martedì, luglio 31, 2012
lunedì, luglio 30, 2012
Giustizia: in Cdm misure per ridurre tempi processo amministrativo.
(ASCA) - Roma, ''Su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Consiglio ha approvato alcune integrazioni e modifiche al codice del processo amministrativo (decreto legislativo n. 104 del 2010)''.
E' quanto si legge nella nota di palazzo Chigi diffusa al termine del Consiglio dei ministri, tenutosi venerdì scorso (27 luglio 2012).
''Le modifiche, predisposte sulla base del progetto redatto da una apposita Commissione speciale istituita presso il Consiglio di Stato e composta da magistrati amministrativi, ordinari, avvocati dello Stato, esponenti dell'Accademia e del libero foro, sono necessarie per rendere piu' funzionali gli istituti processuali e ridurre i tempi dei processi. Le novita' principali sono tre: 1) Competenza del giudice amministrativo - si conferma il principio secondo cui il difetto di competenza territoriale (che si verifica quando l'organo giudicante non ha la legittima autorita' a compiere un atto) puo' sempre essere rilevato d'ufficio. Si introduce poi la possibilita' di eccepire il difetto di competenza con una richiesta espressa rivolta al giudice entro un tempo determinato. La misura e' finalizzata a ridurre i tempi dei processi. 2) Chiarezza e sinteticita' degli atti processuali e specificita' dei motivi - il decreto legislativo modifica alcuni termini processuali per renderli piu' coerenti con il sistema processuale, precisa quali regole si applicano ai mezzi di impugnazione (e in particolare all'appello cautelare) e, infine, chiarisce il rapporto tra le sezioni semplici e l'adunanza plenaria del Consiglio di Stato. 3) Adeguamento a sentenze costituzionali - Infine, sia in materia di giudizi elettorali che con riguardo alle impugnazioni delle sanzioni irrogate dalla Consob, il testo del Codice e' stato adeguato a recenti pronunce della Corte costituzionale'', conclude la nota.
E' quanto si legge nella nota di palazzo Chigi diffusa al termine del Consiglio dei ministri, tenutosi venerdì scorso (27 luglio 2012).
''Le modifiche, predisposte sulla base del progetto redatto da una apposita Commissione speciale istituita presso il Consiglio di Stato e composta da magistrati amministrativi, ordinari, avvocati dello Stato, esponenti dell'Accademia e del libero foro, sono necessarie per rendere piu' funzionali gli istituti processuali e ridurre i tempi dei processi. Le novita' principali sono tre: 1) Competenza del giudice amministrativo - si conferma il principio secondo cui il difetto di competenza territoriale (che si verifica quando l'organo giudicante non ha la legittima autorita' a compiere un atto) puo' sempre essere rilevato d'ufficio. Si introduce poi la possibilita' di eccepire il difetto di competenza con una richiesta espressa rivolta al giudice entro un tempo determinato. La misura e' finalizzata a ridurre i tempi dei processi. 2) Chiarezza e sinteticita' degli atti processuali e specificita' dei motivi - il decreto legislativo modifica alcuni termini processuali per renderli piu' coerenti con il sistema processuale, precisa quali regole si applicano ai mezzi di impugnazione (e in particolare all'appello cautelare) e, infine, chiarisce il rapporto tra le sezioni semplici e l'adunanza plenaria del Consiglio di Stato. 3) Adeguamento a sentenze costituzionali - Infine, sia in materia di giudizi elettorali che con riguardo alle impugnazioni delle sanzioni irrogate dalla Consob, il testo del Codice e' stato adeguato a recenti pronunce della Corte costituzionale'', conclude la nota.
sabato, luglio 28, 2012
venerdì, luglio 27, 2012
giovedì, luglio 26, 2012
"TRIBUNALINI": Oggi l’Avvocatura incontra il ministro Severino.
26 luglio 2012-Oggi alle 16.30, il presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura, Maurizio de Tilla, insieme alle altre istituzioni e associazioni forensi incontrerà il ministro della Giustizia Paola Severino. Lo riferisce una nota della rappresentanza politica dell'avvvocatura.
Nel corso dell'incontro - si legge nel comunicato - l'Oua consegnerà i documenti di proposta e le osservazioni critiche sulla geografia giudiziaria (e il parere di incostituzionalità del professor Verde), la riforma forense e il Dpr sulle professioni, sulla modifica della legge Pinto e il filtro in appello, sullo smaltimento dell'arretrato e sulle necessarie riforme per modernizzare la macchina giudiziaria.
"Tanti - sottolinea De Tilla - i temi sul tavolo: geografia giudiziaria, riforma forense, smaltimento dell'arretrato, legge Pinto e filtro nel processo civile. La disponibilità al dialogo non manca, ma sono necessarie decise correzioni, per esempio sulla chiusura dei Tribunali, su cui oltre ai sindaci e ai cittadini anche diverse sezioni dell'Anm si sono espresse con forti critiche, per esempio a Napoli. Non è vero che ci sia tutto questo consenso".
Nel corso dell'incontro - si legge nel comunicato - l'Oua consegnerà i documenti di proposta e le osservazioni critiche sulla geografia giudiziaria (e il parere di incostituzionalità del professor Verde), la riforma forense e il Dpr sulle professioni, sulla modifica della legge Pinto e il filtro in appello, sullo smaltimento dell'arretrato e sulle necessarie riforme per modernizzare la macchina giudiziaria.
"Tanti - sottolinea De Tilla - i temi sul tavolo: geografia giudiziaria, riforma forense, smaltimento dell'arretrato, legge Pinto e filtro nel processo civile. La disponibilità al dialogo non manca, ma sono necessarie decise correzioni, per esempio sulla chiusura dei Tribunali, su cui oltre ai sindaci e ai cittadini anche diverse sezioni dell'Anm si sono espresse con forti critiche, per esempio a Napoli. Non è vero che ci sia tutto questo consenso".
mercoledì, luglio 25, 2012
Giustizia: Avvocati, allucinate taglio tribunali. Ricorso Consulta.
(ASCA) - Roma, 24 lug - La riforma della giustizia che prevede, tra l'altro, la chiusura di centinaia di uffici giudiziari ''e' allucinante'' e contiene ''una serie di violazioni legislative'' che ne sanciscono l'incostituzionalita'.
Per questo l'Oua, l'Organismo unitario dell'avvocatura, si dice pronto a ricorrere alla Corte Costituzionale. Lo ha annunciato il Presidente dello stesso organismo, Maurizio De Tilla, nella sua audizione davanti la commissione Giustizia della Camera.
martedì, luglio 24, 2012
E-learning: in autunno in arrivo il programma di formazione a distanza del Cnf.
Partiranno in autunno i corsi e-learning del Consiglio nazionale forense ai fini della formazione continua degli avvocati, con l’obiettivo di rendere il servizio fruibile al maggior numero di legali garantendo una alta qualità della formazione.
Sono già pronti i moduli relativi a temi di Deontologia, Diritto Penale, Diritto di procedura civile, Previdenza forense. La didattica on web si arricchirà man mano di altri corsi per un totale di 11 materie.
Ogni ora di corso on-line darà diritto ad un credito formativo. L’avvocato interessato potrà avere una password per l’accesso alla piattaforma.
I corsi on-line sono stati predisposti tenendo conto del Regolamento sulla formazione continua del Cnf e della Nota tecnica sulle procedure di accreditamento di eventi di formazione a distanza predisposta dall’Unità operativa crediti formativi.
Soprattutto, saranno predisposti severi sistemi di controllo sull’effettivo svolgersi del corso e test sull’effettivo apprendimento.
Le modalità operative saranno predisposte sulla base della proposta dell’Unità operativa, coordinata da Antonio De Giorgi, e previa delibera del Consiglio.
Sono già pronti i moduli relativi a temi di Deontologia, Diritto Penale, Diritto di procedura civile, Previdenza forense. La didattica on web si arricchirà man mano di altri corsi per un totale di 11 materie.
Ogni ora di corso on-line darà diritto ad un credito formativo. L’avvocato interessato potrà avere una password per l’accesso alla piattaforma.
I corsi on-line sono stati predisposti tenendo conto del Regolamento sulla formazione continua del Cnf e della Nota tecnica sulle procedure di accreditamento di eventi di formazione a distanza predisposta dall’Unità operativa crediti formativi.
Soprattutto, saranno predisposti severi sistemi di controllo sull’effettivo svolgersi del corso e test sull’effettivo apprendimento.
Le modalità operative saranno predisposte sulla base della proposta dell’Unità operativa, coordinata da Antonio De Giorgi, e previa delibera del Consiglio.
lunedì, luglio 23, 2012
CAMERE PENALI: Cinque giorni di sciopero dal 17 al 21 settembre 2012.
(Adnkronos)- Cinque giorni di astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale degli avvocati penalisti dal 17 al 21 settembre: è quanto ha deliberato l'Unione camere penali italiane per esortare il Parlamento ad "approvare rapidamente la riforma della professione forense" e il Governo ad "escludere la stessa dal regolamento di riordino delle professioni e a rivedere le modifiche delle circoscrizioni giudiziarie così come finora delineate".
Inoltre, vengono richiamate "tutte le istituzioni e le forze politiche ad affrontare seriamente il problema della situazione carceraria, a riprendere il dibattito sulla riforma costituzionale della giustizia e a dare impulso ai progetti di legge sulla giustizia penale". L'Ucpi ricorda che "la riforma dell'ordinamento forense, dopo l'approvazione in Senato del novembre 2010, non è ancora stata licenziata dalla Camera nonostante l'impegno, piu' volte ribadito dai partiti, di portare rapidamente a compimento l'iter legislativo. Questa riforma - si sottolinea - è fondamentale per la corretta esplicazione del diritto di difesa, in particolare per il riconoscimento della specializzazione forense, che attuerebbe il diritto dei cittadini ad avere un difensore penale realmente adeguato al ruolo".
Ma per i penalisti, "sono molte le riforme da portare a termine: da quella delle circoscrizioni giudiziarie, sulla quale non vi è una nostra pregiudiziale opposizione ma su cui occorre ripensare l'intervento, con una ridefinizione delle circoscrizioni intelligente e non operata attraverso mere soppressioni lineari e conseguenti accorpamenti; all'accantonata riforma costituzionale della giustizia; fino al tema delle intercettazioni, dove le ripetute violazioni del segreto di indagine e la costante inosservanza delle norme che regolano la pubblicazione degli atti, producono una situazione assolutamente anomala e del tutto sconosciuta nei moderni sistemi di democrazia.
Infine, la riforma del sistema penitenziario, davanti alla situazione di evidente illegalita' in cui versano le carceri italiane.
Inoltre, vengono richiamate "tutte le istituzioni e le forze politiche ad affrontare seriamente il problema della situazione carceraria, a riprendere il dibattito sulla riforma costituzionale della giustizia e a dare impulso ai progetti di legge sulla giustizia penale". L'Ucpi ricorda che "la riforma dell'ordinamento forense, dopo l'approvazione in Senato del novembre 2010, non è ancora stata licenziata dalla Camera nonostante l'impegno, piu' volte ribadito dai partiti, di portare rapidamente a compimento l'iter legislativo. Questa riforma - si sottolinea - è fondamentale per la corretta esplicazione del diritto di difesa, in particolare per il riconoscimento della specializzazione forense, che attuerebbe il diritto dei cittadini ad avere un difensore penale realmente adeguato al ruolo".
Ma per i penalisti, "sono molte le riforme da portare a termine: da quella delle circoscrizioni giudiziarie, sulla quale non vi è una nostra pregiudiziale opposizione ma su cui occorre ripensare l'intervento, con una ridefinizione delle circoscrizioni intelligente e non operata attraverso mere soppressioni lineari e conseguenti accorpamenti; all'accantonata riforma costituzionale della giustizia; fino al tema delle intercettazioni, dove le ripetute violazioni del segreto di indagine e la costante inosservanza delle norme che regolano la pubblicazione degli atti, producono una situazione assolutamente anomala e del tutto sconosciuta nei moderni sistemi di democrazia.
Infine, la riforma del sistema penitenziario, davanti alla situazione di evidente illegalita' in cui versano le carceri italiane.
sabato, luglio 21, 2012
venerdì, luglio 20, 2012
GIUSTIZIA: L’OUA IN COMMISSIONE AL SENATO AVANZA PROPOSTE ALTERNATIVE.
(AGENPARL) - Roma, 19 lug - Una delegazione dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, composta dagli avvocati Roberto Pozzobon, Filippo Marciante, Lucio Chimento, Marco Delucchi Baroni e Giovanni Priotto, è stata ascoltata oggi in Commissione Giustizia del Senato, presieduta dal Sen. Filippo Berselli, sulla revisione della geografia giudiziaria.
L’Oua ha consegnato un documento che evidenza le critiche al Governo per la decisione di chiudere oltre 1000 uffici giudiziari, contraddicendo oltretutto anche quanto stabilito nella delega, nonché andando incontro a evidenti profili di incostituzionalità. Avanzato un pacchetto di proposte alternative.
Alla fine dell’audizione, l'Oua ha ribadito «la disponibilità al dialogo dell’avvocatura, fino ad ora rifiutato da parte del Governo» e a trovare soluzioni alternative per una revisione delle circoscrizioni giudiziarie adeguate alle esigenze del territorio e al principio della "giustizia di prossimità".
Andando al merito della schema di delega all’esame del Parlamento, l’Oua ha sottolineato come la «distribuzione degli Uffici Giudiziari sul territorio sia di fondamentale importanza nel rapporto giustizia, territorio, cittadino, e che questa non può essere attuata solo in termini di produttività aziendale. Oltretutto, la Giustizia pur in presenza di congiunture particolari, rimane un bisogno primario della collettività (come sanità e scuola) e come tale, i suoi costi devono considerarsi come socialmente utili e doverosamente riassorbibili».
«I cittadini, i sindaci, e non solo gli avvocati – aggiunge - non possono condividere l’impostazione e le conclusioni di questa revisione della Geografia Giudiziaria, perché essenzialmente finalizzate alla soppressione e non a una reale ridistribuzione territoriale. Nel determinare, infatti, i criteri per la riorganizzazione degli uffici giudiziari, la delega aveva individuato, quale parametro prioritario, quello della ridefinizione territoriale. Un aspetto da segnalare è che i principi oggettivi e omogenei previsti nella Delega non risultano appieno valorizzati: si pensi al mancato riconoscimento, ai fini del mantenimento del presidio, del tasso di criminalità, dell’estensione territoriale e della presenza di infrastrutture giudiziarie già pronte per la consegna e per le quali si sono addirittura sostenute spese superiori al paventato risparmio. Per esempio, i casi eclatanti di Chiavari, Castrovillari e Bassano del Grappa. Tali criteri, in quanto oggettivi ed omogenei, escludono di poter considerare sopprimibili i 37 Tribunali indicati solo per non aver raggiunto uno dei parametri indicati nella relazione del Gruppo di studio, oltretutto, per quanto riguarda numero dei magistrati e abitanti non espressamente indicati nella delega».
«Questo intervento legislativo – ribadisce l’Oua – è una nuova misura penalizzante per i cittadini e per il loro diritto all’accesso alla giustizia. Sia dal punto di vista dell’efficienza giudiziaria sia del contenimento delle spese, il taglio di gran parte degli Uffici è controproducente e andrà a incidere negativamente sul funzionamento della macchina giudiziaria e, di conseguenza, sul rapporto con i cittadini».
L’Oua ha consegnato un documento che evidenza le critiche al Governo per la decisione di chiudere oltre 1000 uffici giudiziari, contraddicendo oltretutto anche quanto stabilito nella delega, nonché andando incontro a evidenti profili di incostituzionalità. Avanzato un pacchetto di proposte alternative.
Alla fine dell’audizione, l'Oua ha ribadito «la disponibilità al dialogo dell’avvocatura, fino ad ora rifiutato da parte del Governo» e a trovare soluzioni alternative per una revisione delle circoscrizioni giudiziarie adeguate alle esigenze del territorio e al principio della "giustizia di prossimità".
Andando al merito della schema di delega all’esame del Parlamento, l’Oua ha sottolineato come la «distribuzione degli Uffici Giudiziari sul territorio sia di fondamentale importanza nel rapporto giustizia, territorio, cittadino, e che questa non può essere attuata solo in termini di produttività aziendale. Oltretutto, la Giustizia pur in presenza di congiunture particolari, rimane un bisogno primario della collettività (come sanità e scuola) e come tale, i suoi costi devono considerarsi come socialmente utili e doverosamente riassorbibili».
«I cittadini, i sindaci, e non solo gli avvocati – aggiunge - non possono condividere l’impostazione e le conclusioni di questa revisione della Geografia Giudiziaria, perché essenzialmente finalizzate alla soppressione e non a una reale ridistribuzione territoriale. Nel determinare, infatti, i criteri per la riorganizzazione degli uffici giudiziari, la delega aveva individuato, quale parametro prioritario, quello della ridefinizione territoriale. Un aspetto da segnalare è che i principi oggettivi e omogenei previsti nella Delega non risultano appieno valorizzati: si pensi al mancato riconoscimento, ai fini del mantenimento del presidio, del tasso di criminalità, dell’estensione territoriale e della presenza di infrastrutture giudiziarie già pronte per la consegna e per le quali si sono addirittura sostenute spese superiori al paventato risparmio. Per esempio, i casi eclatanti di Chiavari, Castrovillari e Bassano del Grappa. Tali criteri, in quanto oggettivi ed omogenei, escludono di poter considerare sopprimibili i 37 Tribunali indicati solo per non aver raggiunto uno dei parametri indicati nella relazione del Gruppo di studio, oltretutto, per quanto riguarda numero dei magistrati e abitanti non espressamente indicati nella delega».
«Questo intervento legislativo – ribadisce l’Oua – è una nuova misura penalizzante per i cittadini e per il loro diritto all’accesso alla giustizia. Sia dal punto di vista dell’efficienza giudiziaria sia del contenimento delle spese, il taglio di gran parte degli Uffici è controproducente e andrà a incidere negativamente sul funzionamento della macchina giudiziaria e, di conseguenza, sul rapporto con i cittadini».
giovedì, luglio 19, 2012
martedì, luglio 17, 2012
Ordine Avvocati Salerno: Elezione n. 22 delegati al XXXI Congresso Nazionale Forense di Bari.
CONSIGLIO DELL'ORDINE DEGLI AVVOCATI DI SALERNO
Il Consiglio, nella seduta del 3 luglio 2012 , ha indetto l'Assemblea degli iscritti, in prima convocazione per il giorno 6 settembre 2012 ore 8,00 e in seconda convocazione, per lo stesso giorno 6 settembre 2012 ore 9,30, presso l'Aula "Mario Parrilli" del Palazzo di Giustizia per deliberare sul seguente
ORDINE DEL GIORNO
Elezione n. 22 delegati al XXXI Congresso Nazionale Forense che si terrà in Bari dal 22 al 24 novembre 2012.I Colleghi che intendono far parte della delegazione sono invitati, per motivi organizzativi, ad avanzare la propria candidatura dandone comunicazione scritta alla segreteria dell'Ordine entro le ore 12 del 31 agosto 2012, fermo restando che sono eleggibili tutti gli iscritti all'Albo alla data del 31.12.2011.
Poiché il regolamento congressuale prevede che i delegati devono essere eletti a scrutinio segreto, dagli iscritti, le operazioni di voto si svolgeranno il giorno 6 settembre 2012 dalle ore 9,30 alle ore 17,00. L'elettore potrà esprimere 14 preferenze, ai sensi dell'art.2/2 della mozione n.27 approvata al Congresso Straordinario di Verona.
Risulteranno eletti i primi ventidue candidati che avranno riportato il maggior numero di preferenze e risulteranno supplenti i primi ventidue candidati non eletti. Si raccomanda ai Colleghi che risulteranno eletti di garantire la loro partecipazione ai lavori congressuali ed alla votazione finale.
Ulteriori eventuali chiarimenti potranno essere richiesti presso la Segreteria.
Dal Palazzo di Giustizia, 16 luglio 2012
SPENDING REVIEW: L'OUA ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE DEI SINDACI DEL 24 LUGLIO A ROMA.
(AGENPARL) - Roma, "L'Oua ha annunciato oggi che aderirà alla manifestazione del 24 luglio a Roma, indetta dai sindaci contro la spending review".
La motivazione dell’avvocatura riguarda anche la selvaggia revisione della geografia giudiziaria. Intanto, Maurizio de Tilla, presidente dell'organismo di rappresentanza politica dell'avvocatura, insieme a CGIL e UIL dei lavoratori del settore, ha chiesto un incontro con le componenti del Patto per la Giustizia: "Si demolisce la macchina giudiziaria, è urgente che i firmatari del Patto si riuniscano per prendere unitariamente le opportune decisioni. E’ molto importante una presa di posizione dell'Anm in adesione alle istanze dell’avvocatura e dei sindacati dei dipendenti del mondo giustizia. L'Oua incontrando i sindaci e gli ordini degli avvocati ad Avezzano e Mistretta, va avanti contro questa costante rottamazione di diritti costituzionali, contro questo impoverimento di un servizio che invece di riforme e modernizzazione subisce solo tagli lineari. Il 19 presenteremo la nostra proposta in Commissione al Senato e il 24 staremo a fianco dei cittadini e dei sindaci nella manifestazione convocata a Roma".
"Vogliamo ricordare - ribadisce de Tilla – la decisione dell’Oua di promuovere una o più azioni giudiziarie per la dichiarazione di illegittimità costituzionale della legge di delega e dei decreti legislativi che impongono una revisione selvaggia della geografia giudiziaria. Chiederemo, inoltre, l'intervento della Corte dei Conti contro il cattivo uso delle risorse in questo settore, che nel 2011 è cresciuto fortemente, e contro lo spreco di denaro pubblico derivante anche dalla decisione di soppressione dei Tribunali di Chiavari, Castrovillari e Bassano del Grappa nei cui territori sono stati costruiti tre nuovi tribunali con la spesa iperbolica di 60 milioni di euro. Infine, a settembre sarà di nuovo sciopero degli avvocati".
La motivazione dell’avvocatura riguarda anche la selvaggia revisione della geografia giudiziaria. Intanto, Maurizio de Tilla, presidente dell'organismo di rappresentanza politica dell'avvocatura, insieme a CGIL e UIL dei lavoratori del settore, ha chiesto un incontro con le componenti del Patto per la Giustizia: "Si demolisce la macchina giudiziaria, è urgente che i firmatari del Patto si riuniscano per prendere unitariamente le opportune decisioni. E’ molto importante una presa di posizione dell'Anm in adesione alle istanze dell’avvocatura e dei sindacati dei dipendenti del mondo giustizia. L'Oua incontrando i sindaci e gli ordini degli avvocati ad Avezzano e Mistretta, va avanti contro questa costante rottamazione di diritti costituzionali, contro questo impoverimento di un servizio che invece di riforme e modernizzazione subisce solo tagli lineari. Il 19 presenteremo la nostra proposta in Commissione al Senato e il 24 staremo a fianco dei cittadini e dei sindaci nella manifestazione convocata a Roma".
"Vogliamo ricordare - ribadisce de Tilla – la decisione dell’Oua di promuovere una o più azioni giudiziarie per la dichiarazione di illegittimità costituzionale della legge di delega e dei decreti legislativi che impongono una revisione selvaggia della geografia giudiziaria. Chiederemo, inoltre, l'intervento della Corte dei Conti contro il cattivo uso delle risorse in questo settore, che nel 2011 è cresciuto fortemente, e contro lo spreco di denaro pubblico derivante anche dalla decisione di soppressione dei Tribunali di Chiavari, Castrovillari e Bassano del Grappa nei cui territori sono stati costruiti tre nuovi tribunali con la spesa iperbolica di 60 milioni di euro. Infine, a settembre sarà di nuovo sciopero degli avvocati".
lunedì, luglio 16, 2012
Alpa (Cnf): Revisione circoscrizioni è contro diritti.Riforme nel civile hanno peggiorato il sistema.
Roma- Il presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa, durante la sua relazione all'inaugurazione dell'Anno giudiziario forense si è scagliato contro la revisione delle circoscrizioni giudiziarie e la soppressione dei cosiddetti Tribunali minori: "Questa linea economicistica, che ritengo in contrasto con i principi costituzionali - ha rilevato Alpa - appare anche in contrasto con i principi espressi dalla Carta europea dei diritti fondamentali".
Ma Alpa ha criticato, più in generale, tutto il recente complesso di riforme, arrivando a dire che "hanno trasformato quella italiana in una giustizia incivile. Le disposizioni sono estremamente volatili e abdicano al principio di coerenza", tanto che "anche per un avvocato è difficile inseguire gli interventi a raffica diretti a modificare questa o quella norma del Codice di procedura civile".
L'unificazione dei riti, con l'ambizione di ridurre da 30 a tre i modelli procedurali "li ha aumentati in realtà a 35".
Ma Alpa ha criticato, più in generale, tutto il recente complesso di riforme, arrivando a dire che "hanno trasformato quella italiana in una giustizia incivile. Le disposizioni sono estremamente volatili e abdicano al principio di coerenza", tanto che "anche per un avvocato è difficile inseguire gli interventi a raffica diretti a modificare questa o quella norma del Codice di procedura civile".
L'unificazione dei riti, con l'ambizione di ridurre da 30 a tre i modelli procedurali "li ha aumentati in realtà a 35".
sabato, luglio 14, 2012
venerdì, luglio 13, 2012
giovedì, luglio 12, 2012
Licenziamento per ragioni economiche: insindacabili i criteri di gestione dell’impresa.
In materia di licenziamento, la Corte di Cassazione, nella sentenza n. 11465 del 9 luglio 2012 ha precisato che il licenziamento per giustificato motivo oggettivo per ragioni di riassetto organizzativo, al fine di una più economica gestione dell’azienda, è una scelta che rientra nella valutazione del datore di lavoro, senza che il giudice possa sindacare la scelta dei criteri di gestione dell’impresa, atteso che tale scelta è espressione della libertà di iniziativa economica tutelata dall’art. 41 Cost.
Al giudice, ad avviso del Supremo Collegio, spetta il mero controllo della reale sussistenza del motivo addotto dall’imprenditore, con la conseguenza che non è sindacabile nei suoi profili di congruità ed opportunità la scelta imprenditoriale che abbia comportato la soppressione del settore lavorativo o del reparto o del posto cui era addetto il lavoratore licenziato, sempre che risulti l’effettività e la non pretestuosità del riassetto organizzativo operato.
Al giudice, ad avviso del Supremo Collegio, spetta il mero controllo della reale sussistenza del motivo addotto dall’imprenditore, con la conseguenza che non è sindacabile nei suoi profili di congruità ed opportunità la scelta imprenditoriale che abbia comportato la soppressione del settore lavorativo o del reparto o del posto cui era addetto il lavoratore licenziato, sempre che risulti l’effettività e la non pretestuosità del riassetto organizzativo operato.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)


















