martedì, aprile 30, 2013

Terzo rapporto sull'Avvocatura italiana (Roma - 10/11 maggio 2013).

Avvocati, esodati con la cravatta.

 
Ci sono colleghi più incazzati di me. Aspettiamo la goccia di sangue che farà traboccare il vaso dei soprusi e i legislatori pensano di essere in un telefilm americano, Il telefim incarna il sogno di ogni avvocato “di base”: vedi la clessidra che segna il limite alla sopportazione delle chiacchiere dei clienti.
Invece, sprofondiamo nell’Italia del massacro dei diritti. Napalm su un esercito attonito. L’armata dei piccoli legali è in rotta.
Una strage silenziosa che entra nella percezione collettiva della “classe” con metodo chirurgico. Il dolore lo senti molto dopo l’affondo del bisturi, e quando la ferita si apre, e ti dissangua, non sembra succeda a te.
Una morte reale che sembra virtuale. Per ora. Morti nella considerazione sociale, inabissati, con la borsa in similpelle, la toga, la prosopopea, le illusioni per cui hanno studiato e penato.
Che anestetico avranno usato? Il disagio e la vergogna di dire “siamo qua, esodati con la cravatta” Non si può, non si fa. Per il babbo, la mamma che ti hanno fatto studiare, tua moglie, i vicini di casa. No, con la cravatta non puoi esodare, non la puoi allentare e dire: non ce la faccio..
Tale e quale all’alienato personaggio di Baccomo, o del Malinconico sfigato alla De Silva. Reclutati per passione e per necessità, con un concorso alla boia d’un Giuda, complessati dalla mitologia di un ruolo sociale elitario dissolto da almeno vent’anni (almeno qua al sud), ci stiamo facendo veramente male.
 Gli allegri chirurghi (i grandi studi che dominano la vita associativa collegati a ben determinati interessi politici) hanno tagliato con la scure: iscrizione obbligatoria alla cassa previdenziale forense, aumento del relativo contributo, assicurazione per i rischi professionali obbligatoria, sanzioni a iosa, in modo da lasciar fuori quanta più gente, a torto o a ragione, bivaccava fuori nella linea d’ombra del sistema: professori a mezzo servizio, gente arrivata tardi alla professione per incapacità o sfiga, e quel che è peggio, giovani appena entrati con l’unica prospettiva di farsi schiavizzare a vita da studi professionali spesso gonfi di medaglie usurpate.
Ai miei tempi c’era una zona magra di pascolo per i giovani: il sinistro stradale, la lite di vicinato, la bega condominiale. Tutto amputato con poche rasoiate della più feroce tipologia classista. Ciliegina, la formazione professionale coatta.. lasciamo perdere, ci vorrebbe una riflessione a parte.
Negli ultimi anni si è verificata una escalation del cosiddetto contributo unificato che è aumentato anche di cinque volte dal 2002 al 2013. Una causa per risarcimento danni da 50 mila euro con chiamata in causa di terzo e domanda riconvenzionale di 100 mila euro, per fare un esempio pratico. Dieci anni fa, i primi due gradi di giudizio potevano avere un costo di 960 euro di contributo unificato.
Adesso, invece, si arriva tranquillamente a 4-5mila euro per il contributo unificato, si comincia da 450 euro a carico di chi inizia la causa; il convenuto dovrà tirarne fuori altri 660 in caso di domanda riconvenzionale; altrettanti dovrà pagarne il terzo se a sua volta formula una domanda di pari valore. In appello chi impugna dovrà pagare altri 675 euro solo per cominciare.
Nel caso disgraziato ci si scordasse di indicare il codice fiscale, il numero di fax o l’indirizzo di posta elettronica, sono “botte” da più di mille euro per volta; naturalmente in questi conteggi non sono ancora previste le parcelle degli avvocati ed eventuali sanzioni.
Il processo del lavoro, e previdenziale, prima organizzato come premessa e garanzia dello stato sociale, ugualmente vampirizzato (copie e iscrizione a ruolo). Chi non ha i soldi?
C’è sempre il gratuito patrocinio, per un nucleo familiare chi sta sotto gli undicimila euro l’anno, circa. Se, putacaso, ne hai ventimila, o mangi o tuteli i tuoi diritti, cercando sempre una compensazione con l’avvocato. Per il legale è una iattura: un fottìo di carte da preparare, tempi biblici per ottenere i soldi, e alla fine ti danno mediamente intorno agli ottocento euro, magari dopo dieci udienze e tre anni di causa.
Lascio mesto la scrivania, stamattina niente udienze. Mi aspettano i gironi infernali delle cancellerie. Sposterò fascicoli impolverati, suderò per luride scale, urterò commessi, sbaraglierò colleghi implumi, badando a non sciupare l’abito impeccabile, le scarpe lucide e la cravatta di seta.
di Mariano Casciano
29 aprile 2013
Il Fatto Quotidiano

martedì, aprile 23, 2013

TAGLI AI TRIBUNALI: L'O.U.A. PROCLAMA 2 GIORNATE DI ASTENSIONE (29 E 30 MAGGIO 2013).

 
Soddisfazione è stata espressa dall’Organismo Unitario dell’Avvocatura che aveva chiesto con forza che si anticipasse la data di trattazione del ricorso della Regione Friuli Venezia Giulia sulla geografia giudiziaria (prevista per l’8 ottobre), in vista dell’entrata a regime del provvedimento il prossimo settembre, e che in questi mesi ha messo in campo diverse iniziative contro quella viene definita una «irrazionale e incostituzionale chiusura di circa 1000 uffici, sedi distaccate e tribunali».
Per Nicola Marino, presidente Oua quella di oggi è «una buona notizia per la giustizia italiana. Accolte, finalmente, le richieste dell’avvocatura sia per l’anticipo dell’udienza dell’8 ottobre, sia per la celere fissazione di quelle sui rinvii del tribunale di Pinerolo (una il 2 e l’altra il 3 luglio). È bene che la Consulta esamini rapidamente questo provvedimento dai chiari profili di illegittimità. Non ha senso continuare, invece, ad accelerare questo processo di smantellamento del sistema con gravi danni per i cittadini, come sta facendo il Ministero di via Arenula e diversi presidenti di Tribunale». «
Al futuro Governo e al nuovo Parlamento – continua - chiediamo di intervenire con urgenza per evitare di distruggere la “giustizia di prossimità” e di mortificare interi territori del nostro Paese, sia dal punto di vista dei diritti sia sotto quello della competitività economica per le imprese».
«L’Oua – conclude Marino - ha inoltre fissato due giornate di astensione (29 e 30 maggio) con una grande manifestazione a Roma il 30 maggio insieme al Coordinamento dei Fori Minori, gli Ordini e le Associazioni forensi, i sindacati dei lavoratori e dirigenti dei Tribunali, i Sindaci e i cittadini interessati dal provvedimento». Roma, 23 aprile 2013

Tagli dei Tribunali: approvate le nuove piante organiche.

 
Con decreto del 18 aprile 2013, il Ministero della Giustizia, ricevuto parere favorevole da parte del CSM, ha rideterminato la composizione degli uffici oggetto della revisione delle circoscrizioni, rinviando ad un momento successivo la proposta generale di riformulazione delle piante organiche a livello nazionale così come previsto dall'art. 5, comma 4, d.lgs. n. 155/2012.
Due le finalità: consentire l'operatività della nuova geografia giudiziaria e realizzare una più omogenea ripartizione delle risorse disponibili.

lunedì, aprile 22, 2013

Oua: presidente ordine avvocati Nuoro vittima di un vile attentato.

 
Nuoro, 21 apr. - (Adnkronos) - L'Organismo Unitario dell'Avvocatura Italiana (Oua) e' al fianco del presidente dell'Ordine degli avvocati di Nuoro, Priamo Siotto, vittima di un vile attentato dinamitardo durante la notte in pieno centro del capoluogo barbaricino.
Per il presidente dell'Oua, Nicola Marino, "la violenza non potra' intimidire l'attivita' di tutela dei diritti dei cittadini di un avvocato, perche' l'avvocatura e' in questo Paese un baluardo a difesa dei valori Costituzionali: nessun attentato puo' spaventare la classe forense".
La massima rappresentanza politica dell'avvocatura e' solidale con il presidente dell'Ordine di Nuoro, Priamo Siotto: "Non abbiamo paura - conclude Marino - la nostra professione e' una testimonianza costante di legalita', nessuna bomba ci fara' arretrare".

venerdì, aprile 19, 2013

CONCORRENZA SLEALE A MEZZO INTERNET............

Il Csm si divide sul nuovo presidente della Cassazione.

 
La Commissione per gli incarichi direttivi del Consiglio superiore della magistratura ieri si è spaccata in due: non è riuscita a trovare l'accordo su un unico nome da proporre al plenum come successore dell'attuale primo presidente della Cassazione, Ernesto Lupo, che andrà in pensione il 13 maggio.
Tre consiglieri hanno votato per il presidente della Corte d'appello di Roma, Giorgio Santacroce, e gli altri tre per Luigi Rovelli, presidente della Seconda sezione civile della Cassazione.
È rimasta così esclusa dalla rosa dei candidati Gabriella Luccioli, presidente di sezione in Cassazione. Santacroce è stato proposto e sostenuto dai consiglieri delle correnti della magistratura più moderate (Riccardo Fuzio di Unicost e Antonello Racanelli di Magistratura Indipendente) e dal laico del Pdl Filiberto Palumbo. Rovelli invece dai togati di Area (il gruppo delle correnti di sinistra), Paolo Carfì e Francesco Cassano, e dal laico del Pd Guido Calvi.
Ora la scelta passa all'assemblea plenaria, che si riunirà probabilmente l'8 maggio prossimo alla presenza del suo presidente, cioè del nuovo capo dello Stato. Se in plenum si riproducessero gli stessi schieramenti che ci sono stati in Commissione, alla fine la dovrebbe spuntare Santacroce, che sulla carta potrebbe contare su 14 voti (se lo votasse anche il consigliere della Lega Ettore Albertoni), contro gli otto di Rovelli, visto che questi dovrebbe avere anche l'appoggio dell'attuale primo presidente Lupo, che con lui ha lavorato fianco a fianco quando erano entrambi al ministero della Giustizia.
Ma c'è pure chi prefigura i due candidati in parità anche in plenum. Uno scenario che farebbe diventare decisivo il voto del vice presidente del Csm, Michele Vietti, che, secondo il regolamento, in queste circostanze vale doppio.

martedì, aprile 16, 2013

Italia-Inghilterra: confronto sulle riforme nazionali della professione a Salerno.

 
Dibattito aperto tra la nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense, entrata in vigore il 2 febbraio scorso, e il Legal Services Act, la normativa del 2007 che ha riformato in Inghilterra alcuni aspetti della professione legale e che è entrata in vigore sostanzialmente nel 2012.
Si terrà a Salerno, il 20 aprile prossimo (presso il Tribunale di Salerno - aula Parrilli-9.30 - 12.30) un importante convegno dal titolo“La riforma della professione forense in Italia ed in Inghilterra”-The new rules for legal profession in Italy and England, promosso dal Consiglio nazionale forense, dalla British italian law association e dall’Ordine degli avvocati della città campana.
Non c’è dubbio infatti che tra le due normative alcune differenze siano sostanziali, e i relatori indagheranno il rapporto tra regole di disciplina di una professione a cui è affidata la tutela dei diritti dei cittadini e regole del mercato.
La partecipazione al convegno permette di conseguire n. 6 crediti formativi di deontologia.

Convegno Camere Penali (Napoli - 19 aprile 2013).

lunedì, aprile 15, 2013

C.O.A. SALERNO: GEOGRAFIA GIUDIZIARIA ED ACCORPAMENTO SEZIONI DISTACCATE (CONFERENZA STAMPA IL 19 APRILE 2013).

 
Il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Salerno ha convocato una conferenza stampa per il giorno venerdì 19 aprile 2013, alle ore 11,00, che si terrà presso l'Aula Parrilli del Tribunale di Salerno, per trattare argomenti concernenti gli spazi giudiziari, e la corretta e tempestiva applicazione della normativa vigente, che prevede l'accorpamento, alla sede centrale, delle sezioni distaccate del Tribunale di Salerno (Amalfi, Eboli e Montecorvino Rovella), nonchè lo stato di realizzazione della Cittadella Giudiziaria.

venerdì, aprile 12, 2013

La relazione dei Saggi sulla giustizia: rispunta la mediaconciliazione obbligatoria!

 
Instaurazione effettiva di sistemi alternativi (non giudiziari) di risoluzione delle controversie, specie di minore entità, anche attraverso la previsione di forme obbligatorie di mediazione.
E' questa una delle misure suggerite dai Saggi, in materia di Amministrazione della Giustizia, nel Capitolo V della Relazione finale sulle riforme istituzionali, punto che non mancherà di suscitare polemiche con le rappresentanze forensi.
La relazione propone inoltre il rispetto effettivo di tempi ragionevoli di durata dei processi, il contenimento della durata della fase delle indagini preliminari, la revisione delle norme sulla contumacia, l'inappellabilità delle sentenze di assoluzione per imputazioni molto lievi.
Altre indicazioni dei Saggi riguardano: depenalizzazioni e pene alternative alla detenzione per ridurre il sovraffollamento carcerario; potenziamento delle strutture giudiziarie; istituzione del c.d. ufficio del processo; potenziamento delle banche dati e dell’informatizzazione degli uffici; divieto per il magistrato di candidarsi nei luoghi ove ha esercitato le sue funzioni e di tornare a esercitare le funzioni nei luoghi ove si è candidato o è stato eletto, nonchè di assumere responsabilità di governo regionale o locale nei luoghi ove ha esercitato le sue funzioni; limiti alla divulgazione delle intercettazioni delle conversazioni affinché il diritto dei cittadini a essere informati non costituisca il pretesto per la lesione di diritti fondamentali della persona.

.......NUOVI SBOCCHI DELLA PROFESSIONE FORENSE.