colleghi che intendono far parte della delegazione sono invitati, per motivi organizzativi, ad avanzare la propria candidatura dandone comunicazione scritta alla segreteria dell'Ordine entro le ore 12 del 31 agosto 2012, fermo restando che sono eleggibili tutti gli iscritti all'Albo alla data del 31.12.2011.
Poiché il regolamento congressuale prevede che i delegati devono essere eletti a scrutinio segreto, dagli iscritti, le operazioni di voto si svolgeranno il giorno 6 settembre 2012 dalle ore 9,30 alle ore 17,00. L'elettore potrà esprimere 14 preferenze, ai sensi dell'art.2/2 della mozione n.27 approvata al Congresso Straordinario di Verona.
Risulteranno eletti i primi ventidue candidati che avranno riportato il maggior numero di preferenze e risulteranno supplenti i primi ventidue candidati non eletti. Si raccomanda ai Colleghi che risulteranno eletti di garantire la loro partecipazione ai lavori congressuali ed alla votazione finale.
Ulteriori eventuali chiarimenti potranno essere richiesti presso la Segreteria.
Dal Palazzo di Giustizia, 16 luglio 2012

SPENDING REVIEW: L'OUA ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE DEI SINDACI DEL 24 LUGLIO A ROMA.

(AGENPARL) - Roma, "L'Oua ha annunciato oggi che aderirà alla manifestazione del 24 luglio a Roma, indetta dai sindaci contro la spending review".
La motivazione dell’avvocatura riguarda anche la selvaggia revisione della geografia giudiziaria. Intanto, Maurizio de Tilla, presidente dell'organismo di rappresentanza politica dell'avvocatura, insieme a CGIL e UIL dei lavoratori del settore, ha chiesto un incontro con le componenti del Patto per la Giustizia: "Si demolisce la macchina giudiziaria, è urgente che i firmatari del Patto si riuniscano per prendere unitariamente le opportune decisioni. E’ molto importante una presa di posizione dell'Anm in adesione alle istanze dell’avvocatura e dei sindacati dei dipendenti del mondo giustizia. L'Oua incontrando i sindaci e gli ordini degli avvocati ad Avezzano e Mistretta, va avanti contro questa costante rottamazione di diritti costituzionali, contro questo impoverimento di un servizio che invece di riforme e modernizzazione subisce solo tagli lineari. Il 19 presenteremo la nostra proposta in Commissione al Senato e il 24 staremo a fianco dei cittadini e dei sindaci nella manifestazione convocata a Roma".
"Vogliamo ricordare - ribadisce de Tilla – la decisione dell’Oua di promuovere una o più azioni giudiziarie per la dichiarazione di illegittimità costituzionale della legge di delega e dei decreti legislativi che impongono una revisione selvaggia della geografia giudiziaria. Chiederemo, inoltre, l'intervento della Corte dei Conti contro il cattivo uso delle risorse in questo settore, che nel 2011 è cresciuto fortemente, e contro lo spreco di denaro pubblico derivante anche dalla decisione di soppressione dei Tribunali di Chiavari, Castrovillari e Bassano del Grappa nei cui territori sono stati costruiti tre nuovi tribunali con la spesa iperbolica di 60 milioni di euro. Infine, a settembre sarà di nuovo sciopero degli avvocati".

lunedì, luglio 16, 2012

I SALDI ESTIVI DELLA MEDIACONCILIAZIONE......

Alpa (Cnf): Revisione circoscrizioni è contro diritti.Riforme nel civile hanno peggiorato il sistema.

Roma- Il presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa, durante la sua relazione all'inaugurazione dell'Anno giudiziario forense si è scagliato contro la revisione delle circoscrizioni giudiziarie e la soppressione dei cosiddetti Tribunali minori: "Questa linea economicistica, che ritengo in contrasto con i principi costituzionali - ha rilevato Alpa - appare anche in contrasto con i principi espressi dalla Carta europea dei diritti fondamentali".
Ma Alpa ha criticato, più in generale, tutto il recente complesso di riforme, arrivando a dire che "hanno trasformato quella italiana in una giustizia incivile. Le disposizioni sono estremamente volatili e abdicano al principio di coerenza", tanto che "anche per un avvocato è difficile inseguire gli interventi a raffica diretti a modificare questa o quella norma del Codice di procedura civile".
L'unificazione dei riti, con l'ambizione di ridurre da 30 a tre i modelli procedurali "li ha aumentati in realtà a 35".

giovedì, luglio 12, 2012

Licenziamento per ragioni economiche: insindacabili i criteri di gestione dell’impresa.

In materia di licenziamento, la Corte di Cassazione, nella sentenza n. 11465 del 9 luglio 2012 ha precisato che il licenziamento per giustificato motivo oggettivo per ragioni di riassetto organizzativo, al fine di una più economica gestione dell’azienda, è una scelta che rientra nella valutazione del datore di lavoro, senza che il giudice possa sindacare la scelta dei criteri di gestione dell’impresa, atteso che tale scelta è espressione della libertà di iniziativa economica tutelata dall’art. 41 Cost.
Al giudice, ad avviso del Supremo Collegio, spetta il mero controllo della reale sussistenza del motivo addotto dall’imprenditore, con la conseguenza che non è sindacabile nei suoi profili di congruità ed opportunità la scelta imprenditoriale che abbia comportato la soppressione del settore lavorativo o del reparto o del posto cui era addetto il lavoratore licenziato, sempre che risulti l’effettività e la non pretestuosità del riassetto organizzativo operato.

GIUSTIZIA: Severino, troppi avvocati in Italia.

(Ansa) 12 luglio 2012- «Il numero degli avvocati in Italia è eccessivo».
Lo ha detto ieri a Roma il ministro della Giustizia, Paola Severino, nel corso di un convegno organizzato dall'Udc, sottolineando che «gli avvocati operanti a Roma sono quanto quelli di tutta la Francia». «Comprendo - ha spiegato il ministro, lei stessa avvocato - i timori degli avvocati, professione nobilissima, ma c'è l'esigenza comune che abbiano una maggiore specializzazione, non deve essere il mestiere di chi non ha potuto fare altro nella vita».
Anche questa, ha aggiunto, «è una via verso il recupero di efficienza della giustizia».

Processo civile d'appello, la maggioranza presenta un emendamento per neutralizzare il filtro.

Con un emendamento depositato ieri in commissione, la maggioranza smonta il filtro al processo civile d'appello introdotto dal Governo nel decreto legge sullo sviluppo. Il testo, a firma Pd, Pdl, Fli e Udc (Cinzia Capano e Manlio Contento, che sono i due relatori per il parere da fornire in consultiva alla commissione Finanze della Camera, Angela Napoli e Lorenzo Ria), stabilisce la costituzione del contraddittorio in vista della prima udienza, nella quale si può già andare a decisione e introduce, sia il ricorso fondato o infondato, la sentenza con motivazione breve. La norma si applica ai giudizi pendenti.
L'emendamento della maggioranza stabilisce che se il giudice ritenga manifestamente fondata o manifestamente infondata l'impugnazione in appello deve pronunciare sentenza dando lettura del dispositivo e della concisa esposizione delle ragioni di fatto o di diritto della decisione, anche mediante il rinvio agli elementi di fatto riportati in uno o più atti di causa e il riferimento alle precedenti conformi.
La sentenza così pronunciata si intende pubblicata con la sottoscrizione da parte del giudice del verbale che la contiene.
Il filtro di ammissibilità per il processo di appello in sede civile era stato annunciato dal ministro della Giustizia Paola Severino, al termine del Consiglio dei ministri del 15 giugno scorso, che ha approvato il dl sviluppo. "Se l'appello è palesemente inammissibile non sarà celebrato", aveva sintetizzato il Guardasigilli assicurando che "questo non significa cancellare il processo di appello" ma introdurre la valutazione di un giudice che farà prima una valutazione di ammissibilità.
Approdato alla Camera, il filtro aveva subito trovato due obiezioni e un cammino in salita: per il metodo, visto che modifica il codice di procedura civile con decreto, e per il merito, visto che dà eccessiva discrezionalità al magistrato.

mercoledì, luglio 11, 2012

Mediazione obbligatoria: inapplicabile al rito sommario (Tribunale Firenze, sez. III, sentenza 22.05.2012).

Tribunale di Firenze - Sezione III Civile 
Sentenza 22 maggio 2012 N.RG. 9378/2011 
Verbale dell’udienza del 22 maggio 2012...omissis... 
Il Giudice, Ritenuto che il procedimento sommario di cognizione previsto dall'art 702 bis e 702 ter c.p.c., pur non delineando un procedimento d'urgenza o cautelare nondimeno prevede un procedimento dove viene massimizzata la velocità della trattazione e della decisione della controversia, con evidente premialità per il ricorrente che riesca a manifestare con forte evidenza le ragioni che militano a favore del proprio diritto.
C iò è reso del tutto evidente dalla stessa previsione di cui al 5° comma dell'art 702 ter c.p.c" a mente del quale " ... alla prima udienza il giudice, sentite le parti, omessa ogni formalità non essenziale al contraddittorio, procede nel modo che ritiene più opportuno agli atti di istruzione rilevanti in relazione all'oggetto del provvedimento richiesto e provvede con ordinanza all'accoglimento o al rigetto delle domande".
Una tale disposizione, che consente evidentemente il rinvio della prima udienza per lo sviluppo degli incombenti necessari, esclude all’evidenza una trattazione frammentata o eccessivamente protratta ed invita le parti ed il giudice ad un confronto processuale concentrato e risolutivo in un medesimo contesto spazio temporale, virtualmente incompatibile con la previsione della concessionedi termini per l'esperimento di attività ulteriori e diverse da quelle strettamente tenute in considerazione dalla norma citata e dallo stesso scopo della sua introduzione: svolgere processi semplici, dove le ragioni siano chiare e intellegibili fin dai primi momenti con battute processuali, in brevissimo tempo.
D'altra parte, onde evitare un'interpretazione sostanzialmente abrogans della disposizioni in discorso e invece pervenire all'armonizzazione del processo sommario di cognizione con le previsioni di cui al D.Lgs 28/2010, occorre rilevare che l'art. 5, comma 4 del decreto sulla mediazione prevede: "i commi 1 e 2 non si applicano: a) nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l’opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione”.
Il Tribunale al riguardo, ritiene che tale disposizione ben possa essere analogicamente applicato al caso del processo sommario di cognizione per l'ipotesi in cui, non potendosi procedere nelle forme previste dagli artt. 702 bis e ss. c.p.c. per la complessità istruttoria contenutistica della controversia, sia necessario convertire il processo nel rito ordinario di cognizione, nel qual caso, evidentemente dovrà procedersi secondo quanto previsto dal primo comma dell'art. 5 D.Lgs 28/2010.
Nel merito, foro competente è senza dubbio il tribunale di Firenze non potendo il resistente considerarsi consumatore.
Parte ricorrente ha dato prova del rapporto negoziale e del proprio adempimento mentre il resistente non ha dato prova e nemmeno eccepito,la sussistenza di fatti modificativi impeditivi o estintivi. Sussiste l’adempimento del resistente e la domanda deve essere accolta.
Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo.
P.Q.M. 
Visti gli artt. 702 bis e 55. Cp.c.
DICHIARA 
Accertata la risoluzione del contratto di leasing immobiliare inter partes
CONDANNA 
L’ omissis… all’immediata restituzione a omissis…dell'immobile di cui in domanda, libero da persone e da cose.
CONDANNA 
L’omissis…. al pagamento, delle spese processuali che liquida in complessivi € 3.500,00, di cui €.125,OO per spese, € 1.000,00 per diritti, € 2.000,00 per onorari cd € 375,00 per spese generali oltre iva e cap come per legge.
Il Giudice
Dott. Roberto Monteverde

martedì, luglio 10, 2012

La giustizia col filtro (nuoce gravemente).

Che cos’è una democrazia senza un sistema-giustizia efficiente? Nulla. Che significato hanno valori come diritti, doveri, legalità, stato di diritto, certezza della pena, responsabilità, reato, sanzione, tutela, deboli senza un sistema-giustizia efficiente? Nulla.
Ciò accade da tempo nel nostro Paese e si sta aggravando ancor di più grazie alle scelte irresponsabili perpetrate da questo Governo: la demolizione scientifica e sistematica del sistema giustizia, giustificata paradossalmente da un preteso miglioramento di esso, da una riduzione della spesa e da una razionalizzazione delle risorse. Nulla di più falso.
Accade esattamente l’opposto e ora vi spiegherò perché. Da tempo lanciamo l’allarme nel tentativo di rendere consapevole l’opinione pubblica di una demolizione (giuridica, inarrestabile) in atto di estrema gravità il cui unico intento è l’indebolimento del sistema di diritti e di tutela per tutti.
Uno scenario nel quale si vuole che i più forti governino impunemente e i più deboli subiscano.
Pare uno scenario orwelliano ma non lo è. È già realtà. L’avvocatura lancia l’allarme nell’interesse della collettività. Certo, l’avvocatura è uno dei 2 pilastri del sistema giustizia ed è direttamente interessata ma ora sta svolgendo un ruolo di coscienza sociale.
Un’avvocatura che non è una casta (lo è invece quella pletora di parlamentari al servizio del “padrone”, violando l’autonomia del mandato e l’alto ruolo che ricoprono) ma è una delicata categoria professionale. Che cosa sta accadendo? Da qualche decennio è palese l’inefficienza della giustizia italiana.
Si ripete come un mantra che ciò è dovuto allo scarso numero dei magistrati e/o all’avvocatura che campa con le cause lunghe e anche perché numerosa. Niente di più falso.
I magistrati italiani sono circa 8.000 togati e almeno altrettanti onorari. Il numero è abbastanza adeguato ma sono organizzati malissimo con cancellerie poco efficienti, con un sistema cartaceo ancora dominante (!), con uno spreco di tempo e denaro mostruoso che si ripercuote sulla durata dei processi e sulle tasche dei contribuenti. Perché non formare un manager per ogni tribunale?
Perché non incaricare Barbuto (presidente torinese distintosi per il metodo virtuoso) di fare formazione all’uopo? Perché non informatizzare tutta la giustizia e consentire che tutto si muova on line, incluse le notifiche solo via Pec, l’esame dei testi se lontani e le udienze on line se avvocati o parti sono distanti? Perché non avere riformato in questi anni il processo civile semplificando i riti e i tempi processuali, posto che una causa di primo grado se si vuole si può concludere in 1,5/2 anni?
Invece nell’ultimo biennio abbiamo assistito a una raffica di scelte irrazionali, costituzionalmente di dubbia legittimità, deflattive e intimidatorie, quali nell’ordine: l’introduzione della mediazione obbligatoria (che non ha eguali in Europa) affidata a mediatori di dubbia preparazione e specializzazione, con costi discutibili; l’aumento vertiginoso e costante delle spese di giudizio (contributo unificato e marche) che dissuadono le parti meno abbienti a chiedere tutela; sussultorie modifiche del codice di procedura civile finalizzate a dissuadere le parti dall’iniziare una lite perché poi potranno pentirsene amaramente (la superlite temeraria; attenti a non accettare la proposta di mediazione… etc.), dighe di sbarramento all’appello e al ricorso in cassazione (introdotte con l’art. 54 d.l. n. 83/2012, in G. U. 26 giugno 2012, con cui si elimina il ricorso per cassazione per vizi della motivazione e in caso di “doppia conforme”; nonché si inventa “il filtro in appello” in quanto “l’impugnazione è dichiarata inammissibile dal giudice competente quando non ha una ragionevole probabilità di essere accolta”); si indebolisce il sistema di tutela prescritto dalla legge Pinto (indennizzo per irragionevole durata del processo, sempre con l’art. 54 d.l. n. 83/2012) così disincentivandolo; si è resa sterile la discussione sulla responsabilità dei magistrati, legittimando l’ingiustificata prassi applicativa della l. 13.4.1988, n. 117 che ha consentito di accertare la responsabilità per errori dei magistrati in ben 4 casi in 24 anni (!); si è demolita la struttura dei principi fondamentali dell’avvocatura (le finte liberalizzazioni del Catricaletta – come ben definito da Travaglio – pensiero).
Da ultimo si è deciso di tagliare circa 400 tra tribunali, sezioni distaccate e procure, che seppure in molti casi meritino un taglio per razionalizzarne le risorse (erra l’avvocatura politica e istituzionale ordinistica ad alzare le barricate) è clamorosamente sbagliata quando si tratta di potare tribunali come quello di Lamezia Terme, città in cui il Consiglio Comunale è stato sciolto 2 volte per mafia, dove c’è l’aeroporto più grande della Calabria, lo snodo ferroviario ed autostradale più importante, il vicino porto di Gioia Tauro, la più grande area industriale del Mezzogiorno e che perciò è stata scelta dalla ‘ndrangheta, per i suoi traffici e per le riunioni “notturne”, incontrandosi con la camorra.
Un tribunale presidio di straordinaria importanza, cancellato con un colpo di penna.
Invece di riformare realmente la giustizia la si demolisce. Ma i danni ricadranno su tutti noi.

di Marcello Adriano Mazzola
10 luglio 2012 http://www.ilfattoquotidiano.it/

Giuliano Amato: “L’abolizione dei minimi tariffari non ha favorito i giovani ma i clienti in posizione dominante relativa”.

Giuliano Amato nel 1997 era presidente dell’Autorità Antitrust e da presidente firmò la prima indagine conoscitiva sugli Ordini professionali (IC 15), da cui prese l’avvio il cosiddetto processo di liberalizzazione delle professioni.
Da allora molte cose sono successe, molte norme sono venute alla luce ispirate da quella prima indagine. Ma l’esperienza ha dimostrato che non tutti quei “suggerimenti” hanno ottenuto l’effetto sperato.
L’avvocatura ha sempre sostenuto, quando non la illegittimità di alcuni interventi, quanto meno la loro inefficacia.
E ora trova proprio in Giuliano Amato una conferma dei propri timori, almeno su alcuni capitoli sensibili: tariffe e società di capitale.
Amato è stato ospite del Consiglio nazionale forense lo scorso 4 luglio per la presentazione del volume Treccani Il libro dell’anno del diritto 2012, e in quella occasione gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Domanda. Professor Amato, il presidente Alpa ha più volte segnalato il pericolo di una compressione dei diritti dei cittadini, dei lavoratori etc., imposta dalle misure anticrisi. Condivide questo timore?
Risposta. Il rischio c'e e non da oggi. Porto ad esempio quello che avviene nel campo della semplificazione amministrativa: in genere la strada seguita anche in passato in questo processo è quella di tagliare passi di procedura e non di modificare il sistema amministrativo. Il risultato è che spariscono tre su quattro interessi collettivi. E’ un fenomeno preoccupante che investe non tanto l’obiettivo della semplificazione, in sé meritevole, ma la cultura dei semplificatori.
Domanda. Possiamo applicare questo stesso discorso alla giustizia?
Risposta. Non ne so abbastanza. posso solo aggiungere che, mentre cambiamo i governi, non cambiamo coloro che scrivono le leggi e questo non determina discontinuità tra gli esecutivi, pur se di diversa estrazione.
Domanda. Qual è il suo giudizio sulla riforma delle professioni che il governo Monti sta realizzando? Risposta. Vi sono elementi che condivido e altri su cui esprimo forti perplessità.
Domanda. Per esempio?
Risposta. Non mi convince l’apertura delle società professionali al socio non professionista, in un paese come il nostro in cui in cui le occasioni di riciclaggio di denaro sporco sono infinite come le vie del Signore. Non sempre le norme che si adottano per favorire i soggetti più deboli la concorrenza raggiungono le finalità desiderate.
Domanda. A cosa si riferisce, in particolare?
Risposta. Nel 1997 ho sottoscritto l’ indagine conoscitiva Antistrust che chiedeva, tra le altre cose, l’abolizione dei minimi tariffari vincolanti, per favorire l’ingresso dei più giovani nel mercato dei servizi professionali. Ebbene, ho appreso dall’esperienza che l’abolizione dei minimi ha consentito ai clienti in posizione dominante relativa di mettere in ginocchio i giovani avvocati.

lunedì, luglio 09, 2012

L'Italia soffre e.....Mario il banchiere se la ride!

"Macelleria sociale": Monti sconfessato da Confindustria.

Tagli alla giustizia: giudici di pace pronti all'astensione.

"L'Associazione nazionale giudici di pace si oppone alla soppressione di fatto di una magistratura virtuosa che rischia di rivelarsi esiziale per l'intero sistema giustizia e, per questo, non esclude una astensione dalle udienze".
Ad annunciarlo è il presidente dell'associazione nazionale GDP Vincenzo Crasto. "La chiusura degli uffici del giudice di pace - dice Crasto - è stata decisa senza aver prima ascoltato la magistratura di pace, ma è necessario che il governo ascolti il Parlamento. La Commissione giustizia della Camera ha censurato il governo che ha deciso di eliminare in pratica tutti gli uffici del giudice di pace dislocati in sede diversa da quella circondariale: 674 uffici del giudice di pace sugli 846 attualmente esistenti. Condividiamo in pieno tali rilievi".
"Il dettato della legge delega n.148 del 2011 - dice ancora Crasto - prevede la 'riduzione' degli uffici del giudice di pace dislocati in sede diversa da quella circondariale. Su questo storicamente concordiamo, ma il governo procede proprio a quei tagli lineari che il comunicato dell'esecutivo sulla spending review dice di avere evitato. E' inoltre palese che non sono stati rispettati i criteri della legge delega (estensione del territorio, numero di abitanti, carichi di lavoro, specificità territoriale del bacino di utenza, con riguardo alla situazione infrastrutturale e del tasso d'impatto della criminalità organizzata)".
Secondo Crasto, "neppure le regioni, che hanno una specifica competenza in materia sono state ascoltate". "Il Consiglio superiore della magistratura - continua il presidente nazionale dell'associazione dei giudici di Pace - nel parere sullo schema di decreto legislativo ha evidenziato profili di incompatibilità con l'art. 116 della Costituzione, che attribuisce alle Regioni competenze concernenti l'organizzazione della giustizia di pace".
"Il risparmio di 26 milioni di euro ipotizzato dal governo - continua ancora il presidente - è una pia illusione. Si tratta di una somma tanto infima quanto sovrastimata: tagli radicali determinerebbero la creazione di megauffici ingestibili e il conseguente rischio di paralisi non solo della giustizia di pace, ma dell'intera giustizia. Le nuove sedi, peraltro di difficile ubicazione, inevitabilmente sarebbero causa di disservizi anche sul piano dell'efficienza e della durata dei processi. Trattandosi poi di un mero trasferimento di magistrati e di personale, le risorse necessarie per mantenere tali sedi elefantiache sarebbero probabilmente le medesime o superiori alle presunte economie".
"L'Associazione nazionale giudici di pace ha elaborato una proposta che prevede l'accorpamento di centinaia di uffici giudiziari, nel rispetto dei criteri dettati della L.148/2011, con la chiusura di oltre il 40% delle attuali sedi. Se il ministero della giustizia insisterà nel suo progetto, non escludiamo, dopo anni, la proclamazione di una astensione dalle udienze, nel solo ed esclusivo interesse dei cittadini e del Paese a conservare una giustizia efficiente", conclude Crasto

OUA: Verso un nuovo sciopero dopo il taglio dei tribunali.

09 luglio 2012-Dopo le critiche del ministro della Giustizia per lo sciopero contro i tagli ai tribunali, gli avvocati rilanciano.
Hanno già convocato un'assemblea nazionale degli ordini e delle associazioni forensi per il 13 luglio a Roma e «in quella sede -annuncia il presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura Maurizio De Tilla - decideremo le prossime forti iniziative di protesta, tra queste, la proclamazione di una astensione ulteriore dalle udienze».
«Ora è rivolta e le responsabilità sono chiare - dice De Tilla, respingendo la convinzione del ministro che gli avvocati abbiano un pregiudizio - In questi mesi hanno nascosto il provvedimento agli addetti ai lavori, mentre si filtravano i contenuti ai mezzi di informazione; si è volutamente respinto il dialogo nonostante fossimo tutti disponibili a discutere, coscienti della necessità di razionalizzare la geografia giudiziaria. Il risultato è questa misura draconiana, senza razionalità che non guarda al medio e lungo termine, ma solo a fare ‘immagine’ nell'immediato».
«Un pasticcio - conclude de Tilla - altro che una riforma epocale».

giovedì, luglio 05, 2012

OGGI ASTENSIONE DALLE UDIENZE.

Mediaconciliazione: il Cnf interviene nel giudizio di legittimità costituzionale, chiedendo di dichiarare la incostituzionalità dell’articolo 5 del decreto 28/2012.

Il Consiglio nazionale forense ha deciso di intervenire nel giudizio di legittimità costituzionale relativo alle norme che disciplinano la mediazione, sollevato dal Tribunale di Genova con ordinanza del 18 novembre 2011. Il Cnf chiede, nell’atto di intervento in giudizio depositato il 3 luglio, che sia dichiarata la illegittimità costituzionale dell’articolo 5 del decreto legislativo n. 28/2012 nella parte in cui prevede l’esperimento della mediazione come condizione di procedibilità della domanda giudiziale prevedendone il carattere oneroso e nella parte in cui prevede che solo il convenuto possa non aderire al procedimento di mediazione.

mercoledì, luglio 04, 2012

Tariffe Forensi: per il Cnf il regolamento del Ministero della Giustizia è viziato da eccesso di potere.

Il regolamento del ministero della Giustizia, riguardante la disciplina dei nuovi parametri forensi, secondo il Cnf, è viziato da eccesso di potere per difetto assoluto di motivazione ed impone un abbattimento sistematico dei valori economici a danno degli avvocati e a vantaggio di altri soggetti economici, provoca una disparità di trattamento con altre professioni. Il Consiglio nazionale forense ha inviato una lettera al Consiglio di Stato, nell’ambito della procedura per l’adozione del parere sullo schema di decreto del ministero della giustizia che fissa i nuovi parametri per la liquidazione delle spese legali in attuazione dell’articolo 9 del decreto Cresci-Italia (n. 1/2012).

martedì, luglio 03, 2012

L’OUA AL GOVERNO: NEL PROSSIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI PREVALGA IL BUONSENSO.

(AGENPARL) - Roma, "Crescono le adesioni allo sciopero del 5 luglio contro la revisione della geografia giudiziaria, la rottamazione della giustizia (con gli attacchi al processo civile, all’appello cassatorio e alla legge Pinto) e contro i provvedimenti sulla riforma delle professioni. Secondo l’Organismo Unitario dell’Avvocatura (Oua) sono già oltre 100 le città che hanno organizzato manifestazioni in occasione dell’astensione dalle udienze. Si moltiplicano intanto le iniziative di protesta, le occupazioni, i cortei in moltissime città. La richiesta dell’Oua è che nel prossimo Consiglio dei Ministri si sospenda questo provvedimento". Lo afferma in un comunicato Maurizio de Tilla, presidente Oua. "Il governo non ascolta ed è ostaggio di modelli teorici che non hanno alcun riscontro con la realtà: la chiusura di oltre 1000 uffici giudiziari rappresenta la demolizione del servizio giustizia sul territorio. La scelta più giusta, nel prossimo Consiglio dei Ministri, è sospendere questa decisione e riprendere il dialogo, altrimenti il rischio è quello di una radicalizzazione della protesta. Si minacciano già interruzioni stradali, occupazioni dei tribunali. È una situazione incandescente. Ed è bene sottolineare che alle iniziative dei comuni, dei cittadini, degli avvocati, si aggiungono anche quelle dei lavoratori di Cgil, Cisl e Uil. Un fronte ampio e compatto». Il presidente dell’Oua, quindi, spiega alcuni degli elementi di forte critica al provvedimento dell’Esecutivo: "È una revisione irrazionale e insensata assisteremo alla creazione di grandi tribunali (nelle maggiori città italiane come Roma e Napoli) e la conservazione di piccolissimi tribunali. E, invece, verrebbero cancellati proprio quei medi tribunali, spesso esempio di produttività ed efficienza". "È una scelta – aggiunge il presidente Oua - che creerà non solo disagi e danno ai cittadini e alle imprese dei territori interessati, ma non produrrà alcun risparmio. Non solo: l’ulteriore conseguenza sarà l’intasamento e il sovraccarico delle strutture rimanenti. Una giustizia già lenta è così destinata a diventare elefantiaca e immobile". L’Oua critica duramente, inoltre, che il Ministro della Giustizia non abbia ancora trasmesso il progetto definitivo di revisione della geografia giudiziaria, già preannunciato sulla stampa "La tensione è alta – conclude de Tilla – in questi giorni si stanno moltiplicando in tutto il Paese le iniziative contro le ipotesi di applicazione della delega sulla geografia giudiziaria, purtroppo oscurate dai media nazionali. È incredibile il silenzio, o in alcuni casi la disinformazione, che si sta facendo sulla chiusura di oltre 1000 presidi di giustizia e sicurezza. Questo governo sta rottamando la giustizia, eppure un’altra strada è possibile per tagliare gli sprechi e non i diritti. Basterebbe, per esempio, ascoltare le decine di proposte avanzate dall’avvocatura basate sulla necessità di garantire alcuni parametri: efficienza, tutela del servizio sul territorio, razionalizzazione della spesa, efficacia e modernizzazione. Per esempio, riconvertendo molte strutture in tribunali tecnologici e telematici".

Ipotesi tagli per 280 uffici giudiziari, stop intesa.Severino vede maggioranza, slitta esame a CdM.

Più di 280 uffici giudiziari, tra tribunali, procure, e sezioni distaccate, potrebbero essere tagliati per effetto della revisione delle circoscrizioni giudiziarie. Ma su questi numeri ancora non c'é intesa tra governo e maggioranza. Anche se ora spunta una nuova proposta sulla quale il guardasigilli Paola Severino dovrà dare una risposta "prima del prossimo Consiglio dei ministri".
Nella riunione di ieri tra il Guardasigilli e i tecnici della giustizia di Pd, Pdl e Udc, Andrea Orlando, Enrico Costa e Roberto Rao, è saltata l'intesa che era stata raggiunta sul provvedimento una settimana fa. Il ministro aveva detto che l'ipotesi di superare la 'regola del tre' (cioé quella che prevede non più di tre tribunali in un distretto di Corte d'Appello) non poteva avvenire attraverso un emendamento da presentare ad un decreto legislativo.
La Camera, aveva spiegato la Severino, le aveva fatto sapere che sarebbe stato a rischio di inammissibilità. Quindi aveva dichiarato di essere pronta a ripartire dal testo così com'era stato messo a punto dal dipartimento di via Arenula diretto da Luigi Birritteri. Anche perché, avrebbe sostenuto, 'non so quanto il provvedimento possa reggere all'esame del Parlamentò.
Moltissimi deputati, di tutti gli schieramenti, hanno già annunciato battaglia contro eventuali tagli agli uffici giudiziari dei rispettivi collegi. Ma la "frenata" del Guardasigilli non sarebbe piaciuta molto soprattutto al Pd. La bozza messa a punto dai tecnici del ministero della giustizia prevederebbe cancellazioni o accorpamenti che riguarderebbero tutte le 220 sezioni distaccate e una forbice compresa tra 32 (l'ipotesi allo stato più probabile) e 36 tribunali e altrettanti uffici requirenti.
Il progetto fa seguito al taglio dei 674 uffici dei giudici di pace, già deciso a gennaio dal Consiglio dei ministri. Sui numeri dunque un accordo non si è raggiunto, così come sui criteri, e alla fine si è deciso per uno slittamento alla riunione in cui il governo si occuperà della spending review. D'altra parte le indiscrezioni sul progetto stanno già provocando da tempo tante polemiche.
Gli avvocati, che hanno proclamato uno sciopero per il 5 luglio prossimo, chiedono al governo di sospendere la decisione e riaprire il dialogo

lunedì, luglio 02, 2012

Manifesto dell'OUA per l'astensione del 5 luglio 2012.

Danno biologico di lieve entità: aggiornamento degli importi per l'anno 2012.

Aggiornamento annuale degli importi per il risarcimento del danno biologico per lesioni di lieve entità, derivanti da sinistri conseguenti alla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti. (G.U. n. 149 del 28 giugno 2012)

IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 
Visto il decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, recante il Codice delle assicurazioni private;
Visto, in particolare, l'art. 139, comma 5, del predetto Codice, ai sensi del quale gli importi del risarcimento del danno biologico per lesioni di lieve entità derivanti da sinistri conseguenti alla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, indicati nel comma 1 del medesimo articolo, sono aggiornati annualmente con decreto del Ministro delle attività produttive (ora dello sviluppo economico) in misura corrispondente alla variazione dell'indice nazionale dei prezzi al consumo delle famiglie di operai ed impiegati, accertata dall'ISTAT;
Visto il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, recante disposizioni in materia di riordino delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri, con il quale è stato istituito il Ministero dello sviluppo economico;
Visto il decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito con modificazioni dalla legge 14 luglio 2008, n. 121, recante "Disposizioni urgenti per l'adeguamento delle strutture di Governo, in applicazione dell'art. 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre 2007, n. 244;
Visto l'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, relativo al mese di aprile 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale - n. 115 del 18 maggio 2012;
Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico, in data 17 giugno 2011, adottato ai sensi dell'art. 139, comma 5, del Codice delle assicurazioni private, con il quale gli importi di cui al predetto art. 139, comma 1, sono stati da ultimo aggiornati alla variazione del sopracitato indice ISTAT a decorrere dal mese di aprile 2011;
Ritenuto di dover adeguare gli importi di cui al citato decreto del Ministro dello sviluppo economico in data 17 giugno 2011, applicando la maggiorazione del 3,2% pari alla variazione percentuale del predetto indice ISTAT, a decorrere dal mese di aprile 2012;
Decreta:
Art. 1
A decorrere dal mese di aprile 2012, gli importi indicati nel comma 1 dell'art. 139 del Codice delle assicurazioni private e rideterminati, da ultimo, con il decreto ministeriale 17 giugno 2011, sono aggiornati nelle seguenti misure:
- settecentottantatre euro e trentatre centesimi per quanto riguarda l'importo relativo al valore del primo punto di invalidità di cui alla lettera a); 
- quarantacinque euro e settanta centesimi per quanto riguarda l'importo relativo ad ogni giorno di inabilità assoluta, di cui alla lettera b). 
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 15 giugno 2012.
Il Ministro: Passera