giovedì, luglio 16, 2009
Csm contro il ddl Alfano di riforma del cpp: il provvedimento minerebbe l'efficacia delle indagini.

Il Csm ha approvato un documento che boccia il ddl Alfano sulla riforma del processo penale che si sta discutendo al Senato.
I magistrati quasi all'unanimità hanno denotato alcuni punti che ssarebbero in contrasto con la Costituzione.
Preoccupazione viene espressa per la modifica all'obbligatorietà dell'azione penale che viene considerata foriera di effetti «devastanti» per l'efficacia delle indagini.
Viene anche contestata la maggiore dipendenza «della polizia giudiziaria dal potere esecutivo» e la estromissione del pm dalle indagini che porterebbe un controllo sull'azione penale da parte dell'esecutivo.
Frena il vicepresidente del Csm Nicola Mancino: «quando il plenum sarà chiamato a formulare il parere, alcune forzature andranno, a mio avviso, eliminate, come sarà giusto apprezzare molti suggerimenti contenuti nello schema di parere, perchè sono rivolti a razionalizzare, a semplificare e a ridurre i tempi lunghi del processo penale. Dialogare con il governo è necessario, ed è anche utile se i suggerimenti del Csm sono valutati positivamente per la oggettività dei rilievi: le forzature mai aiutano a rendere proficuo un dialogo fra chi propone e chi istituzionalmente è deputato a dare un parere di merito».
Il Ministro della Giustizia Alfano ha risposto che quello del Csm è un parere, non una bocciatura.
«Del resto, - dice Alfano - il Csm è ben consapevole dell'importanza dell'invito rivoltogli dal Capo dello Stato a non dilatare i propri spazi di intervento».
mercoledì, luglio 15, 2009
Omicidio Sandri: omicidio colposo, ecco perche'.

ROMA (ANSA) - Si muove sul filo sottile della teoria giuridica "dell'accettazione del rischio" la sentenza con la quale la corte d'assise di Arezzo ha condannato a sei anni di reclusione, per omicidio colposo aggravato, il poliziotto Luigi Spaccarotella che l' 11 novembre 2007, nell'area di servizio Badia al Pino, vicino ad Arezzo, uccise con un colpo di pistola il tifoso laziale Gabriele Sandri.
I giudici hanno dichiarato il poliziotto colpevole di omicidio colposo aggravato da colpa cosciente, cambiando l'imputazione che era quella di omicidio volontario per dolo eventuale.
Proprio la differenza tra dolo eventuale e colpa cosciente, applicata al caso specifico e con scelta finale per la seconda, avrebbe catalizzato la lunga discussione della corte d'assise in camera di consiglio.
I giudici sono partiti dalla considerazione che l'agente Spaccarotella, nel momento in cui ha impugnato l'arma ed ha deciso di sparare, aveva messo in conto la concreta possibilità del verificarsi di un evento lesivo.
Muovendo da questa premessa, comune sia al dolo specifico sia alla colpa cosciente, i giudici hanno distinto tra le due fattispecie.
Per dichiarare il dolo eventuale, avrebbero dovuto ritenere che il poliziotto avesse fatto seriamente i conti con la possibilità di colpire il gruppo di tifosi laziale che era dall'altra parte dell'autostrada e, nonostante ciò, avesse deciso comunque di sparare.
Per ritenere la colpa cosciente, i giudici avrebbero dovuto, invece, ritenere che Spaccarotella, pur avendo deciso di sparare, in realtà confidasse nel fatto che comunque non avrebbe colpito i tifosi.
Due esempi scolastici spiegano la differenza tra dolo eventuale e colpa cosciente: - dolo eventuale: Tizio, disturbato da ragazzi che schiamazzano in strada, lancia contro di loro dal balcone della propria abitazione una bottiglia di vetro, pur prevedendo possibili ferimenti e colpendo di fatto un ragazzo; - colpa cosciente: Caio, effettuando un sorpasso automobilistico in una curva pericolosa, ha ben presente la possibilità di provocare uno scontro; facendo leva, però, sulla conoscenza della strada e sulla sua abilità di guidatore, egli si convince di poter in ogni caso evitare l'incidente che, tuttavia, si verifica.
Nel caso di Spaccarotella, la scelta della corte d'assise è stata per la colpa cosciente, con affermazione del reato di omicidio colposo e non di omicidio volontario, e pena conseguentemente più bassa rispetto a quella chiesta dal pubblico ministero, che aveva invece ritenuto sussistente il dolo eventuale.
di Enzo Quaratino
Riforma professione forense: primo “sì” per la fine di luglio.

Disponibilità ad ascoltare le ragioni dell’Avvocatura da parte dei deputati della commissione Giustizia: questa l’impressione dei rappresentanti dell’Avvocatura che sono stati auditi ieri, in vista della riforma dell’ordinamento forense, prima della pausa estiva.
A guidare la delegazione, il presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa: erano rappresentati, tra gli altri, l’Oua, l’Anf, l’Aiga e le Camere penali.
Finché non sarà disponibile il nuovo testo del comitato ristretto, le sigle dell’avvocatura si mantengono prudenti, anche se la richiesta generale è più severità nel percorso professionale, coniugata con il ritorno ai minimi inderogabili e l’abrogazione del patto di quota lite.
Posizione un po’ distinta per l’Anf, che chiede una svolta a partire dai percorsi universitari.
martedì, luglio 14, 2009
Danni di lieve entità conseguenti a sinistri stradali: aggiornamento degli importi di risarcimento ad aprile 2009.

Con Decreto ministeriale Ministero dello sviluppo economico 19 giugno 2009, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 157 del 9 luglio 2009, Serie Generale, si è provveduto all’aggiornamento annuale degli importi per il risarcimento dei danni di lieve entità alla persona, derivanti da sinistri conseguenti alla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti.
Il Decreto 19 giugno 2009 ha così disposto:
«A decorrere dal mese di aprile 2009, gli importi indicati nel comma 1 dell’art. 139 del Codice delle assicurazioni private e rideterminati, da ultimo, con il decreto ministeriale 24 giugno 2008, sono aggiornati nelle seguenti misure:
settecentoventotto euro e sedici centesimi per quanto riguarda l’importo relativo al valore del primo punto di invalidità, di cui alla lettera a);
quarantadue euro e quarantotto centesimi per quanto riguarda l’importo relativo ad ogni giorno di inabilità assoluta, di cui alla lettera b)».
In sintesi il valore del risarcimento del primo punto di invalidità è ora fissato in € 728,16 mentre l’indennità per ogni giorno di inabilità assoluta è fissata in € 42,48.
Antiriciclaggio, protesta del Cnf .

Il Consiglio nazionale forense chiede al governo e al parlamento alcune modifiche al decreto legislativo in materia di antiriciclaggio, approvato dal governo nel consiglio dei ministri del 26 giugno e correttivo del dlgs 231/2007, per garantire il rispetto della Costituzione e una normativa efficace e ragionevole che contemperi tutti i valori costituzionali coinvolti.
Innanzitutto il Cnf denuncia un “vero e proprio travisamento della direttiva comunitaria” laddove il dlgs 231, punto su cui il correttivo non interviene, estende l’obbligo di segnalazione anche in capo all’Ordine, ritenendo che sarebbe opportuno specificare che tale obbligo emerge nel caso di ipotesi di omissione di segnalazione di operazioni sospette rilevate nell’esercizio della funzione disciplinare, dove alle volte può emergere una maggiore conoscenza del rapporto sostanziale tra cliente e avvocato.
“Grave preoccupazione” suscita inoltre la commistione tra finalità antiriciclaggio e finalità di lotta all’evasione fiscale perpetrata dalla norma che prevede la facoltà di avvalersi dei dati dell’anagrafe tributaria (finora utilizzabili per finalità di lotta all’evasione) per i controlli di competenza nei confronti dei soggetti sottoposti agli obblighi antiriciclaggio.
Norma che crea, ad avviso del Cnf, “uno scenario di indiscriminato accesso e usi impropri di dati estremamente sensibili, in un contesto che finisce per risultare di dubbia compatibilità istituzionale”. Per questo il Cnf propone le adeguate modifiche per escludere tale commistione.
Altri due argomenti sensibili per il Cnf sono la tutela dell’anonimato del segnalante e quella del segreto professionale.
La prima risulterebbe ammorbidita da una normativa nebulosa che sancisce che non solo l’Uif ma anche la Guardia di Finanza e la Dia possono chiedere ulteriori informazioni al segnalante, facendo supporre così che tutti gli organi investigativi possano disporre fin da subito del nome del segnalante.
Il Cnf propone di riformulare la norma per stabilire nuovamente che l’identità del segnalante possa essere svelata dall’Uif ad altri organi investigativi solo se autorizzato da un decreto dell’autorità giudiziaria.
Anche la tutela del segreto professionale subisce, ad avviso del Cnf, un sacrificio nella norma che estende ai professionisti gli obblighi di segnalazione al ministero dell’economia delle eventuali violazioni della normativa sui trasferimenti di liquidità, per di più senza le esimenti della difesa in giudizio e della consulenza legale.
La formulazione della norma, avverte il documento “integra una manifesta violazione del segreto professionale, con conseguenti rischi d’illegittimità costituzionale”e andrebbe riscritta escludendo i professionisti dalla sfera di applicazione soggettiva della disposizione.
Altre osservazioni riguardano il mancato svolgimento del principio dell’approccio basato sul rischio a fronte dei ristretti presupposti per l’utilizzo dei cosiddetti obblighi semplificati e la richiesta di specificare che il momento a partire dal quale scattano gli obblighi di adeguata verifica della clientela è quello successivo all’accettazione dell’incarico.
“Improprio” ancora appare, ad avviso del Cnf, imporre ai professionisti l’onere di provare alle autorità competenti che la portata delle misure adottate è adeguata all’entità del rischio.
Il Cnf chiede anche che gli Ordini siano consultati dal ministero dell’economia in relazione alle norme di semplificazione degli obblighi di adeguata verifica. E infine propone di semplificare gli obblighi di tenere copia degli atti e di registrazione dei dati dei clienti.
sabato, luglio 11, 2009
ALFANO: SU CSM ANCORA NESSUNA DECISIONE PRESA.

Pantelleria, 11 lug. (Adnkronos) - "Il mio ministero conduce un'attivita' di studio e valutera' anche le proposte che sono state fatte dai collaboratori. Penso che queste proposte saranno tenute in considerazione, ma non abbiamo svolto nessuna riunione ne' preso nessuna decisione in questa materia che pure fa parte di un dibattito pubblico e che ha forti e autorevoli sostenitori".
Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano commentando la notizia apparsa oggi su un quotidiano secondo cui sarebbero pronte nuove regole per il Consiglio superiore della magistratura.
Il ministro e' appena atterrato a Pantelleria dove partecipa alla posa della prima pietra per il nuovo aeroporto dell'isola.
In ricordo dell'Avv. Giorgio Ambrosoli (11 luglio 1979/11luglio 2009)

Approderà nelle scuole milanesi 'Qualsiasi cosa succeda. Storia di un uomo libero', il libro su Giorgio Ambrosoli, liquidatore della Banca Privata di Michele Sindona, scritto dal figlio dell'avvocato ucciso l'11 luglio del 1979, Umberto, anch'egli avvocato.
Lo ha detto il sindaco di Milano, Letizia Moratti, partecipando alla commemorazione del trentesimo anniversario dell'uccisione di Ambrosoli che si è tenuta stamani nell'Aula magna del Palazzo di Giustizia di Milano.
La figura umana e professionale di Ambrosoli è stata ricordata tra gli altri, dal presidente dell'ordine degli avvocati di Milano, Paolo Giuggioli, dal presidente del Tribunale di Milano, Livia Pomodoro, e dall'avvocato generale dello Stato, Laura Bertolé Viale.
Letizia Moratti ha anche spiegato che un modo di continuare l'opera di Giorgio Ambrosoli è quella, per esempio, del Patto d'integrità che il Comune ha introdotto e in base al quale sono escluse dagli appalti le imprese che violano la concorrenza o le norme di sicurezza. Il patto è di recente valso un premio da parte del Ministro per la Funzione pubblica, Renato Brunetta.
Il sindaco di Milano ha anche spiegato che l'attività di Ambrosoli ha spianato la strada per le attuali modalità d'indagini che non possono prescindere dalla collaborazione internazionale.
ESAMI DI ABILITAZIONE AVVOCATO 2008: I RISULTATI DEGLI SCRITTI DI SALERNO.

La Commissione di Salerno ha pubblicato ieri sera, intorno alle 21,45, i risultati delle prove scritte della sessione 2008 in corso.
Hanno superato lo scritto 595 candidati su 1351 aspiranti, dunque con una percentuale di ammessi pari al 44%.
Nei prossimi giorni sarà pubblicato il calendario degli appelli per le prove orali.
venerdì, luglio 10, 2009
Cittadella Giudiziaria: il riappalto sarà senza ribassi.

La riassegnazione dell'appalto per il completamento della cittadella giudiziaria sarà effettuata con il sistema dell'offerta economicamente più vantaggiosa.
A comunicarlo è stato il sindaco Vincenzo De Luca, che ieri pomeriggio ha partecipato all'assemblea indetta da Vincenzo Pellegrino, presidente della Giunta distrettuale dell'Anm.
«È una scelta che pone problemi di responsabilità e impegna gran parte dell'apparato amministrativo, ma è in grado di offrire maggiori garanzie di affidabilità ed efficienza organizzativa», ha spiegato De Luca, che è apparso ottimista anche in relazione alla consegna almeno di alcuni lotti entro un anno, attraverso un meccanismo di premialità se l'impresa aggiudicataria consegnerà prima.
Una importante indicazione sulla strada da seguire per contrastare le ingerenze della criminalità organizzata è stata fornita dal procuratore generale Lucio Di Pietro, con una eperienza di 15 anni nella Direzione Nazionale Antimafia.
Di Pietro ha suggerito al sindaco la realizzazione di un protocollo in passato studiato in DNA tra committente, aggiudicatario e Prefettura in grado di impedire qualsiasi tipo d'infiltrazione malavitosa, evitando interdittive antimafia, che spesso intervengono a lavori ultimati.
I presidenti della Corte d'Appello e del Tribunale, Matteo Casale e Luigi Mastrominico hanno affrontato la questione dell'esiguità dei fondi necessari per gli arredi.
«Il Ministero ha dimostrato ottusità mentale. Una soluzione potrebbe essere quella di attingere ai fondi europei sulla sicurezza», ha detto De Luca.
ANTONELLA BARONE
Tratto da sito: www.ilmattino.it
Iscriviti a:
Post (Atom)









