mercoledì, luglio 21, 2010

Scioglimento di comunione: la stima dei beni va riferita ai valori correnti all'epoca della divisione.


In tema di scioglimento della comunione ereditaria la stima dei beni, ai fini della formazione delle quote, va riferita ai valori correnti all’epoca della divisione. È quanto emerge dalla sentenza n. 15123/10, emessa dalla seconda sezione civile della Cassazione.
Innanzi ai Giudici di legittimità è stato confermato il verdetto di merito: i valori di riferimento dei beni oggetto della comunione da sciogliere, ai fini della formazione delle quote, devono essere riferiti ai valori correnti.
Escluso quindi che i valori – come invece sosteneva la difesa – debbano essere quelli dell’epoca dell’apertura della successione.
L’erede che abbia apportato miglioramenti ai beni ha diritto al solo rimborso delle spese affrontate e non del valore delle trasformazioni che vanno a incrementare la massa da dividere, non trovando applicazioni le regole di cui all’articolo 1150 cc.
Il successore, infatti, in questo caso, deve essere considerato come un mandatario o un utile gestore dei coeredi.

martedì, luglio 20, 2010

La legge finanziaria all'attacco dell'autonomia della Cassa Previdenza forense.


COMUNICATO STAMPA OUA
MANOVRA ECONOMICA, OUA: ELIMINATA L’AUTONOMIA DELLE CASSE PROFESSIONALI, LE MANI DELLA POLITICA SUI PATRIMONI DEI PROFESSIONISTI!

Dopo l’approvazione al Senato, con il voto di fiducia, della manovra economica, Maurizio de Tilla, presidente dell’Organismo Unitario dell’avvocatura (Oua), raccogliendo le osservazioni dell’assemblea dei delegati dell’Oua, tenutasi a Roma lo scorso fine settimana, attacca la norma che elimina l’autonomia della Casse previdenziali dei professionisti.
«Tanto tuonò che piovve – ha sottolineato de Tilla - la politica è riuscita finalmente con la manovra economica a mettere le mani sui patrimoni delle Casse private. La previsione di autorizzazione ministeriale alle vendite e agli acquisti immobiliari e l’ingerenza pubblica nel reinvestimento del ricavato dalle vendite costituisce una evidente violazione dell’integrità di patrimoni che sono privati in quanto costituiti dai contributi dei professionisti italiani».
A margine dell'assemblea, anche il presidente della Cassa forense, Marco Ubertini, ha commentato: «La norma appare poco comprensibile e, paradossalmente, danneggia le Casse che hanno gestioni prudenti e controllate. Confidiamo in un intervento correttivo in sede parlamentare».
«Peraltro – ha continuato a spiegare il presidente dell’Oua - tale autorizzazione ministeriale non era prevista nemmeno quando le Casse erano enti pubblici. Questa è una palese violazione dell’autonomia gestionale, con intenti espropriativi, che non potrà che essere sanzionata in sede di verifica costituzionale. Gli avvocati italiani – ha concluso de Tilla - sono indignati e temono che questa sia l’anticamera di altri interventi più invasivi diretti all’incameramento degli attivi delle Casse».
Roma, 20 luglio 2010

lunedì, luglio 19, 2010

Assemblea per l'elezione dei delegati al XXX Congresso Naz. Forense.


CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI SALERNO
Il Consiglio, nella seduta del 19 luglio 2010 , ha indetto l’Assemblea degli iscritti, in prima convocazione per il giorno 09 settembre 2010, ore 8,00 e in seconda convocazione, per lo stesso giorno 09 settembre 2010, ore 10,00, presso l’Aula Mario Parrilli del Palazzo di Giustizia per deliberare sul seguente
ORDINE DEL GIORNO
Elezione n.19 delegati al XXX Congresso Nazionale Forense che si terrà in Genova dal 25 al 27 novembre 2010.
I Colleghi che intendono far parte della delegazione sono invitati, per motivi organizzativi, ad avanzare la propria candidatura dandone comunicazione scritta alla segreteria dell’Ordine entro le ore 12 del 27 agosto 2010 ,fermo restando che sono eleggibili tutti gli iscritti all’Albo alla data del 31.12.2009.
Poiché il regolamento congressuale prevede che i delegati devono essere eletti a scrutinio segreto, dagli iscritti, le operazioni di voto si svolgeranno il giorno 09 settembre 2010 dalle ore 10 alle ore 17.
L’elettore potrà esprimere 12 preferenze, ai sensi dell’art.2/2 della mozione n.27 approvata al Congresso Straordinario di Verona.
Risulteranno eletti i primi diciannove candidati che avranno riportato il maggior numero di preferenze e risulteranno supplenti i primi diciannove candidati non eletti.
Si raccomanda ai Colleghi che risulteranno eletti di garantire la propria partecipazione ai lavori congressuali ed alla votazione finale.
Ulteriori eventuali chiarimenti potranno essere richiesti presso la Segreteria.
Dal Palazzo di Giustizia,19 luglio 2010

Il Presidente
Avv.Americo Montera
Il Consigliere Segretario
Avv.Gaetano Paolino

La prossima riunione del COA di Salerno.


CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI SALERNO
ORDINE DEL GIORNO
Tornata del 27 luglio 2010 (ore 9,00)
1. Lettura ed approvazione verbale precedente
2. Comunicazioni del Presidente
3. Iscrizioni e cancellazioni
4. Pareri
5. Istanza al CdO del Presidente III sez.civ.-Rel.Cons.Avv.Cassandra-*
6. Ammissioni gratuito patrocinio
7. Settore civile Tribunale sede centrale-Organizzazione-determinazioni-Rel.Cons.Avv.Spirito
8. Ricorso a carico Avv.G.P.-determinazioni-Rel.Cons.Avv.Majello
9. Vertenza Equitalia-Polis-Rel.Cons.Tesoriere
10. Stato recupero morosità-Attivazione procedimento sospensione:nomina relatori-Rel.Cons.Tesoriere-
11. Regolamentazione giorni ed orari servizio biblioteca
12. Assunzione delibera per media conciliazione ed altre iniziative governative interessanti l’Avvocatura
13. Pianta organica-determinazioni-Rel.Cons.Avv.Visconti-
14. Fondo accessorio dipendenti-determinazioni-Rel.Cons.Avv.Visconti-
15. Variazione bilancio preventivo 2010-Rel.Cons.Tesoriere-
16. Esposto Avv.ti S.D.L. e D.S.-Rel.Cons.Avv.Cacciatore-
17. Convenzione tra CdO e Corte di Appello penale per la formazione e l’orientamento dei praticanti Avvocati.Rel.Cons.Avv.Cacciatore
18. Sussidi e contributi
19. Varie ed eventuali

Il Presidente
Avv.Americo Montera

Il Consigliere Segretario
Avv.Gaetano Paolino

domenica, luglio 18, 2010

Esenti da tasse le targhe degli avvocati, se non contengono messaggi pubblicitari.


Gli avvocati non sono tenuti a pagare l'imposta sulla pubblicità, per le targhe che riportano soltanto i nomi dei professionisti, l'attività svolta e il luogo dello studio, senza nessun altro messaggio pubblicitario.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 16722 del 16 luglio 2010, ha messo sullo stesso piano delle aziende, ai fini dell'imposta sulle pubblicità, i professionisti.
In particolare la Sezione Tributaria, richiamando anche la giurisprudenza della Corte di giustizia, ha accolto il ricorso di due avvocati che avevano esposto una targa contente solo i nomi il tipo di attività e il luogo di ubicazione dello studio.
L'interpretazione data s’allinea ad una circolare del Ministero dell'economia e delle finanze del maggio del 2002, secondo cui "devono essere ricomprese tra le fattispecie che godono del beneficio in questione i mezzi pubblicitari esposti dai professionisti (medici, avvocati, commercialisti, architetti, ingegneri, ecc.), che possono rientrare nella definizione di cui al citato art. 47 del d.P.R. n. 495 del 1992, in quanto assolvono al compito di individuare la sede dove si svolge un'attività economica".
Insomma, ha precisato il Supremo Collegio "è pur vero che la norma di esenzione in esame, richiamando le attività commerciali e quelle di produzione di beni o servizi, sembra riferibile, in senso letterale, alle attività esercitate dall'imprenditore e non anche a quelle svolte dal libero professionista".
Tuttavia secondo la consolidata giurisprudenza della Corte di giustizia, "nell'ambito del diritto della concorrenza, la nozione di impresa abbraccia qualsiasi entità che eserciti un'attività economica, a prescindere dallo status giuridico della detta entità e dalle sue modalità di finanziamento e costituisce un'attività economica qualsiasi attività consistente nell'offrire beni o servizi su un mercato determinato".
Si è, pertanto, in particolare, ritenuto che, "gli avvocati offrono, dietro corrispettivo, servizi di assistenza legale consistenti nella predisposizione di pareri, di contratti o di altri atti, nonché nella rappresentanza e nella difesa in giudizio. Inoltre, essi assumono i rischi finanziari relativi all'esercizio di tali attività poiché, in caso di squilibrio tra le spese e le entrate, l'avvocato deve sopportare direttamente l'onere dei disavanzi."
Dunque anche gli avvocati "svolgono un'attività economica e, pertanto, costituiscono imprese ai sensi degli artt. 85, 86 e 90 del Trattato, senza che la natura complessa e tecnica dei servizi da loro forniti e la circostanza che l'esercizio della loro professione è regolamentato siano tali da modificare questa conclusione".
In poche parole, ha concluso la Corte, "in ossequio ai richiamati principi del diritto comunitario, non è ammissibile che l'avvocato (e il libero professionista in genere) possa essere soggetto, nella materia de qua, ad un regime fiscale differenziato - e più gravoso - rispetto a quello riservato a coloro che svolgono una qualsiasi altra attività economica (in regime concorrenziale)".

sabato, luglio 17, 2010

Cnf: “Il governo cambi metodo. La riforma del processo civile non serve solo alla tutela del credito, ma anche a quella dei diritti dei cittadini”.


Roma. 16/07/2010 - “Una grande delusione”. E’ tranchant il giudizio che il Consiglio nazionale forense, nelle parole del presidente Guido Alpa, esprime nei confronti delle iniziative del governo in materia di giustizia di cui si contesta la logica, tutto protesa “al mercato”.
Brucia ancora la recente iniziativa del Governo nell’ambito della Manovra finanziaria, vale a dire la presentazione dell’emendamento sull’ausiliario del giudice, poi ritirato anche per l’intervento deciso dello stesso Cnf. Brucia perché se questo è il metodo, temono gli avvocati, potrebbe essere riapplicato nuovamente.
Non solo. Se la norma sull’ausiliario del giudice è stata bloccata, nella Manovra finanziaria approvata ieri con la fiducia al Senato è stato introdotto l’aumento del contributo unificato, che riguarderà anche per la prima volta i ricorsi in Cassazione. “Rendere più difficile e costoso l’accesso alla giustizia è una misura anti-sociale”, ha detto Alpa durante la conferenza stampa tenutasi oggi presso la sede del Cnf, presenti anche il vicepresidente Carlo Vermiglio e i consiglieri Carlo Allorio e Aldo Morlino.
“Siamo consapevoli delle difficoltà in cui versa la giustizia, ed è nostro interesse collaborare attivamente per superarle. Ma non con questo metodo così estemporaneo”, sottolinea il presidente. Per Alpa, i problemi si stanno affrontando dalla coda anziché dalla testa. L’approccio corretto sarebbe quello di iniziare a investire risorse, a potenziare il processo telematico, a organizzare meglio strutture e personale. “Gli interventi sulle disposizioni processuali vengono solo dopo e devono essere ben ponderati”. Alpa ricorda che il Cnf ha tra i suoi compiti istituzionali quello di esprimere pareri sui disegni di legge che il governo vara in materia di giustizia, un compito che “il ministero ci impedisce di svolgere assumendo iniziative che noi apprendiamo dai giornali”.
Il ministro Angelino Alfano andrà giovedì in Confindustria a parlare di processo civile. “Ci aspettiamo che il ministro della giustizia parli di processo innanzitutto con avvocati e magistrati, che ne sono il cuore. Confindustria ha le sue ragioni di interesse, visto che ritiene che la tutela del credito sia fondamentale per lo sviluppo economico. Ma vogliamo ricordare al ministro che oltre alla tutela del credito vi sono i diritti delle persone, degli interessi familiari, dei consumatori. Un sistema di diritti che va oltre il mero sviluppo del mercato. I cittadini hanno diritto ad ottenere giustizia da giudici togati. La giustizia è una funzione essenziale dello Stato di diritto e non può essere appaltata all’esterno”.
Gli avvocati già collaborano per cercare di migliorare un sistema che ormai è in stato comatoso: “nei tribunali, gli avvocati sono costretti a portarsi dietro la carta per le fotocopie; a verbalizzare al posto dei cancellieri, che non ci sono; i Consigli dell’Ordine si offrono di battere a macchina le sentenze che altrimenti verrebbero depositate in minuta”. Questo è un sistema che invoca interventi organici.
Inoltre anche le ultime leggi, come quella sulla mediazione e sul processo amministrativo, mostrano delle gravi mancanze.
“ Gli obiettivi sono condivisibili, ma la mediazione così come è stata congegnata rischia di implodere: e sul processo amministrativo si poteva osare di più visto che il consiglio dei ministri ha approvato un testo di riforma che rende meno facile l’accesso alla giustizia dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione”. Tutto mentre l’avvocatura attende la riforma dell’ordinamento professionale, bloccata al Senato. “E’ vero che ci sono state alcune emergenze che hanno fatto passare in secondo piano la riforma. Ma ora ci aspettiamo che il parlamento approvi celermente la proposta di legge. La riforma professionale è centrale per il rilancio dell’efficienza della giustizia. La delibera approvata. Ieri il Cnf ha approvato una delibera dura per stigmatizzare le modalità sporadiche con cui il governo tratta i temi della giustizia. “Quella del’ausiliario del giudice è stata una iniziativa inaccettabile nel metodo e nella sostanza”, si legge. Quanto al metodo, il Cnf rileva di “non essere stato coinvolto nel processo di elaborazione dell’emendamento; con riguardo alla sostanza, la delibera boccia i contenuti di quell’emendamento, che il ministro Alfano ha dichiarato di voler trasferire in un disegno di legge, “perché esso esprime l’ennesimo intervento settoriale, sporadico e gravemente sospetto di incostituzionalità”.
“L’Avvocatura, che il Cnf rappresenta”, si legge nella delibera, “ è consapevole dei problemi della giustizia ed è la prima interessata a risolverli ma con progetti organici che richiedono, tra l’altro, l’allestimento di un affidabile e realmente efficiente sistema di conciliazione, la riduzione dell’arretrato, la promozione del processo telematico, la ripartizione ottimale del carico di lavoro nelle diverse sedi giudiziarie”. L’avvocatura ha già compiuto un passo importante, raccordandosi in tutte le sue componenti per varare una proposta di riforma di ordinamento professionale unitaria, ma il progetto di legge langue al senato.
“L’approvazione in tempi rapidissimi della proposta di modifica dell’ordinamento professionale forense-che rappresenta l’ennesima promessa inadempiuta- è elemento centrale ed indispensabile di questo quadro organico di riforma”, ribadisce il Cnf che sottolinea ancora come “il presidio delle garanzie di libertà, dei diritti fondamentali, della stessa legalità, è connaturale al ruolo che l’Avvocatura assolve in ogni Stato di diritto e il Cnf ritiene di confermare il proprio impegno nel perseguire questi obiettivi nonostante gli sforzi effettuati per la qualificare la professione forense e la delusione delle promesse inspiegabilmente disattese relative alla rapidità di approvazione della legge professionale e alla assunzione di rimedi contro la elefantiasi del numero degli iscritti agli albi”.

La Giustizia.....bendata!


LA GIUSTIZZIA

Tra le quattro vertù ch'er monno (1) spera
C'averìano d'avè li cardinali (2)
Ce' sta dipinta la Giustizzia vera
Come l'hanno da fà li tribbunali.
Tie (4) in mano uno spadone e una stadera:
Carca (5) un aggnello sotto a li stivali:
E sta bennata(6) co una benna nera,
Quann'io, pe me, je metterìa (7) l'occhiali.
Ma come, cristo!, ha da trovà Ia strada,
Cusì orba la povera Giustizzia,
De contà l'once (8) e de calà la spada?
Come pò vede (9) mai si la malizzia
De li curiali' (10) je dà grano o biada,
E ss'è zucchero-d'orzo o regolizzia? (11)

Giuseppe Gioacchino Belli

(1)Il mondo; (2) Che dovrebbero avere le virtù cardinali; (3) Ci; (4) Tiene; (5) Calca (6) Bendata (7) Metterei; (8) Lett.: contare le once, cioè la dodicesima parte della libbra. Vuol dire: mantenere il massimo scrupolo nel suo giudizio; (9) Vedere; (10) Gli uomini che amministrano la legge; (11) Liquirizia.

mercoledì, luglio 14, 2010

Appalti: Anm chiede dimissioni magistrati coinvolti.


ROMA (Reuters) - L'Associazione nazionale magistrati ha chiesto oggi che i magistrati i cui nomi risultano coinvolti nelle inchieste su presunti appalti pilotati lascino i rispettivi incarichi negli uffici giudiziari cui appartengono.
Lo ha reso noto con un comunnicato il Comitato direttivo centrale (Cdc) del "sindacato" delle toghe.
"Il Cdc dell'Associazione nazionale magistrati auspica che i magistrati coinvolti, indipendentemente dall'accertamento di eventuali responsabilità, abbiano la sensibilità istituzionale di fare un passo indietro e liberare l'istituzione da ogni ombra di sospetto", dice la nota.
Il comitato ha ribadito la richiesta avanzata dai giorni scorsi dal presidente dell'Anm Luca Palamara e da Cascini di "un intervento immediato delle istituzioni competenti per il completo accertamento delle responsabilità e per sanzionare eventuali comportamenti illeciti".

Mobilitazione dell'Avvocatura: assemblea generale dell'OUA (16/07/2010).

CRISI DELLA GIUSTIZIA, OUA: L’AVVOCATURA NON ABBASSA LA GUARDIA E SI MOBILITA.
I NODI CRITICI: ROTTAMAZIONE DEL PROCESSO CIVILE, MEDIACONCILIAZIONE, RIORGANIZZAZIONE DELLA MACCHINA GIUDIZIARIA, RIFORMA FORENSE
VENERDÌ 16 luglio 2010 ASSEMBLEA NAZIONALE DELL’OUA A ROMA
Dalle ore 11, presso la Cassa Forense.

(Via Ennio Quirino Visconti, 8 - Sala Seminari 1° piano)
Nei giorni scorsi il Governo ha presentato un emendamento alla manovra economica per la rottamazione dei processi pendenti nel civile, poi, dopo una forte e unitaria protesta della categoria forense, la proposta è stata ritirata. Per l’Organismo Unitario dell’Avvocatura tuttavia la partita non si è ancora chiusa e con tutta probabilità assisteremo ad ulteriori colpi di scena, oltretutto in un momento storico che vede gli avvocati sotto attacco su più fronti: la nuova media-conciliazione, i tentativi di eliminare l’autonomia delle casse previdenziali dei professionisti, sempre nella manovra economica e con il consueto balletto di emendamenti correttivi, la mancata riforma della professione forense e del giudice laico, e, infine, l’assenza di risposte alle proposte di riorganizzazione della macchina giudiziaria a suo tempo avanzate, insieme a tutti gli operatori del settore (inclusa l’Anm), con il “Patto per la giustizia”. Per tutte queste ragioni, venerdì 16 luglio si terrà a Roma, un’Assemblea dell’OUA aperta a tutte le componenti dell’avvocatura. Dalle ore 11, presso la Cassa Forense (Via Ennio Quirino Visconti, 8 - Sala Seminari 1° piano).
Le ragioni dell’iniziativa le spiega Maurizio de Tilla, presidente Oua: «Abbiamo tutti assieme sventato un ulteriore attacco alla credibilità della giustizia anche se bisogna rimanere vigili. Probabilmente è in arrivo il solito maxi-emendamento – con la fiducia – del quale non conosciamo i contenuti. Intanto sulla media-conciliazione il Ministro della Giustizia tace nonostante l’impegno espresso a Baveno di aprire un confronto con le rappresentanze forensi sui punti proposti dall’Avvocatura (presenza necessaria dell’avvocato, eliminazione dell’obbligatorietà della conciliazione, modifica del meccanismo dell’informativa e dell’annullabilità del mandato, proposta di conciliazione solo su richiesta delle parti, criteri chiari sulla competenza territoriale)».
«Ritarda anche la riforma dell’ordinamento forense –conclude de Tilla - e si preannunciano prospettive fosche sul giudice laico e sull’assetto dell’apparato della giustizia. Per tutte queste ragioni, venerdì 16 luglio si terrà a Roma, un’Assemblea dell’OUA aperta a tutte le componenti dell’avvocatura: è tempo di mobilitazione generale e di forti iniziative».
Roma, 13 luglio 2010

Nel processo l’avvocato può diventare anche testimone (Cass. Civ. sent. n. 16151 dell’8 luglio 2010).


L'avvocato può assumere nello stesso processo (civile e penale), anche se non contestualmente, la veste di testimone e difensore.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 16151 dell’8 luglio 2010, ha respinto il ricorso di una donna che contestava la testimonianza del difensore della controparte, prima che questo assumesse l’incarico, in un procedimento di sfratto per morosità.
La terza sezione civile ha motivato sostenendo che la posizione del legale non può essere equiparata a quella dei magistrati sulle incompatibilità processuali.
Qui si tratta prevalentemente di un problema di "deontologia professionale" o comunque di una questione da risolvere con una legge.
In motivazione è stato ritenuto che “dipende dalle regole deontologiche se dovrà essere data la prevalenza all'ufficio di testimone o al ruolo di difensore, ovvero se la scelta dovrà essere lasciata al difensore”.
Rimane comunque fermo che, a differenza del carattere assoluto dell'incapacità del giudice o del pubblico ministero ad assumere la funzione di testimone, le funzioni di testimone e di difensore si pongono in un rapporto d’ incompatibilità alternativa.
Insomma, “non sussiste un'incompatibilità tra l'esercizio delle funzioni di difensore e quelle di teste nell'ambito del medesimo giudizio, se non nei termini della contestualità, per cui contemporaneamente il difensore non può anche essere testimone”.

Corte Appello Salerno: orari ridotti di apertura cancellerie, nel periodo feriale.

martedì, luglio 13, 2010

....I sette nani!

Avvocati: le prossime scadenze previdenziali.

Schifani: Ambrosoli vero 'eroe borghese', credeva in giustizia e verita'.


Roma, (Adnkronos) - "La sera dell'11 luglio 1979 l'avvocato Giorgio Ambrosoli veniva ucciso poco prima di portare a termine il suo mandato di commissario liquidatore della Banca Privata Italiana. Nella ricorrenza del trentunesimo anniversario del barbaro assassinio per mano mafiosa, desidero ricordare con rinnovata commozione il sacrificio estremo di un uomo che ha pagato con la vita un costante impegno professionale caratterizzato da assoluta onesta' e integrita' morale. A lui la coscienza civile dell'Italia deve molto: Ambrosoli e' stato un vero 'eroe borghese', un cittadino esemplare la cui unica colpa e' stata di aver creduto nei valori di liberta', legalita', giustizia e verita'. Il suo sacrificio, come quello di tutte le vittime della mafia, ci ricorda sempre l'importanza di vigilare al fine di tutelare gli alti valori per i quali costoro hanno lottato".
Cosi' il messaggio del presidente del Senato, Renato Schifani, in occasione del 31° anniversario dell'assassinio di Giorgio Ambrosoli.

lunedì, luglio 12, 2010

Mancata attribuzione spese processuali: va emendata con la correzione d’errore materiale.


PROCEDIMENTO CIVILE – OMESSA PRONUNZIA SULL’ISTANZA DI DISTRAZIONE DELLE SPESE – AMMISSIBILITA’ DEL PROCEDIMENTO DI CORREZIONE – SUSSISTENZA- FONDAMENTO
In caso di omessa pronuncia sull’istanza di distrazione delle spese proposta dal difensore è ammissibile – anche valorizzando il disposto del secondo comma dell’art. 93 c.p.c. - il procedimento di correzione degli errori materiali, poiché la suddetta omissione si configura, ordinariamente, come il frutto di una mera svista o dimenticanza in relazione all’adozione di un provvedimento sul quale il giudice non può, di norma, esercitare alcun sindacato, con l’applicabilità, in sede di legittimità, dello stesso procedimento come richiamato dall’art. 391 bis dello stesso codice di rito.
(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore S. Salvago- Sentenza n. 16037 del 7 luglio 2010)

Tribunale di Salerno: ritiro produzioni di parte.


CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI di SALERNO
I Colleghi sono invitati a ritirare, entro il 30.10.2010, i propri fascicoli di parte relativi alle liti definite da oltre un triennio.
Trascorso tale termine, ai sensi dell’art.2916 C.C. nonchè dell’art. 14 delle disposizioni regolamentari del servizio civile della Corte Suprema di Cassazione,si procederà all’eliminazione di detto materiale.
Gli interessati potranno rivolgersi alla cancelleria del Ruolo Generale Civile tutti i giorni lavorativi dalle ore 12,00 alle ore 15,00.
Per eventuali chiarimenti potranno contattare i numeri telefonici 089-5645510, e-mail: eleonora.gambardella@giustizia.it ( 1^ sezione civile ); 089-5645572, e-mail: carla.autuori@giustizia.it (2^ sezione civile ); 089-5645541, e-mail: vincenzo.taiani@giustizia.it ( ruolo generale civile )
Dal Palazzo di Giustizia,12 luglio 2010