sabato, maggio 25, 2013
venerdì, maggio 24, 2013
giovedì, maggio 23, 2013
CNF: Alpa incontra il ministro della Giustizia Cancellieri.
"I diritti dei cittadini prima di tutto. Attuare il nuovo ordinamento professionale forense". È quanto chiesto ieri dal presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa, che ha incontrato il ministro della giustizia, Annamaria Cancellieri.
Il presidente Alpa ha espresso apprezzamento per la disponibilità del ministro della giustizia ad avviare sin da subito un dialogo sui temi della giustizia e della professione e la volontà di fornire un contributo proficuo e fattivo alla individuazione di soluzioni condivise perché la giustizia sia motore, con le parole dello stesso ministro, "di democrazia sostanziale" e di realizzazione concreta dei diritti dei cittadini; e non si riduca a un "servizio" nell'ottica di una mera riduzione dei costi.
Alpa ha sottolineato l'impegno con il quale l'Avvocatura, parte indispensabile della giurisdizione, lavora al suo rinnovamento e lo spirito di servizio con il quale si dedica al miglioramento dell'efficienza del sistema. "Apprendiamo con soddisfazione che il ministro ha dichiarato di voler dare il massimo impulso all'attuazione della riforma forense, che ha definito riforma organica.
D'altra parte la riforma prevede una stretta collaborazione istituzionale tra Cnf e Ministero della giustizia", ha dichiarato Alpa.
Quanto ai prossimi adempimenti e considerando la crisi economica e la grave situazione economica in cui versa l'Avvocatura, Alpa ha sottolineato la necessità di concludere in tempi brevissimi l'iter di emanazione dei nuovi parametri predisposti dal Cnf in collaborazione con le altre componenti dell'Avvocatura, che permetteranno al giudice liquidazioni dei compensi adeguate al ruolo dell'avvocato con un sistema completo, trasparente e semplice.
In tema di giustizia, Alpa ha condiviso la ferma volontà del ministro a trovare immediate soluzioni per risolvere il problema delle carceri, promuovendo un sistema rispettoso della dignità.
Ed ha altresì manifestato la volontà e la determinazione dell'Avvocatura a collaborare alla individuazione di soluzioni atte a garantire la ragionevole durata dei processi civili e penali, ma sempre nel pieno rispetto del diritto dei cittadini a ricorrere al giudice naturale.
Secondo il presidente Alpa andranno sviluppati, nella materia civile, le forme alternative alla giurisdizione, con la istituzione delle Camere di conciliazione e arbitrali, così come peraltro previsto dalla riforma professionale, sempre senza il vincolo dell'obbligatorietà.
Quanto alla riforma della geografia giudiziaria, il Cnf ha rappresentato al ministro le criticità del testo di legge approvato e le disfunzioni che esso ha già prodotto ancor prima di entrare in vigore; e ha evidenziato la necessità di valutare positivamente una proroga dell'entrata in vigore per meglio valutare gli effettivi risparmi di spesa a fronte degli ulteriori costi che graveranno sulle collettività locali e per condividere con i territori le reali esigenze di giustizia.
Successivamente al colloquio il presidente Alpa, accompagnato dal consigliere segretario Andrea Mascherin, ha partecipato alla riunione con gli Ordini professionali. In questa sede il Cnf ha sottolineato la necessità di promuovere misure di sostegno per i giovani che si avviano alla professione, premiando il merito.
Ha altresì ribadito la necessità di considerare strategico l'apporto delle professioni intellettuali allo sviluppo e alla crescita del Paese. In particolare, per quanto riguarda l'Avvocatura, Alpa ha confermato l'impegno a contribuire a migliorare l'assetto della amministrazione della giustizia anche attraverso la istituzione dell'Osservatorio permanente sulla giurisdizione, previsto dalla riforma forense.
mercoledì, maggio 22, 2013
Taglio dei tribunali: tutti d'accordo per il rinvio, probabile la proroga di un anno.
ROMA - «Qui c'è accordo unanime, anche dei Cinque stelle. D'altronde tutti mi conoscono per essere un uomo di mediazione...».
Francesco Nitto Palma, presidente della Commissione Giustizia del Senato certifica quanto ormai anche ciechi e sordi avevano capito, e cioè il rinvio della nuova geografia giudiziaria. Lo vuole l'unanimità delle forze parlamentari, le stesse che dicevano di volere la riforma ma che subito dopo averla approvata hanno cominciato a contestare le scelte attuative del governo Monti.
È bastato aprire ieri la discussione generale sul provvedimento di proroga di un anno per capire che tutti vogliono il rinvio. Palma azzarda una previsione: «Il voto potrebbe arrivare già la prossima settimana».
Quanto alla diversa posizione del governo, spiega che «c'è spazio per correzioni che non siano campanilistiche ma condivise e il rinvio consentirà di aprire un dibattito costruttivo con il governo». Secondo Palma, a cui risale la paternità della riforma quand'era guardasigilli, non si pongono neanche problemi di copertura finanziaria per il fatto che, con il rinvio, alcune sedi da chiudere rimarranno aperte per un altro anno.
«I decreti prevedevano due anni di tempo per procedere alla chiusura», taglia corto. Del resto, oltre a Pdl, Pd, e M5S persino Scelta civica di Monti è favorevole alla proroga, sia pure di sei mesi.
Con buona pace di quanto aveva detto Cancellieri: «Le riforme non possono avere un punto di nuovo inizio a ogni cambio di legislatura». «Ci vuole il coraggio della continuità». «Il differimento dell'entrata in vigore correrebbe fortemente il rischio di essere mal interpretato e di generare un negativo effetto di disorientamento».
Francesco Nitto Palma, presidente della Commissione Giustizia del Senato certifica quanto ormai anche ciechi e sordi avevano capito, e cioè il rinvio della nuova geografia giudiziaria. Lo vuole l'unanimità delle forze parlamentari, le stesse che dicevano di volere la riforma ma che subito dopo averla approvata hanno cominciato a contestare le scelte attuative del governo Monti.
È bastato aprire ieri la discussione generale sul provvedimento di proroga di un anno per capire che tutti vogliono il rinvio. Palma azzarda una previsione: «Il voto potrebbe arrivare già la prossima settimana».
Quanto alla diversa posizione del governo, spiega che «c'è spazio per correzioni che non siano campanilistiche ma condivise e il rinvio consentirà di aprire un dibattito costruttivo con il governo». Secondo Palma, a cui risale la paternità della riforma quand'era guardasigilli, non si pongono neanche problemi di copertura finanziaria per il fatto che, con il rinvio, alcune sedi da chiudere rimarranno aperte per un altro anno.
«I decreti prevedevano due anni di tempo per procedere alla chiusura», taglia corto. Del resto, oltre a Pdl, Pd, e M5S persino Scelta civica di Monti è favorevole alla proroga, sia pure di sei mesi.
Con buona pace di quanto aveva detto Cancellieri: «Le riforme non possono avere un punto di nuovo inizio a ogni cambio di legislatura». «Ci vuole il coraggio della continuità». «Il differimento dell'entrata in vigore correrebbe fortemente il rischio di essere mal interpretato e di generare un negativo effetto di disorientamento».
martedì, maggio 21, 2013
sabato, maggio 18, 2013
giovedì, maggio 16, 2013
REVISIONE DELLA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA: IL MURO DI GOMMA SI STA ROMPENDO, ANCHE NELLA MAGISTRATURA FORTI DUBBI E CRITICHE.
NICOLA MARINO, PRESIDENTE OUA: “EPPUR SI MUOVE. LE NOSTRE CRITICHE SONO COSÌ FONDATE CHE DA UN LATO SETTORI DEL’ANM, DALL’ALTRO IL PARLAMENTO RISPONDONO ALLE NOSTRE INIZIATIVE. DA SEGNALARE, IN TAL SENSO, LA POSITIVA PRESENTAZIONE DI UN DDL PER LA PROROGA E LA MODIFICA DEL PROVVEDIMENTO PRESENTATO AL SENATO, CON PRIMO FIRMATARIO FELICE CASSON”.
L’Organismo Unitario dell’Avvocatura, valuta positivamente tanto le diverse prese di posizione critiche nei confronti dell’attuale revisione della geografia giudiziaria di alcune sezioni dell’Anm (Chiavari, Pinerolo, Bassano), quanto la presentazione di un ddl apposito al Senato, con primo firmatario il vice presidente della Commissione Giustizia, Felice Casson.
Per Nicola Marino, presidente dell’Oua,«è il segno evidente che qualcosa si muove, che il muro di gomma di artificioso consenso attorno a questa irrazionale chiusura di circa 1000 uffici giudiziari comincia ad avere le prime, ma profonde, crepe. Diverse sezioni dell'Anm hanno, finalmente, mostrato le loro critiche. Non solo, quindi gli avvocati e i sindaci e i Comitati Civici, ma anche la magistratura comincia a guardare questo provvedimento con il dovuto distacco e la necessaria obiettività. In questa direzione va anche il ddl presentato dal vice presidente della Commissione Giustizia del Senato, Felice Casson con altri 17 firmatari, che prevede una proroga di un anno (storica richiesta dell'Oua) e la revisione dei tagli, anche alla luce dei diversi profili di illegittimità.
Ben fatto, ora attendiamo una presa di posizione trasversale di tutte le forze politiche per bloccare questo processo.Oltretutto, lo vogliamo sottolineare, siamo in attesa delle decisioni della Corte Costituzionale, che esaminerà la questione il 2 e 3 luglio (sono già 17 le rimessioni alla Consulta che pendono sulla geografia giudiziaria)».
«È bene ricordare, infine, che abbiamo proclamato (anche) su questo grave problema due giornate di astensione il 29 e 30 maggio con una grande manifestazione a Roma (il 30) – conclude Marino – e che la prossima settimana porteremo al ministro Cancellieri le posizioni sul punto non solo dell’avvocatura, ma di migliaia di persone che si sono rivolte all’Oua per tutelare la giustizia di prossimità. Ma al Guardasigilli avanzeremo, oltre alla richiesta, di un intervento urgente di proroga, anche le nostre proposte per una moderna riorganizzazione degli uffici e per eliminare gli sprechi, senza compromettere i diritti dei cittadini».
Roma, 16 maggio 2013
L’Organismo Unitario dell’Avvocatura, valuta positivamente tanto le diverse prese di posizione critiche nei confronti dell’attuale revisione della geografia giudiziaria di alcune sezioni dell’Anm (Chiavari, Pinerolo, Bassano), quanto la presentazione di un ddl apposito al Senato, con primo firmatario il vice presidente della Commissione Giustizia, Felice Casson.
Per Nicola Marino, presidente dell’Oua,«è il segno evidente che qualcosa si muove, che il muro di gomma di artificioso consenso attorno a questa irrazionale chiusura di circa 1000 uffici giudiziari comincia ad avere le prime, ma profonde, crepe. Diverse sezioni dell'Anm hanno, finalmente, mostrato le loro critiche. Non solo, quindi gli avvocati e i sindaci e i Comitati Civici, ma anche la magistratura comincia a guardare questo provvedimento con il dovuto distacco e la necessaria obiettività. In questa direzione va anche il ddl presentato dal vice presidente della Commissione Giustizia del Senato, Felice Casson con altri 17 firmatari, che prevede una proroga di un anno (storica richiesta dell'Oua) e la revisione dei tagli, anche alla luce dei diversi profili di illegittimità.
Ben fatto, ora attendiamo una presa di posizione trasversale di tutte le forze politiche per bloccare questo processo.Oltretutto, lo vogliamo sottolineare, siamo in attesa delle decisioni della Corte Costituzionale, che esaminerà la questione il 2 e 3 luglio (sono già 17 le rimessioni alla Consulta che pendono sulla geografia giudiziaria)».
«È bene ricordare, infine, che abbiamo proclamato (anche) su questo grave problema due giornate di astensione il 29 e 30 maggio con una grande manifestazione a Roma (il 30) – conclude Marino – e che la prossima settimana porteremo al ministro Cancellieri le posizioni sul punto non solo dell’avvocatura, ma di migliaia di persone che si sono rivolte all’Oua per tutelare la giustizia di prossimità. Ma al Guardasigilli avanzeremo, oltre alla richiesta, di un intervento urgente di proroga, anche le nostre proposte per una moderna riorganizzazione degli uffici e per eliminare gli sprechi, senza compromettere i diritti dei cittadini».
Roma, 16 maggio 2013
mercoledì, maggio 15, 2013
martedì, maggio 14, 2013
ANAI: non riproporre la mediaconciliazione!
«Non comprendiamo la sua ostinazione a portare avanti un'iniziativa improvvida, come l'obbligatorietà della mediaconciliazione, che è stata dichiarata incostituzionale e che non potrà essere riproposta per le innumerevoli ragioni di illegittimità che sono state illustrate nelle ordinanze di rimessione alla Consulta riportate per esteso nella sentenza di incostituzionalità».
È quanto scrive Maurizio de Tilla, presidente dell'Associazione nazionale avvocati italiani (Anai), in una lettera al vicepresidente del Csm, Michele Vietti.
«Basta leggere la motivazione della decisione della Consulta - ha aggiunto De Tilla - per prendere consapevolezza che la normativa sulla obbligatorietà della mediaconciliazione, oltre che per il vizio macroscopico di eccesso di delega, sarebbe stata inficiata da altre ben più gravi ragioni: la grave limitazione all'accesso alla giustizia, la non gratuità della procedura, gli effetti negativi nel successivo giudizio, che comporta la introduzione di un vero e proprio quarto grado di giudizio, la lunga durata del tentativo, l'eccessiva estensione delle materie, la inidoneità dei mediatori e, infine, l'evidente intento di lucro che ha fatto in modo che si costituissero più di mille Camere di conciliazione private, autorizzate in massima parte con il silenzio-assenso».
L'Anai quindi invita il vicepresidente Vietti a «riflettere bene sul perché in tutti i Paesi europei non esista l'obbligatorietà della media conciliazione, mentre si incentiva la conciliazione endoprocessuale».
Allo stesso modo, l'associazione ricorda ancora una volta gli strumenti per ridurre i tempi della giustizia: processo telematico, spesa razionale delle risorse destinate alla giustizia, incremento dei giudici togati, introduzione di prassi virtuose come il metodo Barbuto e smaltimento dell'arretrato ai giudici laici.
«Sarebbe poco dignitoso - conclude De Tilla - aprire un nuovo fronte con una rinnovata contrapposizione tra cittadini e avvocati da una parte e poteri economici dall'altra».
È quanto scrive Maurizio de Tilla, presidente dell'Associazione nazionale avvocati italiani (Anai), in una lettera al vicepresidente del Csm, Michele Vietti.
«Basta leggere la motivazione della decisione della Consulta - ha aggiunto De Tilla - per prendere consapevolezza che la normativa sulla obbligatorietà della mediaconciliazione, oltre che per il vizio macroscopico di eccesso di delega, sarebbe stata inficiata da altre ben più gravi ragioni: la grave limitazione all'accesso alla giustizia, la non gratuità della procedura, gli effetti negativi nel successivo giudizio, che comporta la introduzione di un vero e proprio quarto grado di giudizio, la lunga durata del tentativo, l'eccessiva estensione delle materie, la inidoneità dei mediatori e, infine, l'evidente intento di lucro che ha fatto in modo che si costituissero più di mille Camere di conciliazione private, autorizzate in massima parte con il silenzio-assenso».
L'Anai quindi invita il vicepresidente Vietti a «riflettere bene sul perché in tutti i Paesi europei non esista l'obbligatorietà della media conciliazione, mentre si incentiva la conciliazione endoprocessuale».
Allo stesso modo, l'associazione ricorda ancora una volta gli strumenti per ridurre i tempi della giustizia: processo telematico, spesa razionale delle risorse destinate alla giustizia, incremento dei giudici togati, introduzione di prassi virtuose come il metodo Barbuto e smaltimento dell'arretrato ai giudici laici.
«Sarebbe poco dignitoso - conclude De Tilla - aprire un nuovo fronte con una rinnovata contrapposizione tra cittadini e avvocati da una parte e poteri economici dall'altra».
domenica, maggio 12, 2013
sabato, maggio 11, 2013
giovedì, maggio 09, 2013
DIECI RAGIONI CHE VALGONO UNA RINUNCIA AL MANDATO DIFENSIVO.
1. Il Cliente che ti segue in Tribunale come se fosse la tua ombra, ascolta controparte urlare la sua discussione, si gira e ti dice: "Avvocà...lui si che è un grande avvocato!"
2. Il Cliente (sempre lo stesso di cui al punto 1) che ti accompagna in udienza in salopette ed infradito
3. Il Cliente che guarda Forum
4. Il Cliente che si è documentato su Internet prima di venirti a chiedere allo Studio una consulenza legale
5. Il Cliente che ti chiama ad ore assurde dicendoti: "Avvocà... disturbo le rubo solo due minuti è una cosa importante!" (SIC!)
6. Il Cliente che ha il parente laureando in Giurisprudenza e ti mette in contatto con lui per meglio decidere le azioni da intraprendere
7. Il Cliente che ha abbandonato gli studi di Giurisprudenza e si impone per la scelta della linea difensiva
8. Il Cliente che ti dice: "Avvocà soldi non ne ho ma a fine causa dividiamo"
9. Il Cliente che pretende ogni copia del verbale di udienza
10. Il Cliente che si presenta allo Studio con il caffè per sedersi e fare conversazione e dopo due ore che hai fatto di tutto per fargli capire che devi lavorare ti dice:" Avvocà forse le ho fatto perdere tempo!"
2. Il Cliente (sempre lo stesso di cui al punto 1) che ti accompagna in udienza in salopette ed infradito
3. Il Cliente che guarda Forum
4. Il Cliente che si è documentato su Internet prima di venirti a chiedere allo Studio una consulenza legale
5. Il Cliente che ti chiama ad ore assurde dicendoti: "Avvocà... disturbo le rubo solo due minuti è una cosa importante!" (SIC!)
6. Il Cliente che ha il parente laureando in Giurisprudenza e ti mette in contatto con lui per meglio decidere le azioni da intraprendere
7. Il Cliente che ha abbandonato gli studi di Giurisprudenza e si impone per la scelta della linea difensiva
8. Il Cliente che ti dice: "Avvocà soldi non ne ho ma a fine causa dividiamo"
9. Il Cliente che pretende ogni copia del verbale di udienza
10. Il Cliente che si presenta allo Studio con il caffè per sedersi e fare conversazione e dopo due ore che hai fatto di tutto per fargli capire che devi lavorare ti dice:" Avvocà forse le ho fatto perdere tempo!"
mercoledì, maggio 08, 2013
Consigli dell’Ordine: elezioni suppletive per il subentro dei consiglieri dimissionari per incompatibilità.
In caso di dimissioni per sopravvenuta incompatibilità dei Consiglieri dell’Ordine, il subentro deve essere disciplinato secondo le regole del vecchio ordinamento e dunque procedendo a elezioni suppletive.
Fino al pieno regime della legge 247/2012 che innova fortemente anche la disciplina sui Consigli dell’Ordine e la materia elettorale, la stessa legge prescrive nella norma transitoria (art. 65, comma 1) che “fino alla data di entrata in vigore dei regolamenti previsti nella presente legge, si applicano se necessario e in quanto compatibili le disposizioni vigenti non abrogate, anche se non espressamente richiamate”.
In questo senso si è espresso il CNF, che ha mandato una nota interpretativa della legge all’Ufficio Libere professioni chiedendo di rivedere la posizione assunta con una recente circolare. In quest’ultima, il ministero ha ritenuto applicabile alla fattispecie l’articolo 28, comma 2, della legge 247, che prescrive il subentro dei primi dei non eletti.
Questa soluzione per il CNF non è perseguibile perché la materia che governa la composizione dei Consigli dell’ordine è ricompresa tra quelle che necessitano di una fonte subprimaria attuativa.
Senza contare che la soluzione ministeriale ha la conseguenza di potenziare gli effetti di elezioni avvenute secondo regole diverse da quelle di cui alla legge 247, con effetti non conoscibili da coloro che hanno esercitato, a suo tempo, il diritto di elettorato attivo.
Fino al pieno regime della legge 247/2012 che innova fortemente anche la disciplina sui Consigli dell’Ordine e la materia elettorale, la stessa legge prescrive nella norma transitoria (art. 65, comma 1) che “fino alla data di entrata in vigore dei regolamenti previsti nella presente legge, si applicano se necessario e in quanto compatibili le disposizioni vigenti non abrogate, anche se non espressamente richiamate”.
In questo senso si è espresso il CNF, che ha mandato una nota interpretativa della legge all’Ufficio Libere professioni chiedendo di rivedere la posizione assunta con una recente circolare. In quest’ultima, il ministero ha ritenuto applicabile alla fattispecie l’articolo 28, comma 2, della legge 247, che prescrive il subentro dei primi dei non eletti.
Questa soluzione per il CNF non è perseguibile perché la materia che governa la composizione dei Consigli dell’ordine è ricompresa tra quelle che necessitano di una fonte subprimaria attuativa.
Senza contare che la soluzione ministeriale ha la conseguenza di potenziare gli effetti di elezioni avvenute secondo regole diverse da quelle di cui alla legge 247, con effetti non conoscibili da coloro che hanno esercitato, a suo tempo, il diritto di elettorato attivo.
martedì, maggio 07, 2013
lunedì, maggio 06, 2013
Parametri forensi: il Cnf approva le tabelle.
Via libera all’approvazione della proposta sui parametri forensi da parte del Cnf, che sarà ora inviata al ministero della Giustizia.
La prima riunione plenaria, a Roma, con tutte le componenti dell’Avvocatura - 120 ordini, le Unioni, la Cassa forense, l’Oua e le Associazioni - dopo l’approvazione della riforma forense, ha fornito chiarimenti anche sul procedimento disciplinare e annunciato l’intervento nel giudizio sulla legittimità della revisione della geografia giudiziaria davanti alla Consulta.
Per il presidente Guido Alpa “Il nuovo ordinamento professionale forense apre una nuova stagione per l’Avvocatura”. “Anche grazie alle nuove disposizioni – ha detto Alpa -, gli avvocati potranno contribuire fattivamente alla crescita economica del Paese attraverso la propria attività professionale. Ci auguriamo che il rapporto con il nuovo Governo sia fattivo e proficuo. L’Avvocatura ha già offerto la sua collaborazione nel rispetto del suo ruolo nella giurisdizione e nei rapporti economici e sociali ”.
La proposta del Cnf, illustrata dal consigliere Aldo Morlino supera il decreto Parametri 140/2012 (assunto sulla base del decreto Cresci-Italia e impugnato davanti al Tar del Lazio per eccesso di potere) in relazione non solo “agli ingiustificati abbattimenti dei compensi” che, sempre secondo gli avvocati, “giungono fino alla metà per le attività di difesa previste dalla legge a carico dei legali, senza contare che il Dm 140 non aveva applicato per intero neanche l’indice Istat 2009/2012”; ma dovrebbero sopperire anche a “gravi lacune” che il Cnf aveva già segnalato in diverse note inviate a Via Arenula.
Pronte dunque le Tabelle Parametri per il civile corrispondenti ciascuna al tipo di procedimento/giudizio - comprese la materia stragiudiziale, la mediazione, le procedure concorsuali, quelle arbitrali, i processi amministrativi e tributari, i processi davanti alle giurisdizioni superiori - e una per il penale.
Gli scaglioni di valore, diversamente dal Dm 140, sono corrispondenti a quelli previsti dal ministero della giustizia per la determinazione del contributo unificato, “con una semplificazione evidente per gli operatori”. Parte integrante della proposta è poi la parte normativa per il civile- penale- stragiudiziale.
Obiettivo del Cnf ispirarsi ai principi di “semplificazione, trasparenza e equità” in modo da creare uno strumento di “facile e immediata consultazione per gli operatori del diritto e per i cittadini che potranno avere uno strumento di immediato orientamento”.
La prima riunione plenaria, a Roma, con tutte le componenti dell’Avvocatura - 120 ordini, le Unioni, la Cassa forense, l’Oua e le Associazioni - dopo l’approvazione della riforma forense, ha fornito chiarimenti anche sul procedimento disciplinare e annunciato l’intervento nel giudizio sulla legittimità della revisione della geografia giudiziaria davanti alla Consulta.
Per il presidente Guido Alpa “Il nuovo ordinamento professionale forense apre una nuova stagione per l’Avvocatura”. “Anche grazie alle nuove disposizioni – ha detto Alpa -, gli avvocati potranno contribuire fattivamente alla crescita economica del Paese attraverso la propria attività professionale. Ci auguriamo che il rapporto con il nuovo Governo sia fattivo e proficuo. L’Avvocatura ha già offerto la sua collaborazione nel rispetto del suo ruolo nella giurisdizione e nei rapporti economici e sociali ”.
La proposta del Cnf, illustrata dal consigliere Aldo Morlino supera il decreto Parametri 140/2012 (assunto sulla base del decreto Cresci-Italia e impugnato davanti al Tar del Lazio per eccesso di potere) in relazione non solo “agli ingiustificati abbattimenti dei compensi” che, sempre secondo gli avvocati, “giungono fino alla metà per le attività di difesa previste dalla legge a carico dei legali, senza contare che il Dm 140 non aveva applicato per intero neanche l’indice Istat 2009/2012”; ma dovrebbero sopperire anche a “gravi lacune” che il Cnf aveva già segnalato in diverse note inviate a Via Arenula.
Pronte dunque le Tabelle Parametri per il civile corrispondenti ciascuna al tipo di procedimento/giudizio - comprese la materia stragiudiziale, la mediazione, le procedure concorsuali, quelle arbitrali, i processi amministrativi e tributari, i processi davanti alle giurisdizioni superiori - e una per il penale.
Gli scaglioni di valore, diversamente dal Dm 140, sono corrispondenti a quelli previsti dal ministero della giustizia per la determinazione del contributo unificato, “con una semplificazione evidente per gli operatori”. Parte integrante della proposta è poi la parte normativa per il civile- penale- stragiudiziale.
Obiettivo del Cnf ispirarsi ai principi di “semplificazione, trasparenza e equità” in modo da creare uno strumento di “facile e immediata consultazione per gli operatori del diritto e per i cittadini che potranno avere uno strumento di immediato orientamento”.
sabato, maggio 04, 2013
venerdì, maggio 03, 2013
COA SALERNO: PROCEDURA DI CANCELLAZIONE D’UFFICIO DEI PRATICANTI.
CONSIGLIO DELL'ORDINE DEGLI AVVOCATI DI SALERNO
SI COMUNICA CHE IL CONSIGLIO NELLA SEDUTA DEL 5 MARZO 2013 HA DELIBERATO DI PROCEDERE, IN APPLICAZIONE DELL'ART 17 COMMA 10 LETT. B) E COMMA 11 LETT. B) , ALLA CANCELLAZIONE DAL REGISTRO PRATICANTI, SECONDO IL CRITERIO CRONOLOGICO, DEI NOMINATIVI DEI:A)- PRATICANTI NON ABILITATI ISCRITTI ENTRO IL 31/12/2005, AI QUALI E' STATO RILASCIATO IL CERTIFICATO DI COMPIUTA PRATICA;
B)- PRATICANTI ABILITATI CON SCADENZA DEL PERIODO D’ABILITAZIONE AL 31/12/2012.
CONSIDERATO L'ELEVATO NUMERO DEGLI INTERESSATI, IL PRESENTE AVVISO HA EFFETTO DI COMUNICAZIONE AI SENSI DELL' ART. 7 E SS. DELLA L.241/90 E, PERTANTO, NON SI DARA' SEGUITO AD ULTERIORI COMUNICAZIONI INDIVIDUALI. PER INFORMAZIONI GLI INTERESSATI POTRANNO RIVOLGERSI ALLA SEGRETERIA DELL'ORDINE, NEGLI ORARI D’APERTURA DELLO SPORTELLO.
SALERNO, 2 MAGGIO 2013
mercoledì, maggio 01, 2013
martedì, aprile 30, 2013
Avvocati, esodati con la cravatta.
Ci sono colleghi più incazzati di me. Aspettiamo la goccia di sangue che farà traboccare il vaso dei soprusi e i legislatori pensano di essere in un telefilm americano, Il telefim incarna il sogno di ogni avvocato “di base”: vedi la clessidra che segna il limite alla sopportazione delle chiacchiere dei clienti.
Invece, sprofondiamo nell’Italia del massacro dei diritti. Napalm su un esercito attonito. L’armata dei piccoli legali è in rotta.
Una strage silenziosa che entra nella percezione collettiva della “classe” con metodo chirurgico. Il dolore lo senti molto dopo l’affondo del bisturi, e quando la ferita si apre, e ti dissangua, non sembra succeda a te.
Una morte reale che sembra virtuale. Per ora. Morti nella considerazione sociale, inabissati, con la borsa in similpelle, la toga, la prosopopea, le illusioni per cui hanno studiato e penato.
Che anestetico avranno usato? Il disagio e la vergogna di dire “siamo qua, esodati con la cravatta” Non si può, non si fa. Per il babbo, la mamma che ti hanno fatto studiare, tua moglie, i vicini di casa. No, con la cravatta non puoi esodare, non la puoi allentare e dire: non ce la faccio..
Tale e quale all’alienato personaggio di Baccomo, o del Malinconico sfigato alla De Silva. Reclutati per passione e per necessità, con un concorso alla boia d’un Giuda, complessati dalla mitologia di un ruolo sociale elitario dissolto da almeno vent’anni (almeno qua al sud), ci stiamo facendo veramente male.
Gli allegri chirurghi (i grandi studi che dominano la vita associativa collegati a ben determinati interessi politici) hanno tagliato con la scure: iscrizione obbligatoria alla cassa previdenziale forense, aumento del relativo contributo, assicurazione per i rischi professionali obbligatoria, sanzioni a iosa, in modo da lasciar fuori quanta più gente, a torto o a ragione, bivaccava fuori nella linea d’ombra del sistema: professori a mezzo servizio, gente arrivata tardi alla professione per incapacità o sfiga, e quel che è peggio, giovani appena entrati con l’unica prospettiva di farsi schiavizzare a vita da studi professionali spesso gonfi di medaglie usurpate.
Ai miei tempi c’era una zona magra di pascolo per i giovani: il sinistro stradale, la lite di vicinato, la bega condominiale. Tutto amputato con poche rasoiate della più feroce tipologia classista. Ciliegina, la formazione professionale coatta.. lasciamo perdere, ci vorrebbe una riflessione a parte.
Negli ultimi anni si è verificata una escalation del cosiddetto contributo unificato che è aumentato anche di cinque volte dal 2002 al 2013. Una causa per risarcimento danni da 50 mila euro con chiamata in causa di terzo e domanda riconvenzionale di 100 mila euro, per fare un esempio pratico. Dieci anni fa, i primi due gradi di giudizio potevano avere un costo di 960 euro di contributo unificato.
Adesso, invece, si arriva tranquillamente a 4-5mila euro per il contributo unificato, si comincia da 450 euro a carico di chi inizia la causa; il convenuto dovrà tirarne fuori altri 660 in caso di domanda riconvenzionale; altrettanti dovrà pagarne il terzo se a sua volta formula una domanda di pari valore. In appello chi impugna dovrà pagare altri 675 euro solo per cominciare.
Nel caso disgraziato ci si scordasse di indicare il codice fiscale, il numero di fax o l’indirizzo di posta elettronica, sono “botte” da più di mille euro per volta; naturalmente in questi conteggi non sono ancora previste le parcelle degli avvocati ed eventuali sanzioni.
Il processo del lavoro, e previdenziale, prima organizzato come premessa e garanzia dello stato sociale, ugualmente vampirizzato (copie e iscrizione a ruolo). Chi non ha i soldi?
C’è sempre il gratuito patrocinio, per un nucleo familiare chi sta sotto gli undicimila euro l’anno, circa. Se, putacaso, ne hai ventimila, o mangi o tuteli i tuoi diritti, cercando sempre una compensazione con l’avvocato. Per il legale è una iattura: un fottìo di carte da preparare, tempi biblici per ottenere i soldi, e alla fine ti danno mediamente intorno agli ottocento euro, magari dopo dieci udienze e tre anni di causa.
Lascio mesto la scrivania, stamattina niente udienze. Mi aspettano i gironi infernali delle cancellerie. Sposterò fascicoli impolverati, suderò per luride scale, urterò commessi, sbaraglierò colleghi implumi, badando a non sciupare l’abito impeccabile, le scarpe lucide e la cravatta di seta.
di Mariano Casciano
29 aprile 2013
Il Fatto Quotidiano
Invece, sprofondiamo nell’Italia del massacro dei diritti. Napalm su un esercito attonito. L’armata dei piccoli legali è in rotta.
Una strage silenziosa che entra nella percezione collettiva della “classe” con metodo chirurgico. Il dolore lo senti molto dopo l’affondo del bisturi, e quando la ferita si apre, e ti dissangua, non sembra succeda a te.
Una morte reale che sembra virtuale. Per ora. Morti nella considerazione sociale, inabissati, con la borsa in similpelle, la toga, la prosopopea, le illusioni per cui hanno studiato e penato.
Che anestetico avranno usato? Il disagio e la vergogna di dire “siamo qua, esodati con la cravatta” Non si può, non si fa. Per il babbo, la mamma che ti hanno fatto studiare, tua moglie, i vicini di casa. No, con la cravatta non puoi esodare, non la puoi allentare e dire: non ce la faccio..
Tale e quale all’alienato personaggio di Baccomo, o del Malinconico sfigato alla De Silva. Reclutati per passione e per necessità, con un concorso alla boia d’un Giuda, complessati dalla mitologia di un ruolo sociale elitario dissolto da almeno vent’anni (almeno qua al sud), ci stiamo facendo veramente male.
Gli allegri chirurghi (i grandi studi che dominano la vita associativa collegati a ben determinati interessi politici) hanno tagliato con la scure: iscrizione obbligatoria alla cassa previdenziale forense, aumento del relativo contributo, assicurazione per i rischi professionali obbligatoria, sanzioni a iosa, in modo da lasciar fuori quanta più gente, a torto o a ragione, bivaccava fuori nella linea d’ombra del sistema: professori a mezzo servizio, gente arrivata tardi alla professione per incapacità o sfiga, e quel che è peggio, giovani appena entrati con l’unica prospettiva di farsi schiavizzare a vita da studi professionali spesso gonfi di medaglie usurpate.
Ai miei tempi c’era una zona magra di pascolo per i giovani: il sinistro stradale, la lite di vicinato, la bega condominiale. Tutto amputato con poche rasoiate della più feroce tipologia classista. Ciliegina, la formazione professionale coatta.. lasciamo perdere, ci vorrebbe una riflessione a parte.
Negli ultimi anni si è verificata una escalation del cosiddetto contributo unificato che è aumentato anche di cinque volte dal 2002 al 2013. Una causa per risarcimento danni da 50 mila euro con chiamata in causa di terzo e domanda riconvenzionale di 100 mila euro, per fare un esempio pratico. Dieci anni fa, i primi due gradi di giudizio potevano avere un costo di 960 euro di contributo unificato.
Adesso, invece, si arriva tranquillamente a 4-5mila euro per il contributo unificato, si comincia da 450 euro a carico di chi inizia la causa; il convenuto dovrà tirarne fuori altri 660 in caso di domanda riconvenzionale; altrettanti dovrà pagarne il terzo se a sua volta formula una domanda di pari valore. In appello chi impugna dovrà pagare altri 675 euro solo per cominciare.
Nel caso disgraziato ci si scordasse di indicare il codice fiscale, il numero di fax o l’indirizzo di posta elettronica, sono “botte” da più di mille euro per volta; naturalmente in questi conteggi non sono ancora previste le parcelle degli avvocati ed eventuali sanzioni.
Il processo del lavoro, e previdenziale, prima organizzato come premessa e garanzia dello stato sociale, ugualmente vampirizzato (copie e iscrizione a ruolo). Chi non ha i soldi?
C’è sempre il gratuito patrocinio, per un nucleo familiare chi sta sotto gli undicimila euro l’anno, circa. Se, putacaso, ne hai ventimila, o mangi o tuteli i tuoi diritti, cercando sempre una compensazione con l’avvocato. Per il legale è una iattura: un fottìo di carte da preparare, tempi biblici per ottenere i soldi, e alla fine ti danno mediamente intorno agli ottocento euro, magari dopo dieci udienze e tre anni di causa.
Lascio mesto la scrivania, stamattina niente udienze. Mi aspettano i gironi infernali delle cancellerie. Sposterò fascicoli impolverati, suderò per luride scale, urterò commessi, sbaraglierò colleghi implumi, badando a non sciupare l’abito impeccabile, le scarpe lucide e la cravatta di seta.
di Mariano Casciano
29 aprile 2013
Il Fatto Quotidiano
lunedì, aprile 29, 2013
sabato, aprile 27, 2013
venerdì, aprile 26, 2013
martedì, aprile 23, 2013
TAGLI AI TRIBUNALI: L'O.U.A. PROCLAMA 2 GIORNATE DI ASTENSIONE (29 E 30 MAGGIO 2013).
Soddisfazione è stata espressa dall’Organismo Unitario dell’Avvocatura che aveva chiesto con forza che si anticipasse la data di trattazione del ricorso della Regione Friuli Venezia Giulia sulla geografia giudiziaria (prevista per l’8 ottobre), in vista dell’entrata a regime del provvedimento il prossimo settembre, e che in questi mesi ha messo in campo diverse iniziative contro quella viene definita una «irrazionale e incostituzionale chiusura di circa 1000 uffici, sedi distaccate e tribunali».
Per Nicola Marino, presidente Oua quella di oggi è «una buona notizia per la giustizia italiana. Accolte, finalmente, le richieste dell’avvocatura sia per l’anticipo dell’udienza dell’8 ottobre, sia per la celere fissazione di quelle sui rinvii del tribunale di Pinerolo (una il 2 e l’altra il 3 luglio). È bene che la Consulta esamini rapidamente questo provvedimento dai chiari profili di illegittimità. Non ha senso continuare, invece, ad accelerare questo processo di smantellamento del sistema con gravi danni per i cittadini, come sta facendo il Ministero di via Arenula e diversi presidenti di Tribunale». «
Al futuro Governo e al nuovo Parlamento – continua - chiediamo di intervenire con urgenza per evitare di distruggere la “giustizia di prossimità” e di mortificare interi territori del nostro Paese, sia dal punto di vista dei diritti sia sotto quello della competitività economica per le imprese».
«L’Oua – conclude Marino - ha inoltre fissato due giornate di astensione (29 e 30 maggio) con una grande manifestazione a Roma il 30 maggio insieme al Coordinamento dei Fori Minori, gli Ordini e le Associazioni forensi, i sindacati dei lavoratori e dirigenti dei Tribunali, i Sindaci e i cittadini interessati dal provvedimento». Roma, 23 aprile 2013
Per Nicola Marino, presidente Oua quella di oggi è «una buona notizia per la giustizia italiana. Accolte, finalmente, le richieste dell’avvocatura sia per l’anticipo dell’udienza dell’8 ottobre, sia per la celere fissazione di quelle sui rinvii del tribunale di Pinerolo (una il 2 e l’altra il 3 luglio). È bene che la Consulta esamini rapidamente questo provvedimento dai chiari profili di illegittimità. Non ha senso continuare, invece, ad accelerare questo processo di smantellamento del sistema con gravi danni per i cittadini, come sta facendo il Ministero di via Arenula e diversi presidenti di Tribunale». «
Al futuro Governo e al nuovo Parlamento – continua - chiediamo di intervenire con urgenza per evitare di distruggere la “giustizia di prossimità” e di mortificare interi territori del nostro Paese, sia dal punto di vista dei diritti sia sotto quello della competitività economica per le imprese».
«L’Oua – conclude Marino - ha inoltre fissato due giornate di astensione (29 e 30 maggio) con una grande manifestazione a Roma il 30 maggio insieme al Coordinamento dei Fori Minori, gli Ordini e le Associazioni forensi, i sindacati dei lavoratori e dirigenti dei Tribunali, i Sindaci e i cittadini interessati dal provvedimento». Roma, 23 aprile 2013
Tagli dei Tribunali: approvate le nuove piante organiche.
Con decreto del 18 aprile 2013, il Ministero della Giustizia, ricevuto parere favorevole da parte del CSM, ha rideterminato la composizione degli uffici oggetto della revisione delle circoscrizioni, rinviando ad un momento successivo la proposta generale di riformulazione delle piante organiche a livello nazionale così come previsto dall'art. 5, comma 4, d.lgs. n. 155/2012.
Due le finalità: consentire l'operatività della nuova geografia giudiziaria e realizzare una più omogenea ripartizione delle risorse disponibili.
Due le finalità: consentire l'operatività della nuova geografia giudiziaria e realizzare una più omogenea ripartizione delle risorse disponibili.
lunedì, aprile 22, 2013
Oua: presidente ordine avvocati Nuoro vittima di un vile attentato.
Nuoro, 21 apr. - (Adnkronos) - L'Organismo Unitario dell'Avvocatura Italiana (Oua) e' al fianco del presidente dell'Ordine degli avvocati di Nuoro, Priamo Siotto, vittima di un vile attentato dinamitardo durante la notte in pieno centro del capoluogo barbaricino.
Per il presidente dell'Oua, Nicola Marino, "la violenza non potra' intimidire l'attivita' di tutela dei diritti dei cittadini di un avvocato, perche' l'avvocatura e' in questo Paese un baluardo a difesa dei valori Costituzionali: nessun attentato puo' spaventare la classe forense".
La massima rappresentanza politica dell'avvocatura e' solidale con il presidente dell'Ordine di Nuoro, Priamo Siotto: "Non abbiamo paura - conclude Marino - la nostra professione e' una testimonianza costante di legalita', nessuna bomba ci fara' arretrare".
Per il presidente dell'Oua, Nicola Marino, "la violenza non potra' intimidire l'attivita' di tutela dei diritti dei cittadini di un avvocato, perche' l'avvocatura e' in questo Paese un baluardo a difesa dei valori Costituzionali: nessun attentato puo' spaventare la classe forense".
La massima rappresentanza politica dell'avvocatura e' solidale con il presidente dell'Ordine di Nuoro, Priamo Siotto: "Non abbiamo paura - conclude Marino - la nostra professione e' una testimonianza costante di legalita', nessuna bomba ci fara' arretrare".
domenica, aprile 21, 2013
sabato, aprile 20, 2013
venerdì, aprile 19, 2013
Il Csm si divide sul nuovo presidente della Cassazione.
La Commissione per gli incarichi direttivi del Consiglio superiore della magistratura ieri si è spaccata in due: non è riuscita a trovare l'accordo su un unico nome da proporre al plenum come successore dell'attuale primo presidente della Cassazione, Ernesto Lupo, che andrà in pensione il 13 maggio.
Tre consiglieri hanno votato per il presidente della Corte d'appello di Roma, Giorgio Santacroce, e gli altri tre per Luigi Rovelli, presidente della Seconda sezione civile della Cassazione.
È rimasta così esclusa dalla rosa dei candidati Gabriella Luccioli, presidente di sezione in Cassazione. Santacroce è stato proposto e sostenuto dai consiglieri delle correnti della magistratura più moderate (Riccardo Fuzio di Unicost e Antonello Racanelli di Magistratura Indipendente) e dal laico del Pdl Filiberto Palumbo. Rovelli invece dai togati di Area (il gruppo delle correnti di sinistra), Paolo Carfì e Francesco Cassano, e dal laico del Pd Guido Calvi.
Ora la scelta passa all'assemblea plenaria, che si riunirà probabilmente l'8 maggio prossimo alla presenza del suo presidente, cioè del nuovo capo dello Stato. Se in plenum si riproducessero gli stessi schieramenti che ci sono stati in Commissione, alla fine la dovrebbe spuntare Santacroce, che sulla carta potrebbe contare su 14 voti (se lo votasse anche il consigliere della Lega Ettore Albertoni), contro gli otto di Rovelli, visto che questi dovrebbe avere anche l'appoggio dell'attuale primo presidente Lupo, che con lui ha lavorato fianco a fianco quando erano entrambi al ministero della Giustizia.
Ma c'è pure chi prefigura i due candidati in parità anche in plenum. Uno scenario che farebbe diventare decisivo il voto del vice presidente del Csm, Michele Vietti, che, secondo il regolamento, in queste circostanze vale doppio.
Tre consiglieri hanno votato per il presidente della Corte d'appello di Roma, Giorgio Santacroce, e gli altri tre per Luigi Rovelli, presidente della Seconda sezione civile della Cassazione.
È rimasta così esclusa dalla rosa dei candidati Gabriella Luccioli, presidente di sezione in Cassazione. Santacroce è stato proposto e sostenuto dai consiglieri delle correnti della magistratura più moderate (Riccardo Fuzio di Unicost e Antonello Racanelli di Magistratura Indipendente) e dal laico del Pdl Filiberto Palumbo. Rovelli invece dai togati di Area (il gruppo delle correnti di sinistra), Paolo Carfì e Francesco Cassano, e dal laico del Pd Guido Calvi.
Ora la scelta passa all'assemblea plenaria, che si riunirà probabilmente l'8 maggio prossimo alla presenza del suo presidente, cioè del nuovo capo dello Stato. Se in plenum si riproducessero gli stessi schieramenti che ci sono stati in Commissione, alla fine la dovrebbe spuntare Santacroce, che sulla carta potrebbe contare su 14 voti (se lo votasse anche il consigliere della Lega Ettore Albertoni), contro gli otto di Rovelli, visto che questi dovrebbe avere anche l'appoggio dell'attuale primo presidente Lupo, che con lui ha lavorato fianco a fianco quando erano entrambi al ministero della Giustizia.
Ma c'è pure chi prefigura i due candidati in parità anche in plenum. Uno scenario che farebbe diventare decisivo il voto del vice presidente del Csm, Michele Vietti, che, secondo il regolamento, in queste circostanze vale doppio.
martedì, aprile 16, 2013
Italia-Inghilterra: confronto sulle riforme nazionali della professione a Salerno.
Dibattito aperto tra la nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense, entrata in vigore il 2 febbraio scorso, e il Legal Services Act, la normativa del 2007 che ha riformato in Inghilterra alcuni aspetti della professione legale e che è entrata in vigore sostanzialmente nel 2012.
Si terrà a Salerno, il 20 aprile prossimo (presso il Tribunale di Salerno - aula Parrilli-9.30 - 12.30) un importante convegno dal titolo“La riforma della professione forense in Italia ed in Inghilterra”-The new rules for legal profession in Italy and England, promosso dal Consiglio nazionale forense, dalla British italian law association e dall’Ordine degli avvocati della città campana.
Non c’è dubbio infatti che tra le due normative alcune differenze siano sostanziali, e i relatori indagheranno il rapporto tra regole di disciplina di una professione a cui è affidata la tutela dei diritti dei cittadini e regole del mercato.
La partecipazione al convegno permette di conseguire n. 6 crediti formativi di deontologia.
Si terrà a Salerno, il 20 aprile prossimo (presso il Tribunale di Salerno - aula Parrilli-9.30 - 12.30) un importante convegno dal titolo“La riforma della professione forense in Italia ed in Inghilterra”-The new rules for legal profession in Italy and England, promosso dal Consiglio nazionale forense, dalla British italian law association e dall’Ordine degli avvocati della città campana.
Non c’è dubbio infatti che tra le due normative alcune differenze siano sostanziali, e i relatori indagheranno il rapporto tra regole di disciplina di una professione a cui è affidata la tutela dei diritti dei cittadini e regole del mercato.
La partecipazione al convegno permette di conseguire n. 6 crediti formativi di deontologia.
lunedì, aprile 15, 2013
C.O.A. SALERNO: GEOGRAFIA GIUDIZIARIA ED ACCORPAMENTO SEZIONI DISTACCATE (CONFERENZA STAMPA IL 19 APRILE 2013).
Il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Salerno ha convocato una conferenza stampa per il giorno venerdì 19 aprile 2013, alle ore 11,00, che si terrà presso l'Aula Parrilli del Tribunale di Salerno, per trattare argomenti concernenti gli spazi giudiziari, e la corretta e tempestiva applicazione della normativa vigente, che prevede l'accorpamento, alla sede centrale, delle sezioni distaccate del Tribunale di Salerno (Amalfi, Eboli e Montecorvino Rovella), nonchè lo stato di realizzazione della Cittadella Giudiziaria.
sabato, aprile 13, 2013
venerdì, aprile 12, 2013
La relazione dei Saggi sulla giustizia: rispunta la mediaconciliazione obbligatoria!
Instaurazione effettiva di sistemi alternativi (non giudiziari) di risoluzione delle controversie, specie di minore entità, anche attraverso la previsione di forme obbligatorie di mediazione.
E' questa una delle misure suggerite dai Saggi, in materia di Amministrazione della Giustizia, nel Capitolo V della Relazione finale sulle riforme istituzionali, punto che non mancherà di suscitare polemiche con le rappresentanze forensi.
La relazione propone inoltre il rispetto effettivo di tempi ragionevoli di durata dei processi, il contenimento della durata della fase delle indagini preliminari, la revisione delle norme sulla contumacia, l'inappellabilità delle sentenze di assoluzione per imputazioni molto lievi.
Altre indicazioni dei Saggi riguardano: depenalizzazioni e pene alternative alla detenzione per ridurre il sovraffollamento carcerario; potenziamento delle strutture giudiziarie; istituzione del c.d. ufficio del processo; potenziamento delle banche dati e dell’informatizzazione degli uffici; divieto per il magistrato di candidarsi nei luoghi ove ha esercitato le sue funzioni e di tornare a esercitare le funzioni nei luoghi ove si è candidato o è stato eletto, nonchè di assumere responsabilità di governo regionale o locale nei luoghi ove ha esercitato le sue funzioni; limiti alla divulgazione delle intercettazioni delle conversazioni affinché il diritto dei cittadini a essere informati non costituisca il pretesto per la lesione di diritti fondamentali della persona.
E' questa una delle misure suggerite dai Saggi, in materia di Amministrazione della Giustizia, nel Capitolo V della Relazione finale sulle riforme istituzionali, punto che non mancherà di suscitare polemiche con le rappresentanze forensi.
La relazione propone inoltre il rispetto effettivo di tempi ragionevoli di durata dei processi, il contenimento della durata della fase delle indagini preliminari, la revisione delle norme sulla contumacia, l'inappellabilità delle sentenze di assoluzione per imputazioni molto lievi.
Altre indicazioni dei Saggi riguardano: depenalizzazioni e pene alternative alla detenzione per ridurre il sovraffollamento carcerario; potenziamento delle strutture giudiziarie; istituzione del c.d. ufficio del processo; potenziamento delle banche dati e dell’informatizzazione degli uffici; divieto per il magistrato di candidarsi nei luoghi ove ha esercitato le sue funzioni e di tornare a esercitare le funzioni nei luoghi ove si è candidato o è stato eletto, nonchè di assumere responsabilità di governo regionale o locale nei luoghi ove ha esercitato le sue funzioni; limiti alla divulgazione delle intercettazioni delle conversazioni affinché il diritto dei cittadini a essere informati non costituisca il pretesto per la lesione di diritti fondamentali della persona.
giovedì, aprile 11, 2013
mercoledì, aprile 10, 2013
lunedì, aprile 08, 2013
Danno biologico: congelato decreto ammazza risarcimenti.
(Comunicato stampa Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada)
PROPOSTA DA AIFVS UNA REVISIONE INTEGRALE DELLE TABELLE DI RISARCIMENTO PER LE LESIONI GRAVI. DENUNCIATA DALLA AIFVS LA MANCATA RIDUZIONE DEI PREMI RC AUTO IN DIECI ANNI PER EFFETTO DELLA DIMINUZIONE DEL 40% DEGLI INCIDENTI STRADALI.Il Ministero della Salute ha incontrato la Presidente della AIFVS (Associazione Italiana Familiari Vittime della Strada) Giuseppa Cassaniti con una delegazione di giuristi ed economisti. Dopo una esposizione tecnica giuridica ed economica sugli effetti impopolari e nefandi per le Vittime della Strada e della Malasanità dello schema di decreto “taglia risarcimenti” per i danni gravi alla persona è stata presa in considerazione la possibilità di congelarne l’approvazione ed apportare una integrale revisione del schema di decreto
In particolare è stato proposto da AIFVS di ancorare i valori risarcitori alle tabelle del Tribunale di Milano aggiornate nel marzo 2013 e di introdurre una nuova formulazione delle tabelle medico legali in linea con gli ultimi aggiornamenti evolutivi scientifici e metodologici. Durante l’incontro è stata inoltre denunciata la posizione di ANIA per il tentativo di trasformare il risarcimento in indennizzo.
La AIFVS ha chiesto al Ministro di rispettare la volontà del legislatore dato che la Camera dei Deputati con la Mozione Pisicchio ha impegnato il Governo a ritirare il provvedimento ed a definire un nuovo regolamento utilizzando come valido criterio di riferimento i valori previsti nelle tabelle del tribunale di Milano.
La AIFVS ha denunciato al Ministro la falsa prospettazione da parte dell’ANIA di incertezze applicative delle tabelle del Tribunale di Milano che nel 2013 sono applicate in modo omogeneo secondo le indicazioni della Cassazione da tutti i Tribunali italiani.
La Aifvs a conferma della ingiustizia e della inutilità del decreto ammazza risarcimenti ha denunciato al Ministro anche la falsa prospettata previsione di riduzione dei premi rc auto del 4/5% se i risarcimenti verranno dimezzati per legge che non rivela e non considera la diminuzione degli incidenti stradali negli ultimi dieci anni che invece ha già enormemente e complessivamente ridotto i risarcimenti da parte delle imprese di assicurazioni che contemporaneamente hanno alzato i premi rc auto aumentando i profitti come ha confermato l’indagine IC 42 di AGCM dell’antitrust sul settore assicurativo.
Iniziative di protesta dell’Oua contro il taglio dei tribunali: a maggio due giorni di sciopero.
In esito all’incontro nazionale organizzato a Roma il 6 aprile dall’Organismo unitario dell’avvocatura (Oua) contro la revisione della geografia giudiziaria, sono state annunciate, per maggio, due giornate di astensione degli avvocati, accompagnati da una manifestazione nazionale sempre nella Capitale.
L’iniziativa di protesta è stata condivisa in un documento redatto a conclusione dell’incontro in cui si chiede, espressamente, la sospensione immediata della revisione della geografia giudiziaria che entrerà a regime il 13 settembre 2013.
Nicola Marino, presidente dell’Oua, definisce quella intrapresa come una “battaglia di civiltà e di buonsenso per tutelare la giustizia di prossimità ed evitare di far precipitare nel caos la nostra già malandata macchina giudiziaria”.
Ed infatti – prosegue Marino – la revisione della geografia giudiziaria costituisce una “riforma spot, con i piedi di argilla, destinata a franare e, quindi, a ingolfare il sistema, a fronte di risparmi risibili nel breve periodo e perdite nel medio-lungo”.
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