venerdì, luglio 31, 2015
mercoledì, luglio 29, 2015
Riunione del CNF con Oua e Associazioni forensi: incontro aperto e operativo sulle questioni di Avvocatura e di Giustizia.
E’ stato approfondito e ricco di spunti l’incontro che si è svolto il 22 luglio scorso tra il CNF, l’Oua e le Associazioni forensi.
Il presidente del CNF Mascherin ha aperto la riunione invitando le Associazioni a condividere un metodo di lavoro che porti l’Avvocatura, nelle sue articolazioni ordinistica e associative e nel rispetto degli specifici ruoli e funzioni, ad individuare ed esprimere posizioni comuni nei confronti dei principali interlocutori: i cittadini, ma anche il Governo, la politica e l’economia.
Erano presenti 17 associazioni forensi, oltre ad Oua: Agi, Aiaf, Aidlass, Aiga, Ami, Anf, Cammino, Flepar, Il Trust in Italia, Siaa, Ucpi, Uif, Unaa, Unaep, Uncat, Uncc, Uncm. Sono state affrontate e approfondite tutte le questioni attuali con riferimento all’Avvocatura ed alla Giustizia, con gli aggiornamenti sullo stato dell’arte in ciascun ambito.
I temi hanno riguardato la elezione dei Consigli degli Ordini forensi; i disegni di legge in discussione in Parlamento, soprattutto con riferimento al disegno di legge “Berruti”, di riforma del codice di procedura civile, e al disegno di legge “concorrenza; il tema delle specializzazioni, in attesa dell’emanazione del decreto ministeriale di attuazione attualmente all’esame del Consiglio dei Ministri, che è stata ritenuta urgente.
Con specifico riferimento ai regolamenti CNF, sono state illustrate le modifiche al regolamento “Cassazionisti” ed a quello sulla formazione continua, all’ordine del giorno della seduta amministrativa straordinaria del CNF giovedì 30 luglio; come anche il parere sullo schema di decreto ministeriale sulle associazioni multidisciplinari.
In chiusura dell’incontro, Mascherin ha comunicato di aver avviato una interlocuzione con il Ministero della Giustizia in merito alla circolare sulle incompatibilità nella mediazione ed in merito al patrocinio a spese dello Stato.
Rispetto a questo tema così importante, il presidente degli Avvocati ha prospettato al Ministero una iniziativa, in comune con la Cassa Forense, che prevede il coinvolgimento degli Ordini.
Mascherin ha illustrato, infine, l’avvio di diversi contatti con le massime Istituzioni giudiziarie, come la Corte di cassazione e il CSM, con le quali lavorare non solo su progetti di ampio respiro sui concetti di cittadinanza e legalità, coinvolgendo le scuole, ma anche su questioni concrete che impattano sull’esercizio della professione.
Il presidente del CNF Mascherin ha aperto la riunione invitando le Associazioni a condividere un metodo di lavoro che porti l’Avvocatura, nelle sue articolazioni ordinistica e associative e nel rispetto degli specifici ruoli e funzioni, ad individuare ed esprimere posizioni comuni nei confronti dei principali interlocutori: i cittadini, ma anche il Governo, la politica e l’economia.
Erano presenti 17 associazioni forensi, oltre ad Oua: Agi, Aiaf, Aidlass, Aiga, Ami, Anf, Cammino, Flepar, Il Trust in Italia, Siaa, Ucpi, Uif, Unaa, Unaep, Uncat, Uncc, Uncm. Sono state affrontate e approfondite tutte le questioni attuali con riferimento all’Avvocatura ed alla Giustizia, con gli aggiornamenti sullo stato dell’arte in ciascun ambito.
I temi hanno riguardato la elezione dei Consigli degli Ordini forensi; i disegni di legge in discussione in Parlamento, soprattutto con riferimento al disegno di legge “Berruti”, di riforma del codice di procedura civile, e al disegno di legge “concorrenza; il tema delle specializzazioni, in attesa dell’emanazione del decreto ministeriale di attuazione attualmente all’esame del Consiglio dei Ministri, che è stata ritenuta urgente.
Con specifico riferimento ai regolamenti CNF, sono state illustrate le modifiche al regolamento “Cassazionisti” ed a quello sulla formazione continua, all’ordine del giorno della seduta amministrativa straordinaria del CNF giovedì 30 luglio; come anche il parere sullo schema di decreto ministeriale sulle associazioni multidisciplinari.
In chiusura dell’incontro, Mascherin ha comunicato di aver avviato una interlocuzione con il Ministero della Giustizia in merito alla circolare sulle incompatibilità nella mediazione ed in merito al patrocinio a spese dello Stato.
Rispetto a questo tema così importante, il presidente degli Avvocati ha prospettato al Ministero una iniziativa, in comune con la Cassa Forense, che prevede il coinvolgimento degli Ordini.
Mascherin ha illustrato, infine, l’avvio di diversi contatti con le massime Istituzioni giudiziarie, come la Corte di cassazione e il CSM, con le quali lavorare non solo su progetti di ampio respiro sui concetti di cittadinanza e legalità, coinvolgendo le scuole, ma anche su questioni concrete che impattano sull’esercizio della professione.
sabato, luglio 25, 2015
mercoledì, luglio 22, 2015
PANSINI(ANF): DL GIUSTIZIA CIVILE, INCOMPRENSIBILE “COPIA DI CORTESIA” CARTACEA SE PROCESSO VIAGGIA SULLA RETE.
22 luglio 2015 - “Incomprensibile passo indietro del Governo sull’informatizzazione della giustizia civile in Italia. Nel testo su cui domani il Governo si avvia a chiedere la fiducia per convertire in legge il decreto in materia fallimentare, civile e processuale civile si prevede che il ministro della Giustizia, con regolamento, possa disciplinare anche l’acquisizione della copia cartacea degli atti depositati telematicamente. Se così fosse si vanificherebbero gli sforzi degli operatori della giustizia, in primo luogo gli avvocati, per avere un sistema più rapido ed efficiente”.
Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Luigi Pansini, in merito all’emendamento approvato all’articolo 19 del decreto.
“In una riforma che dovrebbe migliorare e velocizzare il funzionamento dell’amministrazione giudiziaria – continua Pansini – incredibilmente si inserisce una norma a favore delle ‘scartoffie’, mentre il processo dovrebbe viaggiare sulla rete. Approvare la norma sarebbe una resa a chi, all’interno dell’avvocatura, della magistratura, degli operatori di cancelleria, ha opposto resistenze al pct”.
“La copia cartacea obbligatoria segnerebbe l’inizio della fine del processo telematico, e sarebbe un passo indietro per una giustizia più rapida ed efficiente” – conclude Pansini.
Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Luigi Pansini, in merito all’emendamento approvato all’articolo 19 del decreto.
“In una riforma che dovrebbe migliorare e velocizzare il funzionamento dell’amministrazione giudiziaria – continua Pansini – incredibilmente si inserisce una norma a favore delle ‘scartoffie’, mentre il processo dovrebbe viaggiare sulla rete. Approvare la norma sarebbe una resa a chi, all’interno dell’avvocatura, della magistratura, degli operatori di cancelleria, ha opposto resistenze al pct”.
“La copia cartacea obbligatoria segnerebbe l’inizio della fine del processo telematico, e sarebbe un passo indietro per una giustizia più rapida ed efficiente” – conclude Pansini.
mercoledì, luglio 15, 2015
Incontro trai vertici dell’OUA ed il Ministro Orlando.
Roma, 15 luglio 2015 - Ieri si è tenuto, in serata, l'incontro tra il presidente e il segretario dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura-Oua, Mirella Casiello e Stefano Radicioni e il Ministro di Giustizia, Andrea Orlando.
Alla fine della riunione, Mirella Casiello, presidente Oua, ha sottolineato l'importanza dell'incontro: «È stato un confronto franco e serrato su molti argomenti e che ha avuto come asse centrale la necessità di ridare slancio alla stagione di riforme, partendo dalla centralità del dialogo con l'avvocatura, dopo un periodo di stallo con il varo del ddl concorrenza e del recente decreto legge sul civile».
L’Oua ha evidenziato diverse questioni a partire dalla necessità di un’urgente circolare ministeriale sul Processo civile telematico, che metta “fine”, una volta per tutte, alla pratica della cosiddetta "copia di cortesia": «Non è possibile – spiega Casiello - che ancora oggi in piena rivoluzione digitale, esistano delle sacche di resistenza al cambiamento all'interno della pubblica amministrazione, mentre l'avvocatura ha dimostrato, con grandi sacrifici, piena e completa collaborazione. In questa direzione, un primo passo è che i magistrati smettano di chiedere la copia cartacea degli atti sempre a carico degli avvocati».
«Quindi - continua - abbiamo riconfermato al Ministro la richiesta di un intervento urgente per definire e sciogliere la difficile situazione delle elezioni forensi. Come già dichiarato all'indomani della bocciatura del regolamento elettorale, da parte del Tar: serve buonsenso, ma soprattutto è necessario che si esca dal caos, per garantire le regole democratiche e il rispetto della rappresentanza delle minoranze».
La presidente Oua ha, poi, avanzato alcune proposte al Ministro sulla negoziazione assistita, ddl concorrenza e decreto legge sul civile: «Serve un intervento per introdurre gli sgravi fiscali per la negoziazione, partendo anche dal decreto legge sul civile in conversione ora alla Camera. Nel ddl concorrenza sarebbe bene che si introducesse anche una norma che preveda la concessione per gli avvocati di autenticare le sottoscrizioni, curandone la trascrizione dei contratti preliminari aventi ad oggetto il trasferimento di immobili senza limite alcuno, nonché degli accordi conclusi nell'ambito della negoziazione assistita in materia di separazione e divorzi. Sul fronte del patrocinio a spese dello Stato si è chiesto che si vari per gli avvocati un piano di compensazione dei crediti maturati con i debiti di imposta».
Infine, Casiello ha espresso soddisfazione per alcune importanti novità annunciate dal Ministro Orlando: «La prima buona notizia è la conferma che da settembre la rappresentanza dell'avvocatura entrerà nell'ufficio legislativo del ministero di via Arenula. Una richiesta storica di diversi Congressi Forensi, più volte ribadita dall'Oua. Sempre sul fronte delle conferme anche quella relativa al personale, con l'impegno a rendere disponibili 3mila nuove unità liberatisi dalle province per gli uffici giudiziari».
Alla fine della riunione, Mirella Casiello, presidente Oua, ha sottolineato l'importanza dell'incontro: «È stato un confronto franco e serrato su molti argomenti e che ha avuto come asse centrale la necessità di ridare slancio alla stagione di riforme, partendo dalla centralità del dialogo con l'avvocatura, dopo un periodo di stallo con il varo del ddl concorrenza e del recente decreto legge sul civile».
L’Oua ha evidenziato diverse questioni a partire dalla necessità di un’urgente circolare ministeriale sul Processo civile telematico, che metta “fine”, una volta per tutte, alla pratica della cosiddetta "copia di cortesia": «Non è possibile – spiega Casiello - che ancora oggi in piena rivoluzione digitale, esistano delle sacche di resistenza al cambiamento all'interno della pubblica amministrazione, mentre l'avvocatura ha dimostrato, con grandi sacrifici, piena e completa collaborazione. In questa direzione, un primo passo è che i magistrati smettano di chiedere la copia cartacea degli atti sempre a carico degli avvocati».
«Quindi - continua - abbiamo riconfermato al Ministro la richiesta di un intervento urgente per definire e sciogliere la difficile situazione delle elezioni forensi. Come già dichiarato all'indomani della bocciatura del regolamento elettorale, da parte del Tar: serve buonsenso, ma soprattutto è necessario che si esca dal caos, per garantire le regole democratiche e il rispetto della rappresentanza delle minoranze».
La presidente Oua ha, poi, avanzato alcune proposte al Ministro sulla negoziazione assistita, ddl concorrenza e decreto legge sul civile: «Serve un intervento per introdurre gli sgravi fiscali per la negoziazione, partendo anche dal decreto legge sul civile in conversione ora alla Camera. Nel ddl concorrenza sarebbe bene che si introducesse anche una norma che preveda la concessione per gli avvocati di autenticare le sottoscrizioni, curandone la trascrizione dei contratti preliminari aventi ad oggetto il trasferimento di immobili senza limite alcuno, nonché degli accordi conclusi nell'ambito della negoziazione assistita in materia di separazione e divorzi. Sul fronte del patrocinio a spese dello Stato si è chiesto che si vari per gli avvocati un piano di compensazione dei crediti maturati con i debiti di imposta».
Infine, Casiello ha espresso soddisfazione per alcune importanti novità annunciate dal Ministro Orlando: «La prima buona notizia è la conferma che da settembre la rappresentanza dell'avvocatura entrerà nell'ufficio legislativo del ministero di via Arenula. Una richiesta storica di diversi Congressi Forensi, più volte ribadita dall'Oua. Sempre sul fronte delle conferme anche quella relativa al personale, con l'impegno a rendere disponibili 3mila nuove unità liberatisi dalle province per gli uffici giudiziari».
giovedì, luglio 09, 2015
mercoledì, luglio 08, 2015
venerdì, luglio 03, 2015
giovedì, luglio 02, 2015
mercoledì, luglio 01, 2015
venerdì, giugno 26, 2015
mercoledì, giugno 24, 2015
lunedì, giugno 22, 2015
sabato, giugno 20, 2015
venerdì, giugno 19, 2015
mercoledì, giugno 17, 2015
Cassa Forense: a proposito di "staffetta generazionale"..............
Anche oggi ce l’ho fatta… sono riuscito a dare il mio onesto contributo professionale al fine di guadagnare qualcosina da mettere nel salvadanaio forense per pagare la pensione a chi nel 2007 ha deciso di andarsene col retributivo e con lauta pensione, sproporzionata rispetto a quanto ha versato. Siamo una classe forense che fa della solidarietà la sua ragione di vita!
Anche oggi ho corso, ho sudato e saltato da un’aula all’altra per racimolare soldi da versare alla Cassa per pagare la pensione ai miei colleghi più anziani, li ho fatti pure passare davanti perché sono educato e gli ho ceduto la sedia e pure i fogli quando mancavano.
Perché se dobbiamo essere decorosi e di classe, lo dobbiamo essere fino in fondo. Il forzoso prelievo solidale è un obbligo di coscienza, per ripagare coloro che quando facevano gli avvocati con altri 4 gatti acquistavano immobili e rendite che ora si godono.
A noi, generazione dell’art. 21, per sistemazione tocca il mutuo, l’affitto o il soffitto. Ma noi siamo fortunati perché abbiamo conosciuto il PCT e le veline in carne e ossa, e non ci siamo sporcati di inchiostro, ma di byte ed errori telematici.
Anche oggi rincorrerò clienti, pubbliche amministrazioni e uffici vari per le spettanze professionali e tutti scapperanno, senza che suoni un beep o un allarme (come accade alla cassa del supermercato, quando passi col carrello e dici di voler pagare domani).
Ma state tranquilli, il mio versamento per le vostre pensioni arriverà puntuale. Siamo in guerra: in guerra contro un sistema che ha prodotto disuguaglianze e disparità inaccettabili.
La sopraffazione di una generazione sull’altra è il motivo di una rivoluzione pacifica che non accetta che il 10% della categoria detenga tutto ed il restante si affanni per sopravvivere, contando i morti dietro di se ogni giorno che passa. Nessuno dovrebbe rimanere indietro.
Chi si omologa al sistema e si accoda puntualmente ai “grandi” è più responsabile di loro ed è la causa della sua stessa fine.
La partecipazione è la prima reazione. La seconda sono le idee e la capacità di aggregazione, senza personalismi e mire personali controproducenti.
Il modo migliore per negare la verità è affermare, in modo plateale, il suo contrario. In Italia la negazione sfacciata della verità è ormai nel bagaglio professionale di chi fa le regole e poi le racconta in tv e nei pubblici incontri ai cittadini ed ai giovani aspiranti avvocati, che credono ancora in un sogno.
Mentire è immorale e chi lo fa è peggio di un ministro della propaganda nazista (a proposito di Renzi ieri sera, sulla riforma della giustizia).
Avv. Maurizio Dati
lunedì, giugno 15, 2015
martedì, giugno 09, 2015
Ddl concorrenza, avvocati: “Su Rc auto misura dirigista con riduzione diritti”.
Un “regalo alle compagnie assicurative a scapito dei cittadini”.
Così i rappresentanti dell’Organismo unitario dell’avvocatura (Oua), in audizione davanti alle commissioni congiunte Attività produttive e Finanze della Camera, hanno definito le norme del Disegno di legge sulla concorrenza relative ai sinistri stradali.
Norme che, come già rilevato da diversi esperti del settore e dalle associazioni dei consumatori, “invece di aumentare i diritti degli assicurati li comprimono. Eppure gli utili delle compagnie aumentano vertiginosamente”.
Secondo l’Oua “proporre un impianto legislativo basato su sconti obbligatori di misura indefinita” e comunque “non definibile in un mercato che, per i noti vincoli comunitari, non può tollerare alcuna imposizione di regolamentazioni tariffarie”, in cambio di “una riduzione dei diritti delle vittime della strada, potrebbe apparire una misura dirigista se non un finanziamento pubblico a favore di compagnie private i cui utili sono ben al di sopra del margine di remunerazione lordo, in confronto a Paesi di consolidata cultura assicurativa”.
L’impianto del disegno di legge approvato a febbraio dal governo Renzi, secondo gli avvocati, è “teso a trasformare il risarcimento in indennizzo” e sta già creando “un danno al settore della riparazione che, se deve vedere il futuro come terzista di tre compagnie che potranno esercitare un potere contrattuale enorme su una massa di piccole imprese, non può fruire dei pur debolissimi segnali di ripresa”.
Infine, l’Oua lamenta il fatto che nel testo “nulla si dice in relazione a quanto lo scorso anno è avvenuto in Francia con la legge Hamon, in merito alla portabilità della polizza assicurativa, forse l’unico strumento valido in mano all’assicurato per esercitare un minimo di potere contrattuale in fase di acquisto della polizza“.
Angelo Massimo Perrini, segretario per la commissione Rc dell’Oua, ha quindi espresso “netto dissenso” nei confronti del pacchetto di norme, che “va contro i principi fondamentali della parità delle parti e del diritto risarcitorio”.
Quelle sulla Rc auto, peraltro, sono “norme impropriamente messe nel corpus. C’è un certo grado di approssimazione, che raggiunge il suo acme nelle norme sulla scatola nera: questo è il cavallo di Troia per superare la legge Bersani”.
Un altro punto debole riguarda l’improcedibilità della domanda sulla base di indicatori fraudolenti: “Queste sono norme esoteriche – ha detto Perrini – Sulle frodi bisognerebbe chiarire, anche perché non sono statistiche del ministero di Giustizia ma sono dati autoreferenziali dell’Ania”.
L’avvocato Marco Bona, consulente della commissione Rc dell’OUA, ha poi rilevato che l’articolo 7 del ddl prevede una riduzione delle tutele di quanti subiscono macrolesioni in seguito a sinistri. “Questa norma per noi merita il rigetto più totale nel rispetto delle persone che hanno a soffrire i danni più gravi”, ha detto Bona.
tratto dal sito: www.ilfattoquotidiano.it
Così i rappresentanti dell’Organismo unitario dell’avvocatura (Oua), in audizione davanti alle commissioni congiunte Attività produttive e Finanze della Camera, hanno definito le norme del Disegno di legge sulla concorrenza relative ai sinistri stradali.
Norme che, come già rilevato da diversi esperti del settore e dalle associazioni dei consumatori, “invece di aumentare i diritti degli assicurati li comprimono. Eppure gli utili delle compagnie aumentano vertiginosamente”.
Secondo l’Oua “proporre un impianto legislativo basato su sconti obbligatori di misura indefinita” e comunque “non definibile in un mercato che, per i noti vincoli comunitari, non può tollerare alcuna imposizione di regolamentazioni tariffarie”, in cambio di “una riduzione dei diritti delle vittime della strada, potrebbe apparire una misura dirigista se non un finanziamento pubblico a favore di compagnie private i cui utili sono ben al di sopra del margine di remunerazione lordo, in confronto a Paesi di consolidata cultura assicurativa”.
L’impianto del disegno di legge approvato a febbraio dal governo Renzi, secondo gli avvocati, è “teso a trasformare il risarcimento in indennizzo” e sta già creando “un danno al settore della riparazione che, se deve vedere il futuro come terzista di tre compagnie che potranno esercitare un potere contrattuale enorme su una massa di piccole imprese, non può fruire dei pur debolissimi segnali di ripresa”.
Infine, l’Oua lamenta il fatto che nel testo “nulla si dice in relazione a quanto lo scorso anno è avvenuto in Francia con la legge Hamon, in merito alla portabilità della polizza assicurativa, forse l’unico strumento valido in mano all’assicurato per esercitare un minimo di potere contrattuale in fase di acquisto della polizza“.
Angelo Massimo Perrini, segretario per la commissione Rc dell’Oua, ha quindi espresso “netto dissenso” nei confronti del pacchetto di norme, che “va contro i principi fondamentali della parità delle parti e del diritto risarcitorio”.
Quelle sulla Rc auto, peraltro, sono “norme impropriamente messe nel corpus. C’è un certo grado di approssimazione, che raggiunge il suo acme nelle norme sulla scatola nera: questo è il cavallo di Troia per superare la legge Bersani”.
Un altro punto debole riguarda l’improcedibilità della domanda sulla base di indicatori fraudolenti: “Queste sono norme esoteriche – ha detto Perrini – Sulle frodi bisognerebbe chiarire, anche perché non sono statistiche del ministero di Giustizia ma sono dati autoreferenziali dell’Ania”.
L’avvocato Marco Bona, consulente della commissione Rc dell’OUA, ha poi rilevato che l’articolo 7 del ddl prevede una riduzione delle tutele di quanti subiscono macrolesioni in seguito a sinistri. “Questa norma per noi merita il rigetto più totale nel rispetto delle persone che hanno a soffrire i danni più gravi”, ha detto Bona.
tratto dal sito: www.ilfattoquotidiano.it
mercoledì, giugno 03, 2015
sabato, maggio 30, 2015
mercoledì, maggio 27, 2015
CASSA FORENSE: COMUNICATO DEL PRESIDENTE.
COMUNICATO
In merito alla recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 24, comma 25, del D.L. n. 201/2011, convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della L. n. 214/2011, Cassa Forense ritiene necessario precisare ai suoi iscritti che tale pronuncia non può comportare alcun effetto nei confronti dei pensionati che, anche per gli anni 2012 e 2013, hanno continuato a percepire integralmente l’adeguamento ISTAT delle pensioni, con le specifiche modalità previste dalla normativa previdenziale Forense. La norma oggi dichiarata incostituzionale, infatti, faceva espressamente riferimento al blocco parziale della rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, “secondo il meccanismo stabilito dall’art. 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448”, non applicabile al sistema previdenziale Forense.
Di conseguenza, anche i recenti provvedimenti governativi, relativi al riconoscimento di “una tantum” in esecuzione della pronuncia della Suprema Corte, non riguardano gli Avvocati pensionati del nostro Ente.
Il Presidente
Avv. Nunzio Luciano
GIUSTIZIA: DA MINISTERO 60 MILIONI AI COMUNI PER ACCONTO SPESE 2013.
ROMA - Il ministero della Giustizia erogherà nei prossimi giorni ai Comuni italiani sedi di uffici giudiziari 58 milioni 418.821,13 milioni di euro come acconto delle spese sostenute per la loro gestione nel 2013.
Dei circa 60 milioni di euro, 27 andranno per le sedi di Corte di appello, 26 milioni saranno invece liquidati per quelle di Tribunale, circa 1,5 milioni a Comuni con Sezioni distaccate di tribunale ed altrettanto a quelli sede di uffici di Giudice di pace.
Quasi 3 milioni saranno infine rimborsati a Comuni dove è stato soppresso il Tribunale o la Sezione distaccata. A stabilire l’erogazione di fondi è il decreto, adottato in linea con gli intendimenti del Ministro, firmato il 22 maggio scorso dal direttore generale delle Risorse materiali beni e servizi del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, in attuazione della legge 392/41 che stabilisce come l’importo annuale corrisposto dallo Stato ai Comuni per il funzionamento degli uffici giudiziari deve essere erogato in due rate, la prima come acconto del 70% dello stanziamento assegnato e la seconda come conguaglio.
La ripartizione delle somme da liquidare come acconto, sottolinea il Ministero della Giustizia, è stata effettuata sulla base del complessivo specifico stanziamento di bilancio per l’anno 2014, considerando anche il mutato assetto della geografia giudiziaria.
Dei circa 60 milioni di euro, 27 andranno per le sedi di Corte di appello, 26 milioni saranno invece liquidati per quelle di Tribunale, circa 1,5 milioni a Comuni con Sezioni distaccate di tribunale ed altrettanto a quelli sede di uffici di Giudice di pace.
Quasi 3 milioni saranno infine rimborsati a Comuni dove è stato soppresso il Tribunale o la Sezione distaccata. A stabilire l’erogazione di fondi è il decreto, adottato in linea con gli intendimenti del Ministro, firmato il 22 maggio scorso dal direttore generale delle Risorse materiali beni e servizi del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, in attuazione della legge 392/41 che stabilisce come l’importo annuale corrisposto dallo Stato ai Comuni per il funzionamento degli uffici giudiziari deve essere erogato in due rate, la prima come acconto del 70% dello stanziamento assegnato e la seconda come conguaglio.
La ripartizione delle somme da liquidare come acconto, sottolinea il Ministero della Giustizia, è stata effettuata sulla base del complessivo specifico stanziamento di bilancio per l’anno 2014, considerando anche il mutato assetto della geografia giudiziaria.
martedì, maggio 26, 2015
venerdì, maggio 22, 2015
giovedì, maggio 21, 2015
martedì, maggio 19, 2015
venerdì, maggio 15, 2015
PRESENTATA UN’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SULLE DISFUNZIONI DEL PCT.
I N T E R R O G A Z I O N E A R I S P O S T A S C R I T T A
A T T O C A M E R A
Presentato il 13 maggio 2015 dall’On. Michela Rostan
Al Ministro della Giustizia, On. Andrea Orlando, per sapere,
premesso che:
– a far data dal 30/6/2014, a norma del D.L. n. 179/2012, art. 16 bis, convertito in Legge n. 221/2012 e successivamente modificato dal D.L. n. 90/2014, art. 44, il deposito degli atti processuali e dei documenti da parte dei difensori delle parti precedentemente costituite e degli altri soggetti esterni, nei giudizi di competenza del tribunale, ha luogo in formato telematico con modalità informatiche (tanto è applicabile anche al deposito dei ricorsi per decreto ingiuntivo);
– tali norme, dopo alcuni mesi di sperimentazione, hanno dimostrato di incidere profondamente e negativamente sul piano organizzativo nelle attività dei cancellieri, avvocati, magistrati nonché ausiliari esterni;
– inizia ad instradarsi la convinzione che il PCT rallenti smodatamente i tempi della giustizia in quanto rende più laborioso il lavoro del magistrato che, considerate le modestissime e scarne dotazioni informatiche, è obbligato ad una estenuante ricerca degli atti processuali e ad una faticosa lettura degli stessi;
– i magistrati hanno reiteratamente palesato difficoltà e perplessità riguardo alla consultazione e analisi degli atti endoprocessuali e relativi allegati depositati in formato telematico;
– tali difficoltà, giova ribadirlo, scaturiscono dalla necessità di visionare la documentazione esclusivamente tramite monitor e senza l’indispensabile e insostituibile supporto cartaceo;
– per far fronte a tali criticità, in gran parte dei tribunali si è andata diffondendo la prassi, peraltro fortemente voluta e caldeggiata dai magistrati, di invitare gli avvocati a depositare sistematicamente le cosiddette «copie di cortesia» degli atti endoprocessuali e relativi allegati trasmessi telematicamente;
– perciò, nonostante l’introduzione del PCT, i magistrati continuano ad evitare di visionare gli atti processuali inviati telematicamente preferendo studiare le cause sulle anzidette «copie di cortesia»; diversamente, si troverebbero a stampare migliaia di atti e allegati, operazioni che, tra l’altro, le cancellerie non sarebbero in grado di fronteggiare;
– l’invalsa e inusitata prassi, se indubbiamente da un canto agevola il lavoro delle cancellerie e dei magistrati, dall’altro costituisce senz’altro motivo di ulteriore aggravamento dell’attività dell’avvocato costretto, in buona sostanza, a sostituirsi al cancelliere e, soprattutto, a raddoppiare i depositi (prima telematico, poi cartaceo);
– autorevoli esponenti informatici hanno osservato come le infrastrutture siano obsolete e le procedure eccessivamente complesse e non allineate con la normativa in materia di digitalizzazione; chi ha elaborato il PCT ha tenuto conto esclusivamente degli interessi del ministero e degli uffici giudiziari senza preoccuparsi degli utenti; 1) è assente una linea unica ed univoca nei vari uffici giudiziari per la formazione e la trasmissione degli atti; 2) gli operatori non sono stati adeguatamente preparati; 3) gli avvocati si sono dovuti sobbarcare gli oneri economici dell’innovazione; 4) allo stato non esistono infrastrutture adeguate; 5) quotidianamente si verificano disservizi ed disguidi tecnici che rallentano considerevolmente l’attività giudiziaria e vanificano il diritto di poter inviare l’atto processuale nell’ultimo giorno utile;
– nel corso di questi primi mesi di applicazione del PCT sono emerse ulteriori criticità legate ad una non chiara ed univoca disciplina delle cosiddette anomalie di deposito che espongono gli avvocati e, conseguentemente, i cittadini (utenti finali del servizio giustizia) alla rischiosa possibilità di incappare nelle dannose conseguenze della decadenza dei termini di deposito in ipotesi di malfunzionamento del sistema o comunque di guasti e blocchi informatici non imputabili ai professionisti legali;
– preoccupa oltremodo la nascente diffusione dei filoni giurisprudenziali relativi alle improcedibilità e inammissibilità delle domande causate dall’utilizzo irregolare ed improprio del PCT (frequentemente dovuto alla complessità e astrusità dei programmi) con conseguente e inevitabile accollo di pesanti responsabilità professionali per gli avvocati;
– non ultimo, tantissimi processi rischiano di essere definiti sulla base di allegati artatamente manipolati (da avvocati e parti scorrette) le cui falsità non potranno essere mai riscontrabili nei monitor; tra l’altro, il magistrato potrebbe rifiutarsi di ordinare l’esibizione degli originali quando il difensore richiedente sia oggettivamente impossibilitato ad argomentare il minimo sospetto; le decisioni fondate su realtà documentali inesistenti e artefatte trascinerebbero la Giustizia in un vorticoso e inesorabile declino;
– l’introduzione del doppio binario (cartaceo e telematico) restituirebbe agli avvocati la libertà di scegliere tra i due sistemi senza costringerli a subire le molteplici criticità che il PCT presenta e, soprattutto, eviterebbe di esporli al rischio di nuove irregolarità, decadenze, inammissibilità e improcedibilità che già cominciano ad essere elaborate dai primi indirizzi giurisprudenziali;
– se il Ministro interrogato sia a conoscenza delle gravose problematiche dianzi rassegnate e se stia valutando l’ipotesi di reintrodurre, per un ulteriore e congruo lasso temporale predeterminato, la possibilità, per gli avvocati, di depositare gli atti facoltativamente in formato cartaceo o telematico quantomeno fino a quando il sistema non verrà uniformato, semplificato e reso maggiormente fruibile e funzionale.
martedì, maggio 12, 2015
CNF – Riforme della Giustizia, il vicepresidente Logrieco: Serve collaborazione istituzionale tra ordine giudiziario e ordine forense.
La “cultura della legalità” presuppone un corretto esercizio della giurisdizione nella paritaria collaborazione dei due pilastri: l’Avvocatura e la Magistratura.
Lo ha detto il vicepresidente Francesco Logrieco, intervenuto alla tavola rotonda con il ministro della giustizia Andrea Orlando e il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini in occasione del V Salone della Giustizia, lo scorso 28 aprile.
Logrieco ha sottolineato l’importanza di una collaborazione istituzionale tra Avvocati e magistrati per un miglior servizio giustizia a vantaggio dei cittadini- esasperati dal sistema attuale- ed ha sottolineato la importanza che l’Avvocatura partecipi- a tutti i livelli – alla pianificazione e attuazione delle riforme.
“L’Avvocatura può offrire un contributo di esperienza e ha detto bene il ministro Orlando che citando gli esempi delle best practice ha sottolineato che le migliori performance si sono ottenute nei tribunali dove c’è stata la collaborazione sistematica tra magistrati e avvocati “, ha detto Logrieco.
“Questo schema dovrebbe essere rafforzato a livello centrale e nei consigli giudiziari. L’Avvocatura impegna risorse proprie nei tribunali, nelle cancellerie; se il processo telematico è potuto partire lo si deve anche agli investimenti che hanno fatto i Consigli dell’Ordine forense. E’ un dato concreto che dimostra che l’Avvocatura è già sul campo delle riforme”.
In merito ai nuovi strumenti di soluzione alternativa delle controversie, nel suo intervento il Ministro della Giustizia Orlando ha ribadito l’ intenzione del Governo di introdurre, con una “norma di prossima emanazione”, un sistema di incentivi per rendere più appetibile il ricorso all’arbitrato e alla negoziazione assistita.
Riguardo al tema- considerato strategico dall’Avvocatura- della organizzazione degli uffici e della copertura dei gravi vuoti di organico (mancano all’appello 9mila unità di personale amministrativo), il Guardasigilli ha annunciato la riqualificazione del personale amministrativo entro maggio, a cui si aggiungono le 300 unità già ricollocate e provenienti dalle province: a fine anno il gap dovrebbe ridursi di 2000 unità.
Lo ha detto il vicepresidente Francesco Logrieco, intervenuto alla tavola rotonda con il ministro della giustizia Andrea Orlando e il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini in occasione del V Salone della Giustizia, lo scorso 28 aprile.
Logrieco ha sottolineato l’importanza di una collaborazione istituzionale tra Avvocati e magistrati per un miglior servizio giustizia a vantaggio dei cittadini- esasperati dal sistema attuale- ed ha sottolineato la importanza che l’Avvocatura partecipi- a tutti i livelli – alla pianificazione e attuazione delle riforme.
“L’Avvocatura può offrire un contributo di esperienza e ha detto bene il ministro Orlando che citando gli esempi delle best practice ha sottolineato che le migliori performance si sono ottenute nei tribunali dove c’è stata la collaborazione sistematica tra magistrati e avvocati “, ha detto Logrieco.
“Questo schema dovrebbe essere rafforzato a livello centrale e nei consigli giudiziari. L’Avvocatura impegna risorse proprie nei tribunali, nelle cancellerie; se il processo telematico è potuto partire lo si deve anche agli investimenti che hanno fatto i Consigli dell’Ordine forense. E’ un dato concreto che dimostra che l’Avvocatura è già sul campo delle riforme”.
In merito ai nuovi strumenti di soluzione alternativa delle controversie, nel suo intervento il Ministro della Giustizia Orlando ha ribadito l’ intenzione del Governo di introdurre, con una “norma di prossima emanazione”, un sistema di incentivi per rendere più appetibile il ricorso all’arbitrato e alla negoziazione assistita.
Riguardo al tema- considerato strategico dall’Avvocatura- della organizzazione degli uffici e della copertura dei gravi vuoti di organico (mancano all’appello 9mila unità di personale amministrativo), il Guardasigilli ha annunciato la riqualificazione del personale amministrativo entro maggio, a cui si aggiungono le 300 unità già ricollocate e provenienti dalle province: a fine anno il gap dovrebbe ridursi di 2000 unità.
giovedì, maggio 07, 2015
martedì, maggio 05, 2015
lunedì, maggio 04, 2015
domenica, aprile 26, 2015
sabato, aprile 25, 2015
lunedì, aprile 20, 2015
mercoledì, aprile 15, 2015
lunedì, aprile 13, 2015
Noi sempre a fianco delle persone. Lettera agli Avvocati del Presidente CNF Mascherin.
Care Colleghe, Cari Colleghi,
i fatti di Milano, e ciò che ne sta seguendo, ci chiedono di operare una scelta responsabile nel comunicare la nostra di identità, rifuggendo da ogni tentazione autoreferenziale.
Dobbiamo dire a chiare lettere ai cittadini che noi Avvocati non siamo e non vogliamo essere considerati eroi, e le vittime del nostro lavoro sono vittime come qualsiasi altra.
Noi siamo lavoratori, e la grande maggioranza di noi cerca di svolgere i propri compiti con coscienza e scrupolo professionale, lontano dalla ribalta e dai facili guadagni.
Anche noi, come tanti lavoratori, ci dibattiamo nella morsa della crisi economica e di valori che sta colpendo il nostro Paese.
Però siamo Avvocati e il nostro compito, il nostro mestiere, è quello di custodi dei diritti e di guardiani di una democrazia che deve pensare prima ai deboli e poi ai forti e, se serve, contro i forti. Per questo il nostro mestiere è anche una funzione ed è anche una missione.
Consideriamoci dunque privilegiati, poiché la Costituzione della Repubblica Italiana ha posto noi a fianco e a protezione dei diritti fondamentali dei cittadini.
Allora lasciamo ad altri polemiche e strumentalizzazioni che non servono al Paese e non possono essere comprese da chi soffre le tante difficoltà del vivere quotidiano.
Non siamo eroi, ma siamo Avvocati; e anche se qualcuno ogni tanto può dimenticarlo, noi non dobbiamo mai farlo.
Andrea Mascherin
i fatti di Milano, e ciò che ne sta seguendo, ci chiedono di operare una scelta responsabile nel comunicare la nostra di identità, rifuggendo da ogni tentazione autoreferenziale.
Dobbiamo dire a chiare lettere ai cittadini che noi Avvocati non siamo e non vogliamo essere considerati eroi, e le vittime del nostro lavoro sono vittime come qualsiasi altra.
Noi siamo lavoratori, e la grande maggioranza di noi cerca di svolgere i propri compiti con coscienza e scrupolo professionale, lontano dalla ribalta e dai facili guadagni.
Anche noi, come tanti lavoratori, ci dibattiamo nella morsa della crisi economica e di valori che sta colpendo il nostro Paese.
Però siamo Avvocati e il nostro compito, il nostro mestiere, è quello di custodi dei diritti e di guardiani di una democrazia che deve pensare prima ai deboli e poi ai forti e, se serve, contro i forti. Per questo il nostro mestiere è anche una funzione ed è anche una missione.
Consideriamoci dunque privilegiati, poiché la Costituzione della Repubblica Italiana ha posto noi a fianco e a protezione dei diritti fondamentali dei cittadini.
Allora lasciamo ad altri polemiche e strumentalizzazioni che non servono al Paese e non possono essere comprese da chi soffre le tante difficoltà del vivere quotidiano.
Non siamo eroi, ma siamo Avvocati; e anche se qualcuno ogni tanto può dimenticarlo, noi non dobbiamo mai farlo.
Andrea Mascherin
sabato, aprile 11, 2015
Senza nessuna pietà……….
Senza nessuna pietà per i morti e i feriti, un esercito di improvvisati opinionisti televisivi si affanna a rovesciare cumuli di scemenze sulla sicurezza dei Tribunali, avendo scoperto quanto è facile procurarsi una pistola e fare fuori magistrati, avvocati e testimoni durante un'udienza.
Forse LorSignori non sono mai entrati in un Palazzo di Giustizia di provincia.
Forse non si sono mai accorti che ogni giorno in tutta Italia vengono celebrati processi senza uscieri, spesso senza neppure un carabiniere nel corridoio, con apparati di registrazione acquistati trent'anni fa, microfoni tenuti insieme con lo scotch, sedie sfondate, toghe sdrucite, faldoni tenuti insieme con gli elastici, fascicoli accumulati nei corridoi, cessi senza sapone, senza salviette, senza acqua calda, con il personale costretto a fare gli straordinari sino a sera senza retribuzione.
Forse LorSignori non sanno che ogni giorno migliaia di imputati sono giudicati in questo modo, soprattutto al sud, e solo grazie al sacrificio delle donne e degli uomini che nonostante tutto continuano a fare ostinatamente e seriamente il loro dovere - magistrati, avvocati, personale amministrativo - questo sgangheratissimo sistema mantiene un po' di credibilità.
Senza la quale si diventa facile bersaglio per i disperati e gli squilibrati, anche quando ci sono i metal detector. LorSignori, prima di blaterare di cose che non sanno, vengano a fare un giro dalle nostre parti.
Vengano a rendersi conto delle condizioni in cui viene amministrata quotidianamente la giustizia ordinaria, minore solo per chi non la vive e, soprattutto, non la subisce.
E prima di pensare a blindare gli accessi, fare improbabili paragoni con l'Expo e militarizzare i tribunali - come se non si potesse sparare ugualmente per strada, nei bar e negli studi professionali, come pure è successo - si preoccupino di restituire almeno un po' di dignità ai luoghi in cui si giudicano le vite degli altri.
Avv. Michele Laforgia
Forse LorSignori non sono mai entrati in un Palazzo di Giustizia di provincia.
Forse non si sono mai accorti che ogni giorno in tutta Italia vengono celebrati processi senza uscieri, spesso senza neppure un carabiniere nel corridoio, con apparati di registrazione acquistati trent'anni fa, microfoni tenuti insieme con lo scotch, sedie sfondate, toghe sdrucite, faldoni tenuti insieme con gli elastici, fascicoli accumulati nei corridoi, cessi senza sapone, senza salviette, senza acqua calda, con il personale costretto a fare gli straordinari sino a sera senza retribuzione.
Forse LorSignori non sanno che ogni giorno migliaia di imputati sono giudicati in questo modo, soprattutto al sud, e solo grazie al sacrificio delle donne e degli uomini che nonostante tutto continuano a fare ostinatamente e seriamente il loro dovere - magistrati, avvocati, personale amministrativo - questo sgangheratissimo sistema mantiene un po' di credibilità.
Senza la quale si diventa facile bersaglio per i disperati e gli squilibrati, anche quando ci sono i metal detector. LorSignori, prima di blaterare di cose che non sanno, vengano a fare un giro dalle nostre parti.
Vengano a rendersi conto delle condizioni in cui viene amministrata quotidianamente la giustizia ordinaria, minore solo per chi non la vive e, soprattutto, non la subisce.
E prima di pensare a blindare gli accessi, fare improbabili paragoni con l'Expo e militarizzare i tribunali - come se non si potesse sparare ugualmente per strada, nei bar e negli studi professionali, come pure è successo - si preoccupino di restituire almeno un po' di dignità ai luoghi in cui si giudicano le vite degli altri.
Avv. Michele Laforgia
venerdì, aprile 10, 2015
"SONO UN AVVOCATO": IN MEMORIA DI ALBERTO CLARIS APPIANI.
Sono un Avvocato.
Sono quello da cui vieni quando sei nei guai, quando sei arrabbiato, quando hai un problema e non sai dove sbattere la testa.
Sono quello che ti apre la porta di studio quando non ne puoi più del tuo matrimonio, quando lui/lei ti ha lasciato, quando ti pignorano casa, quando non paghi i tuoi debiti e quando i tuoi debitori non pagano te.
Sono quello che viene svegliato alle tre del mattino perché ti sei fatto fermare in stato di ebbrezza, che salta la comunione del nipotino perché ti hanno fissato l’interrogatorio il sabato mattina, che non vede il saggio di danza della figlia perché la tua udienza finisce alle dieci di sera.
Sono quello che sta dalla tua parte quando gli altri ti vorrebbero linciare, che ascolta le tue cazzate quando nemmeno tua madre ne vuole più sapere di te.
Sono quello che per fare il suo lavoro ha studiato tanti anni, poi ha fatto una pratica faticosa e spesso gratuita, e dopo di nuovo l’esame, la gavetta, l’incertezza, la paura, la responsabilità e l’aggiornamento continuo.
Sono quello che per andare a lavoro ogni giorno paga: l’affitto, le bollette, la macchina, la segretaria, la carta, le marche da bollo, il caffè per stare svegli a studiare.
Sono quello che ti fa uscire da studio anche se non hai versato quanto dovuto, mentre nemmeno al discount ti fanno portare via un litro di latte senza averlo pagato.
Sono quello che quando gli sparano alle spalle in un tribunale, in una mattina di inizio primavera, lo pensano solo gli altri Avvocati, perché sono tutti preoccupati del magistrato e delle misure di sicurezza.
Sono un Avvocato, forse lo sono sempre stato, anche prima di cominciare a esercitare, e sicuramente lo sarò tutta la vita, anche quando non metterò più piede in tribunale.
Sono un Avvocato, e prima di usare questa parola senza sapere quanta sostanza c’è dentro, quanta fatica e passione c’è dietro, ecco prima di usare questa parola devi pensare.
Poi magari taci che è meglio.
Avv. Sara Fusi
Sono quello da cui vieni quando sei nei guai, quando sei arrabbiato, quando hai un problema e non sai dove sbattere la testa.
Sono quello che ti apre la porta di studio quando non ne puoi più del tuo matrimonio, quando lui/lei ti ha lasciato, quando ti pignorano casa, quando non paghi i tuoi debiti e quando i tuoi debitori non pagano te.
Sono quello che viene svegliato alle tre del mattino perché ti sei fatto fermare in stato di ebbrezza, che salta la comunione del nipotino perché ti hanno fissato l’interrogatorio il sabato mattina, che non vede il saggio di danza della figlia perché la tua udienza finisce alle dieci di sera.
Sono quello che sta dalla tua parte quando gli altri ti vorrebbero linciare, che ascolta le tue cazzate quando nemmeno tua madre ne vuole più sapere di te.
Sono quello che per fare il suo lavoro ha studiato tanti anni, poi ha fatto una pratica faticosa e spesso gratuita, e dopo di nuovo l’esame, la gavetta, l’incertezza, la paura, la responsabilità e l’aggiornamento continuo.
Sono quello che per andare a lavoro ogni giorno paga: l’affitto, le bollette, la macchina, la segretaria, la carta, le marche da bollo, il caffè per stare svegli a studiare.
Sono quello che ti fa uscire da studio anche se non hai versato quanto dovuto, mentre nemmeno al discount ti fanno portare via un litro di latte senza averlo pagato.
Sono quello che quando gli sparano alle spalle in un tribunale, in una mattina di inizio primavera, lo pensano solo gli altri Avvocati, perché sono tutti preoccupati del magistrato e delle misure di sicurezza.
Sono un Avvocato, forse lo sono sempre stato, anche prima di cominciare a esercitare, e sicuramente lo sarò tutta la vita, anche quando non metterò più piede in tribunale.
Sono un Avvocato, e prima di usare questa parola senza sapere quanta sostanza c’è dentro, quanta fatica e passione c’è dietro, ecco prima di usare questa parola devi pensare.
Poi magari taci che è meglio.
Avv. Sara Fusi
Strage Tribunale Milano, CNF: Investire nei diritti fondamentali. Il Presidente Mascherin: “L’Avvocatura resta in prima linea a tutela della democrazia ma non deve essere lasciata sola”.
Roma 10/ 4/2015 “ Dopo i tragici fatti di Milano, l'Avvocatura italiana chiede con forza che la politica e le forze sociali mettano da parte qualsiasi forma di speculazione e di strumentalizzazione e finalmente recepiscano una verità non più eludibile: basta con la corsa al ribasso in materia di diritti fondamentali”, lo dichiara oggi il presidente del Consiglio Nazionale Forense, Andrea Mascherin.
“Gli Avvocati esercitano in prima linea la loro funzione di tutori dei diritti fondamentali dei cittadini, e lo fanno senza tutele di sorta da parte dello Stato, ma di questo non si lamentano, né si lamentano dei rischi concreti per la loro incolumità a cui la loro attività gli espone”.
Per il presidente degli Avvocati “è ora di dire basta a quelle forme culturali che vogliono esporre i diritti inviolabili della persona ad una corsa al ribasso, che finisce con l'esporre funzioni che sono presidio di legalità, come quella dell'Avvocato, ad una sottovalutazione culturale che si traduce in uno scadimento del livello di quella democrazia solidale che sta alla base del rispetto dei diritti altrui. E deve dirsi basta all'idea che si possa o si debba risparmiare in Giustizia, Salute, Sicurezza, Istruzione: ottimizzare i costi è una cosa, pensare a ridurre quei diritti, pilastri di una società civile, a merce di poco valore su cui risparmiare ed aprire corse al ribasso, è un errore che stiamo pagando e ancor più pagheremo”.
“L'Avvocatura resterà in prima linea a tutela della nostra democrazia, ma non può e non deve essere lasciata sola”, conclude Mascherin.
Per il presidente degli Avvocati “è ora di dire basta a quelle forme culturali che vogliono esporre i diritti inviolabili della persona ad una corsa al ribasso, che finisce con l'esporre funzioni che sono presidio di legalità, come quella dell'Avvocato, ad una sottovalutazione culturale che si traduce in uno scadimento del livello di quella democrazia solidale che sta alla base del rispetto dei diritti altrui. E deve dirsi basta all'idea che si possa o si debba risparmiare in Giustizia, Salute, Sicurezza, Istruzione: ottimizzare i costi è una cosa, pensare a ridurre quei diritti, pilastri di una società civile, a merce di poco valore su cui risparmiare ed aprire corse al ribasso, è un errore che stiamo pagando e ancor più pagheremo”.
“L'Avvocatura resterà in prima linea a tutela della nostra democrazia, ma non può e non deve essere lasciata sola”, conclude Mascherin.
giovedì, aprile 09, 2015
STRAGE IN TRIBUNALE A MILANO: LA SOLIDARIETÀ DELL’ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA-OUA ALLE VITTIME DELLA FOLLIA OMICIDA.
MIRELLA CASIELLO, PRESIDENTE OUA: “IL TRIBUNALE ORMAI TRINCEA DEL DISAGIO SOCIALE E DELLA FOLLIA ASSASSINA. GLI OPERATORI DELLA GIUSTIZIA, AVVOCATI E MAGISTRATI, PRINCIPALI VITTIME DI QUESTA SITUAZIONE. GRANDE PREOCCUPAZIONE PER IL NODO SICUREZZA”.
«Il tragico episodio di Milano – sottolinea Mirella Casiello, presidente Oua - dimostra come i tribunali, che da sempre sono la “prima linea” della lotta alla criminalità, siano diventati anche la trincea simbolica del disagio sociale e, in alcuni casi, della follia assassina. Le conseguenze di questa grave situazione ricadono sugli avvocati e i magistrati e sul concetto stesso di giustizia nel nostro Paese».
«Rimane, comunque, alta la preoccupazione per il nodo sicurezza in un tribunale importante come quello milanese – conclude Casiello –. Abbiamo, infine, rivolto la nostra solidarietà oltre che a tutti i familiari delle vittime della strage, anche al presidente dell’ordine forense meneghino, Remo Danovi e al presidente f.f. del Tribunale di Milano».
Il vice presidente dell’Oua, Pietro Faranda, milanese, su queste tragiche ore al Palazzo di Giustizia: «Grande dolore per le vittime di questa strage: il giudice Ferdinando Ciampi, il collega, avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani, e gli altri quattro cittadini coinvolti, di cui due in ospedale in gravissime condizioni. Un giorno terribile che speriamo faccia riflettere tutti».
Roma, 9 aprile 2015
«Il tragico episodio di Milano – sottolinea Mirella Casiello, presidente Oua - dimostra come i tribunali, che da sempre sono la “prima linea” della lotta alla criminalità, siano diventati anche la trincea simbolica del disagio sociale e, in alcuni casi, della follia assassina. Le conseguenze di questa grave situazione ricadono sugli avvocati e i magistrati e sul concetto stesso di giustizia nel nostro Paese».
«Rimane, comunque, alta la preoccupazione per il nodo sicurezza in un tribunale importante come quello milanese – conclude Casiello –. Abbiamo, infine, rivolto la nostra solidarietà oltre che a tutti i familiari delle vittime della strage, anche al presidente dell’ordine forense meneghino, Remo Danovi e al presidente f.f. del Tribunale di Milano».
Il vice presidente dell’Oua, Pietro Faranda, milanese, su queste tragiche ore al Palazzo di Giustizia: «Grande dolore per le vittime di questa strage: il giudice Ferdinando Ciampi, il collega, avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani, e gli altri quattro cittadini coinvolti, di cui due in ospedale in gravissime condizioni. Un giorno terribile che speriamo faccia riflettere tutti».
Roma, 9 aprile 2015
domenica, aprile 05, 2015
sabato, aprile 04, 2015
"Il processo non è un optional". Intervista a Andrea Mascherin (Cnf).
Andrea Mascherin è stato eletto da pochi giorni alla guida del Consiglio nazionale forense; succede a Guido Alpa e guiderà il Cnf per i prossimi 4 anni.
Presidente Mascherin, gli avvocati italiani, i più numerosi in Europa, vivono anch'essi un momento di grande difficoltà per effetto di una crisi economica che non risparmia le professioni. Tuttavia almeno con questo Governo hanno ricevuto un riconoscimento importante come interlocutori importanti nei processi di riforma.
"Credo si tratti del giusto riconoscimento dell'avvocatura come architrave del sistema ordinistico, ponte indispensabile tra i cittadini e il sistema giustizia. Per il resto le priorità, anche nel confronto con il Governo, non possono che essere il rafforzamento dell'avvocatura come soggetto attivo della giurisdizione, come elemento di garanzia dei più deboli, come promotrice di interventi che non devono mai suonare come autoreferenziali, ma a tutela della collettività. Altrimenti a perdere di credibilità siamo tutti noi".
Negli ultimi tempi, nelle politiche della giustizia, sia sul versante civile sia su quello penale, il filo conduttore è parso quello del processo come "risorsa scarsa", da riservare ai casi veramente meritevoli di tutela. Professione di realismo condivisibile?
"Non proprio. Il processo non può essere considerato solo in termini di efficienza: al debole deve essere sempre garantita la possibilità di agire contro il forte. Il rischio, in caso contrario, è che a restare del tutto privi di tutela siano diritti diffusi come quello alla salute, all'istruzione, che pure hanno pieno riconoscimento nella Costituzione. Il processo sta invece diventando sempre più costoso, senza neppure avere certezza che i maggiori incassi derivanti dagli aumenti costanti del contributo unificato vengano destinati a investimenti per migliorare l'amministrazione della giustizia".
Troppo spesso l'avvocatura si espone ad accuse di conservatorismo. È il caso delle forme di esercizio della professione...
"Il Consiglio nazionale forense non ha pregiudizi sull'applicazione di forme imprenditoriali. Soprattutto se si tratta di meccanismi che favoriscono l'ingresso dei giovani nella professione. Certo, se il riferimento è alle società con presenza del socio di capitale, allora l'attenzione deve essere massima. Sotto più punti di vista: dalla tutela del segreto professionale, i fascicoli non possono essere a disposizione di chi non è avvocato, al rischio di infiltrazione di capitali opachi. Il rapporto fiduciario legale-cliente non deve essere compromesso. In più, non è che le dimensioni siano sempre garanzia di qualità: i piccoli studi legali, soprattutto in alcune realtà del Paese, anche alla luce della nuova geografia giudiziaria, sono una risorsa che non deve essere mortificata, semmai incentivata".
In materia di accesso alla professione è favorevole al numero chiuso a Giurisprudenza?
"Non siamo contrari all'introduzione di un numero programmato che però assicuri ai meritevoli di potere procedere nello studio".
Il nuovo ordinamento forense ha già bisogno di un tagliando?
"Adesso è presto. Credo bisognerà aspettare un paio d'anni ancora. In ogni caso, il tema dell'accesso andrà sicuramente valutato, come pure i risultati della parziale esternalizzazione del procedimento disciplinare. Altri due punti da considerare: l'esercizio del controllo sull'esercizio continuato della professione e la riserva sulla consulenza stragiudiziale".
Si profila l'ennesimo intervento sul Codice di procedura civile. Servirà?
"Devo esprimere un certo scetticismo, anche se si profila una riforma complessiva, che è certo cosa diversa dall'alluvione di modifiche frammentarie cui abbiamo assistito negli ultimi anni. Alla giustizia servirebbero invece risorse aggiuntive sia di personale, togato e no, sia economiche. In caso contrario anche iniziative che stanno mostrando esiti interessanti, come il processo telematico, corrono il pericolo di segnare il passo".
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 4 aprile 2015
Presidente Mascherin, gli avvocati italiani, i più numerosi in Europa, vivono anch'essi un momento di grande difficoltà per effetto di una crisi economica che non risparmia le professioni. Tuttavia almeno con questo Governo hanno ricevuto un riconoscimento importante come interlocutori importanti nei processi di riforma.
"Credo si tratti del giusto riconoscimento dell'avvocatura come architrave del sistema ordinistico, ponte indispensabile tra i cittadini e il sistema giustizia. Per il resto le priorità, anche nel confronto con il Governo, non possono che essere il rafforzamento dell'avvocatura come soggetto attivo della giurisdizione, come elemento di garanzia dei più deboli, come promotrice di interventi che non devono mai suonare come autoreferenziali, ma a tutela della collettività. Altrimenti a perdere di credibilità siamo tutti noi".
Negli ultimi tempi, nelle politiche della giustizia, sia sul versante civile sia su quello penale, il filo conduttore è parso quello del processo come "risorsa scarsa", da riservare ai casi veramente meritevoli di tutela. Professione di realismo condivisibile?
"Non proprio. Il processo non può essere considerato solo in termini di efficienza: al debole deve essere sempre garantita la possibilità di agire contro il forte. Il rischio, in caso contrario, è che a restare del tutto privi di tutela siano diritti diffusi come quello alla salute, all'istruzione, che pure hanno pieno riconoscimento nella Costituzione. Il processo sta invece diventando sempre più costoso, senza neppure avere certezza che i maggiori incassi derivanti dagli aumenti costanti del contributo unificato vengano destinati a investimenti per migliorare l'amministrazione della giustizia".
Troppo spesso l'avvocatura si espone ad accuse di conservatorismo. È il caso delle forme di esercizio della professione...
"Il Consiglio nazionale forense non ha pregiudizi sull'applicazione di forme imprenditoriali. Soprattutto se si tratta di meccanismi che favoriscono l'ingresso dei giovani nella professione. Certo, se il riferimento è alle società con presenza del socio di capitale, allora l'attenzione deve essere massima. Sotto più punti di vista: dalla tutela del segreto professionale, i fascicoli non possono essere a disposizione di chi non è avvocato, al rischio di infiltrazione di capitali opachi. Il rapporto fiduciario legale-cliente non deve essere compromesso. In più, non è che le dimensioni siano sempre garanzia di qualità: i piccoli studi legali, soprattutto in alcune realtà del Paese, anche alla luce della nuova geografia giudiziaria, sono una risorsa che non deve essere mortificata, semmai incentivata".
In materia di accesso alla professione è favorevole al numero chiuso a Giurisprudenza?
"Non siamo contrari all'introduzione di un numero programmato che però assicuri ai meritevoli di potere procedere nello studio".
Il nuovo ordinamento forense ha già bisogno di un tagliando?
"Adesso è presto. Credo bisognerà aspettare un paio d'anni ancora. In ogni caso, il tema dell'accesso andrà sicuramente valutato, come pure i risultati della parziale esternalizzazione del procedimento disciplinare. Altri due punti da considerare: l'esercizio del controllo sull'esercizio continuato della professione e la riserva sulla consulenza stragiudiziale".
Si profila l'ennesimo intervento sul Codice di procedura civile. Servirà?
"Devo esprimere un certo scetticismo, anche se si profila una riforma complessiva, che è certo cosa diversa dall'alluvione di modifiche frammentarie cui abbiamo assistito negli ultimi anni. Alla giustizia servirebbero invece risorse aggiuntive sia di personale, togato e no, sia economiche. In caso contrario anche iniziative che stanno mostrando esiti interessanti, come il processo telematico, corrono il pericolo di segnare il passo".
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 4 aprile 2015
venerdì, aprile 03, 2015
L’eccessività della somma portata nel precetto non travolge questo per l'intero (Cass. Civ. n. 27032/2014).
"L'eccessività della somma portata nel precetto non travolge questo per l'intero ma ne determina la nullità o inefficacia parziale per la somma eccedente, con la conseguenza che l'intimazione rimane valida per la somma effettivamente dovuta, alla cui determinazione provvede il giudice, che è investito di poteri di cognizione ordinaria a seguito dell'opposizione in ordine alla quantità del credito".
(Cassazione civile, Sezione Sesta, Pres. Finocchiaro - Rel. Carluccio Sent. 19-12-2014 n. 27032)
(Cassazione civile, Sezione Sesta, Pres. Finocchiaro - Rel. Carluccio Sent. 19-12-2014 n. 27032)
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