lunedì, novembre 24, 2014

Cassa Forense: parte l’operazione “cittadinanza previdenziale”.

A seguito dell’entrata in vigore del Regolamento di attuazione dell’art. 21, commi 8 e 9 della legge 247/2012, Cassa Forense sta procedendo d’ufficio alle nuove iscrizioni alla Cassa di tutti gli iscritti agli Albi Forensi, senza alcuna necessità di presentazione della domanda da parte dei diretti interessati ( cfr. art. 1 del regolamento).
In particolare, si comunica che la Giunta Esecutiva, nella prossima seduta del 28 novembre 2014, provvederà a iscrivere circa 40.000 avvocati non ancora iscritti a Cassa Forense. A seguito dell’adozione della delibera, la Cassa comunicherà agli interessati, a mezzo PEC o Raccomandata A/R, l’avvenuta iscrizione, con il conteggio dei contributi minimi dovuti per gli anni 2014 e 2015 e le istruzioni per i versamenti, che avverranno in modo dilazionato nel corso del 2015.
A partire dalla ricezione della comunicazione di iscrizione alla Cassa inizierà a decorrere anche il termine di 90 gg. previsto dalla normativa transitoria (art. 12) per l’eventuale cancellazione dagli Albi Forensi senza il pagamento dei contributi minimi 2014 e 2015.
In tal caso, sarà dovuto solo il versamento del contributo integrativo nella misura del 4% del volume di affari effettivamente prodotto.
Chi, viceversa, opterà per il mantenimento dell’iscrizione potrà, su base volontaria, entro 6 mesi dalla ricezione della comunicazione di avvenuta iscrizione, richiedere la retrodatazione dell’iscrizione per il periodo di praticantato (max 5 anni), per i primi 3 anni di iscrizione all’Albo e per il 2013 (cfr. art. 3 del regolamento).
Entro lo stesso termine sarà anche possibile, in caso di avvocati ultraquarantenni, chiedere gli ulteriori benefici previsti dall’art. 4 del regolamento.
L’operazione si completerà tra dicembre 2014 e gennaio 2015, con circa ulteriori 10.000 iscrizioni che richiedono un’istruttoria più complessa.
Sarà così data piena “cittadinanza previdenziale”, in conformità al dettato legislativo, a tutti gli iscritti agli Albi Forensi, che potranno così godere di tutte le coperture assistenziali assicurate dalla Cassa (indennità di maternità, polizza sanitaria di base, assistenza in caso di bisogno o per inabilità temporanea, ecc.), fruire delle convenzioni in essere e, in prospettiva futura, avvalersi di una tutela previdenziale completa, adeguata e garantita nel tempo dalla solidità finanziaria dell’Ente.
Colgo l’occasione per rivolgere a tutti i prossimi neo-iscritti un saluto di benvenuto da parte di Cassa Forense.
Roma 24 novembre 2014 

Il Presidente 
Avv. Nunzio Luciano

Il processo civile dopo le "riforme"!

mercoledì, novembre 19, 2014

In ricordo dell’Avv. Pippo Falvella.

Quando in una tranquilla mattinata di studio ti raggiunge una telefonata nella quale, con voce rotta, c'è chi ti comunica la scomparsa di un amico si fa fatica a proseguire nelle abituali occupazioni.
Si è spento a Salerno, dopo una lunga malattia, Filippo Falvella, Avvocato e fine ed arguto intellettuale.
Queste le note di cronaca......ma per me era molto di più......
Un amico, un prezioso compagno per un lungo ed entusiasmante tratto di strada....una persona fantastica, allegra, sensibile, di grande intelligenza e intuito.....indimenticabile e insostituibile.
La mia esperienza all'OUA è e resta indimenticabile anche, e molto, grazie a Te....alle Tue intuizioni geniali, al Tuo humour in ogni occasione, all'affettuosità che mai mi hai fatto mancare, i Tuoi "codici"...e a tanto....troppo altro.....
Caro Pippo, e' davvero difficile pensare di non rivedere più il tuo contagioso sorriso.
Ti ricorderò sempre con affetto nelle vie della Tua Salerno, quando solo pochi mesi fa mi hai accompagnata a vedere le luminarie e ci siamo fatti, come sempre, tante risate.......
Riposa in pace, amico mio.
Avv. Michelina Grillo

Addio Pippo, amico di cento battaglie......

lunedì, novembre 17, 2014

Antitrust, CNF: Provvedimento abnorme, presenteremo ricorso al giudice amministrativo.

Roma 17 nov. 2014- Il Consiglio Nazionale Forense, appreso del provvedimento sanzionatorio dell’Antitrust per presunte pratiche restrittive della concorrenza praticate con una circolare e con un parere reso ad un Ordine, lo ritiene abnorme e sproporzionato.
Il CNF impugnerà il provvedimento ritenendolo abnorme, sia nel merito sia in procedura.
Un provvedimento certamente frutto di superficiali letture delle normative in esso richiamate e dei fatti contestati, ispirato a noti pregiudizi.
Per non parlare della sanzione che per la sua assurda quantificazione si commenta da sola.

venerdì, novembre 14, 2014

IL CNF SANZIONATO DALL'ANTITRUST.

Roma, 14 novembre 2014- Con una sanzione pecuniaria di 912.536,40 euro, l'Antitrust ha multato il Consiglio nazionale forense per aver ristretto la concorrenza, limitando l'autonomia degli avvocati in materia di compensi professionali.
La decisione dell'Autorità chiude così un'istruttoria sulle condotte del Cnf per violazione dell'art. 101 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
Il Consiglio forense è stato sanzionato dall'Agcm per aver pubblicato una circolare con cui reintroduceva di fatto l'obbligatorietà delle tariffe minime, non più vincolanti dopo la cosiddetta "riforma Bersani" del 2006 ed effettivamente abrogate nel 2012.
E inoltre, per aver adottato un parere contro i siti Internet che propongono ai consumatori associati sconti sulle prestazioni professionali, in base alla tesi che ciò confliggerebbe con il divieto di accaparramento della clientela sancito dal Codice deontologico della categoria.
Secondo l'Antitrust, questi due interventi erano diretti a limitare la concorrenza tra avvocati sul prezzo e sulle condizioni economiche delle prestazioni professionali.
L'Autorità ha anche diffidato il Cnf dal ripetere in futuro analoghi comportamenti.

mercoledì, novembre 12, 2014

Nota del CNF, in merito ad un articolo pubblicato oggi sul Corriere della Sera.

Arbitri e affidabilità degli arbitrati, CNF: Evitare confusioni e imprecisioni che rischiano di dare informazioni non corrette.
 COMUNICATO STAMPA 
Roma 12/11/2014. Il Corriere della Sera pubblica oggi un articolo nel quale viene attaccata la scelta del Ministro Orlando che, nell’interesse del sistema giustizia, sta cercando di promuovere istituti alternativi al processo, per poter da un lato garantire soluzioni secondo diritto ai cittadini in lite tra loro e dall’altro promuovere un sistema di ricorso al giudice che, venendo meno i carichi processuali eccessivi, dia garanzia di celerità e qualità nelle decisioni.
Si prevede che tali istituti devono, a tutela del cittadino, essere affidati ad operatori del diritto, a professionisti che devono seguire un lungo percorso di studi universitari prima, di tirocinio poi, di esame di abilitazione alla fine, come gli avvocati che sono intesi come “ risorsa” per il Paese proprio in virtù della loro competenza e specifica professionalità.
Oltre alla preparazione “di base”, peraltro, la disciplina in materia di arbitrati di cui all’ultima riforma a cui si riferisce l’articolo, va oltre: pretende infatti una ulteriore particolare qualificazione degli arbitri, attraverso la iscrizione in appositi elenchi che ne garantiscano competenza e professionalità.
Contrariamente a quanto sostenuto nell’articolo, inoltre, sugli arbitri vi è un controllo di natura pubblicistica, in quanto la legge ne attribuisce la nomina e la vigilanza ai consigli dell’Ordine che sono enti pubblici di natura non economica.
Senza contare che i professionisti che si trovano a svolgere la funzione di arbitro sono (e sono sempre stati) esposti a gravi responsabilità risarcitorie, qualora con il loro comportamento, anche solo colposo -e non doloso come nel caso del reato di corruzione - provochino pregiudizio alle parti, così come sono esposti a importanti conseguenze disciplinari, tali da poterne inibire l’esercizio della professione.
Per quanto dall’articolo appaia che l’arbitrato sia una novità per l’ordinamento italiano, esso è invece radicato in esso e disciplinato dal codice di procedura civile; ad esso si fa frequente ricorso, ad esempio da parte delle imprese, proprio per le garanzie di tecnicità e di rapidità che esso offre.
L’altro istituto richiamato dall’articolo, la negoziazione assistita, è noto in altri paesi europei, dove ha dato buona prova di sé, e non è altro che la vestizione più garantita dell’accordo che due parti cercano e trovano prima di rivolgersi al giudice.
In entrambi i casi, mai è impedito alle parti il ricorso al giudice. Sconcerta dunque l’affermazione assoluta e generica per cui gli arbitri vengono definiti corruttibili, non potendo essere perseguiti per il reato di corruzione.
Una cosa è il concetto di corruttibilità, una potenzialità questa che riguarda in astratto chiunque (magistrato, politico, giornalista, arbitro o mediatore) e che è da combattere a tutti i livelli.
Altra cosa sono le categorie del diritto penale, che secoli di elaborazione dottrinaria da parte di grandi giuristi, e di elaborazione giurisprudenziale, anche costituzionale, hanno costruito, e sul punto ci pare che l’articolo faccia molta e grave confusione.
E spesso la confusione corrompe le idee.

lunedì, novembre 10, 2014

LETTERA DI UN GIOVANE AVVOCATO.

Da qualche giorno sta circolando sul web la lettera che segue, attribuita ad una giovane avvocatessa. Non sappiamo se il documento sia autentico, ma lo pubblichiamo ugualmente perchè lo scritto riflette lo stato d'animo di tanti giovani, approdati ad una Avvocatura già in crisi e ripIegata sui propri problemi (.....senza saper come risolverli). 

consiglioaperto 

"Sono un avvocato catanese, mi sono laureata con il massimo dei voti 11 anni fa, ho fatto pratica in uno studio "importante", mi sono subito abilitata alla professione.
Ho anche conseguito un Dottorato presso la nostra Università con cui mi onoro di continuare a collaborare, ovviamente senza percepire compensi ed oggi, a 37 anni, io non ho un euro in tasca.
Quest'anno non ho guadagnato nulla; ma non il nulla che si dice tanto per dire o perché si deve evadere; NULLA NULLA.
Faccio parte del popolo della Partita Iva, quello degli evasori per antonomasia; ma di quella parte di quel popolo a cui piacerebbe poter evadere il fisco per una ragione diversa dalla sopravvivenza.
Io non percepisco disoccupazione, non godo di Cassa Integrazione né di procedure di mobilitá, non ci sono ammortizzatori sociali per me che ho perso il lavoro ma non posso dirlo: perché nessuno ti crede, perché un avvocato non può aver perso il lavoro e non può essere disperato.
Non ho un cognome potente, ma due genitori che mi hanno insegnato che la dignità viene prima di ogni cosa e per questo non mi sono venduta ad un sistema in cui se fai il "parafangaro", di sinistri falsi ancor meglio, sei sistemato alla grande!
Ho sempre pensato che il Diritto fosse una cosa diversa da un colpo di frusta, che il Diritto fosse studio, ricerca, scoperta, invenzione, educazione, moralità, rispetto delle regole. E, invece, ho capito che non serve nemmeno scrivere in corretto Italiano.
Sono un avvocato che non lavora e che ogni giorno va a caccia di un’idea che le permetta di cambiare pagina e vita cercando di ripetere a se stessa che non ha buttato nella spazzatura gli anni migliori della propria vita.
Non sarò ricevuta dal Papa nè da Renzi perché, fondamentalmente, non esisto.
Nessuno crede a un avvocato senza lavoro e senza soldi! Nemmeno la mia cliente che seguo col gratuito e che va far le pulizie riesce a credere che lei guadagna più di me!
Certo in un paese normale non dovrebbe essere così; io e il mio cervello dovremmo essere impegnati in ben altro che nell'invidiare la dichiarazione dei redditi della Colf che il “parafangaro” di cui sopra ha appena assunto, in nero, nella sua bella villetta comprata con l'ultimo sinistro in cui, grazie a Dio, c'è scappato il morto!
Io la mia tragedia me la sono vissuta in silenzio e come me tanti e tanti colleghi con cui ti ritrovi a parlare silenziosamente e mestamente. Ma non è giusto.
Tutti giustamente protestano, tutti vanno in TV, tutti si straziano pubblicamente e perché io, che a dicembre, come tanti altri, mi cancellerò da quell'Albo in cui con tanta fatica ho scritto anche il mio nome, dovrei farlo in silenzio? Perché?
Per la falsa presunzione che ancora alberga nella gran parte della gente, compresi i parenti più stretti, che l'Avvocato è benestante di default?
Io mi licenzierò perché non posso pagare più la polizza per la responsabilità professionale, perché non potrò iscrivermi alla Cassa Forense, perché devo ancora pagare le tasse dello scorso anno, perché non posso pagare la stampante nuova e nemmeno il toner, perchè.......non ce la faccio più ad umiliare me stessa. Provo un grande senso di vergogna, oltre che di profonda tristezza, perché quando un libero professionista perde, molla, chiude, non ha nessuno contro cui protestare; non ha datore di lavoro con cui prendersela, perché licenzia sè stesso.
Il bello della libera professione......
Ma la vergogna non può essere la mia, non deve essere la mia; la vergogna se la prenda chi ha distrutto una generazione di professionisti, di lavoratori, di giovani; inutile fare penosi elenchi.
Io che il giorno dopo la laurea sognavo file di professionisti che suonavano il campanello di casa mia per offrirmi lavoro; io che non me ne sono voluta andare via, che ho voluto lasciare il mio cervello qui dove era nato, a respirare il respiro del Vulcano, io che ancora credo nel merito personale di ognuno, dico solo che mi dispiace e lo dico rivolgendomi a mio padre che se ne è andato da poco e che ancora si inorgogliva nel dire a tutti che sua figlia era Avvocato."

venerdì, novembre 07, 2014

L'AFORISMA.

CASSAFORENSE: Regolarizzazioni contributive, in arrivo modalità d'accesso agevolate.

Il Comitato dei Delegati di Cassa Forense, con la modifica regolamentare approvata il 24 ottobre 2014, ha introdotto la possibilità di regolarizzazioni contributive con modalità rateali in caso di “regolarizzazione spontanea” o “accertamento per adesione”, istituti, questi, già previsti dal vigente regolamento delle sanzioni (artt. 13 e 14).
Una volta intervenuta l’approvazione Ministeriale del provvedimento, il mancato pagamento dei contributi, seguito da domanda di regolarizzazione spontanea, comporterà la possibilità di rateizzare fino a tre anni il debito contributivo, con oneri aggiuntivi estremamente ridotti.
La soglia minima dei contributi rateizzabili sarà, inoltre, abbassata a mille euro con facoltà, da parte del Consiglio di Amministrazione della Cassa, di consentire rateazioni più ampie (fino a cinque anni) qualora il debito complessivo da regolarizzare superi i 10.000 euro.
La modifica regolamentare, che avrà carattere strutturale, è stata adottata anche per venire incontro alle difficoltà economiche della categoria attestata dalla costante diminuzione dei redditi medi negli ultimi anni.
Si confida in un rapido iter di approvazione Ministeriale per poter dare applicazione concreta alla nuova disciplina nei tempi più rapidi possibili.
Roma, 07 novembre 2014
Il Presidente 
Avv. Nunzio Luciano

lunedì, novembre 03, 2014

LE ELEZIONI DEI VERTICI OUA, RACCONTATE DA CHI LE HA PERSE.

Non é agevole parlare di elezioni quando si perde. La sconfitta è pur sempre una ferita all'amor proprio e commentarla espone alla replica che tale commento sia frutto di acredine. Il nostro ambiente considera il perdere di per sé un disvalore e chi partecipa senza vincere, nella migliore delle ipotesi, un presuntuoso velleitario.
Io ho sempre scelto di partecipare (da protagonista, supporter ed anche da semplice elettrice), "mettendoci la faccia". Oggi per me il dato positivo, dopo tanto tempo, è quello di riconquistare il piacere di partecipare al dibattito, libera da ogni vincolo di prudenza che non sia quello del rispetto delle persone.
Per farlo, tuttavia, è necessario che affronti una volta per tutte l'esito di quest'elezione per lasciarmelo definitivamente alle spalle. E non sarò breve. Premetto che quando perdo non recrimino mai contro gli altri. Chi partecipa a qualunque competizione elettorale sa quali sono le regole e le prassi - buone e cattive - i limiti propri ed altrui, le armi che si possiedono, che non si possiedono o che altri ti lasciano.
È comunque una competizione, vince chi ha sbagliato di meno e comunque chi partecipa deve mettere in conto la possibilità che accada. Questo per liquidare la parte agonistica della vicenda.
A me, però, interessa l'analisi politica di questa tornata elettorale, che non può prescindere da una cronologia dei fatti dello scorso mese di ottobre, dal venerdì congressuale al venerdì elettorale (anzi, per essere più precisi, al giovedì vigilia di elezioni, dato che, per lo più, le elezioni all'OUA si vincono il giorno prima).
Come è noto tutti noi siamo arrivati al Congresso senza discutere della futura dirigenza, in attesa dell'approvazione della mozione che avrebbe dovuto trasformare radicalmente lo statuto e la stessa natura dell'OUA.
Un approccio superficiale e ottimista non giustificato dal modus operandi dei maggiori protagonisti di questo congresso. Basterebbe ricordare che delle 6 mozioni statutarie principali, quattro provenivano dai commensali, stabili e/o occasionali, della stessa "tavolata".
Ed infatti, in questo gioco a chi è più bravo, più forte o più idealista, tutte le mozioni venivano pesantemente bocciate dimostrando sostanzialmente che nessuna componente dell'avvocatura è in grado di prevalere sulle altre, che in questa categoria tutti vogliono parlare ma nessuno è capace di ascoltare e che, pertanto, si comincia parlando di rappresentanza e si finisce per rappresentare soltanto se stessi.
Ad ogni modo la bocciatura sonora di tutte le mozioni generava una fase di temporanea fibrillazione, con correlata necessità di trovare chi avesse perso di più. A tale fibrillazione si è reagito in vario modo.
Da un lato la corrente che potremmo chiamare "degli amministrativisti" che disquisiva del fiorire di pareri che sarebbero stati resi a caldo da illustri specialisti, secondo i quali la bocciatura di mozioni aventi ad oggetto la modifica di uno statuto determinasse automaticamente l'illegittimità dello statuto non modificato.
Attorno a tale ardita teoria giuridica nascevano singolari apparentamenti tra cui i componenti della giunta uscente dell'OUA e taluni presidenti di ordine notoriamente impegnati nella creazione di altri e diversi organismi. Qualcuno, più ardimentoso che autorevole, giungeva a sostenere pubblicamente che i nuovi delegati non andassero eletti e che dovesse rimanere in piedi il solo ufficio di presidenza dell'OUA in attesa che "i saggi" realizzassero in "30, 60, 90 giorni" il nuovo organismo.
In ogni caso l'invito pressante e ricorrente era quello di convocare subito il Congresso straordinario (forse perché a quest'ultimo ci si era divertiti moltissimo) a cui affidare le stesse decisioni che a Venezia erano state bocciate. Dall'altra parte, descamisados ed avanguardisti festeggiavano una non meglio precisata "vittoria della base" inneggiando al principio "un avvocato un voto" (espressione che a mio avviso non vuol dire un granché) dimenticando che i delegati vengono eletti nei propri Fori perlopiù senza riferimento ad alcuna linea politica, in una contesa che - quando è vera - serve solo in chiave di posizionamento o consolidamento di equilibri locali in vista di successive elezioni dei COA di cui, comunque e di regola, le delegazioni sono espressione.. Frattanto c'era chi, responsabilmente e senza indugio, si limitava a rispettare le regole esistenti e procedeva con le elezioni dei delegati. A ruota, poi, anche chi aveva tentato di impedirle.
La platea congressuale pertanto, superata la fase di confusione, si avviava stancamente alla conclusione, procedendo distrattamente all'approvazione delle mozioni politiche (siamo stati in grado di approvare persino due mozioni di segno contrapposto) ed alla proclamazione della nuova assemblea OUA.
Da lunedì 13 ottobre è cominciata, quindi, la corsa ad immaginare quale presidente e quale giunta dovessero guidare il neonato organismo, scelta non facile dato che l'assemblea elettiva veniva da subito convocata per il 31 ottobre, sia in ossequio alle norme statutarie in materia sia per non lasciare troppo a lungo l'Organismo privo di leadership.
Per quanto mi riguarda avevo appreso a che Mario Diego era stato eletto quale delegato per il suo distretto e ne ero stata felice.
La scelta, per me naturale, aveva una duplice ragione, relativa alla persona ed alla situazione circostante: in tanti abbiamo potuto apprezzare per anni lo spessore anche culturale, la capacità organizzative e di indirizzo, l'esperienza e l'abilità nell'interlocuzione con ogni componente dell'avvocatura e con i singoli, l'indipendenza e l'autonomia da condizionamenti interni ed esterni e le doti umane e morali dell'Avv. Diego.
Non ultimo, avere fatto parte di coloro che hanno voluto, creato e difeso l'Organismo politico dell'avvocatura. Mi parevano qualità imprescindibili in questo momento di crisi e, con questo spirito, mi sono spinta a chiedergli che intenzioni avesse e se fosse disponibile a mettersi in gioco per dare una risposta di contenuti ad un congresso di parole dall'esito modesto.
Ho atteso per alcuni giorni che valutasse la sua situazione territoriale ma anche i costi personali ed economici che tale scelta gli avrebbe comportato ed infine mi ha comunicato che si sarebbe candidato chiedendomi di condividere da protagonista una impresa che non ha mai considerato individuale. E così scendevamo in campo con consapevolezza e con la pacata accettazione di ogni inevitabile regola del gioco.
Veniva frattanto ufficializzata soltanto la candidatura di Michele Sarno. Trascorsi i primi giorni, durante i quali la sola attività possibile era stata quella di verificare se tale candidatura registrasse un generale gradimento, il 17 ottobre ci incontravamo a Roma per potere ragionare sulla squadra possibile, sperando di potere operare un giusto equilibrio tra " componenti elettoralmente inevitabili" e componenti utili alla migliore realizzazione del progetto, che fossero espressione di tutto il territorio ma anche in grado di apportare un contributo qualificato di esperienza, idee, novità ed entusiasmo. Sapevamo che, volenti o nolenti, nessuna maggioranza può prescindere dal posizionamento delle delegazioni di Roma, Milano e Napoli (soprattutto se almeno due di esse viaggiano compatte) e non ci siamo sottratti alla poco commendevole trattativa con i referenti (capi) di queste, ricevendo ( almeno così avevamo capito) l'assenso di Milano e Roma, mentre risultava impossibile discutere con Napoli, almeno con il suo "capo delegazione" sottrattosi incomprensibilmente a qualunque ipotesi di dialogo e persino di banale conversazione.
Nello stesso fine settimana, a Matera, i mai rassegnati estimatori di "federordini", riuniti in conclave, provavano a ragionare sulla possibilità di affidare iniziativa e rappresentanza politica ad altro tipo di organismo, riunione che si concludeva con una sospensione dei lavori ed una ripresa successiva all'elezione dei vertici OUA.
Nello stesso fine settimana, a Roma, parte della giunta uscente, la stessa che non avrebbe voluto rieleggere l'assemblea con queste regole, si riuniva per lanciare la candidatura di Mirella Casiello, resa pubblica soltanto nell'ultima settimana.
Da li un susseguirsi di notizie, vere, false o tendenziose secondo la migliore tradizione elettorale, di lettere di delegati che chiedevano di spostare l'attenzione sui contenuti e posizionamento degli stessi che prescindeva dai contenuti richiesti, con Roma e Napoli sempre più sfuggenti che attendevano appunto il giovedì sera per comunicare asetticamente la loro adesione alla candidatura della neo presidente.
A suggellare il significato numerico di tale scelta la dichiarazione di adesione a tale candidatura dell'irresistibile Maurizio De Tilla. A noi, naturalmente, restava uno scomodo cerino acceso. L'atmosfera degli schieramenti era palpabile fin dall'ingresso nella sala dell'assemblea, con la giunta uscente schierata in attesa di festeggiare.
Interessante la coreografia scelta dallo schieramento avversario, con tanto di sfilata in pieno stile newPD, della squadra "vincente", ad evidenziare su quali supporter si faceva affidamento, con un piccolo cameo celebrativo della spaccatura consumatasi a Palermo.
Mario Diego, cui non difetta la sensibilità, reagiva con evidente emozione, sfociata in qualche insicurezza, ad uno scenario che appariva già deciso e che, nei numeri, ha dato un risultato anche più netto di quanto - a onor del vero - ci attendessimo.
Una precisazione doverosa: la sola, effettiva, vittoria elettorale è quella di Mirella Casiello visto che, come è noto, dopo la sua elezione, sono state ritirate tutte le altre candidature "non allineate", prima fra tutte la mia alla vicepresidenza, perché abbiamo ritenuto che la partecipazione ad una giunta, tanto più di un organo politico, non sia un fatto personale ma indichi l'adesione ad un progetto.
Il nostro ritiro non ha potuto impedire, tuttavia, il dovere procedere ai sensi di statuto, alla pur formale votazione delle altre cariche alla quale i candidati della cordata vincente hanno partecipato senza candidati avversari. Tutto questo è già il passato e non vi è dubbio che non rispondesse alla mia idea di rilancio dell'avvocatura.
Oggi il presente porta il nome della presidente Casiello. Non è mio costume esibirmi in congratulazioni di circostanza e non lo farò neanche questa volta. Avrei preferito sapere che la scelta operata dalla maggioranza fosse rispondente all'adesione ad un chiaro progetto politico - seppur diverso dal mio - piuttosto che a ragioni che non si è ritenuto neppure di dovere esplicitare.
Ho provato a capire, ma tutto quello che ho sentito è che dalla mia parte eravamo presuntuosi e saccenti, antipatici e poco conviviali e, persino, che non mi fossi preoccupata di assicurarmi i preventivi appoggi (autorizzazioni?) prima di imbarcarmi in questa vicenda.
Io, in verità, ero occupata ad immaginare un organismo che parlasse del ruolo dell'avvocato in una società globale che non tutela più i diritti della persona, che si occupasse della capacità degli avvocati di affrontare da protagonisti la crisi economica del paese, trovando al proprio interno le risposte anche di natura economica che consenta di riposizionarsi nel mercato, che affrontasse il tema della giurisdizione statale in uno Stato che ha già trasferito la parte più consistente della tutela degli interessi ad Autority o autorità garanti che decidono al di fuori di ogni controllo.
Questo è ciò che mi sarebbe piaciuto sentire. Ed anche che gli 88 componenti dell'assemblea dell'OUA sono una risorsa che dobbiamo imparare a sfruttare e non gli esponenti di un club ricreativo che disturbano il cammino "dei saggi".
Non mi interessa sapere se fra sei mesi faremo un altro congresso per soddisfare chi non è riuscito a vincere questo e neppure se è vero o no che il PD sia stato determinante in questa elezione, soltanto perché una collaboratrice del Ministro, tale Patrizia Papale (amica personale della giunta uscente) era presente alla nostra assemblea.
Al tempo stesso, però, non starò con chi aspetta soltanto che la Presidente faccia un passo falso né mi interessa attendere il momento in cui potrò dire "io lo avevo detto".
Per me il ragionamento su ciò che è stato si chiude oggi con questo lungo intervento. Per quel poco che conosco la Casiello, mi pare di potere ravvisare un grado di determinazione ed autonomia che forse sorprenderà anche chi né ha voluto l'elezione.
Le auguro di comprendere velocemente quanto serve per esercitare proficuamente il suo ruolo, di ascoltare tutti - amici, pseudo amici, ruffiani ed avversari - e poi di decidere sempre e comunque.
Le auguro di potere lavorare serenamente per due anni e di potere ottenere, forte del consenso dei grandi Ordini che l'hanno sostenuta, i contributi economici che ogni ordine è obbligato a dare e che sono indispensabili per fare politica in modo autonomo ed indipendente.
Le auguro, soprattutto, di non avere mai paura di fornire ogni spiegazione ed informazione sulla sua gestione affinché l'Organismo - come ogni altro organo dell'avvocatura - sia davvero trasparente ed a disposizione di tutta l'avvocatura. Le auguro, più semplicemente, buon lavoro.
Concludo ringraziando molto, molto, Mario Diego per averci consentito di usare il suo nome, la sua faccia e la sua storia in questa iniziativa. Ai miei amici e colleghi di cordata Alessandro Moro, Melania Delogu, Marco Angiolillo e Elisa Minerva il riconoscimento di una partecipazione politica intensa e qualificata, non condizionata da esigenze autocelebrative e autopromozionali.
Ringrazio ancor di più i numerosi amici, quelli che sono stati al nostro fianco, rinunciando a giocare su tutti i tavoli, che non cito rispettosamente per non accomunarli al resoconto di una sconfitta.

Avv. Annamaria Introini

venerdì, ottobre 31, 2014

Comunicato ufficiale dell'OUA.

Eletti i nuovi vertici dell'OUA.

L’avv. MIRELLA CASIELLO - delegata di Taranto - è il nuovo presidente dell’OUA, oggi eletto. Ecco i nomi di tutti gli eletti per la nuova giunta OUA: Casiello (presidente), Faranda, Improta, Radicioni, Ponzio, Barbieri Carola, Condipodero, Graziani e Monreale, Greco e Pilia (coordinatore e vice dell'assemblea).
Riportiamo, qui di seguito, le dichiarazioni programmatiche del nuovo Presidente: “mai come in questo momento l’OUA abbia bisogno di nuova linfa e nuove energie, che saranno assicurati dai nuovi delegati, opportunamente valorizzati ai fini dell’inevitabile ed opportuno ricambio generazionale. L’Organismo di rappresentanza politica dell’Avvocatura che abbiamo in mente dovrà partire dal recupero del rapporto con il territorio, caratterizzato da una forte differenziazione per reddito e per struttura organizzativa degli studi professionali.
Dovrà ascoltare le voci dei Colleghi che chiedono innanzi tutto tutela per loro stessi e per il proprio lavoro, affinchè possano poi liberamente tutelare i cittadini, e farsi carico dei loro problemi, al fine di reclamare le soluzioni più opportune nelle sedi competenti. Dovrà curare i rapporti con le istituzioni forensi, nel reciproco rispetto dei differenti ruoli, e consolidare quelli con le associazioni che rappresentato l’Avvocatura di base e le singole specificità professionali.
In attuazione delle mozioni approvate al recente Congresso, terremo in massimo conto la necessità di perseguire con particolare tenacia questi obiettivi: 1) presenza degli Avvocati negli Uffici legislativi; 2) dialogo con l’Avvocatura militante in tutti i Tribunali, sia rafforzando il rapporto delegato/territorio di appartenenza, sia prevedendo assemblee itineranti che favoriscano il confronto sulle specifiche problematiche dei territori, avendo cura tuttavia di non incidere sui costi ; 3) scioglimento dei nodi in tema di società tra Avvocati e società multidisciplinari, specializzazioni, scuola per Cassazionisti; 4) ripresa di un sereno confronto con tutte le componenti dell'Avvocatura per raggiungere una proposta unitaria che miri al rafforzamento dell'OUA, nel rispetto dei principi di democrazia nella composizione dell'organo, di collegialità e di adeguata rappresentanza geografica.
Nell’ottica della migliore e più trasparente gestione, infine, riteniamo che l’Organismo possa funzionare al meglio solo con il rigoroso rispetto delle regole statutarie ed una corretta e democratica gestione della Assemblea, che avrà un ruolo centrale. In questo modo, i deliberati dell’Organismo, di cui mi impegno a essere fermo portavoce con politica e istituzioni, potranno avere forza e contenuti condivisi.
 La squadra che si formerà non soggiacerà a criteri di mera logica ripartitoria, ma terrà in debito conto la obiettiva necessità di effettiva rappresentanza di tutte le aree geografiche e, ad un tempo, le singole specificità e idee dei Delegati, che saranno chiamati portare il loro contributo nelle Commissioni.”

martedì, ottobre 28, 2014

RIFORMA FORENSE: in vigore dal 1°gennaio 2015 il nuovo regime di formazione continua.

Formazione e aggiornamento: sono queste le due fondamentali modalità che l’avvocato, in libertà, potrà seguire per adempiere all’obbligo- deontologico e ora anche legislativo- della formazione continua.
E’ stato pubblicato, nella apposita pagina web del sito istituzionale del CNF, il regolamento n. 6/2014 che disciplina le nuove modalità per la formazione continua, ispirate all’obiettivo di promuovere l’adempimento di tale obbligo da parte degli avvocati nella maniera più proficua e utile per le specifiche necessità di ciascuno. Il nuovo sistema entrerà in vigore il primo gennaio 2015. Il plenum del 26 settembre ha anche deliberato i componenti della Commissione centrale per l’accreditamento della formazione, deputata a valutare e attestare la qualità degli eventi di formazione e aggiornamento che abbiano una rilevanza nazionale, siano seriali, prevedano modalità di formazione a distanza (Fad), che si svolgono all’estero.
I principi generali cui si ispira il regolamento declinano il concetto di formazione continua ricomprendendo in essa tutte le attività a carattere formativo che danno luogo a percorsi di apprendimento e di acquisizione di conoscenze e competenze in tempi successivi rispetto a quelli della formazione iniziale, come comunemente e universalmente inteso in campo formativo.
L’obbligo formativo viene coniugato con il principio della libertà di formazione, teso a consentire all’avvocato la scelta degli eventi da seguire il più ampia possibile e coerente con i propri fabbisogni formativi.
Il regolamento disegna un “sistema” con pluralità di attori, con responsabilità diverse e una governance che garantisca il maggior livello di uniformità possibile secondo il seguente processo: professionista, formazione, coerenza, valutazione, verifiche e monitoraggio.
Attenzione e disciplina viene assicurata alle regole per il finanziamento delle attività formative da parte di soggetti terzi, pubblici e privati, nella convinzione che la formazione, per rispondere alle esigenze di completezza, qualità ed efficacia, comporta costi che non debbono necessariamente ricadere sui soggetti beneficiari, ma che il finanziamento non debba incidere con ingerenze sulla didattica per garantirne l’indipendenza.
Il periodo di valutazione dell’obbligo formativo sarà di 3 anni, nei quali occorrerà accumulare 60 crediti formativi (almeno 15 all’anno), di cui nove in ordinamento/previdenza/deontologia forense. Spazio alla formazione a distanza, per un massimo del 40% dei crediti del triennio.
Il periodo decorre dal primo gennaio successivo alla data di iscrizione all’albo o all’elenco di tirocinanti con patrocinio.
L’avvocato potrà essere esonerato in relazione ad alcune ipotesi di impedimento indicate dal regolamento e fintanto che tale impedimento perdura.
Il regolamento introduce l’Attestato di formazione continua, rilasciato dal Consiglio dell’Ordine su domanda dell’iscritto che provi l’avvenuto adempimento dell’obbligo formativo, e previa verifica della effettività dell’adempimento.
Il possesso dell’attestato di formazione continua costituisce titolo per l’iscrizione e il mantenimento della stessa negli elenchi previsti da specifiche normative o convenzioni, o comunque indicati dai Consigli dell’Ordine su richiesta di Enti pubblici, per accettare la candidatura per la nomina di incarichi o di commissario di esame, nonché per ammettere tirocinanti alla frequenza del proprio studio.
In ogni caso, il mancato adempimento dell’obbligo formativo costituisce illecito disciplinare.
Il regolamento disciplina la procedura di accreditamento degli eventi formativi, che potranno essere organizzati da enti pubblici e privati, da parte del CNF e dei Consigli dell’Ordine, che entro il 31 gennaio di ogni anno renderanno noto il Piano dell’offerta formativa.

Dal Tribunale di Milano, una netta presa di posizione: la cd sindrome d’alienazione parentale (PAS) non esiste.

TRIBUNALE CIVILE DI MILANO 
Il PRESIDENTE
letto il ricorso introduttivo del giudizio, depositato ex artt. 316, comma IV, 337-bis c.c., in data .... ottobre 2014, da .... nei confronti di ..
preso atto delle doglianze del padre e ritenuto, sin da ora, di dovere svolgere verifiche in ordine alla conflittualità patologia dei genitori anche al fine di verificare la necessità di provvedimenti ex art. 333 c.c.;
rimessa al collegio la questione della competenza, dopo l’audizione delle parti;
dichiarata sin da ora la inammissibilità di accertamenti istruttori in ordine alla cd. PAS, in quanto la cd. sindrome di alienazione genitoriale è priva di fondamento, sul piano scientifico (Cass. Civ., sez. I, sentenza 20 marzo 2013 n. 7041), così come si appura dallo sfoglio della letteratura scientifica di settore (da ultimo v. DSM-V), e il comportamento che sia “alienante” può dunque rilevare sotto altri e diversi profili ma non come “patologia” del minore (non comprendendosi, peraltro, perché se “litigano” i genitori, gli accertamenti diagnostici debbano essere condotti su chi il conflitto lo subisce e non su chi lo crea: v. Trib. Varese, 1 luglio 2010); 
FISSA 
per la comparizione personale delle parti l’udienza del _ ore .
Nomina giudice Relatore:
Ordina alla parte ricorrente di notificare alla controparte il ricorso e il presente decreto entro il ___ e di produrre entro la medesima data copia delle dichiarazioni fiscali complete presentate negli ultimi tre anni.
Assegna alla parte resistente termine sino al __ per la costituzione in giudizio e per il deposito di copia delle dichiarazioni fiscali complete presentate negli ultimi tre anni.
Milano, lì 13 ottobre 2014
Il Presidente

Trib. Milano, sez. IX civ., decreto 13 ottobre 2014 (Pres. est. Servetti)

Anai: negoziazione assistita è futuro, abolire mediaconciliazione.

27 ott. (Adnkronos) - La negoziazione assistita sarà la vera svolta per la conciliazione delle controversie, mentre non c'è futuro per la mediaconciliazione.
E' quanto afferma l'Anai, Associazione nazionale avvocati italiani, in merito alle misure contenute nella riforma della giustizia civile, il cui testo è in discussione in Parlamento.
"La nuova procedura - continua De Tilla - è conforme agli articoli 24 e 111 della Costituzione, diversamente dalla mediaconciliazione obbligatoria che è 'mentalmente morta'. Farebbero bene ad abolirla subito, in quanto costituisce un mezzo inappropriato e illegittimo per avviare una trattativa conciliativa: costa tanto, impone di comparire, anche quando non si vuole, davanti ad una Camera di conciliazione, è punitiva e non esprime valori di consenso e di libertà. In altri termini, la mediaconciliazione obbligatoria non ha contenuti etici. Chiediamo quindi al ministro Orlando di rivedere subito la materia e di cancellare una volta per tutte la mediaconciliazione".

venerdì, ottobre 24, 2014

LETTERA AL CLIENTE.

Caro cliente, sono il tuo avvocato. Ho preso in carico il tuo problema, ti sono stato a sentire, ho dipanato insieme a te il problema, l’ho reso comprensibile. Non sempre quello che dici, sai, si capisce immediatamente.
Occorre ascoltare con attenzione, passare al setaccio le parole, distinguere quelle dettate dall’ira da quelle dettate dal cuore, separare quelle che nascono dall’ignoranza e dalla suggestione da quelle che sono pronunciate con animo sincero.
Ho prospettato delle soluzioni, ho ipotizzato, ti ho fatto delle domande, ho preso appunti. Questo, caro cliente, vale per tutti i problemi che possono essere sottoposti a un avvocato: problemi di credito da recuperare, di debiti con il mondo bancario, di imprese, di soci, di famiglia, di rapporti condominiali, di rapporti con la pubblica amministrazione, di figli, di mogli, di mariti.
Noi ascoltiamo: noi avvocati ascoltiamo. Io e tutti i miei colleghi dedichiamo al lavoro, cioè a te, al tuo problema, caro cliente, le nostre forze fisiche ed intellettuali.
Non è vero che il nostro lavoro è sedentario: noi corriamo dalla mattina alla sera, e nei Palazzi di Giustizia saliamo da un piano all’altro, alla ricerca dello sportello giusto, e poi scendiamo di nuovo, e risaliamo, e camminiamo per chilometri.
Nelle nostre borse ci sono le tue carte, le tue speranze, la tua rabbia e la tua delusione, la tua ansia, i tuoi problemi. Le nostre borse pesano tantissimo, perchè ci portiamo appresso la vita dei nostri clienti. E dopo avere ascoltato, caro cliente, dobbiamo decidere quale è la strada giusta da seguire, e dobbiamo seguirla,e non vorremmo mai sbagliare.
A volte ci capita di sbagliare, tuttavia, e allora soffriamo in silenzio,e passiamo nottate intere a rimuginare pensieri. Chi non fa questo nostro mestiere non sa cosa vuol dire svegliarsi di notte e rimanere a guardare il soffitto, aspettando il sonno che non torna.
Ognuno di noi si è sentito da dire dal suo dominus (e cioè l’avvocato anziano che gli ha insegnato il mestiere): fino a quando non resterai una notte sana a guardare il soffitto, con lo stomaco in subbuglio e le parole che si accavallano nella testa, non sarai avvocato.
I più anziani tra di noi l’hanno detto a loro volta ai loro discepoli, e i più giovani prima o poi lo diranno. A volte ci capita di trovare la soluzione, spesso ci capita di vincere una causa.
E allora, sempre in silenzio, ridiamo dentro di noi, perchè nessuno potrà mai capire che sensazione prova un avvocato che conduce la nave sino in porto.
Caro cliente, sembriamo una classe disunita, perchè ognuno di noi ogni giorno deve affrontare tutto e il contrario di tutto, e se io vinco vuol dire che qualcun altro perde, e se vince qualcun altro vuol dire che perdo io. Sembriamo disuniti, ma non lo siamo.
Il senso di solidarietà si impara in trincea, nella trincea dei Tribunali dove ogni giorno scendiamo per fare il nostro lavoro. Lì si imparano solidarietà e rispetto, e correttezza e tante altre cose belle. Si impara anche ad essere fermi, e coraggiosi. Ecco, questo è il mondo in cui io, caro cliente, vivo tutti i giorni da trenta anni. Io e altri 250.000 colleghi.
Adesso, improvvisamente, qualcuno se ne esce a dire che siamo troppi. E’ uno sbaglio di lana grossa, e ti spiego perchè, caro cliente: sino a prima della seconda guerra mondiale, gli avvocati erano a numero chiuso, come i notai.
Erano ricchi e potenti. Ma la gente come te, caro cliente, faceva anche una settimana di fila per parlare con l’Avvocato. E poi, tutto sommato, la gente come te, caro cliente, che diavolo doveva andare a fare dall’avvocato?
Le cose sono cambiate, gli scenari si sono stravolti: la proprietà privata non è più cosa di ricchissime e agiate famiglie, milioni di italiani hanno casa di proprietà. Questo vuol dire, semplicemente, che milioni di italiani hanno problemi di condominio, di rapporti con i vicini, di mutui, di ristrutturazioni, di compravendita. E questo per restare in un solo settore.
Il numero degli avvocati non deve essere rapportato al numero della popolazione italiana, ma al volume di rapporti problematici. Banche, imprese, rapporti di lavoro, condominio, separazioni, divorzi, amministrazioni di sostegno. Per questo ci sono milioni di controversie, in Italia. E il problema non sono gli avvocati, caro cliente.
Il problema è lo Stato che non sa dare una risposta adeguata. Mi fermo qui, perchè dovrei parlarti di moltissime altre cose, e il discorso diventerebbe di una lunghezza insostenibile.
Ma quello che mi premeva dirti, caro cliente, è che il tuo avvocato, sia esso giovane, vecchio, donna o uomo, calvo o capellone, grasso o magro, simpatico o molto serioso, è una persona che si fa carico del tuo problema, e se lo porta appresso per tutta la giornata, anche quando tu non ci pensi più.
E’ una persona che si aggiorna e studia per darti il migliore servizio possibile. E’una persona che di mestiere risolve i problemi degli altri: ascoltalo, seguilo e rispettalo.
E pagalo quando ti chiederà di essere pagato.

Avvocato Giuseppe Caravita

giovedì, ottobre 23, 2014

Papa Francesco: “No alla carcerazione preventiva, è pena illecita occulta”.

Papa Francesco torna sulle carceri, un tema verso il quale ha sempre mostrato particolare sensibilità. Intervenendo davanti ai giuristi dell’Associazione Internazionale di Diritto Penale, Bergoglio ha spronato ad abolire la pena di morte anche al fine di migliorare le condizioni carcerarie nel rispetto della dignità umana.
E in merito all’ergastolo – ha spiegato – si tratta di una pena di morte nascosta.
La dinamica della vendetta, secondo il Pontefice, “non è assente nelle società moderne: la realtà mostra che l’esistenza di strumenti legali e politici necessari ad affrontare e risolvere conflitti non offre garanzie sufficienti ad evitare che alcuni individui vengano incolpati per i problemi di tutti”. Bergoglio ha poi lamentato il fatto che oggi si è affievolito il dibattito sulla sostituzione del carcere con altre sanzioni penali alternative.
La mentalità che viene diffusa, infatti, è quella che con “una pena pubblica si possano risolvere i più disparati problemi sociali, come se per le più diverse malattie ci venisse raccomandata la medesima medicina”.
Interessante poi la sua visione della carcerazione preventiva: “Il sistema penale va oltre la sua funzione propriamente sanzionatoria e si pone sul terreno delle libertà e dei diritti delle persone, soprattutto di quelle più vulnerabili, in nome di una finalità preventiva la cui efficacia, fino ad ora, non si è potuto verificare, neppure per le pene più gravi, come la pena di morte”, ha detto.
E ancora, sul carcere prima della condanna, ha fatto notare che “quando in forma abusiva procura un anticipo della pena, previa alla condanna, o come misura che si applica di fronte al sospetto più o meno fondato di un delitto commesso” costituisce “un’altra forma contemporanea di pena illecita occulta, al di là di una patina di legalità”.

Letizia Ricciardi

ANTICORRUZIONE E TRASPARENZA ANCHE PER I COA.

Con delibera del 21 ottobre scorso, l'Autorità Nazionale Anticorruzione ha stabilito la doverosa applicazione anche gli Ordini e ai Collegi professionali della disciplina dettata dalla legge n. 190 del 2012 e dai successivi decreti delegati.
Anche i COA, dunque, devono mettersi in regola con gli adempimenti previsti in materia piani triennali per anticorruzione e trasparenza, codice di comportamento dei dipendenti, nomina del responsabile della prevenzione, regime delle incompatibilità e dovranno dare concreta attuazione a tutte le altra norme posta a tutela della trasparenza e legittimità dell'agire amministrativo.

Avv. Antonino Galletti

martedì, ottobre 21, 2014

Alta adesione a sciopero magistrati onorari.

(ANSA) - ROMA, 20 OTT - E' ALTA IN TUTTA ITALIA L'ADESIONE ALLA PRIMA DELLE CINQUE GIORNATE DI SCIOPERO PROCLAMATO DAI MAGISTRATI ONORARI, CHE PROTESTANO CONTRO LA MANCATA STABILIZZAZIONE DA PARTE DEL GOVERNO DI QUESTA FIGURA PROFESSIONALE.
SECONDO I DATI FORNITI DALL'UNIMO (UNIONE NAZIONALE ITALIANA MAGISTRATI ONORARI) L'ADESIONE DEI VICEPROCURATORI ONORARI È STATA DEL 100% A TORINO, MILANO, FIRENZE, CAGLIARI, FOGGIA E SALERNO; DEL 98% A GENOVA; DEL 90% A PALERMO; DELL'80% A NAPOLI E A BRESCIA.
ALTA DOVUNQUE ANCHE L'ADESIONE ALLO SCIOPERO DA PARTE DEI GIUDICI ONORARI DI TRIBUNALE.

mercoledì, ottobre 15, 2014

L'AIGA DI SALERNO HA DECISO DI NON VOTARE I CANDIDATI DISTRETTUALI ALL'OUA.

Aiga Salerno ha partecipato ai lavori del XXXII Congresso Nazionale Forense svoltosi a Venezia nei giorni 9-11 ottobre. La delegazione salernitana, composta dal Presidente Giovanni Balbi, dal componente di Giunta Nazionale Chiara Zucchetti, dai Delegati Anna Allegro e Tommaso Amato e dai Consiglieri Federico Acocella, Brunella Gallo, Gisella Lauriello e Antonio Trezza, ha sostenuto la mozione presentata dall’Aiga nazionale sull’art. 39 della L. 247/12 in tema di Governance dell’Avvocatura.
In coerenza con quanto espresso da Aiga Nazionale la sezione salernitana auspicava un radicale cambiamento nell’attuale composizione nella Governance della classe, che invece non c’è stato, non essendo invece stato raggiunto il necessario quorum sulla proposta di rinnovamento avanzata dall’Aiga.
La sezione di Salerno, quindi, restando coerente con un principio di autonomia già espresso in occasione delle elezioni di giugno, anche in ragione della non condivisione dell’immutato assetto della composizione dell’Organismo Unitario, ha ritenuto opportuno astenersi dalla scelta dei delegati del distretto. 
In ogni caso, Aiga Salerno, esprime ai colleghi Brunella De Maio e Michele Sarno il migliore augurio di un proficuo lavoro.

Comunicato Stampa 14.10.2014

lunedì, ottobre 13, 2014

Annunciata nuova astensione dei GDP a novembre.

L’Unione Nazionale Giudici di pace ha deliberato il nuovo sciopero dei giudici di pace dal 4 al 10 novembre. 
Non essendo consentito dal nostro codice di autoregolamentazione lo sciopero nel periodo che va dal 31 ottobre al 3 novembre, è stato deciso di posticipare l’astensione al giorno immediatamente successivo (lunedì 3 novembre verrà recuperato nella successiva settimana, di preciso lunedì 10 ottobre).
Le astensioni continueranno a cadenza mensile, come deliberato già il 4 settembre dal Direttivo Nazionale, fin quando non arriveranno serie e concrete aperture da parte del Ministro Orlando o direttamente da parte del Governo.

Elenco dei Delegati OUA eletti dal Congresso di Venezia.

domenica, ottobre 12, 2014

Congresso Venezia: l’analisi di Michelina Grillo.

 
Si è concluso il Congresso Forense. Va detto con chiarezza che certamente non c'è chi possa cantare vittoria al 100%, e che questo congresso e' comunque una pagina non bella nella travagliata storia dell'Avvocatura.
Credo però che gli inviti a mettere da parte egoismi e personalismi per conseguire finalmente quei risultati di unità che tutti a parole dicono di volere, andrebbero rivolti soprattutto ai Presidenti dei grossi ordini e delle Unioni.
Dovrebbero comprendere che una ristretta cerchia di persone non può pretendere di governare l'intera avvocatura senza sottoporsi ad un voto democratico.
E non mi si dica che hanno preso i voti per essere eletti al consiglio dell'ordine, perché' e' tutta un'altra cosa (... e i presidenti delle Unioni non hanno preso neppure quelli).
In quale foro sono state fatte assemblee degli iscritti che li hanno autorizzati a sottoscrivere la mozione Rosa o la mozione Vaccaro?
Quale regola democratica dice che o si va come voglio io o si cerca ogni modo possibile per cercare di delegittimare le posizioni altrui?
Finché ci sarà questa forma di arroganza, tipica anche di alcune associazioni, sarà ben difficile rinvenire quelle soluzioni condivise a cui molti di noi da molti anni aspirano!
E anche la condotta del CNF, che ufficialmente si è disinteressato del problema, ma ha manovrato sottobanco, come sempre, non è esente da responsabilità.
Credo, purtroppo, che non lo sia neppure la dirigenza OUA....che voleva ad ogni costo una proroghetta, pur non avendo neppure il coraggio di chiederla apertamente.
Vorrei che alla dirigenza dell'Avvocatura potessero dare i migliori, che non necessariamente coincidono con questo o quel presidente, o suo delegato, siano essi presidenti di ordini, di unioni o di associazioni.
Le quote riservate, o peggio le negoziazioni di bottega tra pochi, che si reputano i migliori, sono qualcosa che avvilisce. Noi, che ci proclamiamo difensori dei diritti e delle regole, siamo sempre prontissimi a fregarcene ed a cercare di piegarle ai nostri voleri....se solo garantiscono il mantenimento del "potere".
Ed è tutto questo che ci ha condotti sin qui, e i risultati pessimi sono sotto gli occhi di tutti. L'immagine dell'Avvocatura la si rovina in tanti modi, e l'arroganza e lo spregio delle ragioni degli altri e' uno dei modi migliori.
Avv. Michelina Grillo

Congresso di Venezia: vecchia politica e veti incrociati.

Al di là della varie interpretazioni di quanto avvenuto venerdì pomeriggio al Congresso Nazionale Forense, sono fermamente convinto che quella sia stata una bruttissima giornata per l’Avvocatura. Non condivido l’opinione di chi ritiene che la maggioranza abbia voluto il mantenimento del vecchio OUA.
Credo che sia invece prevalsa la politica dei veti incrociati, della strenua difesa di ogni singola tessera dell’attuale caotico mosaico che raffigura l’immagine dell’Avvocatura Italiana.
Già venerdì sera molti dei protagonisti del Congresso si attribuivano personali vittorie e addebitavano altrui sconfitte, cimentandosi in alchemiche formule algebriche, contando i Si alla propria proposta rapportandoli ai No di quella altrui.
La verità, cruda e reale, è che tutta l’Avvocatura Italiana è stata sconfitta.
Ma quel che è peggio è che i primi sconfitti sono tutti quei colleghi che non sono stati a Venezia, ma che hanno continuato a lottare nei loro territori contro le avversità della crisi economica, sociale e di prospettive che attanaglia ormai da oltre un decennio la nostra categoria.
Ma non dobbiamo perdere la speranza; non dobbiamo rassegnarci alla sconfitta e dobbiamo continuare ad impegnarci affinché le logiche dell’appartenenza, della divisione, della personale difesa del proprio orticello non prevalgano.
Dobbiamo avere coraggio e trasmettere questo coraggio ai nostri presidenti di COA, ai leader delle nostre Associazione e a quelli delle Unioni regionali.
Il coraggio di sapere fare un passo indietro per ascoltare le altrui esigenze e le altrui proposte, non solo per potere fare tutti insieme un nuovo passo in avanti, ma per compiere un salto lasciandoci alle spalle le macerie del passato.
Non rassegniamoci.

Avv. Dario Greco‎

lunedì, ottobre 06, 2014

CONGRESSO DI VENEZIA:BOZZA DI RACCOMANDAZIONE PER LA CASSA FORENSE.

RACCOMANDAZIONE 
(ogni suggerimento verrà vagliato prima della stesura definitiva) 
I delegati del XXXII Congresso Nazionale Forense di Venezia 
Premesso 
- che la crisi economica ha pesantemente colpito tutti gli avvocati, molti dei quali già versavano in difficoltà a causa della crescita esponenziale del numero ed alla ridotta richiesta di prestazioni professionali da parte dei cittadini, scoraggiati ad intraprendere azioni a tutela dei loro diritti per il costo eccessivo e le lungaggini della giustizia.
- che l'iscrizione coatta alla Cassa Forense non deve comportare aggravamento di oneri per quanti, avendo redditi inferiori al minimo previsto dalla precedente normativa per l'iscrizione obbligatoria, prima della entrata in vigore della nuova legge forense, dovevano essere iscritti alla gestione separata dell'INPS ed assoggettati solo alla contribuzione da questo ente prevista. Ritenuto
- che sia altresì doveroso che tutte le spese non indispensabili ai fini del funzionamento vengano eliminate e che il costo degli organi di rappresentanza sia ragionevolmente contenuto (giova ricordare che sino a metà degli anni novanta non erano riconosciuti né indennità né gettoni di presenza e che il rimborso delle spese di vitto era contenuto in termini ragionevoli).
RACCOMANDANO 
al Presidente, al Consiglio di Amministrazione della Cassa ed ai componenti del Comitato dei delegati di rivedere il regolamento relativo all'applicazione dell'articolo 21 e la normativa statutaria e regolamentare prevedendo:
1) una gestione speciale per i contribuenti minimi applicando un sistema contributivo e di prestazioni identico a quello della gestione separata dell'INPS e, previi i necessari calcoli attuariali per garantire la riserva matematica, la possibilità di richiedere il passaggio al regime ordinario, le modalità di attuazione del passaggio e gli oneri relativi;
2) la riduzione a 7 dei componenti del consiglio di amministrazione;
3) la riduzione a 40 dei componenti del comitato dei delegati;
4) l'eliminazione dei gettoni di presenza per componenti di tutti gli organi della Cassa;
5) il riconoscimento di indennità per i componenti del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale;
6) il rimborso delle sole spese documentate con fissazione di un tetto massimo giornaliero di euro cento per il rimborso delle spese di vitto;
7) la riduzione ed il contingentamento di tutte le spese non strettamente necessarie come proprietà passive, auto blu, divise dei commessi, stampa, congressi ecc.;
8) il contenimento delle riunioni del comitato ed il rigido controllo sulle convocazioni delle commissioni soprattutto se in giorni non contigui a quelli di convocazione del comitato.

Avv. Aurelio Di Rella Tomasi di Lampedusa

domenica, ottobre 05, 2014

Responsabilità medica: inammissibile l'A.T.P.-

L’ammissibilità della consulenza tecnica preventiva nel campo della responsabilità professionale medica risulta preclusa dalla complessità fattuale e giuridica della fattispecie (ad esempio, in relazione all’individuazione degli oneri probatori delle parti, alla determinazione dei criteri di accertamento del nesso causale), a garanzia del diritto di difesa delle parti, il quale trova effettiva e completa salvaguardia solamente se il relativo contraddittorio è disciplinato senza consentire indagini di possibile carattere esplorativo-

 (Trib. Bologna 7-4-14, ord., www.giuraemilia.it)

Ordinamento forense: nuovi parametri ed opinamento parcella.

Il COA di Trieste, alla luce della nuova Legge Professionale chiede: a) se resti sempre valido il principio secondo il quale l’opinamento della parcella possa essere richiesto esclusivamente dal professionista interessato e non anche dal cliente; b) se pure in presenza di contratto con il cliente in tema di compensi l’Avvocato possa presentare al COA richiesta di visto di congruità su nota redatta sulla base dei parametri che preveda un compenso diverso da quello contrattuale al solo fine di far ottenere al proprio cliente e in quei limiti il rimborso delle spese di difesa da parte della P.A., rimborso condizionato al previo parere di congruità. 
Parere del CNF: 
In relazione al quesito sottoposto alla Commissione, in materia di opinamento di parcella nulla è cambiato tra quanto stabilito dal R.D. n.1578/33 e quanto disposto dalla L. n.247/12. Infatti, l’opinamento della parcella a norma degli artt. 13, comma 9, seconda parte, e 29, comma 1, Lett. l) L. cit. può essere richiesto esclusivamente dall’iscritto, a nulla valendo il carattere pubblico del richiedente diverso dal professionista. Quanto al secondo quesito, l’Avvocato in presenza di contratto valido e non contestato dal cliente non può presentare parcella per compensi di importo diverso da quanto stabilito nel contratto stesso, anche se sulla base dei parametri vigenti.

Consiglio nazionale forense (rel. Cons. Morlino), parere 9 aprile 2014, n. 29 Quesito n. 376, COA di Trieste

sabato, ottobre 04, 2014

Renzi: responsabilità toghe? E’ doveroso che chi sbaglia paghi.

Roma, 3 ott. (TMNews) – “Sono stato contestato per alcune cose contenute nel pacchetto giustizia, per esempio sulla responsabilità civile dei magistrati, ma io trovo doveroso che anche per un magistrato valga la regola che chi sbaglia paga”.
Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, intervistato al festival di Internazionale a Ferrara.
“Se diciamo che 45 giorni di ferie sono troppi – ha aggiunto Renzi – non stiamo mettendo in discussione la libertà e l’indipendenza della magistratura”.

Congresso Nazionale Forense: c'è aria di tempesta!

giovedì, ottobre 02, 2014

CONGRESSO FORENSE STRAORDINARIO??

L'ho già scritto parecchio tempo fa, ma oggi voglio rispolverare quella mia profezia: i blocchi che si volevano così compatti sulle proposte di modifica dell'Organismo politico a Venezia, si sono sfaldati o si stanno sfaldando.
Ci sono varie altre proposte organiche di modifica diverse e anche alternative a quelle - non consonanti peraltro - emerse dal Tavolo ex art. 39 coordinato dall'ottimo Saro Pizzino dell'OUA.
In una situazione come questa, chi pensava di poter fare un blitz in poco tempo (due ore risicate) venerdì pomeriggio, si è verosimilmente reso conto che il blitz non ha i numeri e che il tempo per una discussione vera e reale, con quel tanto di approfondimento e di riflessione che temi così complessi e rilevanti richiedono non c'è.
In più  il CNF pare disinteressato e l'UCPI e la sua nuova dirigenza, seppure fossero desiderosi di proseguire un dialogo per una nuova configurazione dell'organismo di rappresentanza previsto dalla Legge Professionale (dal quale rischierebbero altrimenti di restare fuori, con tutto ciò che ne consegue), ben difficilmente potrebbe "rientrare" sic et simpliciter dopo aver disertato le ultime riunioni del Tavolo e senza avere avuto il tempo di valutare nello specifico i diversi testi, ed eventualmente proporre propri emendamenti.
Non dimentichiamo che UCPI aveva già posto al tavolo delle precise richieste e che il Presidente Migliucci, nel suo programma elettorale, ribadisce alcuni punti e l'ambizione di una strutturazione federativa della rappresentanza, con riserva a UCPI sul tema penale.
Ecco quindi che, sempre come avevo già scritto, vengono anche meno le ragioni più nobili del tavolo, e cioè conseguire subito e per effetto delle modifiche il recupero pieno ed effettivo di tutte le forze dell'avvocatura (e UCPI lo è) e della leale collaborazione con il CNF, che per amore o per forza oggi deve accettare l'art. 39 (è legge) e ciò che ne consegue, anche se dice che gli è estraneo.
Se ne può desumere una soluzione già vista : la proposta di costituzione di una sorta di "Commissione Buccico" (come quella che venne costituita all'esito del Congresso di Firenze 2001), composta dai maggiorenti dell'avvocatura, che provi sulla base di tutte le proposte di modifica statutaria che saranno presentate e con il coinvolgimento dei vari soggetti, tra cui dovrebbero a rigor di logica esserci anche i proponenti delle mozioni, a preparare con maggior tempo a disposizione un Congresso Straordinario, da tenersi tra un annetto.
E nel frattempo cosa accadrebbe? L'ipotesi principe - invero un po' sfortunata nella storia (non ha di certo portato bene...), poco auspicabile e ancor meno desiderabile - è che qualcuno abbia l'ardire di proporre la prorogatio dell'OUA esistente.
Personalmente credo che, anche nel caso in cui passasse l'idea di indire un Congresso Straordinario, con la scusa (questa volta buona) di affrontare con tutto il tempo a disposizione i temi di merito che sono tanti e rilevanti, le elezioni per il rinnovo della composizione dell'OUA debbano venire regolarmente fatte e si debba insediare una nuova Assemblea e una nuova dirigenza.
Auspicherei, poi, che se davvero UCPI vuole continuare a percorrere la via del dialogo finalizzato al superamento di una distinzione storica, molti penalisti si candidassero a Venezia, nei rispettivi distretti, per comporre l'assemblea, potendo così nella pratica verificare il funzionamento e le potenzialità dello strumento, e magari anche venire eletti nella Giunta o a cariche ancor più apicali. Così anche per AIGA, ovviamente.
In tal modo il periodo intercorrente tra Venezia e il Congresso Straordinario non sarebbe più soltanto sopravvivenza di un organismo che molti (troppi) continuano strumentalmente a delegittimare, ma un vero banco di prova di capacità e volontà.

Avv. Michelina Grillo

L'AFORISMA.