mercoledì, novembre 15, 2006

I LAVORI DEL CONSIGLIO FORENSE.




TORNATA CONSILIARE DEL GIORNO
16/11/2006 (ore16)

ORDINE DEL GIORNO


1. Lettura ed approvazione verbali precedenti;
2. Comunicazioni del Presidente;
3. Attuazione PolisWeb - Urgenti iniziative e determinazioni;
4. Valutazione apertura procedimento disciplinare nei confronti dell'Avv. V. A. M.;
5. Varie ed eventuali.

lunedì, novembre 13, 2006

LA SECESSIONE PAGA SEMPRE!


LA RECENTE VICENDA DELLE TABELLE, CHISSA' PERCHE',CI HA FATTO VENIRE IN MENTE BOSSI.

A ROMA PRENDEVA I MINISTRI ED AL NORD FACEVA IL SECESSIONISTA.
SONO FACILI LE SIMILITUDINI DA RAVVISARE.
......MEDITATE GENTE, MEDITATE.

Cassazione penale: non è reato portare jella !




Non e' reato portare jella a qualcuno.
Lo ha sottolineato la Corte di Cassazione in una sentenza di oggi della V Sezione penale con la quale afferma che non e' passibile di condanna penale l''auspicio' o la 'previsione' che qualcosa non andra' a buon fine.
In questo modo la V Sezione penale ha cancellato la condanna per minaccia inflitta ad un 30enne, Alex R., per aver inviato sms attraverso il telefono cellulare ad un'amica nei quali diceva appunto che la sua attivita' di barista non sarebbe andata bene.
Per avere appunto 'messaggiato' l'amica con il testo di un sms che recitava ''Ignorante farai la fine di tuo padre, tanto non vai avanti con il tuo baretto, perderai tutto illusa'', Alex R. era stato condannato dal giudice di pace di Genzano, marzo 2005, a 350 euro di multa per il reato di ingiurie e minacce continuate all'amica Luana C..
Il giovane ha presentato ricorso in Cassazione e piazza Cavour, almeno in parte, ha cancellato la condanna sottolineando che il portare jella non costituisce reato.

domenica, novembre 12, 2006

GLI ITALIANI SONO IMPAZZITI?



Sì, noi italiani siamo impazziti. Impazzita è Rita Levi Montalcini, premio Nobel, che si aspettava dal suo governo un investimento sulla ricerca.
Impazzito è il ministro degli Esteri D'Alema che ha chiesto maggiori fondi per la Farnesina. Impazzito è Giuliano Amato che si è preoccupato per le risorse del ministero dell'Interno. Impazzito era Carlo Azeglio Ciampi quando ha parlato di una Finanziaria senza anima. Impazzito era il governatore Draghi quando ha chiesto riforme strutturali. Impazzito è il senatore Pallaro, alla voce finanziamenti per gli italiani all'estero. Impazziti sono i sindaci, i professionisti, i commercialisti, i negozianti, i medici, i dipendenti del pubblico impiego. Cinquantasei milioni di pazzi. Con una sola eccezione: Romano Prodi.
È lui l'unico a preoccuparsi del futuro, in un Paese di spendaccioni, lobbisti, scialacquatori, evasori fiscali, di gente che parcheggia in seconda fila, che preferisce il piccolo uovo di oggi alla grassa gallina di domani. Insomma siamo un popolo che non vuole capire che sta iniziando quell'era di felicità che il numero uno dell'Unione aveva promesso in campagna elettorale.
Siamo alle porte del Paradiso in terra e non vogliamo riconoscerlo.
Il presidente del Consiglio è in preda ad una sindrome che, se è brutta per le persone comuni, appare pericolosa per chi ha in mano un potere di governo. C'è una vasta letteratura sull'argomento. Senza scomodare i classici e senza neppure ricordare cosa venne scaricato su Berlusconi quando si lasciò sfuggire la famosa battuta sui «coglioni», ora c'è essenzialmente da dire che quando un esponente politico se la prende con tutti gli altri, anche con coloro che l'hanno votato, questo vuol dire che è solo, che non capisce il Paese in cui vive e che è fuori della realtà. Non c'è un'altra spiegazione.
Gli esperti di dietrologia ci diranno oggi che questo sfogo è dovuto a tante piccole ragioni. Un senatore a vita, finora militante del centrosinistra, che minaccia di non dare il suo assenso alla Finanziaria e che, con l'autorevolezza del premio Nobel ricevuto, pone un problema più generale di credibilità. Ministri della sinistra antagonista che lanciano l'avvertimento di un disimpegno.
Il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, già autore del ribaltone del '98, che viene riconosciuto dai giornali come il grande statista capace di andare a Kabul per dimostrare di essere lui il vero punto di equilibrio della coalizione. E così via. Gli esperti di dietrologia ci diranno cioè che quell'«impazziti» era riferito a persone con un nome e con un cognome, considerate decisive all'interno della maggioranza.
Ma questo non basta. Nell'esternazione di Prodi c'è qualcosa di più profondo: c'è un senso di insopportazione nei confronti non solo dei contrasti politici più o meno espliciti interni all'Unione, non solo delle critiche al suo operato venute da ambienti considerati vicini, ma soprattutto verso la legittima opposizione ad una politica economica che una maggioranza di italiani considera pericolosa per i propri interessi, per il proprio lavoro e per l'insieme del Paese.
Allora c'è solo da ammettere che è vero, che siamo impazziti, che non vogliamo il futuro che ci sta preparando il presidente del Consiglio.
Che la nostra pazzia nasce dal rifiuto della felicità imposta per legge, la legge finanziaria, e dal rifiuto parallelo di riconoscere la saggezza e la preveggenza di un uomo solo al comando. Tutti alla scuola di Erasmo, tutti pazzi non per Prodi ma contro di lui.
RENZO FOA

sabato, novembre 11, 2006

MASTROMINICO NON SI E’ FERMATO AD EBOLI!


In questi giorni, dopo la lettura del decreto organizzativo per il prossimo biennio del Presidente del Tribunale (le c.d. Tabelle), circolava l'amara battuta: "Mastrominico si è fermato ad Eboli"!
Infatti le Tabelle si pongono in chiara controtendenza con gli stessi orientamenti recentemente espressi dal Ministero della Giustizia, volti ad ottimizzare le poche forze ed a privilegiare le realtà giudiziarie più “centrali”, con la soppressione per accorpamento delle sedi secondarie e/o minori.
Il Presidente, in breve, pur dando atto che la pianta organica del personale di magistratura è a Salerno al 50 % (rispetto a parametri vecchi di decenni), invece di reclamare l’arrivo di nuove forze – come fa da anni l’Avvocatura di Salerno – ha risolto il problema facendo uso della classica “coperta troppo corta”.
E' stata così lasciata ulteriormente sguarnita una realtà centrale e nevralgica, per l’economia e l’ordine pubblico, come la città di Salerno.
La "tecnica organizzativa" è sin troppo banale: soppressione di una sezione civile e di una penale a Salerno ed invio (..almeno sulla carta!) dei sette magistrati - “ricavati” con l’operazione chirurgica - alla realtà ebolitana.
Va da sé che la soppressione delle due sezioni a Salerno comporterà ulteriore riduzione anche del personale di cancelleria, già ridotto all’osso, con il pericolo di veder ricomparire le penose file di avvocati dinazi alle porte chiuse delle cancellerie stesse.
Resta poi da vedere se i magistrati “sacrificati” ad andare in provincia avranno veramente voglia di farlo (..ci sono sempre le malattie e, perchè no, le maternità).
Però dopo queste ennesime brutte notizie, alle quali abbiamo fatto il callo, finalmente una buona: il Presidente Mastrominico (smentendo i maligni) non vuole "fermarsi ad Eboli" ed ha presentato domanda per concorrere al posto di Direttore del Dipartimento Affari Penitenziari (DAP), per occupare la poltrona lasciata libera dal dott. Tinebra.
Cosa dire se non: tanti auguri Presidente, smentisca davvero quelli che la volevano "fermo ad Eboli" e vada a Roma.
Ad maiora....e senza alcun nostro rimpianto.

mercoledì, novembre 08, 2006

........DOVE SONO FINITI I SOLDI!!!!


I SIGNORI PRODI E BERSANI ADDITANO GLI AVVOCATI COME CONCLAMATI EVASORI, CAUSA DEL DISSESTO DEL PUBBLICO BILANCIO.
EPPURE LA DOMANDA DI TUTTI E' SEMPRE LA STESSA: DOVE VANNO A FINIRE I SOLDI?
IL GRAFICO CHE PRECEDE E' UNA PICCOLA RISPOSTA, SEPPURE A LIVELLO LOCALE, ALLA FATIDICA DOMANDA.

martedì, novembre 07, 2006

I LAVORI DEL CONSIGLIO FORENSE.





Continuiamo nella pubblicazione degli Ordini del giorno dei lavori del Consiglio forense, nella convinzione che questo servizio possa giovare alla più attenta partecipazione alle problematiche locali della nostra Professione, nonchè alla crescita di un serio e costruttivo dibattito politico interno.



CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI
SALERNO


TORNATA CONSILIARE DEL GIORNO
07/11/2006 (ore16)

ORDINE DEL GIORNO


1. Lettura ed approvazione verbali precedenti;
2. Comunicazioni del Presidente;
3. Iscrizioni e cancellazioni;
4. Pareri;
5. Ammissioni Gratuito patrocinio;
6. Legge cd."Bersani". Iniziative e determinazioni;
7. Costituzione Ufficio patrocinio a spese dello Stato;
8. Codice delle Assicurazioni. Iniziative e determinazioni;
9. Nuova normativa in diritto fallimentare ed espropriazione;
10. Ipotesi di riforma della professione forense. Iniziative;
11. Organizzazione corsi di preparazione ed aggiornamento, anche in relazione alla bozza di regolamento del CNF sulla formazione permanente necessaria.
12. Attuazione Decreto 24.06.2006 del dipartimento generale della Giustizia civile;
13. Varie ed eventuali.

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CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI
SALERNO


TORNATA CONSILIARE DEL GIORNO
10/11/2006 (ore16)

ORDINE DEL GIORNO


1. Lettura ed approvazione verbali precedenti;
2. Comunicazioni del Presidente;
3. Iscrizioni e cancellazioni;
4. Compiuta pratica forense;
5. Tabelle del Tribunale di Salerno 2006/2007. Decreto n. 403/06 del Presidente del
Tribunale. Osservazioni ed iniziative;
6. Aggiornamento elenco Avvocati TU 115/02;
7. Commissione Comune di Salerno;
8. Sussidi e contributi
9. Varie ed eventuali.

sabato, novembre 04, 2006

Se i prossimi scioperi non serviranno, possiamo sempre ricorrere alle...preghiere!




Dal prossimo 13 novembre inizierà un nuovo periodo di astensione contro la legge Bersani e le sciagurate politiche per la giustizia del Governo Prodi.
Laddove anche questo sciopero non servisse a nulla, proponiamo di iniziare una "novena", facendo uso della seguente giaculatoria:

Preghierina dell’avvocato

O Gesù dagli occhi tristi
Fai sparire i comunisti
Se risolvi 'sto problema
Fai sparire anche D'Alema
Ma se poi non te ne fotti
Fai squagliare Bertinotti
Ti preghiam, se non ti rodi,
Manda al diavolo pure Prodi
Tu col cuore sempre aperto
Fai schiattare Diliberto
E con gli angeli tuoi belli
Porta in cielo anche Rutelli
Te ne prego, o buon Gesù,
Non rimandarceli mai più.

giovedì, ottobre 26, 2006

LA GIUSTIZIA CIVILE CERCA CASA!


La sezione Civile della Corte d'Appello andrà a via Rafastia?
Domani, 27 ottobre 2006 (ore 10,30), è stata convocata la Commissione di Manutenzione della Corte d'Appello di Salerno.
Al primo punto dell'ordine del giorno vi è il seguente argomento:
"Progetto di trasferimento della Sezione Civile della Corte d'appello, nella ristrutturata palazzina B di via Rafastia".
Già nella Commissione di Manutenzione del giorno 19 luglio 2006, il Presidente f.f. della Corte d'Appello dott. Casale aveva avanzato tale richiesta, sicchè nel relativo verbale si legge:
" (omissis) il Presidente Casale, su delega del Presidente Nastro, propone che la Palazzina B venga assegnata definitivamente alla Corte d'Appello (già assegnataria dell'edificio di Piazza Matteotti ex Tipografia Volpe, poi messa a disposizione dell'UNEP di Salerno), per le urgenze pressanti della Corte medesima, ove sarà possibile allocare, ad esempio, la Sezione Civile, cosicchè i locali lasciati liberi potranno essere utilizzati dalla Sezione Penale e dalla Sezione Lavoro".
La decisione, sicuramente foriera di ulteriori disagi per l'Avvocatura salernitana, venne rinviata a richiesta del Consigliere dell'ordine forense Avv. Valerio Iorio.
Dunque domani dovrebbe esservi la decisione sulla delicata questione, ma una cosa è certa: la derelitta giustiza civile "cerca casa"!

martedì, ottobre 17, 2006

TAGLI AL BILANCIO DELLA GIUSTIZIA E PROCESSO.....


DOPO I TAGLI CHE IL "TRIO" PRODI-BERSANI-VISCO HA RISERVATO AL BILANCIO DELLA GIUSTIZIA, PER AFFRONTARE I PROBLEMI DELLA GIUSTIZIA E DELLA LUNGHEZZA DEI PROCESSI, NON CI RESTA CHE AFFIDARCI....ALLA FILOSOFIA!

martedì, ottobre 10, 2006

IL PROSSIMO 12 OTTOBRE TUTTI A ROMA: MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO IL GOVERNO PRODI!

ORDINE DEL GIORNO Consiglio del 10 ottobre 2006


1. Lettura e approvazione verbale precedente
2. Comunicazioni del Presidente
3. Iscrizioni e cancellazioni
4. Pareri
5. Commissione incarichi legali - Comune di Salerno
6. Situazione Giustizia Civile: determinazioni
7. Recupero morosità - comunicazione E.TR.: determinazioni
8. Modalità aggiornamento elenco ex art. 81 D.P.R. 115/02
9. Ammissione Gratuito Patrocinio
10. Fissazione data celebrazione procedimento disciplinare a carico Avv. G. E.
11. Designazione terna di professionisti - Commissione Tributaria Regionale della Campania -
12. Designazione Commissario concorso Scuole di Specializzazione per le professioni legali Università di Salerno
13. Sussidi e contributi
14. Varie ed eventuali

martedì, ottobre 03, 2006

CONGRESSO DI ROMA: IMPRESSIONI DI SETTEMBRE.



Avevamo auspicato, per la sessione romana del Congresso, l’unità tra le troppe anime dell’Avvocatura e - almeno formalmente – l’unità c’è stata.
Isolata voce discorde è stata quella dei “fratelli separati” dell’Unione Camere Penali che, con Randazzo, si sono appollaiate sul loro piedistallo in “similoro”, così dimostrando che c’è ancora qualcuno che vive di sogni e di ricordi.
Quello che è mancato, paradossalmente, è stato proprio….il Congresso!
L’affermazione non deve stupire: basti considerare che su 4 giornate di lavori, ben 3 sono state blindate al dibattito, onde consentire ai soliti notabili incartapecoriti le insopportabili passerelle, fatte di triti ed altisonanti paroloni.
Solo durante la giornata gestita dall’OUA si è potuto discutere concretamente (vedremo poi come) dei problemi assillanti che funestano il mondo della Giustizia e, finalmente, votare.
Purtroppo il dibattito politico vero non si è svolto in aula, ma nelle solite “secrete stanze”, e sul palco la discussione ha girato a vuoto, stanca e ripetitiva, nell’assoluta assenza della controparte politica e nel silenzio assordante dei mass-media.
Infine le corpose mozioni ( a causa di un deplorevole guasto alle fotocopiatrici, significativamente già verificatosi a Milano!), sono state messe a disposizione dei congressisti solo verso le ore 18,30, quando le votazioni avrebbero avuto inizio alle ore 19.
A questa evidente e sgradevole forzatura, si sono accompagnate: 1) l’abolizione dell’agile e sicuro voto elettronico, sostituito da quello per alzata di mano; 2) la soppressione degli interventi di sintesi (a favore e contro le mozioni da votare).
Dunque voto “al buio”, per usare il Congresso come comodo “pallio” per coprire e ratificare le solite decisioni prese dall’alto.
Ma, anche così, qualche mozione imposta dai vertici è stata clamorosamente bocciata dai congressisti.
I delegati salernitani non sono stati, però, a guardare: la protesta vivace, anche con uno specifico intervento dalla tribuna, si è fatta sentire, con la minaccia di abbandono dei lavori.
Quel che è sicuro, in conclusione, che è proprio il meccanismo congressuale a dover essere radicalmente riformato, per consentire all’Avvocatura di riappropriarsi della propria massima assise decisionale, oggi mortificata e svilita dalle strumentalizzazioni.
La democrazia, la rappresentanza, sono fatte di partecipazione e di voto consapevole: non tutti coloro che occupano gli attuali vertici dell’Avvocatura sembrano consapevoli di queste elementari acquisizioni, patrimonio comune della nostra cultura
giuridica.

martedì, settembre 26, 2006

VINCENZO LO SCERIFFO.


Vincenzo lo sceriffo nasce, politicamente, come funzionario (stipendiato) di un glorioso partito, ormai defunto tra le secche della storia del secolo passato.
Dopo aver fatto il sindacalista del bracciantato, cresce e prospera all’ombra della segreteria di via Manzo, frattanto da lui conquistata, senza che – a quanto se ne sappia – abbia mai svolto alcuna attività lavorativa e/o professionale.
Pur essendo uomo di partito, sorprendentemente, si afferma proprio grazie alla crisi dei partiti della prima repubblica e, facendo uso di una lista civica, risorge come “sindaco della gente” (sic!).
Da sempre ama l’applauso della folla (specialmente di quella raccolta per le processioni patronali) e, coerentemente, si circonda – di giorno e di notte – di ossequiosi palafrenieri e reggicoda.
Il suo strumento preferito, per attirare l’applauso della folla e il commento rapito di qualche giornalista che non vale una “lira”, è la demagogia a tutto tondo.
Ne produce sfusa ed a pacchetti.
Da ultimo, avendo finito i soldi per le fontane, preferisce cavalcare demagogicamente i temi dell’ordine pubblico (anche per assecondare il palato grossolano dei moderati, del cui voto da sempre si pasce), armando i pingui vigili urbani di manganello (pardon: “mazzetta rifrangente”) e sparando a zero contro malfattori di ogni risma, mendicanti ed extracomunitari.
L’eccessiva foga di “uomo d’ordine” dell’ultima ora, però, lo sta inducendo a più di un passo falso.
Il più recente è la crociata contro gli avvocati salernitani, da annoverare – secondo lo sceriffo – trai malfattori ed i truffatori.
Certo è stata una brutta azione, anche perché venuta subito dopo l’attacco sferrato dai suoi colleghi di partito Bersani/Visco: un po’ come sparare sul pianista.
Eppure Vincenzo aveva, nel pur recente periodo elettorale, vezzeggiato e blandito la numeroso schiera di avvocati salernitani (giovani e vecchi), promettendo a tutti lavoro (da sempre assegnato ai “soliti noti” amici dei politici) ed una sollecita ultimazione dei lavori alla cittadella giudiziaria.
Per attirarsi gli applausi alla processione di San Matteo, dopo aver plebiscitariamente avuto il sospirato scranno sindacale, ci ha dato “il faro della giustizia”, conscio forse del cono d’ombra nel quale da tempo giace l’avvocatura salernitana.
Poi, di punto in bianco, ha scaricato la folta schiera dei legali, forse perché convintosi di averne imbrigliato i vertici locali.
Per questo, emulo di Tex, ha cominciato a sparare all’impazzata e - convocata apposita conferenza stampa – ha comunicato “urbi et orbi” che la città era infestata da quasi 4.000 ladri in giacca e cravatta, intenti ad intessere lucrose truffe ai danni dell’ente comune.
Il giustizialismo, però, è notoriamente arma a doppio taglio, perché in molti si sono chiesti perché Vincenzo il “castigamatti” abbia taciuto quando, durante la consiliatura appena chiusasi, non poche polemiche hanno investito proprio lo specifico assessorato del Comune.
Son questi, si sa, i misteri della vita e della politica.
Vorremmo, finalmente, offrire a Vincenzo qualche motivo di riflessione: la gran parte dell’avvocatura salernitana ha la “schiena dritta” ed ha fatto della rettitudine e della laboriosità il proprio vangelo di vita.
Pur nelle attuali difficoltà il Foro salernitano ha conservato integro l’antico orgoglio e la sua proverbiale indipendenza da tutti i poteri esterni.
Infatti se Vincenzo potrà trovare qualcuno per il quale “Parigi val bene una messa”, sappia che per lo “zoccolo duro” dell’Avvocatura salernitana, geloso della propria autonomia, varrà sempre il principio opposto: “una messa vale ben più di Parigi, perché è affare di coscienza!”

giovedì, settembre 14, 2006

SARA' IL CONGRESSO DELL'UNITA' ?


A grandi passi si avvicinano le giornate del Congresso Nazionale Forense di Roma.
Le attese dei Colleghi sono grandi, come grande è il senso di ansietà per l’emergenza improvvisa determinatasi con l’approvazione della legge Bersani/Visco.
Purtroppo i segnali che ci giungono dai vertici nazionali dell’Avvocatura, sino ad oggi, non sono confortanti.
Il male antico delle divisioni esasperate, forse per difendere “orticelli personali” oramai inesistenti, è davvero duro ad essere sconfitto.
Infatti, dopo la forzatura della divisione della sede tra Roma e Milano, ora si è giunti (..davvero come i “separati in casa”!) alla spartizione persino della gestione delle giornate dei lavori congressuali.
Il primo giorno è appannaggio del CNF, il secondo spetta all’OUA e – dulcis in fundo – l’ultimo si appartiene alla Cassa Previdenza Forense.
In questo modo si rischia di non fare molto cammino!
I temi congressuali, poi, ci sembrano generici e persino avulsi dalla realtà: probabilmente qualcuno li ha studiati apposta per togliere al Congresso la sovranità decisionale.
Comunque confidiamo nella ragionevolezza di tutti e nella possibile unità dell’Avvocatura italiana, senza “posti al sole” per nessuno e nel necessario rispetto dei ruoli istituzionali.
Nella deprecata ipotesi di fallimento del Congresso, i tempi che ci aspettano saranno – se possibile – ancora più bui e, senza più spazi per le “autoreferenzialità”, noi tutti (dai vertici alla base) dovremo reinventarci un ruolo nella società.

domenica, settembre 10, 2006

E' PROPRIO VERO: L'ERBA DEL VICINO E' SEMPRE PIU' VERDE!


Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Nocera Inferiore

Il Consiglio dell'Ordine, nella adunanza del 26.07.2006, ha deliberato, ex art. 2, Legge 3 agosto 1949, l'apertura del procedimento disciplinare a carico dei Colleghi non in regola con il pagamento dei contributi annuali relativi ad anni antecedenti il 2006.
Il mancato pagamento dei contributi annuali, entro il termine del 27 novembre 2006, comporterà, ai sensi della citata norma, la sanzione della sospensione dall'esercizio professionale a tempo indeterminato.
Il procedimento disciplinare, così come la sanzione eventualmente applicata, sono immediatamente revocati al momento del pagamento delle somme dovute.

mercoledì, settembre 06, 2006

CITTADELLA GIUDIZIARIA: CON SAN MATTEO ARRIVA LA LUCE.


Il nostro recente appello, inerente le problematiche circa l'ultimazione dei lavori alla cittadella giudiziaria (..eterna incompiuta), non è rimasto senza ascolto.
Infatti, secondo l’ormai il consueto rituale settembrino delle “inaugurazioni ad ogni costo”, tra qualche giorno sarà consegnato alla cittadinanza - nel cantiere aperto - il “faro della giustizia”!
L’immagine di questo singolare “monumento”, che dovrebbe illuminare la giustizia salernitana, è quella che vedete qui a fianco (sic!).
Con tutto il rispetto per la sensibilità estetica degli intellettuali “a la page”, che hanno voluto siffatto obbrobrio e che, ora, certamente gongoleranno per questo inutile “fumaiolo”, ci sia consentito di osservare (come avvocato, ma anche come semplice cittadino) – vista la situazione comatosa della giustizia salernitana – che spesso le tragedie, al loro acme, assumono aspetti singolarmente farseschi.
Gesù, fate luce.