martedì, aprile 01, 2014
lunedì, marzo 31, 2014
"Se questo è un avvocato".
C’era un tempo la “professione” forense. In realtà ci piace di più connotarla con altri termini: vocazione, veste, funzione, passione, difensore, toga. Così da nobilitarne le origini, prona verso la tutela dei diritti. Finalità questa particolarmente delicata, costituzionalmente richiamata ed indirizzata.
C’era un tempo una “toga” pregna di dignità, autorevolezza, credibilità.
C’era un tempo un’aurea. C’era un tempo una professione con una giurisprudenza meno ricca, meno creativa, meno arbitraria, meno oscillante.
C’era un tempo un legislatore più serio, più preparato, meno schizofrenico. C’erano un tempo meno avvocati (assai meno), tribunali forse più efficienti. C’era maggiore solennità. C’era un’altra avvocatura. Un altro mondo, un’altra società, un’altra giustizia. Ed anche altri diritti (si pensi solo a tutti i “nuovi diritti” creati negli ultimi 20 anni).
Oggi non c’è più.
Oggi c’è un’avvocatura dopata (gonfiata da numeri abnormi), in preda a legislatori sussultori e ciarlatani, in balia di una giurisprudenza complessa, ma soprattutto mortificata da ondate di adempimenti obbligatori, dispendiosi, onerosi, poco ragionevoli.
Esaminiamoli dunque.
L’avvocato è anche destinatario come datore di lavoro degli obblighi previsti dal nuovo Testo Unico per la sicurezza (d.lgs. 81/2008) quando, nel proprio organico, è presente anche un solo lavoratore. Da ciò discende una cascata di obblighi elencati dall’art. 18 del d.lgs. 81/2008, come modificato dal d.lgs. 106/2009 (tra cui nominare il medico competente per l'effettuazione della sorveglianza sanitaria; designare preventivamente i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza; fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale; comunicare in via telematica all'INAIL e all'IPSEMA, entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico; adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell'evacuazione dei luoghi di lavoro, nonché per il caso di pericolo grave e immediato; redazione del documento di valutazione dei rischi.
Quanto all’antiriciclaggio e alla lotta al finanziamento del terrorismo, ci pensa il d.lgs. 231/2007, come modificato poi anche dal d.lgs. 151/2009, ad onerare i destinatari degli obblighi dell’adozione di misure proporzionali al rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, in relazione al tipo di cliente, al rapporto continuativo, alla prestazione professionale, al prodotto o alla transazione, così prevedendo un criterio di adeguamento di sistemi e procedure e della loro applicazione alle caratteristiche dell’attività ed alle dimensioni dei destinatari degli obblighi.
I destinatari degli obblighi vi adempiono avendo riguardo alle informazioni possedute o acquisite nell’ambito dell’attività istituzionale o professionale. Preoccupandosi però di precisare i limiti di applicazione quanto agli avvocati (art. 12): a) solo nel caso di compimento, in nome o per conto dei clienti, di qualsiasi operazione di natura finanziaria o immobiliare, e di assistenza nella predisposizione o nella realizzazione di determinate operazioni il trasferimento a qualsiasi titolo di diritti reali su beni immobili o attività economiche; 2) per la gestione di denaro, strumenti finanziari o altri beni; 3) per l'apertura o la gestione di conti bancari, libretti di deposito e conti di titoli; 4) per l'organizzazione degli apporti necessari alla costituzione, alla gestione o all'amministrazione di società; 5) per la costituzione, la gestione o l'amministrazione di società, enti, trust o soggetti giuridici analoghi.
Il titolo II del decreto si occupa dei singoli obblighi, indicati come: obblighi di adeguata verifica della clientela; obblighi di registrazione; obblighi di segnalazione. Gli obblighi di adeguata verifica della clientela sono limitati (art. 16) ai casi di prestazioni professionali che superano, secondo i criteri indicati nella norma, la soglia di 15.000 euro o che concernono operazioni di valore indeterminabile, o, ancora, quando vi è sospetto di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo o vi sono dubbi sulla veridicità o sull’adeguatezza dei dati in precedenza ottenuti ai fini dell’identificazione.
Verificare adeguatamente la clientela significa (art. 18) in particolare: a) identificare il cliente e verificarne l’identità; b) identificare l’eventuale titolare effettivo e verificarne l’identità; c) ottenere informazioni sullo scopo e sulla natura prevista del rapporto continuativo o della prestazione professionale; d) svolgere un controllo costante nel corso del rapporto continuativo o della prestazione professionale.
Invero, la Posta Elettronica Certificata (PEC) è obbligatoria per tutti gli Avvocati dal 29 Novembre 2009 per adeguarsi alle disposizioni dell'art. 16 d.l. 185/2008, convertito nella l. 28 gennaio 2009, n. 2. Misura questa certamente necessaria anche e soprattutto per il PCT, ma preziosa pure per effettuare le notifiche in proprio.
Quanto al trattamento dei dati personali intervengono poi l’art. 2, comma 2 d.lgs. 196/03 e il parere del Garante 3.6.2004 così gravandoci di vari adempimenti tra cui la c.d. informativa, ossia il documento obbligatorio per cui il cliente deve ricevere una informativa, orale o scritta, prima della raccolta dei dati (ad esempio al momento del conferimento dell’incarico).
Con il c.d. decreto sviluppo bis (d.l. 179/2012) è stato introdotto l’obbligo del Pos (point of sale), ossia di dotarsi di un dispositivo che consente il pagamento delle prestazioni professionali tramite dispositivo elettronico che permette di addebitare con carta di credito, di debito, prepagata. Come ben sappiamo un vergognoso regalo alla lobby delle banche.
Quanto poi infine, dulcis in fundo, alla polizza obbligatoria per la responsabilità professionale e infortuni, l’art. 12 della l. 31 dicembre 2012, n. 247 (c.d. legge professionale forense), statuisce che “1. L’avvocato, l’associazione o la società fra professionisti devono stipulare, autonomamente o anche per il tramite di convenzioni sottoscritte dal CNF, da ordini territoriali, associazioni ed enti previdenziali forensi, polizza assicurativa a copertura della responsabilità civile derivante dall’esercizio della professione, compresa quella per la custodia di documenti, somme di denaro, titoli e valori ricevuti in deposito dai clienti. L’avvocato rende noti al cliente gli estremi della propria polizza assicurativa. 2. All’avvocato, all’associazione o alla società tra professionisti è fatto obbligo di stipulare, anche per il tramite delle associazioni e degli enti previdenziali forensi, apposita polizza a copertura degli infortuni derivanti a sé e ai propri collaboratori, dipendenti e praticanti in conseguenza dell’attività svolta nell’esercizio della professione anche fuori dei locali dello studio legale, anche in qualità di sostituto o di collaboratore esterno occasionale. 3. Degli estremi delle polizze assicurative e di ogni loro successiva variazione è data comunicazione al consiglio dell’ordine. 4. La mancata osservanza delle disposizioni previste nel presente articolo costituisce illecito disciplinare. 5. Le condizioni essenziali e i massimali minimi delle polizze sono stabiliti e aggiornati ogni cinque anni dal Ministro della giustizia, sentito il CNF.
In realtà come spiega il Cnf nel suo documento informativo “La norma predetta si sovrappone, con il carattere della specialità, a quella di cui all’art. 3, comma 5, lett. e), del D. L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito nella L. 14 settembre 2011, n. 148, avente sempre ad oggetto la assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile e riferita ai professionisti iscritti ad un Ordine Professionale, la cui entrata in vigore è fissata alla data del 13 agosto 2013. In considerazione del superamento di tale norma dalla lex specialis posta dal richiamato art. 12, deve ritenersi che – per quel che attiene alla entrata in vigore dell’obbligo assicurativo – sia necessario farsi riferimento esclusivamente a tale ultima disposizione, onde l’obbligo 2 in questione dovrà essere osservato allorquando il Ministro della Giustizia avrà emanato il decreto di cui al comma 5.”.
E’ evidente come se possa dirsi sensata l’obbligatorietà per la responsabilità professionale, assai meno possa dirsi sensata per la polizza infortuni, ove serva a tutelare se stessi.
Anche in tal caso siamo in presenza di una vergognosa regalia alla lobby delle assicurazioni.
Banche e assicurazioni, putacaso proprio chi ha ispirato gli ultimi governi, che putacaso hanno legiferato in tale modo penalizzante per i professionisti intellettuali e in particolare per noi (basti pensare solo all’obbrobrio dei parametri, falcidianti le tariffe degli avvocati, solo da ultimo riequilibrato).
Ci chiediamo se oggi, alla luce di tutto ciò, se questo è (ancora) un avvocato…
Avv. Marcello Adriano Mazzola – Delegato di Cassa Forense
C’era un tempo una “toga” pregna di dignità, autorevolezza, credibilità.
C’era un tempo un’aurea. C’era un tempo una professione con una giurisprudenza meno ricca, meno creativa, meno arbitraria, meno oscillante.
C’era un tempo un legislatore più serio, più preparato, meno schizofrenico. C’erano un tempo meno avvocati (assai meno), tribunali forse più efficienti. C’era maggiore solennità. C’era un’altra avvocatura. Un altro mondo, un’altra società, un’altra giustizia. Ed anche altri diritti (si pensi solo a tutti i “nuovi diritti” creati negli ultimi 20 anni).
Oggi non c’è più.
Oggi c’è un’avvocatura dopata (gonfiata da numeri abnormi), in preda a legislatori sussultori e ciarlatani, in balia di una giurisprudenza complessa, ma soprattutto mortificata da ondate di adempimenti obbligatori, dispendiosi, onerosi, poco ragionevoli.
Esaminiamoli dunque.
L’avvocato è anche destinatario come datore di lavoro degli obblighi previsti dal nuovo Testo Unico per la sicurezza (d.lgs. 81/2008) quando, nel proprio organico, è presente anche un solo lavoratore. Da ciò discende una cascata di obblighi elencati dall’art. 18 del d.lgs. 81/2008, come modificato dal d.lgs. 106/2009 (tra cui nominare il medico competente per l'effettuazione della sorveglianza sanitaria; designare preventivamente i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza; fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale; comunicare in via telematica all'INAIL e all'IPSEMA, entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico; adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell'evacuazione dei luoghi di lavoro, nonché per il caso di pericolo grave e immediato; redazione del documento di valutazione dei rischi.
Quanto all’antiriciclaggio e alla lotta al finanziamento del terrorismo, ci pensa il d.lgs. 231/2007, come modificato poi anche dal d.lgs. 151/2009, ad onerare i destinatari degli obblighi dell’adozione di misure proporzionali al rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, in relazione al tipo di cliente, al rapporto continuativo, alla prestazione professionale, al prodotto o alla transazione, così prevedendo un criterio di adeguamento di sistemi e procedure e della loro applicazione alle caratteristiche dell’attività ed alle dimensioni dei destinatari degli obblighi.
I destinatari degli obblighi vi adempiono avendo riguardo alle informazioni possedute o acquisite nell’ambito dell’attività istituzionale o professionale. Preoccupandosi però di precisare i limiti di applicazione quanto agli avvocati (art. 12): a) solo nel caso di compimento, in nome o per conto dei clienti, di qualsiasi operazione di natura finanziaria o immobiliare, e di assistenza nella predisposizione o nella realizzazione di determinate operazioni il trasferimento a qualsiasi titolo di diritti reali su beni immobili o attività economiche; 2) per la gestione di denaro, strumenti finanziari o altri beni; 3) per l'apertura o la gestione di conti bancari, libretti di deposito e conti di titoli; 4) per l'organizzazione degli apporti necessari alla costituzione, alla gestione o all'amministrazione di società; 5) per la costituzione, la gestione o l'amministrazione di società, enti, trust o soggetti giuridici analoghi.
Il titolo II del decreto si occupa dei singoli obblighi, indicati come: obblighi di adeguata verifica della clientela; obblighi di registrazione; obblighi di segnalazione. Gli obblighi di adeguata verifica della clientela sono limitati (art. 16) ai casi di prestazioni professionali che superano, secondo i criteri indicati nella norma, la soglia di 15.000 euro o che concernono operazioni di valore indeterminabile, o, ancora, quando vi è sospetto di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo o vi sono dubbi sulla veridicità o sull’adeguatezza dei dati in precedenza ottenuti ai fini dell’identificazione.
Verificare adeguatamente la clientela significa (art. 18) in particolare: a) identificare il cliente e verificarne l’identità; b) identificare l’eventuale titolare effettivo e verificarne l’identità; c) ottenere informazioni sullo scopo e sulla natura prevista del rapporto continuativo o della prestazione professionale; d) svolgere un controllo costante nel corso del rapporto continuativo o della prestazione professionale.
Invero, la Posta Elettronica Certificata (PEC) è obbligatoria per tutti gli Avvocati dal 29 Novembre 2009 per adeguarsi alle disposizioni dell'art. 16 d.l. 185/2008, convertito nella l. 28 gennaio 2009, n. 2. Misura questa certamente necessaria anche e soprattutto per il PCT, ma preziosa pure per effettuare le notifiche in proprio.
Quanto al trattamento dei dati personali intervengono poi l’art. 2, comma 2 d.lgs. 196/03 e il parere del Garante 3.6.2004 così gravandoci di vari adempimenti tra cui la c.d. informativa, ossia il documento obbligatorio per cui il cliente deve ricevere una informativa, orale o scritta, prima della raccolta dei dati (ad esempio al momento del conferimento dell’incarico).
Con il c.d. decreto sviluppo bis (d.l. 179/2012) è stato introdotto l’obbligo del Pos (point of sale), ossia di dotarsi di un dispositivo che consente il pagamento delle prestazioni professionali tramite dispositivo elettronico che permette di addebitare con carta di credito, di debito, prepagata. Come ben sappiamo un vergognoso regalo alla lobby delle banche.
Quanto poi infine, dulcis in fundo, alla polizza obbligatoria per la responsabilità professionale e infortuni, l’art. 12 della l. 31 dicembre 2012, n. 247 (c.d. legge professionale forense), statuisce che “1. L’avvocato, l’associazione o la società fra professionisti devono stipulare, autonomamente o anche per il tramite di convenzioni sottoscritte dal CNF, da ordini territoriali, associazioni ed enti previdenziali forensi, polizza assicurativa a copertura della responsabilità civile derivante dall’esercizio della professione, compresa quella per la custodia di documenti, somme di denaro, titoli e valori ricevuti in deposito dai clienti. L’avvocato rende noti al cliente gli estremi della propria polizza assicurativa. 2. All’avvocato, all’associazione o alla società tra professionisti è fatto obbligo di stipulare, anche per il tramite delle associazioni e degli enti previdenziali forensi, apposita polizza a copertura degli infortuni derivanti a sé e ai propri collaboratori, dipendenti e praticanti in conseguenza dell’attività svolta nell’esercizio della professione anche fuori dei locali dello studio legale, anche in qualità di sostituto o di collaboratore esterno occasionale. 3. Degli estremi delle polizze assicurative e di ogni loro successiva variazione è data comunicazione al consiglio dell’ordine. 4. La mancata osservanza delle disposizioni previste nel presente articolo costituisce illecito disciplinare. 5. Le condizioni essenziali e i massimali minimi delle polizze sono stabiliti e aggiornati ogni cinque anni dal Ministro della giustizia, sentito il CNF.
In realtà come spiega il Cnf nel suo documento informativo “La norma predetta si sovrappone, con il carattere della specialità, a quella di cui all’art. 3, comma 5, lett. e), del D. L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito nella L. 14 settembre 2011, n. 148, avente sempre ad oggetto la assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile e riferita ai professionisti iscritti ad un Ordine Professionale, la cui entrata in vigore è fissata alla data del 13 agosto 2013. In considerazione del superamento di tale norma dalla lex specialis posta dal richiamato art. 12, deve ritenersi che – per quel che attiene alla entrata in vigore dell’obbligo assicurativo – sia necessario farsi riferimento esclusivamente a tale ultima disposizione, onde l’obbligo 2 in questione dovrà essere osservato allorquando il Ministro della Giustizia avrà emanato il decreto di cui al comma 5.”.
E’ evidente come se possa dirsi sensata l’obbligatorietà per la responsabilità professionale, assai meno possa dirsi sensata per la polizza infortuni, ove serva a tutelare se stessi.
Anche in tal caso siamo in presenza di una vergognosa regalia alla lobby delle assicurazioni.
Banche e assicurazioni, putacaso proprio chi ha ispirato gli ultimi governi, che putacaso hanno legiferato in tale modo penalizzante per i professionisti intellettuali e in particolare per noi (basti pensare solo all’obbrobrio dei parametri, falcidianti le tariffe degli avvocati, solo da ultimo riequilibrato).
Ci chiediamo se oggi, alla luce di tutto ciò, se questo è (ancora) un avvocato…
Avv. Marcello Adriano Mazzola – Delegato di Cassa Forense
venerdì, marzo 28, 2014
ANF: BENE ORLANDO, ENTRO 20 GIORNI TAVOLI DI CONFRONTO SU AVVOCATURA.
(AGENPARL) - Roma, 27 mar - “Apprezziamo il cambio di passo del Ministro Orlando che, anche diversamente da qualche suo predecessore, dimostra di avere a cuore l' interlocuzione con l'avvocatura. Il Ministro ha proposto tavoli operativi, ai quali approfondire le tematiche delle societa' professionali e multiprofessionali, le specializzazioni, la riforma universitaria l’accesso e il tirocinio della professione, la difesa d'ufficio, il patrocinio a spese dello stato, la degiurisdizionalizzazione e il contributo dell'avvocatura alla giurisdizione. I tavoli saranno attivati al massimo entro 20 giorni e non saranno chiusi, ma aperti al confronto con altre componenti della societa'”.
Lo dichiara il segretario generale dell’ANF Ester Perifano, che ha incontrato oggi il Ministro Orlando presso il Ministero della Giustizia.
“Si tratta – continua Perifano - di proposte estremamente stimolanti, a seguito delle quali l'avvocatura potra' portare dentro il Ministero la propria voce e il proprio punto di vista. L’ avvocatura e' disponibile a contribuire alla soluzione di problemi che non sono certamente ad essa attribuibili, ma deve esserne riconosciuto il ruolo essenziale, sia nella giurisdizione che all'interno dei sistemi alternativi di risoluzione delle controversie, che , ove necessario e utile, in un ruolo sussidiario o sostitutivo della PA”.
“Si tratta dunque un’agenda su cui occorrerà lavorare intensamente, ma confidiamo possano esserci, nell’interesse degli avvocati e dei cittadini, prospettive finalmente soddisfacenti, anche grazie all’apertura di credito chiestaci dal giovane ministro e alla sua promessa di massimo ascolto” – conclude Perifano.
Lo dichiara il segretario generale dell’ANF Ester Perifano, che ha incontrato oggi il Ministro Orlando presso il Ministero della Giustizia.
“Si tratta – continua Perifano - di proposte estremamente stimolanti, a seguito delle quali l'avvocatura potra' portare dentro il Ministero la propria voce e il proprio punto di vista. L’ avvocatura e' disponibile a contribuire alla soluzione di problemi che non sono certamente ad essa attribuibili, ma deve esserne riconosciuto il ruolo essenziale, sia nella giurisdizione che all'interno dei sistemi alternativi di risoluzione delle controversie, che , ove necessario e utile, in un ruolo sussidiario o sostitutivo della PA”.
“Si tratta dunque un’agenda su cui occorrerà lavorare intensamente, ma confidiamo possano esserci, nell’interesse degli avvocati e dei cittadini, prospettive finalmente soddisfacenti, anche grazie all’apertura di credito chiestaci dal giovane ministro e alla sua promessa di massimo ascolto” – conclude Perifano.
giovedì, marzo 27, 2014
L'OUA PRESENTA UN PACCHETTO DI PROPOSTE AL MINISTRO ORLANDO IN UN INCONTRO POSITIVO E PROFICUO. UNITARIETÀ DI VEDUTE TRA AVVOCATURA E MAGISTRATURA SULLA RIFORMA DEL PROCESSO CIVILE.
NICOLA MARINO, OUA: "NO ALL'OBBLIGATORIETÀ DEL PROCEDIMENTO DI CONCILIAZIONE PRELIMINARE. FORTE ACCORDO SULLE MODIFICHE AL DDL DELEGA CANCELLIERI. CONDIVISIONE SU ARBITRATO SUI GIUDIZI PENDENTI, POSITIVA LA VALORIZZAZIONE DEL RUOLO DELL'AVVOCATO PER RIDURRE IL CONTENZIOSO".
Oggi si è tenuto il previsto incontro sulla riforma del processo civile tra avvocatura, magistratura e ministro di Giustizia, Andrea Orlando, con la partecipazione del Capo dell’ufficio legislativo, Domenico Carcano e il Capo di Gabinetto, Giovanni Melillo.
Per l’Organismo Unitario erano presenti, il presidente Nicola Marino e il coordinatore della Commissione Oua sulla procedura civile, Carlo Maria Palmiero. L’Oua ha predisposto un documento con osservazioni e proposte.
La riunione è stata anche preceduta da un confronto con Anm, Cnf e Unione Camere Civili.
Nicola Marino, alla fine della fitta giornata, ha espresso innanzitutto un giudizio positivo per la «forte convergenza di posizioni tra avvocatura e magistratura già nella riunione preliminare».
«Una novità che rompe le vecchie barriere del passato - sottolinea il presidente Oua - e che crediamo sia la base di una nuova stagione di riforme condivise. Il confronto continuerà anche nelle prossime settimane».
Quindi, ha messo in evidenza come con il ministro Orlando, «si sia riusciti a costruire un canale di comunicazione proficuo nella forma e positivo, pur con delle differenze di vedute, nella sostanza». Nel merito, Nicola Marino ha ricordato, quindi, alcuni dei nodi affrontati: «Abbiamo precisato ulteriormente il nostro no all'obbligatorietà della procedura di conciliazione preliminare e all’ipotesi di gratuità della prestazione del legale. Abbiamo confermato il nostro sì all’arbitrato endoprocessuale sui giudizi pendenti e alla positiva valorizzazione del ruolo dell'avvocato per ridurre il contenzioso». «Inoltre – aggiunge - abbiamo ribadito che è ora di finirla con le scorciatoie coattive, serve un impegno per avviare una rivoluzione culturale sul grado di litigiosità nel nostro Paese, anche con incentivi e esenzioni fiscali. Forte accordo anche con i magistrati sulle necessarie modifiche al ddl delega Cancellieri. Motivazione a pagamento e responsabilità solidale del difensore nelle cosiddette liti temerarie, per citare alcuni dei nodi irrisolti, sono punti sui quali anche il ministro ha confermato la disponibilità a una seria revisione. Infine, da approfondire e precisare l’aumento di competenze per i giudici di pace: bisogna essere certi della capacità di tenuta degli uffici di fronte a un maggiore carico di lavoro, ma, soprattutto, avere garanzie certe della qualità e competenza dei giudici onorari. Crediamo, in tal senso, che sia urgente avviare una riforma complessiva del settore, con il necessario coinvolgimento dell’Oua».
«Il confronto prosegue – conclude Marino – il nostro obiettivo è trovare soluzioni ai gravi problemi della giustizia italiana, a partire dalla lunghezza eccessiva dei processi e dall’enorme contenzioso, senza però sacrificare la tutela dei cittadini e il diritto di difesa».
Roma, 26 marzo 2014
Oggi si è tenuto il previsto incontro sulla riforma del processo civile tra avvocatura, magistratura e ministro di Giustizia, Andrea Orlando, con la partecipazione del Capo dell’ufficio legislativo, Domenico Carcano e il Capo di Gabinetto, Giovanni Melillo.
Per l’Organismo Unitario erano presenti, il presidente Nicola Marino e il coordinatore della Commissione Oua sulla procedura civile, Carlo Maria Palmiero. L’Oua ha predisposto un documento con osservazioni e proposte.
La riunione è stata anche preceduta da un confronto con Anm, Cnf e Unione Camere Civili.
Nicola Marino, alla fine della fitta giornata, ha espresso innanzitutto un giudizio positivo per la «forte convergenza di posizioni tra avvocatura e magistratura già nella riunione preliminare».
«Una novità che rompe le vecchie barriere del passato - sottolinea il presidente Oua - e che crediamo sia la base di una nuova stagione di riforme condivise. Il confronto continuerà anche nelle prossime settimane».
Quindi, ha messo in evidenza come con il ministro Orlando, «si sia riusciti a costruire un canale di comunicazione proficuo nella forma e positivo, pur con delle differenze di vedute, nella sostanza». Nel merito, Nicola Marino ha ricordato, quindi, alcuni dei nodi affrontati: «Abbiamo precisato ulteriormente il nostro no all'obbligatorietà della procedura di conciliazione preliminare e all’ipotesi di gratuità della prestazione del legale. Abbiamo confermato il nostro sì all’arbitrato endoprocessuale sui giudizi pendenti e alla positiva valorizzazione del ruolo dell'avvocato per ridurre il contenzioso». «Inoltre – aggiunge - abbiamo ribadito che è ora di finirla con le scorciatoie coattive, serve un impegno per avviare una rivoluzione culturale sul grado di litigiosità nel nostro Paese, anche con incentivi e esenzioni fiscali. Forte accordo anche con i magistrati sulle necessarie modifiche al ddl delega Cancellieri. Motivazione a pagamento e responsabilità solidale del difensore nelle cosiddette liti temerarie, per citare alcuni dei nodi irrisolti, sono punti sui quali anche il ministro ha confermato la disponibilità a una seria revisione. Infine, da approfondire e precisare l’aumento di competenze per i giudici di pace: bisogna essere certi della capacità di tenuta degli uffici di fronte a un maggiore carico di lavoro, ma, soprattutto, avere garanzie certe della qualità e competenza dei giudici onorari. Crediamo, in tal senso, che sia urgente avviare una riforma complessiva del settore, con il necessario coinvolgimento dell’Oua».
«Il confronto prosegue – conclude Marino – il nostro obiettivo è trovare soluzioni ai gravi problemi della giustizia italiana, a partire dalla lunghezza eccessiva dei processi e dall’enorme contenzioso, senza però sacrificare la tutela dei cittadini e il diritto di difesa».
Roma, 26 marzo 2014
domenica, marzo 23, 2014
Alpa (Cnf), avvocatura pronta a raccogliere sfide.
Roma, 22 mar. (Adnkronos) - Formazione, specializzazione, competenza, aggiornamento sono gli snodi per affermare il ruolo sociale dell'Avvocatura, che la riforma forense ha rafforzato.
Il presidente del Consiglio Nazionale Forense, Guido Alpa, ha chiuso oggi il IX Congresso giuridico-forense per l'aggiornamento professionale, organizzato dal Cnf esprimendo la propria soddisfazione per l'andamento dei lavori che hanno visto, in apertura, la partecipazione del ministro della Giustizia Andrea Orlando che, ha detto Alpa, ''ha portato un riconoscimento proprio al necessario contributo dell'Avvocatura nel sistema giustizia nella sua unità ''.
Il presidente del Consiglio Nazionale Forense, Guido Alpa, ha chiuso oggi il IX Congresso giuridico-forense per l'aggiornamento professionale, organizzato dal Cnf esprimendo la propria soddisfazione per l'andamento dei lavori che hanno visto, in apertura, la partecipazione del ministro della Giustizia Andrea Orlando che, ha detto Alpa, ''ha portato un riconoscimento proprio al necessario contributo dell'Avvocatura nel sistema giustizia nella sua unità ''.
giovedì, marzo 20, 2014
martedì, marzo 18, 2014
Oua: maglia nera Ue, ministro convochi tavolo con avvocatura.
Roma (Adnkronos) - ''Rimaniamo la maglia nera dell'Europa sulla giustizia. I nuovi dati della Commissione Ue sull'efficienza del nostro sistema sono impietosi: l'Italia è il peggiore tra i paesi per numero di processi civili pendenti ed è penultimo per durata. Tutto ciò nonostante le innumerevoli riforme del settore. Il ministro convochi tavolo con avvocatura ''. A sottolinearlo è l'Organismo unitario dell'Avvocatura, commentando il Rapporto della Commissione europea.
lunedì, marzo 17, 2014
Guardasigilli Orlando: «Non credo che ci sarà un rinvio sul Pct obbligatorio a partire dal 30 giugno 2014».
Niente rinvio, almeno per ora, per il d-day del processo civile telematico obbligatorio previsto per il 30 giugno prossimo.
Lo dice chiaro e tondo Andrea Orlando intervenendo a Carpi al convegno sulla giustizia digitale: il ministro spiega che sì, ci sarà un’attenta «riflessione» e un confronto con i «soggetti» interessati, ma che tuttavia per il momento l’orientamento di via Arenula è di escludere alcuna proroga (l’intervento di Orlando si intitolava non a caso L’obbligatorietà di non dimenticare).
Per Orlando la sfida della digitalizzazione è decisiva per accorciare i tempi dei processi civili: il ministro ha ribadito l’impegno «a mettere a disposizione dell’innovazione e dell’informatizzazione della giustizia civile e penale» le opportune risorse, che «avranno assoluto bisogno del supporto di quel cambiamento culturale che coloro che direttamente operano nel settore della Giustizia possono contribuire ad alimentare».
La produzione e il deposito nei registri di cancelleria più di 2,5 milioni di provvedimenti giudiziali telematici durante l’anno scorso costituisce già un risultato ottenuto dal Ministero che ha reso disponibile, attraverso il portale dei servizi telematici, la consultazione via web dello stato del procedimento giudiziario.
Lo dice chiaro e tondo Andrea Orlando intervenendo a Carpi al convegno sulla giustizia digitale: il ministro spiega che sì, ci sarà un’attenta «riflessione» e un confronto con i «soggetti» interessati, ma che tuttavia per il momento l’orientamento di via Arenula è di escludere alcuna proroga (l’intervento di Orlando si intitolava non a caso L’obbligatorietà di non dimenticare).
Per Orlando la sfida della digitalizzazione è decisiva per accorciare i tempi dei processi civili: il ministro ha ribadito l’impegno «a mettere a disposizione dell’innovazione e dell’informatizzazione della giustizia civile e penale» le opportune risorse, che «avranno assoluto bisogno del supporto di quel cambiamento culturale che coloro che direttamente operano nel settore della Giustizia possono contribuire ad alimentare».
La produzione e il deposito nei registri di cancelleria più di 2,5 milioni di provvedimenti giudiziali telematici durante l’anno scorso costituisce già un risultato ottenuto dal Ministero che ha reso disponibile, attraverso il portale dei servizi telematici, la consultazione via web dello stato del procedimento giudiziario.
giovedì, marzo 13, 2014
martedì, marzo 11, 2014
lunedì, marzo 10, 2014
Avvocati: Orlando firma regolamento parametri compensi.
Roma 10 marzo 2014 - Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha oggi emanato il Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione di avvocato, dando tempestiva attuazione alla nuova legge forense del 31 dicembre 2012.
Le modifiche hanno riguardato essenzialmente l’armonizzazione al decreto ministeriale n. 140 del 2012, che riguarda i compensi di tutti gli altri professionisti.
“L’emanazione del regolamento – ha detto il ministro – è il frutto di un costruttivo confronto con il Consiglio Nazionale Forense che, in particolare, ha visto recepire da parte del ministero la richiesta di una più precisa quantificazione delle spese generali e la valorizzazione di ogni specifica attività dell'avvocato, sia sotto il profilo giudiziale che sotto quello della composizione stragiudiziale delle controversie. Come ho annunciato nei positivi incontri che si sono tenuti nei giorni scorsi è mia intenzione promuovere un Tavolo di lavoro che affronti in modo organico il tema dell’essenziale ruolo dell’avvocatura nel sistema giustizia. Al contempo – ha concluso il guardasigilli - ribadisco l’intenzione di promuovere un serrato confronto tra tutti i soggetti della giurisdizione per quanto attiene la riforma del processo civile”.
Le modifiche hanno riguardato essenzialmente l’armonizzazione al decreto ministeriale n. 140 del 2012, che riguarda i compensi di tutti gli altri professionisti.
“L’emanazione del regolamento – ha detto il ministro – è il frutto di un costruttivo confronto con il Consiglio Nazionale Forense che, in particolare, ha visto recepire da parte del ministero la richiesta di una più precisa quantificazione delle spese generali e la valorizzazione di ogni specifica attività dell'avvocato, sia sotto il profilo giudiziale che sotto quello della composizione stragiudiziale delle controversie. Come ho annunciato nei positivi incontri che si sono tenuti nei giorni scorsi è mia intenzione promuovere un Tavolo di lavoro che affronti in modo organico il tema dell’essenziale ruolo dell’avvocatura nel sistema giustizia. Al contempo – ha concluso il guardasigilli - ribadisco l’intenzione di promuovere un serrato confronto tra tutti i soggetti della giurisdizione per quanto attiene la riforma del processo civile”.
IL C.O.A. DI SALERNO ADERISCE ALL'ASTENSIONE PROCLAMATA DALL'O.U.A DAL 17 AL 22 MARZO 2014.
CONSIGLIO DELL’ORDINE degli AVVOCATI di SALERNO
Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Salerno, nella seduta del primo marzo 2014, ha deliberato di aderire all’astensione dalla trattazione delle udienze civili, penali, amministrative, contabili e tributarie e da ogni attività giudiziaria dal 17 al 22 marzo 2014 nel rispetto della normativa di legge in materia di “autoregolamentazione”, proclamata dall’Assemblea dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana in data 19 febbraio 2014, subordinando la eventuale revoca al ritiro da parte del Governo del ddl sulla giustizia civile.Salerno, lì 7 marzo 2014
domenica, marzo 09, 2014
venerdì, marzo 07, 2014
giovedì, marzo 06, 2014
Orlando: modifiche al ddl Cancellieri sulla giustizia civile.
Roma, 5 mar. (TMNews) – “Nella logica del coinvolgimento e dell’ascolto dell’Avvocatura, quale attore decisivo nel quadro del sistema-Giustizia, posso annunciare che il Governo sta valutando iniziative volte ad integrare e armonizzare” il disegno di legge delega recante disposizioni per l’efficienza del processo civile varato dal precedente Guardasigilli Cancellieri ed approvato dal Governo Letta nel dicembre 2013.
Lo ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando, intervenendo al question time di oggi alla Camera.
“E’ infatti mia intenzione di seguito ad una necessaria interlocuzione con il Consiglio Nazionale Forense e le Associazioni rappresentative dell’Avvocatura – ha continuato Orlando – promuovere l’adozione di provvedimenti finalizzati ad incentivare la risoluzione stragiudiziale delle controversie, in chiave deflattiva del contenzioso in entrata, introducendo istituti quali la Camera arbitrale dell’Avvocatura e la procedura di negoziazione assistita da avvocati, peraltro già all’attenzione del Parlamento. Sono inoltre allo studio misure volte a potenziare l’ufficio del processo, a valorizzare il ruolo della professione forense nell’ambito del giudizio civile e a riqualificare la magistratura onoraria”.
Per Orlando sono “iniziative tutte finalizzate a ridurre considerevolmente i tempi del processo civile e ad aumentare sensibilmente la produttività degli uffici giudiziari, valorizzando la professionalità e le competenze del mondo dell’Avvocatura”, ha concluso il ministro.
Lo ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando, intervenendo al question time di oggi alla Camera.
“E’ infatti mia intenzione di seguito ad una necessaria interlocuzione con il Consiglio Nazionale Forense e le Associazioni rappresentative dell’Avvocatura – ha continuato Orlando – promuovere l’adozione di provvedimenti finalizzati ad incentivare la risoluzione stragiudiziale delle controversie, in chiave deflattiva del contenzioso in entrata, introducendo istituti quali la Camera arbitrale dell’Avvocatura e la procedura di negoziazione assistita da avvocati, peraltro già all’attenzione del Parlamento. Sono inoltre allo studio misure volte a potenziare l’ufficio del processo, a valorizzare il ruolo della professione forense nell’ambito del giudizio civile e a riqualificare la magistratura onoraria”.
Per Orlando sono “iniziative tutte finalizzate a ridurre considerevolmente i tempi del processo civile e ad aumentare sensibilmente la produttività degli uffici giudiziari, valorizzando la professionalità e le competenze del mondo dell’Avvocatura”, ha concluso il ministro.
mercoledì, marzo 05, 2014
martedì, marzo 04, 2014
Delibera del COA di Salerno, per il trasferimento nella nuova Cittadella Giudiziaria.
Tornata del 24 febbraio 2014 omissis
Il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Salerno,
DELIBERA
di chiarire, ancora una volta, la posizione dell' Avvocatura e richiamare, più di quanto non abbia già fatto, a responsabilità gli organismi deputati ad esaminare ogni problema relativo alla "assegnazione dei parziali spazi della cd. cittadella giudiziaria " in vista di scelte che potrebbero rivelarsi irrazionali ed ingiustificate in quanto basate su presupposti erronei, anche in considerazione dei tempi di consegna di tutti e sei gli edifici compresi nella stessa "cittadella giudiziaria", pertanto
rilevato
• che i sei prospettati edifici già enucleano un primo stralcio di un, non meglio all’epoca pubblicizzato, più ampio progetto generale approvato tra gli anni 2000 e 2002;• che per il completamento di siffatto primo stralcio di sei edifici veniva concesso un finanziamento di circa 72 milioni di Euro;
• che a distanza di oltre un decennio non solo si è ancora in attesa che tali sei edifici vengano completati ma viene anche prospettata la necessità di un ulteriore corposo finanziamento per eseguire le opere;
• che a dare un esaustivo contributo chiarificatore in proposito è stata invitata l’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici, cui si trasmette la presente per conoscenza e per sollecitare una risposta all'esposto inviato in data 5 novembre 2013 che ormai ritarda senza motivo alcuno;
constatato
• che l’ipotesi sostenuta dell’Avvocatura, anche in considerazione di quanto verbalizzato dal Comitato tecnico nominato, da tempo portata all’attenzione della Commissione di Manutenzione, quale appunto quella di un trasferimento nei tre edifici, la cui consegna, prevista per il 28 febbraio 2014 per settori omogenei e non per gradi di giurisdizione, viene assoggettata ad una procedura valutativa priva di elementi di implementazione connotati da accettabile oggettività e valenza e, come tale, foriera di risultati potenzialmente insoddisfacenti, che fanno presagire ulteriori disfunzioni del "servizio giustizia" già aggravato da leggi difficilmente inquadrabili nei principi costituzionali;• che tale Commissione di Manutenzione non ha dato risposta ai numerosi interpelli formulati per le vie istituzionali e con la denunzia anche a mezzo manifesti;
considerato
che il Presidente della Corte di Appello ed il Presidente del Tribunale non hanno ancora dato concreta attuazione alla proposta, da loro stessi formulata, di modifiche tabellari per evitare contemporaneità di udienze nei due plessi giudiziari cittadini, posizionati, tra loro, a notevole distanza, impegnandosi a non modificarne l'impostazione fino alla consegna dell'intero progetto,
riafferma
la volontà dell’Avvocatura di battersi per il funzionamento del servizio giustizia ed il rispetto della legalità nei termini sopra espressi,
richiama
a responsabilità gli organismi deputati alla soluzione immediata della problematica afferente l’assegnazione degli spazi, ottimizzandone l’utilizzazione e soprattutto attualizzandola, in considerazione delle mutate esigenze rispetto a quelle per cui gli spazi furono progettati;
sollecita,
il Presidente della Corte di Appello, a convocare, in tempi brevissimi, una conferenza di servizi partecipata alle rappresentanze istituzionali del personale di Cancelleria, dell’Avvocatura ,della Magistratura, dell’Amministrazione Comunale e del Ministeri competenti, ai rappresentanti delle maggiori organizzazioni dei consumatori, per l’adozione di criteri razionali di utilizzazione degli spazi di prossima consegna, sulla base delle esigenze più aderenti alle effettive necessità di rendere a tutti gli utenti un servizio funzionale dell’ amministrazione della Giustizia.E’ indifferibile, infatti, adottare criteri razionali di utilizzazione degli spazi di prossima consegna, per la massima efficienza del servizio giustizia, nell’interesse della collettività.
Manda alla Segreteria di inviare copia della presente delibera al Presidente della Corte di Appello di Salerno ed al Presidente del Tribunale di Salerno.
Dispone che la presente delibera sia pubblicata a mezzo manifesti nei plessi giudiziari ed in città oltre che pubblicata sul sito internet www.ordavvsa.it.
VENERDI’ LA CONSEGNA DEI PRIMI EDIFICI DELLA CITTADELLA GIUDIZIARIA.
I primi edifici della Cittadella Giudiziaria di Salerno entrano definitivamente in funzione: venerdì 7 marzo alle ore 10.00 appuntamento per l’inaugurazione con il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca.
Nel corso dell’evento sarà possibile visitare la struttura progettata da David Chipperfield che, dopo la consegna dell’archivio e del parcheggio già avvenuta nel mese di settembre scorso, comincerà ad accogliere le attività giudiziarie.
Nel corso dell’evento sarà possibile visitare la struttura progettata da David Chipperfield che, dopo la consegna dell’archivio e del parcheggio già avvenuta nel mese di settembre scorso, comincerà ad accogliere le attività giudiziarie.
sabato, marzo 01, 2014
SUI NUOVI PARAMETRI FORENSI VIA LIBERA DALLE COMMISSIONI DI CAMERA E SENATO.
(AGENPARL) - Roma, 28 feb - L'Organismo Unitario dell'Avvocatura valuta positivamente il via libera dalle Commissioni Giustizia di Camera e Senato al regolamento sui parametri forensi.
Nicola Marino, presidente Oua, ricorda la lunga attesa degli avvocati, oltre un anno, e sottolinea come la manifestazione a Montecitorio, del 20 febbraio scorso, abbia avuto un ruolo importante nella sensibilizzazione dei parlamentari: "A Roma, lo scorso 20 febbraio, incontrando i parlamentari di tutti gli schieramenti, a margine della presentazione delle proposte di riforma sulla Giustizia, l'Oua (la Giunta e i delegati dell'Assemblea) ha chiesto una sollecita soluzione di questa annosa questione. Invito recepito e che si è tradotto, una settimana dopo, nel via libera al regolamento sui parametri".
"Il regolamento - conclude Marino - ha diverse criticità, come giustamente sollevato da diversi parlamentari, nelle condizioni che accompagnano il parere licenziato dalle Commissioni. Ma sono un passo avanti, rispetto a quelle vigenti che sono oggettivamente punitive per gli avvocati. Ora chiediamo al Governo di dare il via libera definitivo con urgenza".
Nicola Marino, presidente Oua, ricorda la lunga attesa degli avvocati, oltre un anno, e sottolinea come la manifestazione a Montecitorio, del 20 febbraio scorso, abbia avuto un ruolo importante nella sensibilizzazione dei parlamentari: "A Roma, lo scorso 20 febbraio, incontrando i parlamentari di tutti gli schieramenti, a margine della presentazione delle proposte di riforma sulla Giustizia, l'Oua (la Giunta e i delegati dell'Assemblea) ha chiesto una sollecita soluzione di questa annosa questione. Invito recepito e che si è tradotto, una settimana dopo, nel via libera al regolamento sui parametri".
"Il regolamento - conclude Marino - ha diverse criticità, come giustamente sollevato da diversi parlamentari, nelle condizioni che accompagnano il parere licenziato dalle Commissioni. Ma sono un passo avanti, rispetto a quelle vigenti che sono oggettivamente punitive per gli avvocati. Ora chiediamo al Governo di dare il via libera definitivo con urgenza".
martedì, febbraio 25, 2014
Lo sciopero degli avvocati riprenderà dal 17 al 22 marzo. Marino (Oua): risposte concrete o sarà disobbedienza civile.
La protesta degli avvocati non è finita, perché l'organismo unitario dell'avvocatura ha confermato lo stato di agitazione, avviando una 'campagna di disobbedienza civile' e annunciando che "in assenza di riscontri concreti da parte del governo e del parlamento, a partire dal ritiro del ddl delega sul processo civile" torneranno in sciopero dal 17 al 22 marzo prossimi.
"Non ci fermeremo" dichiara il presidente dell'Oua, Nicola Marino. "Se non ci saranno risposte concrete alle proposte avanzate ieri con il grande corteo di Roma avvieremo una campagna di disobbedienza civile nei tribunali: smetteremo di supplire lo Stato, così da mettere in evidenza le enormi inefficenze della macchina giudiziaria e il ruolo silenzioso e fondamentale degli avvocati. Non eserciteremo la difesa d'ufficio e il gratuito patrocinio".
Insomma, conclude Marino, "senza il ritiro del dll delega sul processo civile e senza un interlocuzione seria con avvocati negli uffici legislativi e nei consigli giudiziari, sarà di nuovo astensione a marzo".
"Non ci fermeremo" dichiara il presidente dell'Oua, Nicola Marino. "Se non ci saranno risposte concrete alle proposte avanzate ieri con il grande corteo di Roma avvieremo una campagna di disobbedienza civile nei tribunali: smetteremo di supplire lo Stato, così da mettere in evidenza le enormi inefficenze della macchina giudiziaria e il ruolo silenzioso e fondamentale degli avvocati. Non eserciteremo la difesa d'ufficio e il gratuito patrocinio".
Insomma, conclude Marino, "senza il ritiro del dll delega sul processo civile e senza un interlocuzione seria con avvocati negli uffici legislativi e nei consigli giudiziari, sarà di nuovo astensione a marzo".
Illegittima l’ordinanza Sindaco circolazione stradale, per vietare prostituzione.
Ordinanza del Sindaco finalizzata alla regolamentazione della circolazione stradale di autoveicoli, per vietare il meretricio sessuale – Opposizione – Eccesso di potere – Sussistenza [Giudice di Pace di Eboli, sentenza 20.12.2013].
“Tale ordinanza deve essere ritenuta illegittima e disapplicata, per evidente eccesso di potere, avendo il Sindaco, sulla base delle facoltà riconosciutegli dalla normativa del Codice della strada, emesso un provvedimento, riguardante, invece, l’ordine pubblico.
In particolare, il Sindaco ha fatto ricorso ad un provvedimento apparentemente finalizzato alla regolamentazione della circolazione stradale di autoveicoli, per vietare il meretricio sessuale.” [Giudice di Pace di Eboli, Avv. Luigi Vingiani, sentenza 20.12.2013]
“Tale ordinanza deve essere ritenuta illegittima e disapplicata, per evidente eccesso di potere, avendo il Sindaco, sulla base delle facoltà riconosciutegli dalla normativa del Codice della strada, emesso un provvedimento, riguardante, invece, l’ordine pubblico.
In particolare, il Sindaco ha fatto ricorso ad un provvedimento apparentemente finalizzato alla regolamentazione della circolazione stradale di autoveicoli, per vietare il meretricio sessuale.” [Giudice di Pace di Eboli, Avv. Luigi Vingiani, sentenza 20.12.2013]
IL CNF DIFFIDA L'ASSOCIAZIONE A.M.A.M.I., PER LO SPOT CHE VENTILA CAUSE LEGALI PRETESTUOSE CONTRO I MEDICI.
Roma 25-2-2014. Il Consiglio Nazionale Forense annuncia una formale diffida rivolta all’Associazione di medici A.M.A.M.I., volta ad ottenere il ritiro, dal web e da ogni altro canale, dello spot Medici-Pazienti-Avvoltoi, presentato ieri nel corso di un convegno che risulterebbe essere stato patrocinato dal Ministero della Salute.
Allo spot in questione peraltro è stato dedicato un ampio servizio nella edizione delle 20.00 del Tg5, adesivo delle argomentazioni irricevibili nei confronti della categoria forense.
Nel contempo, il CNF chiede al Ministro della Salute di prendere immediatamente le distanze dallo spot presentato in un convegno dallo stesso patrocinato, e dunque sotto la sua responsabilità, e di assumere tutte le iniziative necessarie ad affermare la propria estraneità e inconsapevolezza con riguardo ad una iniziativa pubblicitaria in cui gli avvocati sono rappresentanti alla stregua di avvoltoi, incuranti della salute dei cittadini.
“Di assoluta evidenza la volgarità dell'operazione diffamatoria, genericamente compiuta ai danni di una intera categoria, altamente lesiva della dignità di una professione deputata costituzionalmente alla difesa dei diritti dei cittadini ”, rileva il CNF riservandosi di procedere in tutte le opportune sedi penali e civili.
Il CNF richiama al rispetto del senso etico ogni professione anche nei reciproci rapporti, nella convinzione che i toni e le forme diffamatorie assolutamente generalisti nuocciano alla corretta analisi dei fatti e, in fin dei conti, nuocciano proprio a quei diritti che si dichiara di voler tutelare.
Allo spot in questione peraltro è stato dedicato un ampio servizio nella edizione delle 20.00 del Tg5, adesivo delle argomentazioni irricevibili nei confronti della categoria forense.
Nel contempo, il CNF chiede al Ministro della Salute di prendere immediatamente le distanze dallo spot presentato in un convegno dallo stesso patrocinato, e dunque sotto la sua responsabilità, e di assumere tutte le iniziative necessarie ad affermare la propria estraneità e inconsapevolezza con riguardo ad una iniziativa pubblicitaria in cui gli avvocati sono rappresentanti alla stregua di avvoltoi, incuranti della salute dei cittadini.
“Di assoluta evidenza la volgarità dell'operazione diffamatoria, genericamente compiuta ai danni di una intera categoria, altamente lesiva della dignità di una professione deputata costituzionalmente alla difesa dei diritti dei cittadini ”, rileva il CNF riservandosi di procedere in tutte le opportune sedi penali e civili.
Il CNF richiama al rispetto del senso etico ogni professione anche nei reciproci rapporti, nella convinzione che i toni e le forme diffamatorie assolutamente generalisti nuocciano alla corretta analisi dei fatti e, in fin dei conti, nuocciano proprio a quei diritti che si dichiara di voler tutelare.
OUA: BUON LAVORO AL NUOVO GUARDASIGILLI, ANDREA ORLANDO. L’AVVOCATURA ATTENDE UN FORTE CAMBIO DI ROTTA RISPETTO AL PASSATO!
NICOLA MARINO, PRESIDENTE ORGANISMO UNITARIO AVVOCATURA:
“Il nuovo ministro conosce i gravi problemi della giustizia, oggetto anche di un incontro con l'Oua l'anno scorso. Gli oltre 10mila avvocati che sono scesi in piazza il 20 febbraio, e che sono in stato di agitazione, attendono da lui risposte concrete per la tutela dei diritti dei cittadini, ora fortemente compromessi. E un cambio radicale di approccio nei confronti dell’avvocatura: serve dialogo. L’Oua ha già presentato un pacchetto di proposte per modernizzare un sistema in perenne emergenza e avanzato una prima richiesta: il ritiro del ddl delega sul processo civile. Se non ora quando?”
“Il nuovo ministro conosce i gravi problemi della giustizia, oggetto anche di un incontro con l'Oua l'anno scorso. Gli oltre 10mila avvocati che sono scesi in piazza il 20 febbraio, e che sono in stato di agitazione, attendono da lui risposte concrete per la tutela dei diritti dei cittadini, ora fortemente compromessi. E un cambio radicale di approccio nei confronti dell’avvocatura: serve dialogo. L’Oua ha già presentato un pacchetto di proposte per modernizzare un sistema in perenne emergenza e avanzato una prima richiesta: il ritiro del ddl delega sul processo civile. Se non ora quando?”
sabato, febbraio 22, 2014
Consiglio di Stato (sent. n. 798/2014): le cancellerie devono essere aperte 5 ore al giorno.
Gli uffici giudiziari dovranno restare aperti al pubblico cinque ore al giorno. Così ha deciso il Consiglio di Stato, annullando l'ordinanza del Tribunale di Roma che il 20 settembre 2012 aveva disposto che le cancellerie civili degli uffici in viale Giulio Cesare e via Lepanto restassero aperte solo tre ore. Una vittoria per gli avvocati.
Infatti, l'organo d'appello della giustizia amministrativa era stato chiamato a decidere su istanza dell'ordine avvocati Roma, dopo che il Tar aveva rigettato l'istanza dei legali di annullare l'ordinanza del Tribunale.
Ma andiamo con ordine. «Con decreto del Presidente Vicario del Tribunale di Roma e del Dirigente amministrativo del 20 settembre 2012 - si legge negli atti - veniva disposto che dal 26 settembre 2012 gi uffici e le cancellerie del settore civile del Tribunale di Roma, ubicati negli edifici di viale Giulio Cesare e via Lepanto rimangono aperti dalle ore 9 alle ore 12, ad eccezione del Ruolo delle esecuzioni mobiliari (dalla 9 alle 13 ) e che dalla medesima data anche gli uffici e le cancellerie del settore penale ubicati in piazzale Clodio rimarranno aperti dalle ore 9 alle ore 12, con eccezione per cancelleria centrale GIP, la cancelleria centrale dibattimentale e per la cancelleria della Sezione Speciale per il Riesame (aperte dalle 9 alle 13)».
Sul punto il Tar era stato intransigente: «Con sentenza n.10016/2012 , resa in forma semplificata, rigettava il ricorso, ritenendolo infondato».
Tuttavia l'ordine degli avvocati ha impugnato il provvedimento, ritenendo evidente la violazione della legge 1196 del 1960, che ha stabilito per gli uffici delle segreterie e cancellerie giudiziarie l'orario inderogabile di apertura al pubblico di cinque ore nei giorni feriali, oltre a profili di eccesso di potere e la violazione delle regole sull'andamento della Giustizia.
Sul punto il Consiglio di Stato ha dato ragione agli avvocati.
In particolare ha affermato che «la questione giuridica posta all attenzione della Sezione dalla instaurata controversia trova, quanto alla sua soluzione, un preciso riferimento normativo nella puntuale diposizione recata dalla della legge 23 ottobre 1962 n.1196 (...) Stante l'inequivoco tenore letterale della predetta norma, ai capi degli uffici giudiziari spetta il potere regolamentare di stabilire l'orario di apertura al pubblico delle cancellerie e segreterie, ma sempre nell'osservanza del limite della durata dell'orario di apertura di cinque ore giornaliere, come previsto dal citato art.162».
Si tratta, dunque, di una «norma tassativa che se da un lato rimette alla discrezionalità del Dirigente il potere di articolare l'orario in questione nel senso di poter variamente fissare l'ora di inizio dell'apertura al pubblico, dall'altro lato vieta di ridurre la durata oraria in cui le cancellerie e segreterie devono essere aperte al pubblico (non meno di cinque ore nei giorni feriali).
In altri termini, la previsione legislativa ha un contenuto assolutamente vincolante, tale da non lasciare alcun margine di discrezionalità in ordine ad una opzione di durata oraria giornaliera di apertura al pubblico degli uffici giudiziari diversa da quella fissata direttamente ed inequivocabilmente dal legislatore nazionale a mezzo di un previsione con una valenza uniforme per tutte le cancellerie e segreterie giudiziarie presenti sull'intero territorio italiano».
Ivan Cimmarusti
www.iltempo.it
Infatti, l'organo d'appello della giustizia amministrativa era stato chiamato a decidere su istanza dell'ordine avvocati Roma, dopo che il Tar aveva rigettato l'istanza dei legali di annullare l'ordinanza del Tribunale.
Ma andiamo con ordine. «Con decreto del Presidente Vicario del Tribunale di Roma e del Dirigente amministrativo del 20 settembre 2012 - si legge negli atti - veniva disposto che dal 26 settembre 2012 gi uffici e le cancellerie del settore civile del Tribunale di Roma, ubicati negli edifici di viale Giulio Cesare e via Lepanto rimangono aperti dalle ore 9 alle ore 12, ad eccezione del Ruolo delle esecuzioni mobiliari (dalla 9 alle 13 ) e che dalla medesima data anche gli uffici e le cancellerie del settore penale ubicati in piazzale Clodio rimarranno aperti dalle ore 9 alle ore 12, con eccezione per cancelleria centrale GIP, la cancelleria centrale dibattimentale e per la cancelleria della Sezione Speciale per il Riesame (aperte dalle 9 alle 13)».
Sul punto il Tar era stato intransigente: «Con sentenza n.10016/2012 , resa in forma semplificata, rigettava il ricorso, ritenendolo infondato».
Tuttavia l'ordine degli avvocati ha impugnato il provvedimento, ritenendo evidente la violazione della legge 1196 del 1960, che ha stabilito per gli uffici delle segreterie e cancellerie giudiziarie l'orario inderogabile di apertura al pubblico di cinque ore nei giorni feriali, oltre a profili di eccesso di potere e la violazione delle regole sull'andamento della Giustizia.
Sul punto il Consiglio di Stato ha dato ragione agli avvocati.
In particolare ha affermato che «la questione giuridica posta all attenzione della Sezione dalla instaurata controversia trova, quanto alla sua soluzione, un preciso riferimento normativo nella puntuale diposizione recata dalla della legge 23 ottobre 1962 n.1196 (...) Stante l'inequivoco tenore letterale della predetta norma, ai capi degli uffici giudiziari spetta il potere regolamentare di stabilire l'orario di apertura al pubblico delle cancellerie e segreterie, ma sempre nell'osservanza del limite della durata dell'orario di apertura di cinque ore giornaliere, come previsto dal citato art.162».
Si tratta, dunque, di una «norma tassativa che se da un lato rimette alla discrezionalità del Dirigente il potere di articolare l'orario in questione nel senso di poter variamente fissare l'ora di inizio dell'apertura al pubblico, dall'altro lato vieta di ridurre la durata oraria in cui le cancellerie e segreterie devono essere aperte al pubblico (non meno di cinque ore nei giorni feriali).
In altri termini, la previsione legislativa ha un contenuto assolutamente vincolante, tale da non lasciare alcun margine di discrezionalità in ordine ad una opzione di durata oraria giornaliera di apertura al pubblico degli uffici giudiziari diversa da quella fissata direttamente ed inequivocabilmente dal legislatore nazionale a mezzo di un previsione con una valenza uniforme per tutte le cancellerie e segreterie giudiziarie presenti sull'intero territorio italiano».
Ivan Cimmarusti
www.iltempo.it
venerdì, febbraio 21, 2014
Gli avvocati scuotono il Palazzo.
Oltre 10 mila avvocati capitanati dall’Oua scuotono il Palazzo e la politica (dalla rinata Forza Italia al Partito Democratico) che accorre a Piazza Montecitorio per offrire sostegno alle istanze delle toghe contro i costi della giustizia e il taglio di mille tribunali alla base di quella che definiscono la «rottamazione della giustizia».
È la prima buona notizia incassata dalla categoria nella sua lunga giornata di mobilitazione: prima davanti alla Camera dei deputati con tanto di stand e striscioni e poi tutti a piazza della Repubblica in corteo fino a piazza Santi Apostoli pronti a sfilare a suon di fischi e cori.
L’Organismo unitario dell’avvocatura italiana dice così «no alla giustizia a pagamento, no all’aumento del contributo unificato e persino delle marche da bollo per iscrivere una causa a ruolo, no all’aumento dei costi per i ricorsi in Appello e Cassazione, no alla motivazione a pagamento e alle multe per lite temeraria introdotti dal ddl delega sul processo civile di cui si chiede il ritiro».
I cappi al collo degli avvocati campani con le maschere di Anonimous – il giustiziere buono contro il Governo fantoccio del film V per vendetta – insieme ai cartelli del tipo «Sono avvocato e ho fame», si sono guadagnati la scena di una marcia iniziata con la lista delle proteste e delle proposte al Governo e che si concluderà con l’adesione di decine di ordini e sigle.
Presenti l’Associazione nazionale forense, i giovani dell’Aiga, i magistrati onorari della Federmot e loro, gli ordini professionali, in gran parte del sud Italia, determinati a denunciare da Napoli a Sulmona tutte le conseguenze del taglio di mille uffici giudiziari.
Marzia Paolucci
Tratto dal quotidiano “Italia Oggi”
È la prima buona notizia incassata dalla categoria nella sua lunga giornata di mobilitazione: prima davanti alla Camera dei deputati con tanto di stand e striscioni e poi tutti a piazza della Repubblica in corteo fino a piazza Santi Apostoli pronti a sfilare a suon di fischi e cori.
L’Organismo unitario dell’avvocatura italiana dice così «no alla giustizia a pagamento, no all’aumento del contributo unificato e persino delle marche da bollo per iscrivere una causa a ruolo, no all’aumento dei costi per i ricorsi in Appello e Cassazione, no alla motivazione a pagamento e alle multe per lite temeraria introdotti dal ddl delega sul processo civile di cui si chiede il ritiro».
I cappi al collo degli avvocati campani con le maschere di Anonimous – il giustiziere buono contro il Governo fantoccio del film V per vendetta – insieme ai cartelli del tipo «Sono avvocato e ho fame», si sono guadagnati la scena di una marcia iniziata con la lista delle proteste e delle proposte al Governo e che si concluderà con l’adesione di decine di ordini e sigle.
Presenti l’Associazione nazionale forense, i giovani dell’Aiga, i magistrati onorari della Federmot e loro, gli ordini professionali, in gran parte del sud Italia, determinati a denunciare da Napoli a Sulmona tutte le conseguenze del taglio di mille uffici giudiziari.
Marzia Paolucci
Tratto dal quotidiano “Italia Oggi”
giovedì, febbraio 20, 2014
Avvocati, migliaia in piazza a Roma dicono no alla «giustizia umiliata».
Sono almeno diecimila secondo gli organizzatori gli avvocati partiti in corteo da piazza della Repubblica a Roma per protestare contro «una giustizia sempre più solo per ricchi».
Alla manifestazione, indetta dall'Organismo unitario dell'avvocatura, partecipano professionisti provenienti da tutta Italia e appartenenti a tutti gli ordini provinciali.
Apre il corteo, che sfila per le strade di Roma, puntando su piazza Santi Apostoli dopo essere passato da Montecitorio, lo striscione dell'Oua seguito da quelli degli Ordini degli avvocati di Roma e Napoli.
Tra le richieste degli avvocati, la revoca della legge che ha introdotto la motivazione delle sentenze a pagamento, l'aumento dei diritti di notifica e la diminuzione dei rimborsi per il gratuito patrocinio. In testa al corteo uno striscione con su scritto: «Giustizia umiliata».
Diversi gli avvocati in toga e che indossano una fascia tricolore con la scritto «A difesa della democrazia».
Altri avvocati al collo un cartellone dove si legge: «Ultimo avviso, liberate la giustizia».
Alla manifestazione, indetta dall'Organismo unitario dell'avvocatura, partecipano professionisti provenienti da tutta Italia e appartenenti a tutti gli ordini provinciali.
Apre il corteo, che sfila per le strade di Roma, puntando su piazza Santi Apostoli dopo essere passato da Montecitorio, lo striscione dell'Oua seguito da quelli degli Ordini degli avvocati di Roma e Napoli.
Tra le richieste degli avvocati, la revoca della legge che ha introdotto la motivazione delle sentenze a pagamento, l'aumento dei diritti di notifica e la diminuzione dei rimborsi per il gratuito patrocinio. In testa al corteo uno striscione con su scritto: «Giustizia umiliata».
Diversi gli avvocati in toga e che indossano una fascia tricolore con la scritto «A difesa della democrazia».
Altri avvocati al collo un cartellone dove si legge: «Ultimo avviso, liberate la giustizia».
mercoledì, febbraio 19, 2014
Avvocati in sciopero fino a giovedi', adesioni al 90%.
(AGI) – E’ cominciata ieri la prima delle tre giornate di astensione dalle udienze, indetta dall'Organismo Unitario dell'Avvocatura assieme agli Ordini e alle associazioni forensi. "L'astensione ha adesioni del 90% - ha dichiarato Nicola Marino, presidente dell'Oua - e' quindi massiccia in quasi tutti i tribunali la partecipazione degli avvocati. Un successo!".
Lo sciopero, durante il quale sono comunque garantiti i servizi minimi essenziali, proseguira' fino a giovedi'.
La protesta culminera' con due manifestazioni a Roma: il 20 febbraio, alle 11, sara' organizzato un gazebo informativo di fronte a Montecitorio, mentre dalle 13 gli avvocati sfileranno in corteo da Piazza della Repubblica.
"Il messaggio al nuovo Governo Renzi e' chiaro - continua il presidente Oua - e' giunto il momento delle riforme, finita l'epoca degli interventi spot che danneggiano i cittadini. Vogliamo una giustizia moderna, efficiente ed efficace, non un sistema farraginoso che tutela solo pochi privilegiati". Giovedi' mattina presso il gazebo informativo a Montecitorio gli avvocati presenteranno un 'pacchetto' di proposte.
"Cambiare si puo' - conclude Marino - gli avvocati sono disponibili a dare il loro contributo. Noi non entriamo nello sterile gioco del totonomine, ma al futuro Guardasigilli, sin da ora, chiediamo di avviare una nuova stagione riformatrice con il concorso di idee di tutti, avvocati e magistrati. Basta con i provvedimenti scritti da chi non ha mai operato in tribunale".
Lo sciopero, durante il quale sono comunque garantiti i servizi minimi essenziali, proseguira' fino a giovedi'.
La protesta culminera' con due manifestazioni a Roma: il 20 febbraio, alle 11, sara' organizzato un gazebo informativo di fronte a Montecitorio, mentre dalle 13 gli avvocati sfileranno in corteo da Piazza della Repubblica.
"Il messaggio al nuovo Governo Renzi e' chiaro - continua il presidente Oua - e' giunto il momento delle riforme, finita l'epoca degli interventi spot che danneggiano i cittadini. Vogliamo una giustizia moderna, efficiente ed efficace, non un sistema farraginoso che tutela solo pochi privilegiati". Giovedi' mattina presso il gazebo informativo a Montecitorio gli avvocati presenteranno un 'pacchetto' di proposte.
"Cambiare si puo' - conclude Marino - gli avvocati sono disponibili a dare il loro contributo. Noi non entriamo nello sterile gioco del totonomine, ma al futuro Guardasigilli, sin da ora, chiediamo di avviare una nuova stagione riformatrice con il concorso di idee di tutti, avvocati e magistrati. Basta con i provvedimenti scritti da chi non ha mai operato in tribunale".
martedì, febbraio 18, 2014
Sciopero avvocati dal 18 al 20 febbraio: le richieste al nuovo Governo.
L'OUA AL FUTURO GOVERNO: I DIRITTI NON SONO PRIVILEGI, BASTA CON I PROVVEDIMENTI PARZIALI CHE UMILIANO LA GIUSTIZIA. SERVE UNA GRANDE RIFORMA CONDIVISA PER RILANCIARE IL PAESE.
IL 20 A ROMA PRESIDIO ALLE 11 DAVANTI A MONTECITORIO CON CONFERENZA STAMPA E DALLE 13 CORTEO DA PIAZZA REPUBBLICA FINO A PIAZZA SANTI APOSTOLI.
Alla vigilia delle tre giornate di astensione (18-20 febbraio) dalle udienze proclamate dall'Organismo Unitario Avvocatura, con il sostegno delle Istituzioni, Ordini e Associazioni forensi, Nicola Marino, presidente OUA si rivolge al futuro Governo guidato da Matteo Renzi: "Protestiamo forti di un pacchetto di proposte per la tutela dei diritti dei cittadini, per il rispetto della Costituzione e affinche' si renda efficiente e moderna una giurisdizione in perenne emergenza. Ma ci asteniamo anche per la salute stessa della nostra malandata democrazia parlamentare, vittima dell'abuso di decreti leggi e di un mediocre e insufficiente dialogo con la società".
"Le riforme sono necessarie, urgenti - continua - ma devono rispondere a problemi reali, partendo, appunto, dal confronto con chi opera in prima linea nei tribunali, avvocatura in testa. Finiamola, invece, con i provvedimenti parziali partoriti dai dirigenti di qualche ministero".
"Da domani - conclude Marino - incrociamo le braccia fino a giovedì. Il 20 a Roma manifesteremo la mattina nel piazzale davanti a Montecitorio, lì terremo un presidio informativo per i cittadini e una conferenza stampa per presentare, appunto, le proposte dell'avvocatura. Quindi dalle 13, corteo da Piazza della Repubblica, fino a Piazza Santi Apostoli, con comizio finale".
(Organismo Unitario dell'Avvocatura, comunicato stampa 17 febbraio 2014)
IL 20 A ROMA PRESIDIO ALLE 11 DAVANTI A MONTECITORIO CON CONFERENZA STAMPA E DALLE 13 CORTEO DA PIAZZA REPUBBLICA FINO A PIAZZA SANTI APOSTOLI.
Alla vigilia delle tre giornate di astensione (18-20 febbraio) dalle udienze proclamate dall'Organismo Unitario Avvocatura, con il sostegno delle Istituzioni, Ordini e Associazioni forensi, Nicola Marino, presidente OUA si rivolge al futuro Governo guidato da Matteo Renzi: "Protestiamo forti di un pacchetto di proposte per la tutela dei diritti dei cittadini, per il rispetto della Costituzione e affinche' si renda efficiente e moderna una giurisdizione in perenne emergenza. Ma ci asteniamo anche per la salute stessa della nostra malandata democrazia parlamentare, vittima dell'abuso di decreti leggi e di un mediocre e insufficiente dialogo con la società".
"Le riforme sono necessarie, urgenti - continua - ma devono rispondere a problemi reali, partendo, appunto, dal confronto con chi opera in prima linea nei tribunali, avvocatura in testa. Finiamola, invece, con i provvedimenti parziali partoriti dai dirigenti di qualche ministero".
"Da domani - conclude Marino - incrociamo le braccia fino a giovedì. Il 20 a Roma manifesteremo la mattina nel piazzale davanti a Montecitorio, lì terremo un presidio informativo per i cittadini e una conferenza stampa per presentare, appunto, le proposte dell'avvocatura. Quindi dalle 13, corteo da Piazza della Repubblica, fino a Piazza Santi Apostoli, con comizio finale".
(Organismo Unitario dell'Avvocatura, comunicato stampa 17 febbraio 2014)
lunedì, febbraio 17, 2014
venerdì, febbraio 14, 2014
giovedì, febbraio 13, 2014
L’Aiga aderisce all’astensione degli avvocati del 18-20 febbraio.
(ASCA) - Roma, 12 feb 2014 - Da mercoledi' 18 febbraio a giovedi' 20 gli avvocati italiani si asterranno da tutte le udienze per protestare contro il deterioramento del sistema giudiziario in Italia e l'introduzione di ulteriori ostacoli per l'accesso alla giustizia per il cittadino. Aiga, associazione italiana dei giovani avvocati, sara' in prima linea nella manifestazione indetta a Roma per il 20 febbraio dall'Organismo Unitario dell'Avvocatura (Oua) e annuncia una simbolica azione davanti alla Cassazione.
''Quando si assiste all'assunzione di scelte che vengono qualificate come operazioni volte al miglioramento dell'efficienza del sistema giustizia ed invece sono completamente avulse dalle reali necessita' e creano ulteriori ostacoli al cittadino si deve reagire'' afferma la presidente di Aiga, Nicoletta Giorgi.
''Il ministro della giustizia Annamaria Cancellieri - spiega Nicoletta Giorgi - nonostante le numerose riforme promulgate ha dovuto prendere atto che il contenzioso pendente e l'arretrato non e' diminuito. Se, quindi, in uscita non aumentano i numeri, il ministro cerca di ridurre quelli in entrata con una serie di strumenti che poco apportano al miglioramento del sistema giustizia: l'aumento di costi per le spese di iscrizione a ruolo delle cause, la previsione di un ulteriore pagamento per avere la motivazione della sentenza, la previsione di una responsabilita' solidale del legale per le cause che venissero qualificate come temerarie, interventi sul processo esecutivo poco incisivi. Quella dell'Avvocatura e' una protesta per il cittadino, perche' non subisca l'ennesima vessazione in nome di un principio di efficienza che elida il diritto di difesa''.
''Quando si assiste all'assunzione di scelte che vengono qualificate come operazioni volte al miglioramento dell'efficienza del sistema giustizia ed invece sono completamente avulse dalle reali necessita' e creano ulteriori ostacoli al cittadino si deve reagire'' afferma la presidente di Aiga, Nicoletta Giorgi.
''Il ministro della giustizia Annamaria Cancellieri - spiega Nicoletta Giorgi - nonostante le numerose riforme promulgate ha dovuto prendere atto che il contenzioso pendente e l'arretrato non e' diminuito. Se, quindi, in uscita non aumentano i numeri, il ministro cerca di ridurre quelli in entrata con una serie di strumenti che poco apportano al miglioramento del sistema giustizia: l'aumento di costi per le spese di iscrizione a ruolo delle cause, la previsione di un ulteriore pagamento per avere la motivazione della sentenza, la previsione di una responsabilita' solidale del legale per le cause che venissero qualificate come temerarie, interventi sul processo esecutivo poco incisivi. Quella dell'Avvocatura e' una protesta per il cittadino, perche' non subisca l'ennesima vessazione in nome di un principio di efficienza che elida il diritto di difesa''.
mercoledì, febbraio 12, 2014
lunedì, febbraio 10, 2014
domenica, febbraio 09, 2014
sabato, febbraio 08, 2014
Il Tribunale di Milano dichiara inammissibili le cd. note d’udienza scritte.
Trib. Milano, sez. IX civ., 14 marzo 2013 (Pres. Dell’Arciprete, rel. Buffone)
NOTE SCRITTE DELLA PARTE — PRODUZIONE ALL’UDIENZA PERCHÉ SIANO ALLEGATE AL VERBALE — INAMMISSIBILITÀLe parti e i loro difensori non possono dettare le loro deduzioni nel processo verbale se non ne sono autorizzati dal giudice.
In particolare, non sono ammissibile le cd. “note d’udienza scritte” che costituiscono invero memorie non autorizzate (artt. 84 disp. att. c.p.c., 128 c.p.c.).
venerdì, febbraio 07, 2014
RC AUTO: OUA, IL GOVERNO “PIAZZISTA” DI PSEUDO-SCONTI.
(AGENPARL) - Roma, 06 feb - L’Organismo Unitario dell’Avvocatura attacca la decisione del Governo di presentare, oggi, in Consiglio dei Ministri un ddl che, secondo le prime indiscrezioni, di fatto, recepisce tutte le norme più controverse del contestato articolo 8 del Decreto Destinazione Italia, poi stralciato nell’iter di conversione.
Ieri, la giornata politica si era conclusa in maniera positiva per i diritti dei cittadini, vittime di incidenti, oggi si ricomincia su un altro fronte.
L’Oua, pur non conoscendo ancora il testo del ddl, ma sulla base della nota resa pubblica dall’Esecutivo, non può che denunciare come si riproponga l’impianto normativo dell’articolo 8 e di tutti gli aspetti già fortemente contrastati in questi mesi.
Di fatto assistiamo alla contrattualizzazione del risarcimento del danno, portando a paradossali risultati.
Il danneggiato: • perderebbe il diritto di ottenere i danni all’auto in denaro, peraltro limitandolo al valore commerciale del veicolo (con esclusione di tutte le ulteriori voci di danno) e sarebbe costretto a farla riparare secondo standard tecnici e da riparatori scelti dall’assicuratore debitore. • non avrebbe diritto al rimborso di spese mediche e di cura, essendo obbligato contrattualmente a espletarle in centri convenzionati con le assicurazioni. • non potrà anticipare le spese di riparazione, essendo facoltà della compagnia inibirgli contrattualmente la cessione di credito relativa al danno patito al riparatore.
Non solo: stravaganti misure processuali influirebbero sui criteri di formazione e valutazione della prova in presenza di scatole nere i cui responsi, con valenza oracolare, avrebbero avuto un non meglio precisato valore di “piena prova”.
L’Oua fa, sin da ora, appello a tutti i parlamentari affinché si rimandi al mittente questo ennesimo tentativo di barattare diritti dei danneggiati per presunti sconti sulle polizze.
Ieri, la giornata politica si era conclusa in maniera positiva per i diritti dei cittadini, vittime di incidenti, oggi si ricomincia su un altro fronte.
L’Oua, pur non conoscendo ancora il testo del ddl, ma sulla base della nota resa pubblica dall’Esecutivo, non può che denunciare come si riproponga l’impianto normativo dell’articolo 8 e di tutti gli aspetti già fortemente contrastati in questi mesi.
Di fatto assistiamo alla contrattualizzazione del risarcimento del danno, portando a paradossali risultati.
Il danneggiato: • perderebbe il diritto di ottenere i danni all’auto in denaro, peraltro limitandolo al valore commerciale del veicolo (con esclusione di tutte le ulteriori voci di danno) e sarebbe costretto a farla riparare secondo standard tecnici e da riparatori scelti dall’assicuratore debitore. • non avrebbe diritto al rimborso di spese mediche e di cura, essendo obbligato contrattualmente a espletarle in centri convenzionati con le assicurazioni. • non potrà anticipare le spese di riparazione, essendo facoltà della compagnia inibirgli contrattualmente la cessione di credito relativa al danno patito al riparatore.
Non solo: stravaganti misure processuali influirebbero sui criteri di formazione e valutazione della prova in presenza di scatole nere i cui responsi, con valenza oracolare, avrebbero avuto un non meglio precisato valore di “piena prova”.
L’Oua fa, sin da ora, appello a tutti i parlamentari affinché si rimandi al mittente questo ennesimo tentativo di barattare diritti dei danneggiati per presunti sconti sulle polizze.
lunedì, febbraio 03, 2014
PREVIDENZA AVVOCATI, APPROVATO IL NUOVO REGOLAMENTO DEI CONTRIBUTI DI CASSA FORENSE: MAGGIORE FLESSIBILITÀ IN ENTRATA PER TUTELARE I PROFESSIONISTI IN DIFFICOLTÀ E GARANTIRE LA SOSTENIBILITÀ DEL SISTEMA.
COMUNICATO STAMPA
Nunzio Luciano, presidente della Cassa forense: “Il nuovo regolamento è frutto di un lavoro di concertazione tra le varie componenti dell’Avvocatura e offre a tutti i professionisti, indipendentemente dal reddito, la speranza di un presente lavorativo e di un degno futuro previdenziale”.Contribuzione minima dimezzata con possibilità di integrare i propri versamenti nell’arco dei primi otto anni di iscrizione alla Cassa, retrodatazione sino a tre anni per chi si iscrive oggi all’Ente di previdenza, nessun limite di età per beneficiare di quanto previsto dalle nuove norme.
Sono questi i punti salienti del Regolamento dei Contributi che disciplinerà l'ingresso di 50 mila legali nella Cassa forense così come previsto dalla legge professionale, un testo deliberato venerdì sera dal Comitato dei Delegati dell'Ente di previdenza e che ora sarà trasmesso ai Ministeri Vigilanti per la necessaria approvazione.
“Siamo soddisfatti di aver approvato il regolamento entro i termini previsti dalla legge e rispettando le aspettative di migliaia di avvocati che ci chiedevano con urgenza risposte concrete - commenta il presidente dell’Ente previdenziale degli avvocati, Nunzio Luciano - il testo votato la settimana scorsa dal Comitato non è frutto esclusivamente del lavoro dei delegati della Cassa, ma nasce da mesi di confronto con le istituzioni e le associazioni forensi”.
Nel dettaglio, il nuovo regolamento prevede la possibilità di contributi minimi dimezzati, circa 700 euro all’anno nei primi 8 anni, per gli avvocati che da oggi la legge obbliga all'iscrizione alla Cassa. A fronte del dimezzamento della contribuzione annuale, verranno riconosciuti solo sei mesi di anzianità contributiva ai fini previdenziali, ciò per garantire la sostenibilità finanziaria del sistema.
Al contrario di quanto avviene per l’Inps, però, la Cassa offre al professionista la possibilità di integrare quanto versato sino agli otto anni successivi all’iscrizione.
Cosa ancora più importante, le nuove norme si applicano a tutti gli avvocati senza limiti d’età, perché “è ormai evidente che la crisi dell’Avvocatura è intergenerazionale e colpisce i giovani come gli ultra-quarantenni”, precisa Luciano.
“Non potevamo permettere che il nuovo regolamento fosse una scure per espellere dalla professione migliaia di avvocati - prosegue il Presidente della Cassa forense - grazie alla flessibilità che lo contraddistingue, il regolamento offre ai professionisti in difficoltà una speranza per il presente e per il futuro. Ciò vale sia per i 50 mila che la nuova legge forense obbliga all’iscrizione alla Cassa sia per i 37 mila legali già iscritti ma che oggi non hanno redditi sufficienti per assolvere agli obblighi previdenziali”.
“Ci siamo impegnati affinché quanto richiesto dalla nuova legge professionale - conclude Luciano - diventasse realtà: aspettando il parere dei Ministeri competenti, possiamo dire che gli avvocati godono oggi di un’unica cittadinanza previdenziale, il che garantisce stessi diritti e doveri a tutti i professionisti, senza alcuna discriminazione legata al reddito”.
Roma, 3 febbraio 2014
domenica, febbraio 02, 2014
CASSA FORENSE: NUOVE MODALITÀ DI RISCOSSIONE DEI CONTRIBUTI MINIMI 2014.
Dall'anno 2014, nell'ottica di un ampliamento dei servizi web verso gli iscritti e del perseguimento di obiettivi di riduzione dei costi per l'Ente, i bollettini M.Av. per il pagamento della contribuzione minima, da utilizzare alle scadenze previste del 28 febbraio (prima rata o unica soluzione), 30 aprile, 30 giugno e 30 settembre 2014, non saranno più spediti direttamente dalla Banca Cassiera per conto della Cassa Forense, ma dovranno essere generati e stampati direttamente dall'iscritto da questo sito internet mediante accesso diretto alla sezione "Accessi Riservati - Posizione Personale - Servizi On-Line - M.Av. - M.Av. Contributi Minimi".
La nuova funzionalità sarà disponibile sul sito web della Cassa a partire da lunedì 3 febbraio 2014.
Per i pensionati di vecchiaia è prevista anche l'opzione alternativa, a richiesta, per pagare il contributo dovuto (€ 151,00 per contributo di maternità) mediante trattenuta sui ratei di pensione, presentando domanda di trattenuta, utilizzando l'apposito modulo. .
La nuova funzionalità sarà disponibile sul sito web della Cassa a partire da lunedì 3 febbraio 2014.
Per i pensionati di vecchiaia è prevista anche l'opzione alternativa, a richiesta, per pagare il contributo dovuto (€ 151,00 per contributo di maternità) mediante trattenuta sui ratei di pensione, presentando domanda di trattenuta, utilizzando l'apposito modulo. .
sabato, febbraio 01, 2014
Ordine professionale definito “Inutile carrozzone”: Avvocato sanzionato disciplinarmente!
Ordini professionali? No grazie. Ma se sei un avvocato e ripeti questa frase, rischi grosso. A quanto pare la libertà di espressione non vale, infatti, per i legali.
Fa molto discutere la recente sentenza del Consiglio Nazionale Forense, che ha condannato alla sospensione dall’attività per ben sei mesi un avvocato per aver definito gli ordini professionali degli “inutili carrozzoni”.
La motivazione di tale decisione non risolve certo la disputa. A detta del CNF, infatti, l’avvocato in questione avrebbe fatto “ affermazioni gratuitamente offensive e dileggianti, estranee quindi al diritto di critica”.
Insomma, a prescindere dall’utilità o da ciò che fanno gli ordini professionali, chi presta giuramento è tenuto alla “fedeltà” incondizionata e cieca.
Pena la sospensione o addirittura l’esclusione dallo stesso.
A cura di Maria Romano
http://www.retenews24.it
Fa molto discutere la recente sentenza del Consiglio Nazionale Forense, che ha condannato alla sospensione dall’attività per ben sei mesi un avvocato per aver definito gli ordini professionali degli “inutili carrozzoni”.
La motivazione di tale decisione non risolve certo la disputa. A detta del CNF, infatti, l’avvocato in questione avrebbe fatto “ affermazioni gratuitamente offensive e dileggianti, estranee quindi al diritto di critica”.
Insomma, a prescindere dall’utilità o da ciò che fanno gli ordini professionali, chi presta giuramento è tenuto alla “fedeltà” incondizionata e cieca.
Pena la sospensione o addirittura l’esclusione dallo stesso.
A cura di Maria Romano
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