mercoledì, gennaio 16, 2008

MASTELLA ANNUNCIA LE SUE DIMISSIONI DA MINISTRO DELLA GIUSTIZIA.


Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale della Campania è agli arresti domiciliari. E il marito, ministro della Giustizia Clemente Mastella, annuncia le sue dimissioni.

Il provvedimento è stato deciso in ambito dell'inchiesta sulla sanità campana. Il reato sarebbe di tentata concussione nei confronti del direttore generale dell'ospedale di Caserta. L'indagine è condotta dai magistrati di Santa Maria Capua Vetere.

"Apprendo dalla televisione una notizia sconcertante, che sarebbero stati disposti gli arresti domiciliari nei miei confronti per tentata concussione. Mi sento assolutamente serena, non ho nulla da temere e fornirò all'autorità giudiziaria qualunque chiarimento che mi venga richiesto".

Queste le dichiarazioni a caldo della Lonardo, che si trova nella sua abitazione di Ceppaloni. "La diffusione della notizia è l'amaro prezzo, che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo. Affronto tranquilla anche questa battaglia".

Nel frattempo, Clemente Mastella, nel suo intervento nell'Aula di Montecitorio, ha spiegato le ragioni della sua decisione.

"Getto la spugna - ha detto - mi dimetto, dunque, perché tra l'amore per la mia famiglia e il potere scelgo il primo. Avrei potuto operare sottili distinguo. Mi dimetto per essere più libero umanamente e politicamente".

Poi l'attacco al procuratore: "Mi dimetto sapendo che un'ingiustizia enorme è la fonte inquinata di un provvedimento perseguito con ostinazione da un procuratore che l'ordinamento giudiziario manda a casa per limiti di mandato e di questo mi addebita la colpa. Colpa che invece non ravvisa nell'esercizio domestico delle sue funzioni per altre vicende che lambiscono suoi stretti parenti e delle quali è bene che il Csm e altri si occupino".

TRATTO DAL SITO REPUBBLICA.IT

(16 gennaio 2008)

AGLI ARRESTI DOMICILIARI SANDRA LONARDO MASTELLA.


Napoli, 16 gen. (Apcom) - Il Gip di Santa Maria Capua Vetere, ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Sandra Lonardo Mastella, presidente del Consiglio Regionale della Calabria e moglie del ministro della Giustizia Clemente Mastella.

Il Gip, secondo quanto si è appreso, avrebbe ravvisato gli estremi di una tentata concussione in contrasti che ci sarebbero stati in passato con il direttore generale dell'ospedale di Caserta.

Un conflitto, quello fra la signora Mastella e il dirigente ospedaliero, che politicamente ha radici profonde: l'uomo era molto vicino ai Popolari-Udeur al momento della designazione mentre si è poi avvicinato al presidente della Provincia Sandro De Franciscis.

martedì, gennaio 15, 2008

PRIME NOMINE DEL CSM PER INCARICHI DI VERTICE IN SCADENZA.

Roma, 15 gen. (Apcom) - Dal Csm arrivano le prime nomine ai vertici degli uffici giudiziari, 140 poltrone che a fine gennaio resterebbero scoperte per effetto del limite di 8 anni introdotto dalla riforma dell'ordinamento giudiziario per gli incarichi direttivi.

Una scadenza che spinge la Commissione per gli incarichi direttivi di Palazzo dei Marescialli a un calendario dai tempi serrati, con sedute straordinarie.

Nella seduta di oggi della Commissione, presieduta da Ezia Maccora (Md), sono state 10 le proposte di nomina formulate, quasi tutte all'unanimità: riguardano le poltrone di presidente dei Tribunali di sorveglianza di Campobasso, Reggio Calabria, Bologna, Potenza, Bolzano, Catanzaro, Bari, Perugia, Firenze, Messina.

Già da domani, riferisce la presidente in una nota, la Commissione "è impegnata a proseguire, anche con ulteriori sedute straordinarie, nell'esame degli altri 130 uffici il cui ruolo direttivo sarà vacante dal 27 gennaio 2008".

Le scelte, precisa Maccora, vengono fatte sulla base della circolare che il Csm ha approvato lo scorso novembre, che "valorizza le professionalità specifiche rispetto all'anzianità".

L'ORDINE DI ROMA PUBBLICA LE PRESENZE DEI CONSIGLIERI USCENTI.


ORDINE AVVOCATI DI ROMA

PRESENZE DEI CONSIGLIERI ALLE ADUNANZE DEL CONSIGLIO

BIENNIO 2006/2007

Si trascrive integralmente, la delibera del 13 dicembre 2007:

“Il Consiglio, su proposta del Consigliere Gianzi, delibera di inserire sul sito e sul Notiziario “Foro Romano” la presenza dei Consiglieri alle adunanze del Consiglio”.

In adempimento della stessa si riportano i dati relativi alla presenza dei Consiglieri alle adunanze del Consiglio nel biennio 2006-2007 che sono state, in totale, 113 (54 nel 2006 e 59 nel 2007).

Livia Rossi: 111

Sandro Fasciotti: 109

Alessandro Cassiani: 106

Goffredo M. Barbantini: 104

Antonio Conte: 102

Donatella Cere': 101

Rosa Ierardi: 101

Francesco Gianzi : 99

Giovanni Cipollone: 98

Paolo Nesta: 92

Carlo Testa: 90

Domenico Condello: 83

Francesco Storace : 75

Giulio Prosperetti 69

Federico Bucci: 64

Fonte:

SEGRETERIA ORDINE AVVOCATI ROMA

....Un silenzio che dura quasi da 15 anni......

lunedì, gennaio 14, 2008

Cassazione: non e' reato filmare i rapporti con il convivente.

Non puo' essere condannato per "interferenze illecite nella vita privata" chi filma in casa propria i rapporti intimi con la convivente, registrando questi in una videocassetta mai diffusa a terze persone.

E' quanto si evince da una sentenza della Cassazione, che ha annullato senza rinvio "perche' il fatto non sussiste" una condanna a 4 mesi di reclusione inflitta ad un uomo dalla Corte d'Appello di Roma.

L'imputato era stato accusato di essersi procurato "indebitamente immagini della vita intima e privata" della propria compagna, "mediante strumenti di ripresa visiva".

L'uomo aveva poi, alla fine della relazione sentimentale, consegnato alla propria ex una cassetta con questi filmati, con un biglietto di addio.

La donna, dunque, lo aveva trascinato in Tribunale lamentando il fatto che, pur sapendo della ripresa delle immagini che erano state proiettate in tempo reale con una apparecchiatura predisposta su una parete, non fosse stata informata della registrazione di queste.

Contro la decisione dei giudici del merito, l'imputato aveva presentato ricorso in Cassazione, affermando che "non possono essere considerate interferenze illecite le attivita' svolte consensualmente e scientemente da due soggetti, come nel caso di specie, anche se registrate da uno dei due con l'ausilio di una videocamera, perche' rimangono comunque nel ristretto ambito degli stessi partecipanti alle attivita' riprese".

Dello stesso avviso, la quinta sezione penale della Suprema Corte, secondo la quale il ricorso e' fondato: "L'art. 615 bis del Codice Penale - si legge nella sentenza n. 1766 - tende a tutelare la riservatezza della vita individuale contro le interferenze illecite nella vita privata di ognuno, ma sempre che tali interferenze provengano da terzi, rimasti estranei alla conversazione oggetto di registrazione".

IN MALATTIA PARTECIPA AD UNA REGATA: GIUDICE CONDANNATA DAL CSM.

ROMA - Aveva goduto di una lunga aspettativa per malattia per una patologia alla schiena che le impediva di stare a lungo piedi e seduta; eppure, nell'ultimo periodo di congedo aveva partecipato a un'importante gara velica di "livelli estremi", in vista di un'ulteriore regata transoceanica.

Protagonista della vicenda un giudice donna, che é stata condannata dalla sezione disciplinare del Csm a una doppia sanzione: la perdità di anzianità di un anno e il trasferimento d'ufficio.

Le attività sportive di una certà difficoltà, come la navigazione d'altura, le erano state "caldamente prescritte" si era giustificata la donna.

Senza riuscire a convincere il Csm, che l'ha condannata per aver utilizzato "strumenti previsti dalla legge per finalità diverse da quelle tipiche (cura e riabilitazione)".

Ad aggravare la posizione del magistrato la "vasta eco giornalistica" che c'era stata sulla sua partecipazione alla regata transoceanica, con "grave danno" anche alla credibilità dell'istituzione giudiziaria.(ANSA)

domenica, gennaio 13, 2008

....Gli incerti del processo telematico.

Spazziamoli via!

Avvocati: elezioni da baraccone.


Tempo di elezioni per i Consigli degli Ordini degli Avvocati. Tra gennaio e febbraio si terranno nella maggior parte degli Ordini Forensi le elezioni con un primo turno e (quasi sempre) il ballottaggio.

Con la posta natalizia, in mezzo a biglietti e cartoline di auguri, sono arrivate agli iscritti all’Albo le prime lettere di invito al voto per questa o quella lista. Benissimo.

Nelle sedi in cui gli iscritti agli albi professionali sono svariate diecine di migliaia occorre a chi voglia porre la propria candidatura sul serio di comunicarla a molti colleghi anche sconosciuti, non essendo pensabile che ci si possa limitare al passa-parola durante le udienze ed i quotidiani incontri professionali.

Fin qui, dunque tutto bene. Ma il discorso dell’effettiva proposizione della propria candidatura ad un numero di elettori pari a quello delle elezioni amministrative in una città di media grandezza non si ferma a quello dell’invio di una lettera.

Certo è che elezioni per i Consigli degli Ordini di grandi centri come Roma, Milano, Napoli, comportano problemi tali e quali la democrazia porta con sé da quando ha cominciato ad aver a che fare con i grandi numeri, già quelli delle città-Stato non più raccolte intorno ad una agorà. Non basta una lettera.

Da anni per le giornate di votazioni i candidati ingaggiano giovani colleghi, segretarie ed anche estranei o clienti (anche del ramo penale) per tallonare ogni avvocato, ed anche chi possa essere scambiato per tale, che si rechi al Palazzo di Giustizia, mettendogli in mano una lista: “Voti questa! Voti questa”.

Ricercate per tale compito sono segretarie, praticanti e giovani avvocatesse particolarmente avvenenti. Gazzarra grande. Ma, grazie anche all’avvenenza prevalente della maggioranza delle tallonatrici, una certa atmosfera festosa può compensare l’eccesso di turbolenza.

In mezzo alla folla e tra il rutilare degli stampati policromi i candidati soli o in gruppetti delle stesse cordate (ma la maggior parte non disdegna più corde) che all’apparire di ogni volto appena vagamente conosciuto, prorompono in accattivanti ed ilari: “Carissimo!” “Grande amico!” e si spingono pure in più confidenti espressioni: “Grazie assai di essere venuto!” E qui gli fa eco uno del crocchio: “Siamo nella stessa lista! Io sono Pinco Pallino, grazie!”. E giù strette di mano ed amichevoli pacche.

Anche questo fa parte di quanto è ineliminabile e che occorre saper guardare con bonaria, ironica comprensione.

Ma da qualche anno a questa parte le elezioni per gli Ordini Forensi hanno assunto nelle grandi città connotazioni che vanno ben oltre queste concessioni ad umane debolezze, a semplici strappi del buon gusto.

Ho tra le mani un portachiavi con tavoletta di plastica (credo) con la scritta “Insieme per gli Avvocati”. E’ un souvenir elettorale di Milano.

Quanti ne saranno stati distribuiti? Nelle ultime elezioni a Roma vi sono stati cocktail offerti generosamente in locali di un certo prestigio dai candidati delle varie liste. Ed anche cene non so se in piedi o ai tavoli. E migliaia di fax sono arrivati in tutti gli studi legali. E tanta, tanta carta stampata.

Non sarà proprio carino, ma non si può fare a meno di fare i conti: quanto costa una simile campagna elettorale? E più crudamente: quanto costa essere eletto?

Credo che la maggior parte degli avvocati propenda oggi per quell’atteggiamento che va sotto il nome di “antipolitica”, per il quale dati veri o fantastici di prebende e, di contro, di ingenti spese elettorali per parlamentari, consiglieri regionali, provinciali, sindaci, consiglieri comunali e circoscrizionali sono gettati sul piatto della bilancia di infinite discussioni con una punta di sadismo e, al contempo, di trasparente invidia.

Una legge della Repubblica impone un “tetto” delle spese elettorali e l’obbligo della denunzia del conto dettagliato di esse.

Si deve arrivare a tanto per le elezioni dei Consigli degli Ordini Forensi?

Cicerone, quella sorta di nume tutelare della nostra professione (c’era una sua effige sulle marche previdenziali per gli avvocati) fece votare una legge sui limiti e le modalità di spese e propiziazioni varie nelle elezioni nella Roma del suo tempo, la “Lex Tullia de ambitu”, che non era la prima in materia.

E’ vero che fece una delle sue migliori arringhe per difendere un console suo amico imputato di averla violata.

Ma, anche lasciando da parte Cicerone e gli antichi romani, penso che qui ed oggi un certo ritegno nello spendere e prodigarsi per una elezione ad una carica che, tra l’altro, dovrebbe importare molti sacrifici e fatiche al servizio dei colleghi, sarebbero assolutamente necessari per salvaguardare quel po’ che resta della dignità di una professione per tanti versi ingiustamente malfamata.

Scritto da Mauro Mellini

Da: www.giustiziagiusta.info

Cassazione Sezioni Unite su elezioni forensi.


Nella legislazione non esiste una disciplina per l'elezione dei componenti dei consigli dell'ordine degli avvocati.

La lacuna deve essere colmata attraverso l'applicazione delle disposizioni contenute nel citato decreto lgs.vo lgt. n. 382 del 1944, contenente norme sui consigli degli ordini e collegi e sulle commissioni centrali professionali.

L'art. 2, primo comma, del decreto dispone che "i componenti del Consiglio sono eletti dall'assemblea degli iscritti nell'albo a maggioranza assoluta di voti segreti per mezzo di schede contenenti un numero di nomi uguale a quello dei componenti da eleggersi".

La scarna indicazione normativa ha dato luogo al presente ricorso nel quale, in base alle ragioni che sono esposte nei motivi prima riportati, il problema di diritto che deve essere risolto è quello della validità del voto, espresso nell'elezione dei componenti di un consiglio dell'ordine degli avvocati, contenuto in una scheda elettorale che indichi un numero di preferenze eccedente quello dei componenti da eleggere.

Questa Corte, applicando a disposizione prima richiamata all'elezione di componenti dell'ordine degli ingegneri e geometri, prima a Sezioni unite, poi a sezione semplice, ha già ritenuto che essa contiene una norma di contenuto non equivoco: le schede per l'elezione dei membri di un consiglio di un ordine professionale debbono contenere un numero di voti eguale a quella dei componenti che debbono essere eletti (rispettivamente, sentenza 19 dicembre 1991, n. 13714 e sentenza 14 gennaio 2002, n. 358).

La giustificazione delle decisioni è quella che, all'esito finale delle votazioni, sia assicurata la copertura di tutti i posti di consigliere.

Le conseguenze di questa premessa sono:

- che l'inosservanza della norma comporta la nullità dell'intera scheda;

- che l'espressione di un numero di preferenze superiore a quello ricavabile dalla stessa norma non fa salva la validità della scheda, limitatamente al numero delle preferenze consentite.

La conclusione è condivisa dal Collegio.

Seguendo la regola ed indipendentemente dai problemi di segretezza del voto, non si vede, infatti, quale preferenza, eccedente il numero consentito, possa essere esclusa, se non lasciando al mero arbitrio dell'ufficio elettorale l'esclusione del voto dato in eccedenza.

Si noti che nell'elezione di cui trattasi il voto può essere espresso secondo un ordine qualsiasi e non vi sono liste di candidati, indicati in base ad un ordirne prestabilito.

Il fatto che nella designazione dei membri di altre organizzazioni fondate su base elettiva siano adottati sistemi diversi (come quello, richiamato nella decisione del Consiglio Nazionale Forense, dell'art. 57 del d.p.r. 16 maggio 1960 n. 560 sul computo dei voti nelle elezioni comunali) non ha rilievo alcuno.

Occorre considerare, infatti, che quel tipo di elezioni si fonda, in generale, sul diverso sistema della presentazione di liste di candidati, che nel caso che ne occupa non sono previste.

Cassazione civile , sez. un., 10 aprile 2003, n. 5618 -Farina c/ Cons. Ord. Avv. Nuoro e altro

Giust. civ. Mass. 2003, 4

Giur. it. 2004, 762

Giust. civ. 2004, I,2413 nota MOROZZO DELLA ROCCA

Il programma elettorale dei candidati della Camera Civile.



I candidati della lista formata dalla Camera Civile di Salerno ci hanno fatto pervenire il loro programma elettorale.

Pubblichiamo volentieri, qui di seguito, il documento nel convincimento di dare un contributo ad un dibattito elettorale che sia - sempre più - incentrato sui programmi e sulle cose da fare.

Siamo a disposizione di tutti gli altri candidati che, nei prossimi giorni, volessero presentare - tramite questo blog - ai Colleghi che ci seguono le loro idee ed i loro intenti.

Il materiale potrà essere inviato all'email: g.celia@ordavvsa.it.

PROGRAMMA LISTA CAMERA CIVILE

1. Riconquista della dignita’ professionale.

2. Vigilanza effettiva all’'applicazione delle regole di deontologia professionale.

3. Trasparenza verso la classe di tutti gli atti a compiersi, nonche’ dei compiti istituzionali del Consiglio dell’Ordine con apertura verso l’esterno fruendo della collaborazione fattiva di tutti gli iscritti disponibili.

4. Trasparenza degli incarichi, anche attraverso la redazione e la tenuta presso il Consiglio di un libro degli incarichi professionali che eventualmente dovessero passare per il tramite del Consiglio stesso.

5. Apertura dei colloqui con la magistratura per una collaborazione fattiva e costruttiva finalizzata al miglioramento del sistema giustizia, da realizzarsi eventualmente anche attraverso la redazione e sottoscrizione di protocolli delle udienze civili, penali ed amministrative da concertarsi anche con le Associazioni forensi maggiormente rappresentative e di un protocollo da sottoscrivere con il personale giustizia.

6. Creazione di un servizio attivo 24 ore su 24 anche via internet circa eventuali rinvii d’ufficio delle cause civili penali ed amministrative, almeno 24 ore prima della fissata udienza.

7. Creazione di un servizio attivo ed aggiornato di informazione circa le modalita’ di iscrizione alla Cassa Forense, fruizione dell’indennità di maternità, del diritto al pensionamento ed altri emolumenti previsti a favore degli iscritti, finalizzato a fruire degli aiuti o finanziamenti previsti dalla cassa nazionale forense o da altri enti preposti per i colleghi in temporanea difficoltà economica.

8. Creazione di un regolamento dove vengano tra l’altro stabilite regole di incompatibilità automatica della carica di Consigliere forense con altre cariche o con designazioni a commissioni varie.

9. Trasparenza degli incarichi professionali anche attraverso la redazione e la tenuta presso il consiglio di un libro apposito e assegnazione di detti incarichi a rotazione a tutti i colleghi iscritti all’albo, con esclusione dei consiglieri in carica.

10. Tenuta di un registro presso il Consiglio degli arbitrati assegnati compatibilmente con le norme vigenti o in subordine controllo del consiglio su dette assegnazioni.

11. Umanizzazione delle aule di giustizia, finalizzata anche ad offrire agli utenti del sistema giustizia un’immagine meno caotica delle modalità di svolgimento delle udienze civili e penali, con conseguente rivalutazione della figura della difesa da tempo relegata ad una figura quasi eventuale.

12. Ricerca dei modi, tempi e spazi per lo svolgimento più consono delle udienze aventi oggetto provvedimenti da rendere in materia di stato delle persone, capacità giuridica di agire ed in genere di tutte le udienze per le quali è prevista la presenza obbligatoria delle parti personalmente

13. Vigilanza e indi informazione tempestiva alla classe forense circa la gestione degli spazi giudiziari secondo le proposte e le decisioni della commissione di manutenzione .

14. Aggiornamenti alla classe in tempo reale delle nuove modifiche normative riguardanti l’esercizio forense.

15. Creazione di un servizio attivo ed aggiornato circa le iniziative del Consiglio Nazionale Forense, dell’organismo unitario e di altri organismi operativi della classe forense

16. Informazione periodica della classe attraverso, assemblee cicliche da tenere in luoghi idonei e capaci di contenere il numero massimo degli iscritti, manifesti , pubblicazioni su stampa locale e quant’altro utile per una compiuta informazione della classe forense circa l’opera svolta dal nuovo consiglio

17. Apertura prolungata della biblioteca del Consiglio, previo aggiornamento, anche telematico, del materiale esistente, con possibilità per gli utenti di estrarre copie di materiale cartaceo o di materiale informatico in tempo reale

18. Creazione di un servizio attivo che prenda in considerazione eventuali proposte fattive di tutti gli iscritti circa il miglioramento in genere del sistema giustizia

19. Creazione di un osservatorio permanente che contempli la presenza di un membro o delegato del consiglio alle udienze dove vi sono magistrati che notoriamente creano difficoltà ai colleghi

20. Rilascio ad horas di eventuale certificazione riguardante la posizione dei colleghi per usi consentiti

sabato, gennaio 12, 2008

LA STORIELLA DI FIORELLO.


Qualche giorno fa, ragionando di elezioni forensi con un collega più giovane, questi si diceva stupito del fatto che – trai candidati al nostro Consiglio – venissero catapultati dei “carneadi”, mentre molti esponenti validi ed attivi dell’avvocatura salernitana dovevano stare fuori dalla competizione.

Con quel poco d’esperienza che ho in più, avrei dovuto spiegare all’amico il meccanismo feudale della “cooptazione”, ma la cosa m’intristiva.

Allora, per dargli una risposta, ho voluto raccontargli una storiella (rigorosamente vera): eccola.

L’ora famosissimo Fiorello, uno dei più grandi intrattenitori del varietà italiano, all’inizio della sua carriera si presentò ad un provino, per poter poi fare delle scenette durante il festival di Sanremo.

Il provino gli venne fatto direttamente dal “grande” Pippo Baudo che, dopo aver visto l’esibizione (magnifica) di Fiorello, gli comunicò: “Non vai bene, sei scartato!”.

Allora il giovane artista, incredulo, cominciò insistentemente a chiedere spiegazioni sul perché della bocciatura ed, alla fine, spazientito, Pippo Baudo sbottò: “Devo escluderti, altrimenti va a finire che il Festival lo presenti tu!”.

Capito l’antifona?

Tribunale Salerno: gli effetti delle nuove tabelle.

giovedì, gennaio 10, 2008

Il problema "monnezza" non è nuovo.


Eventi formativi di gennaio 2008.

LE "ANIME MORTE".

La polemica recente tra gruppi di candidati, per il presunto mancato ottenimento di copia completa dell'albo aggiornato degli avvocati salernitani, ci ha fatto andare con la mente alla emblematica vicenda delle “anime morte”.

Le “anime morte” - come è noto - è il titolo del celeberrimo romanzo, pubblicato nel 1842 dallo scrittore russo Gogol.

Ebbene, con questo termine si indicavano, nel sistema feudale russo, quei servi della gleba morti dall'ultimo censimento e per i quali i proprietari continuavano a pagare il testatico, fin quando non ne avrebbero fatto registrare l’avvenuta morte nel successivo censimento.

Čičikov, protagonista del romanzo (accaparrandosi spregiudicatamente un grosso numero di “anime morte”) punta a crearsi, con il minimo sforzo, una dote di servitori "fantasma", elevata al punto tale da potersi fare assegnare le terre che la legislazione del tempo prevedeva.

Ebbene, negli ordini professionali, specialmente in quello degli Avvocati, la vita democratica è spesso falsata proprio dalla presenza di nutriti gruppi di “anime morte”.

Gruppi addirittura invisibili, sia per la loro assenza dalla vita forense e sia perché gli albi (..non senza malizia) vengono aggiornati con grande ritardo.

Dunque le elezioni, sovente, le vince proprio chi conosce e gestisce il più grosso numero di “anime morte” (…si fa per dire).

Purtroppo queste anime inquiete e vaganti, si dimostrano assai vive quando si tratta di correre verso le urne per gratificare i loro potenti amici.

In sintesi si tratta, per dirla scherzosamente in versi, di un “pecoresco armento, che corre all’urna con la scheda in mano, pago d’esser suddito e di parer sovrano”!

ARRIVA L'INAUGURAZIONE DELL'ANNO GIUDIZIARIO.

Si terrà il prossimo 25 gennaio 2008, presso la Corte di Cassazione, la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario alla presenza del presidente della repubblica.

Come da due anni a questa parte, la relazione di apertura sarà tenuta dal primo presidente, Vincenzo Carbone, alla sua prima uscita pubblica dopo la querelle che lo ha visto contrapposto davanti al giudice amministrativo al Consiglio superiore della magistratura nella procedura di nomina.

La sua relazione sarà seguita da quelle del rappresentante del Consiglio superiore della magistratura, del ministro guardasigilli, del procuratore generale della Cassazione e del rappresentante del Consiglio nazionale forense.

Come sempre l'occasione servirà a scattare una fotografia dello stato di salute del sistema giudiziario. Il giorno dopo si terranno le cerimonie in sede distrettuale.

Come ha specificato il Consiglio superiore della magistratura, per quella giornata dovranno essere sospese tutte le udienze, tranne che per gli affari urgenti.

Elezioni rinnovo COA Salerno: polemiche tra la Camera Civile ed il Consigliere Segretario.


Il presidente ed il segretario della Camera Civile, Lucia Ragone e Agata Bisogno, hanno accusato il consigliere segretario dell’ordine Gaetano Paolino di essersi rifiutato di consegnare l’albo aggiornato degli iscritti all’ordine perche quello distribuito, secondo l’opposizione, risale al 2003.

L’avvocato Agata Bisogno ne aveva fatto richiesta per motivi elettorali.

La versione dei fatti offerta dagli oppositori è tutta in un comunicato della Camera Civile.

«L’avvocato Paolino non solo ha rifiutato l’evasione della legittima richiesta adducendo che il consiglio ha trenta giorni per evaderle ma si è anche permesso di alzare la voce davanti ai colleghi e al personale di segretria, invitando l’avvocato Bisogno e un altro candidato ad uscire dai locali del consiglio».

Analogo «incidente diplomatico» avvenne, secondo l’opposizione, nel 2002 «vittime» gli avvocati Luigi Amato e Bernardo Altieri.

I vertici della camera civile stigmatizzano: «Non è un buon inizio».

La replica di Paolino: «Ritengo che le questioni inerenti gli avvocati siano trattate nelle sedi istituzionali, non per coprire gli eventi ma per un bon ton che è umano prim’ancora che professionale - replica l’avvocato Gaetano Paolino - In relazione all’episodio specifico posso solo precisa che non volevo in alcun modo limuitare l’accesso agli atti del consiglio forense, ho cercato semplicemente di chiarire modi, procedure e termini che si sarebbero dovuti rispettare anche in elazione agli orari di accesso al consiglio stesso».

tratto dal quotidiano "Il Mattino".

mercoledì, gennaio 09, 2008

MASTELLA: RIVOLUZIONE CON DDL UFFICIO PROCESSO.


Una "vera e propria rivoluzione nella quale ho creduto e che spero il Parlamento porti a compimento celermente".

Cosi' il Guardasigilli Clemente Mastella commenta il primo via libera, da parte della Commissione Giustizia della Camera, al disegno di legge che istituisce l'ufficio per il processo.

"Quello che arriva dalla Commissione - afferma il ministro - e' un buon segnale": l'assunzione di 2.800 laureati, la riorganizzazione degli uffici, la possibilita' di progressione in carriera del personale giudiziario, assieme all'avvio obbligatorio del processo civile telematico, rappresentano, secondo Mastella, un "passo importante per garantire efficienza al sistema e buona qualita' al servizio reso ai cittadini".