martedì, ottobre 07, 2008

La massima.

Computo dei dipendenti ai fini dell'applicabilità dell'art.18 legge 300/70.


(Cassazione civile, sentenza 1.9.2008 n. 22003)
Per individuare il tipo di tutela da riconoscere al lavoratore licenziato, con riferimento ai limiti dimensionali dell'organizzazione facente capo al datore di lavoro, il computo dei dipendenti va effettuato tenendo conto della normale occupazione dell'impresa con riguardo al periodo di tempo antecedente al licenziamento e non anche a quello successivo di preavviso, senza dare rilevanza alle contingenti e occasionali contrazioni o anche espansioni del livello occupazionale aziendale.
Tale criterio, inoltre, deve essere riferito ai lavoratori dipendenti e non semplicemente agli addetti o agli occupati, non potendosi considerare dipendenti tutti coloro che prestino la propria attività per l'azienda, ma solo quelli ad essa legati da rapporto di subordinazione (Cass. n. 13274/03; conf. 2909/03; 2546/04).

Anche l’auto non circolante deve essere assicurata per la RCA.


Cassazione civile , sez. II, sentenza 02.09.2008 n° 22035
Circolazione auto – assicurazione – auto in sosta – necessità – sussistenza [L. 24 dicembre 1969, n. 990]
I veicoli, ancorché privi di parti essenziali per un’autonoma circolazione o fortemente danneggiati od usurati, non sono esclusi dall’obbligo assicurativo se non risulti la prova della loro assoluta inidoneità alla circolazione e la loro sostanziale riduzione allo stato di rottame, non rilevando in contrario neppure la circostanza che il proprietario abbia raggiunto accordi con terzi per provvedere all’asporto ed alla successiva demolizione.

Ieri lunedì nero per i risparmiatori.

domenica, ottobre 05, 2008

LA GIUSTIZIA ITALIANA DA’ I NUMERI.

3 milioni. I procedimenti pendenti
352 mila. I dibattimenti già fissati in tribunale
124.845. Le intercettazioni nel 2007 per un costo dl 224 milioni
4 milioni. Gli errori giudiziari accertati negli ultimi cinquant’anni
40.031. I procedimenti per indennizzo dal 2003 ad oggi
1.442. I magistrati sotto procedimento della stessa magistratura nel 2007
4,7%. La percentuale delle condanne rispetto ai reati denunciati

venerdì, ottobre 03, 2008

EVENTI FORMATIVI DEL MESE DI OTTOBRE 2008.


Convegno AIGA sui reati finanziari (Martedì 7/10 - 3 crediti formativi).


Indirizzi di saluto
Dott Luigi Mastrominico, Presidente del Tribunale di Salerno
Avv. Americo Montera, Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Salerno
Avv. Gianluigi Cassandra, Giunta nazionale Aiga
Avv. Marco Del Vecchio, Presidente Aiga Salerno
J. Patrick Truhn, Console Generale degli Stati Uniti d'America
Introduzione
Avv. Gaspare Dalia, Aiga Salerno
Dottor Vincenzo Senatore, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Salerno
Relazione
-Judith F. Kozlowski, ChiefCounsel, Financial Industry Regulatory Authority (FINRA) Washington


ACCREDITATO DAL CONSIGLIO DELL'ORDINE DEGLI AVVOCATI DI SALERNO CON N. 3 CREDITI FORMATIVI

Elezioni Cassa Forense: nominata la Commissione Elettorale distrettuale.


Nominata, nella scorsa tornata del COA di Salerno, la Commissione elettorale distrettuale necessaria per la gestione locale delle imminenti elezioni per il rinnovo del Comitato Delegati della Cassa Forense.
Non vi sono stati comunicati ufficiali circa i nomi dei designati, però secondo accreditate indiscrezioni, alla presidenza sarà chiamato l’Avv. Bernardo Altieri (componente del COA di Salerno).
Si fanno anche i nomi degli Avvocati Giuseppe Maria Riccio e Egidio Felice Egidio, per l’incarico di commissario.

GIUSTIZIA: GOVERNO BATTUTO ALLA CAMERA SU RIFORMA PROCESSO CIVILE.


Roma, 1 ott. (Adnkronos) - Governo battuto alla Camera sul provvedimento che contiene la riforma del processo civile. E' stato infatti approvato un emendamento presentato dal Pd che prevede l'impossibilita' dei ricorsi in Cassazione quando esistono due sentenze che si pronunciano in modo conforme sullo stesso fatto.
"E' stata punita la protervia del governo -commenta il 'ministro ombra' della Giustizia Lanfranco Tenaglia- e' un elemento fondamentale della nostra costituzione. L'arroganza non paga mai e la liberta' del Parlamento vale ancora qualcosa. Ora lo cambino al Senato".

mercoledì, ottobre 01, 2008

Le prossime sedute del COA di Salerno.


CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI SALERNO

ORDINE DEL GIORNO
Tornata del 03 ottobre 2008 (ore 16,00)

1. Premio "Adolfo Cllento"-Rel. Il Presidente
2. Premio "Michele lannicelli"-Rel. Il Presidente




ORDINE DEL GIORNO
Tornata del 03 ottobre 2008 (ore 16,30)

1 . Lettura ed approvazione verbale precedente
2. Comunicazioni dei Presidente
3. Iscrizioni o cancellazioni
4. Pareri
5. Ammissioni gratuito patrocinio-Rel.Cons. Avv.Visconti
6. Magistratura Onoraria-Rel. Cons. Avv.Altieri
7. Fissazione data assemblea Opera "Clemente Mauro"-Rel.Cons. Avv.Spirito
8. Bando per convenzione formazione cd. “a distanza”-Rel.Cons. Avv.tiPaolino e Tortolani
9. Integrazione Commissione P.O.F. 2009 e nomina Consiglieri Delegati
10. Sviluppi recupero morosità-Rel.Cons.Tesoriere
11. Sussidi e contributi
12. Varie ed eventuali


ORDINE DEL GIORNO
Tornata del 21 ottobre 2008 (ore 16,30)

1. Lettura ed approvazione verbale precedente
2. Comunicazioni del Presidente
3. Ricorsi a carico degli iscritti-Rel.Sigg.ri Consiglieri Delegati
4. Fissazione date celebrazione procedimenti disciplinari
5. Varie ed eventuali

Il Presidente
Avv. Americo Montera

Il Consigliere Segretario
Avv. Gaetano Paolino

Giustizia: Avvocatura, filtro in Cassazione è un errore.


(AGI) - Roma, 30 set. - Le riforme del processo civile «non si fanno frettolosamente in un collegato alla Finanziaria» e il filtro per la Cassazione «è un errore per le modalità previste».
Sono questi i rilievi dell'Organismo unitario dell'Avvocatura sulle nuove norme in materia di processo civile, che «è un'urgenza assoluta per l'Italia».
Per il presidente dell'Oua Michelina Grillo, «devono essere evitati ulteriori interventi spot, figli di una inutile logica dell'emergenza e per loro natura incapaci a risolvere i problemi. Servirebbe invece un ampio dibattito e proposte condivise di riequilibrio dell'intera struttura processuale. Temiamo che ciò sarà impossibile, considerato che le norme sono state inserite in un collegato alla Finanziaria, che sarà presumibilmente approvato in tempi rapidi e in forma 'blindata».
La proposta del Governo, secondo l'Avvocatura, «oltre a scontare questo vizio d'origine e sebbene contenga anche previsioni corrette dal nostro punto di vista, presenta numerosi aspetti che convincono poco l'avvocatura. Le norme sulla conciliazione, infine, sono mosse da un obiettivo condivisibile. Possono essere migliorate, ma potranno essere realmente efficaci solo in presenza di una giurisdizione ordinaria efficace. Diversamente, ci sarà sempre una parte interessata a lucrare sull'inefficienza della macchina giudiziaria».
La Giunta dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura, in relazione all'intervento sulla procedura civile ha approvato un documento nel quale esprime tutta la propria contrarietà alle modalità con le quali la proposta è stata presentata e numerose perplessità sul merito della stessa.
«Per l'ennesima volta il legislatore, pur avendo il tempo necessario - sottolinea l'Oua - ritiene di affidarsi ad un intervento di stampo emergenziale. La riforma del processo civile meriterebbe invece autonoma trattazione e un particolare approfondimento».
Numerose perplessità, osserva l'Oua, suscita il cosiddetto filtro in Cassazione: «così come proposto, il sistema appare inaccettabile. Nella sua estrema genericità, rimette ad un collegio di tre giudici il potere di decidere preliminarmente se la Suprema Corte debba mutare o meno il proprio orientamento, ma non indica i criteri ai quali effettuare tale valutazione». (AGI)

domenica, settembre 28, 2008

Indette le elezioni per il rinnovo del Comitato dei Delegati alla Cassa Previdenza Forense.

Il Presidente della Cassa Previdenza Forense, Avv. Paolo Rosa, ha indetto le elezioni per il rinnovo del Comitato dei Delegati (quadriennio 2009/20013).

Detti Delegati verranno eletti in un "periodo di votazione" che andrà dal giorno 28 gennaio, sino al giorno 7 febbraio 2009.

In virtù del "numero base", determinato ai sensi dell'art. 1 del vigente Regolamento Elettorale, nella Corte d'Appello di Salerno verranno eletti 2 Delegati.

Le liste elettorali andranno depositate entro in giorno 29 novembre 2008.

LA MASSIMA.



POCHI SONO COSI’ ASSENNATI DA PREFERIRE IL BIASIMO UTILE ALLA LODE TRADITRICE.

LA ROCHEFOUCAULD

sabato, settembre 27, 2008

Ancora tu!


Che devo dirvi. Dai verbali di Vittorio D’Ajello davanti agli ispettori ministeriali che indagavano sul suicidio di Gabriele Cagliari, 22 luglio 1993: «Il dottor Fabio De Pasquale, alla fine dell’interrogatorio, disse al Cagliari che avrebbe dato parere favorevole alla sua libertà, affermando espressamente rivolto al Cagliari: “Lei me l’ha messo in culo, ma io devo liberarla”».
Che volete che vi dica. Dalle conclusioni degli stessi ispettori, paragrafo IV: «Il dott. De Pasquale, con espressioni non consone, ha tenuto dei comportamenti certamente discutibili (...) soprattutto per avere promesso a un indagato che era in carcere da oltre centotrenta giorni, di età avanzata e in condizione di grave prostrazione psichica, che avrebbe espresso parere favorevole (...) e di avere invece assunto una posizione negativa senza però interrogare nuovamente lo stesso indagato, impedendogli, così, di fatto, di potersi ulteriormente difendere. È mancato quel massimo di prudenza, misura e serietà che deve sempre richiedersi quando si esercita il potere di incidere sulla libertà altrui».
Che volete che vi dica, che devo dirvi: per me Fabio De Pasquale, il pm del processo Mills che ha definito incostituzionale il Lodo Alfano, rimane quello che promise a un uomo la scarcerazione e poi invece se ne partì per le ferie estive, fra Capo Peloro e Punta Faro, Sicilia orientale.

Filippo Facci
http://www.ilgiornale.it

L'Angelino custode.

Alfano agli avvocati: finita stagione interdizioni Anm.


Parma, 26 set. (Apcom) - Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, dice "basta alle guerre preventive da parte dell'Anm" su "ogni tema di giustizia".
Da oggi, garantisce il Guardasigilli agli avvocati penalisti riuniti a congresso a Parma, si cambia registro.
"L'Anm - dice Alfano nel suo intervento al congresso dell'Ucpi- è intervenuta su tutto: su tutto ci hanno fatto avere la loro immediata opinione".
E questo "ci sta pure in un dibattito pubblico". Ma fare guerre preventive "non è il modo giusto di collaborare con la politica, di porsi nei confronti del legislatore".
Alfano, infatti, in un intervento di oltre un'ora ha cercato i chiarire i rapporti con i magistrati una volta e per tutte: "garantisco che noi, come chiedono dall'Anm, saremo i custodi della costituzione, che sancisce l'autonomia della magistratura".
Bene dunque "quando la magistratura dice che il giudice è soggetto solo alla legge, ma - ha aggiunto Alfano - l'Anm si ricordi che le leggi le fa il Parlamento, eletto dal popolo italiano, lo stesso popolo in nome del quale viene emessa sentenza, non è che ci sono due popoli. Quindi - ha concluso Alfano - ciascuno torni a fare il suo mestiere con serietà e zelo senza fare il mestiere degli altri".

venerdì, settembre 26, 2008

Il trucco del giudice-avvocato: all'udienza manda la gemella.


MILANO - Per quanto un rassicurante adagio garantista assicuri che in ogni giudice c'è un po' di avvocato, nell'avvocato che Gabriella avrebbe dovuto essere — di fronte al Tribunale civile di Vigevano — non poteva esserci nulla del giudice onorario che sempre Gabriella avrebbe contemporaneamente dovuto essere a Rho nella sezione distaccata del Tribunale di Milano.
E così, mentre sui processi altrui restava a Rho a decidere nella veste di giudice onorario, a recitare invece la parte di se stessa a Vigevano, e cioè dell'avvocato delle cause in discussione davanti ai giudici di quest'altro tribunale, Gabriella mandava il volto più azzeccato e somigliante che nessun formidabile casting, nemmeno di un colosso di Hollywood, avrebbe potuto scovare: il volto di se stessa.
Perché mandava sua sorella gemella, Patrizia. Peraltro nemmeno avvocato, ma soltanto laureata.
Grazie a questo scambio di persona, la gemella avvocato/ magistrato onorario (Gabriella), per le cause che figurava aver patrocinato a Vigevano quando invece a indossare la toga di avvocato era stata la gemella non avvocato (Patrizia), ha poi potuto pretendere dai propri clienti il pagamento delle relative parcelle.
E quando i soldi non sono arrivati spontaneamente, si è rivolta al Tribunale di Rho perché ordinasse ai clienti di pagare, allegando come prova i relativi fascicoli delle cause, i verbali che in teoria ne attestavano presenza e prestazioni nelle udienze, e la liquidazione ammessa dall'Ordine degli avvocati di Milano.
Carte che nel novembre e dicembre 2003 traggono in inganno il Tribunale e lo inducono a emettere due decreti ingiuntivi con l'ordine ai tapini clienti della avvocato di pagarle 2.667 euro e 1.736 euro più interessi.
Ora però che lo scambio di persona è venuto a galla, seppure a distanza di molto tempo dalle udienze galeotte del 22 settembre 1998 e del 29 maggio 2001 a Vigevano, anche il boomerang colpisce entrambe le gocce d'acqua: ieri le due sorelle cinquantenni sono infatti state rinviate a giudizio per «falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atti pubblici».
E il 15 ottobre davanti al Tribunale di Brescia (competente sui reati che coinvolgono chi esercita funzioni giudiziarie nel distretto di Milano, come appunto la sorella che era anche giudice onorario) la sola gemella vera avvocato e anche magistrato onorario sarà processata pure per «falso ideologico in certificati nell'esercizio della professione forense», nonché per «truffa » ai danni dei due clienti, attuata con il raggiro del Tribunale che emise i decreti ingiuntivi.

Maddalena Brunetti
Luigi Ferrarella
26 settembre 2008
Tratto dal sito: www.corriere.it

GIUSTIZIA: NAPOLITANO, EFFICIENZA NON SIA A DANNO DI QUALITA' PROCESSO.


(ASCA) - Roma, 26 set - La funzionalita' del sistema giurisdizionale e' fondamentale per il rispetto dei diritti costituzionali della persona, ma occorre essere attenti a non compromettere la qualita' del processo.
A tal fine le riforme in cantiere devono essere ''organiche e concrete''.
E' quanto sottolinea il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel messaggio inviato al XII Congresso dell'Unione Camere Penali Italiane.
Nel messaggio inviato al presidente dell'Unione, Oreste Dominioni, Napolitano rileva che il Congresso costituisce ''occasione per affermare il peculiare apporto che l'avvocatura puo' dare alla ricerca di soluzioni per i numerosi e gravi problemi della amministrazione della giustizia, primo fra i quali quello della tempestivita' della giurisdizione. La funzionalita' del sistema rappresenta condizione imprescindibile per l'effettiva affermazione dei diritti fondamentali della persona garantiti dalla Costituzione e, come auspica l'Unione delle Camere Penali, dovra' essere perseguita senza compromettere la 'qualita' del processo' e aprendo un 'cantiere' di riforme organiche e concrete. La sensibilita' manifestata dall'avvocatura potra' costituire stimolo e impegno per tutti gli operatori a elaborare, in un contesto di comuni responsabilita', proposte il piu' possibile condivise che rappresentino il frutto di un dibattito costruttivo nel quale siano assenti atteggiamenti di pregiudiziale contrapposizione''.

mercoledì, settembre 24, 2008

Custodia cautelare patita per ingiusta detenzione: è da computare nella pena da espiare(Corte di Cassazione - Sezioni Unite Penali, Sentenza 25 luglio


LA MASSIMA:"Il pubblico ministero nel determinare la pena che un soggetto deve espiare è tenuto a computare a norma dell’art. 657 c.p.p. il periodo di custodia cautelare che il condannato ha subito per un altro reato, anche nel caso in cui il medesimo abbia per detto periodo ottenuto un’equa riparazione per l’ingiusta detenzione".

Le Sezioni Unite hanno ricordato che "L’art. 657 c.p.p., in tema di esecuzione, disciplina il computo della custodia cautelare e delle pene espiate senza titolo ed in particolare sancisce che “il pubblico ministero nel determinare la pena da eseguire computa il periodo di custodia cautelare subita per lo stesso o per un altro reato”; quest’ultimo dettato non lascia adito a dubbi: il pubblico ministero, preso atto di un periodo di privazione della libertà a titolo di custodia cautelare deve operare la detrazione, unico limite essendo rappresentato dalla circostanza che la misura sia stata subita dopo la commissione del reato per il quale va determinata la pena da eseguire. Il computo in questione costituisce dunque una regola imprescindibile e della stessa occorre tenere conto in materia di riparazione".

Affermando che in tale ottica "va letto l’art. 314 c. 4 c.p.p il quale prevede che “il diritto alla riparazione è escluso per quella parte della custodia cautelare che sia computata ai fini della determinazione della misura di una pena” e significativamente è stato affermato che il riferimento è da intendersi come se fosse detto “per quella parte che deve essere computata” (Cass. 20-11-01 n. 13322, non massimata sul punto); proprio tale disposizione vale a confermare l’inderogabilità di cui sopra e l’assenza di ogni discrezionalità nella applicazione della fungibilità: i due istituti non sono dunque alternativi e non può con riguardo ai medesimi parlarsi di scelta, essendo destinato a prevalere quello contemplato dall’art. 657 c.p.p.".
In sostanza: "Il contesto normativo, così interpretato, ha una ben precisa ratio la quale consiste nel privilegiare in via diretta il bene primario nonchè indisponibile della liberà, rendendo legittimo un determinato periodo di detenzione, che originariamente non lo era, così escludendo che l’interessato debba scontare la pena detentiva per un ulteriore pari lasso temporale. La fungibilità, costituendo una reintegrazione in forma specifica, ha invero una ben maggior valenza rispetto ad una riparazione di carattere patrimoniale, la quale “monetizzando il sacrificio di una libertà inviolabile ne costituisce un pallido rimedio” (testualmente: Corte Cost. sentenza n. 219/2008)".
In definitiva: "È quindi indubbio che l’interessato il quale abbia ottenuto la riparazione esercitando tempestivamente la relativa domanda in un momento nel quale mancava il presupposto della fungibilità (ossia una sanzione detentiva da eseguire), ha diritto alla detrazione di cui all’art. 657 c. 2 c.p.p. quando intervenga successivamente una condanna definitiva ad una pena di durata non inferiore a quella della custodia cautelare sofferta; ma questo diritto va riconosciuto anche nel caso in cui la riparazione sia stata invocata e concessa, pur ricorrendo la possibilità dello scomputo: ciò perchè, come esposto in precedenza, non sarebbe configurabile una realizzata scelta o rinuncia da parte del condannato, bensì un’illegittima iniziale omissione del pubblico ministero".

martedì, settembre 23, 2008

Il governo vara un "filtro" per i ricorsi in Cassazione.


Con un emendamento alla manovra finanziaria e approvato nelle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera, l'esecutivo punta a inserire una sorta di "paletto" ai ricorsi in terzo grado.
Secondo l'emendamento, sarà un collegio di tre magistrati della Cassazione a stabilire se il ricorso è ammissibile o no in base a una serie di criteri, tra i quali la precedente giurisprudenza della Corte.
Il testo di modifica del sistema giudiziario proposto dal governo prevede che un ricorso, per una causa civile, sia dichiarato ammissibile solo: a) quando il provvedimento impugnato ha deciso le questioni di diritto in modo difforme da precedenti decisioni della Corte; b)quando il ricorso ha per oggetto una questione nuova o una questione sulla quale la Corte ritiene di pronunciarsi per confermare o mutare il proprio orientamento ovvero quando esistono contrastanti orientamenti nella giurisprudenza della Corte; c) quando appare fondata la censura relativa a violazione dei principi regolatori del giusto processo; d) quando ricorrono i presupposti per una pronuncia ai sensi dell'articolo 363.
Sull'ammissibilità del ricorso la Corte decide in camera di consiglio con ordinanza non impugnabile resa da un collegio di tre magistrati.
In caso di inammissibilità il relatore deposita una relazione con la concisa esposizione delle ragioni della decisione.
Se il ricorso è inammissibile il procedimento passa in giudicato.
La capogruppo del Pd in commissione Giustizia Donatella Ferranti, ha dichiarato che il suo partito non è pregiudizialmente contrario al "filtro", ma ne fa una questione di metodo e critica i criteri di ammissibilità e inammissibilità come «generici e troppo discrezionali» e l'assenza del contraddittorio.
«Sono colpi di mano che non si possono fare, non è serio», ha commentato ancora Ferranti.
Ma dubbi ci sono anche nel Pdl: durante la discussione e l'approvazione della proposta di modifica, infatti, la Lega con Rodolfo Paolini, ma anche singoli esponenti del Pdl, come Manlio Contento o lo stesso presidente della commissione Affari Costituzionali, Donato Bruno hanno invitano il governo a riflettere attentamente sulla sua decisione.
«Più di qualcuno nella maggioranza ha espresso perplessità.
Se si vuole discutere dei criteri di ammissibilità dei ricorsi in Corte di Cassazione bisogna fare una riflessione più approfondita», ha detto Manlio Contento, esponente del Pdl e membro della commissione Giustizia alla Camera.
«Bisogna evitare - ha aggiunto - che questo filtro comporti uno spostamento dei processi sulle Corti d'Appello. Inoltre, si dovrebbero togliere dai criteri per l'ammissibilità dei margini eccessivi di discrezionalità».

Eventi formativi di Settembre 2008.

CNF: sì alle specializzazioni e alle società multidisciplinari.


Roma 19/9/2008. Il Consiglio nazionale forense fissa i primi punti saldi della riforma dell’ordinamento professionale.
Nel primo plenum dedicato interamente al tema della riforma, che si è tenuto oggi nella sede di via del Governo vecchio, il Cnf ha già compiuto alcune scelte innovative rispetto alla situazione attuale.
Innanzitutto ha deciso di disciplinare le specializzazioni, che dovranno essere conseguite con modalità che saranno concordate con gli Ordini e Associazioni più rappresentative.
Un apposito regolamento prevederà l’elenco delle specializzazioni riconosciute, i percorsi formativi e professionali di durata almeno biennale, le prescrizioni destinate agli ordini territoriali, alle associazioni forensi e alle scuole per il conseguimento del titolo di specialista.
Le ore di formazione minime sono state fissate in 250.
La commissione d’esame sarà designata dal Cnf e composta da consiglieri nazionali, professori universitari, componenti indicati dalle associazioni forensi riconosciute.
Il conseguimento del titolo di specialista non comporterà riserva di attività professionale.
In secondo luogo, il Cnf lascia spazio alla costituzione di società tra avvocati, non di capitali, aperte anche ad altri professionisti iscritti ad albi che appartengono a categorie che saranno individuate successivamente con regolamento.
Con una attenzione rivolta ai giovani, il Cnf ha deciso di non introdurre barriere anagrafiche per la elezione ai Consiglio dell’Ordine locali.
La bozza di articolato prevedeva infatti che l’elettorato passivo maturasse dopo cinque anni di iscrizione all’albo, previsione che è stata espunta.
Per quanto riguarda l’assetto organizzativo dell’avvocatura, manifestando sensibilità verso le istanze di decentramento diffuse sul territorio e sempre nel rispetto dell’autonomia degli ordini locali, il Cnf ha approvato la formulazione che riconosce ai consigli dell’ordine la facoltà di costituire Unioni regionali o interregionali che potranno, se delegate dagli ordini che ne fanno parte, interloquire con le regioni, gli enti locali e le università. Le Unioni dovranno comunicare il proprio statuto al Cnf.
In merito al Congresso forense, l’articolo 1 della bozza esaminato ieri stabilisce che l’Organismo espresso dal Congresso, ove costituito, potrà fornire indicazioni, insieme con i Consigli dell’ordine territoriali, le associazioni maggiormente rappresentative e la Cassa di previdenza, sui regolamenti di attuazione della nuova legge professionale che saranno emanati dal Cnf.
La discussione in seno al Cnf riprenderà il 26 settembre: il plenum ha deciso di attendere le ulteriori osservazioni dagli Ordini che ne hanno fatto richiesta.
Il testo che il Cnf sta esaminando, d’altra parte, è già il frutto di un intenso confronto con tutte le componenti dell’avvocatura, che ha avuto anche momenti pubblici come l’assemblea generale aperta agli Ordini, all’Oua e a tutte le associazioni, che si è tenuta a Roma lo scorso 5 settembre.

lunedì, settembre 22, 2008

Storie di puttane.


Immaginiamo di perderci in una strada semi-buia della periferia romana. Persi, completamente persi, senza sapere come tornare a casa.
All’improvviso, da lontano, vediamo una coppia di prostitute, unici esseri umani presenti nel raggio di zona coperta dallo sguardo di chi guida.
Ci avviciniamo a loro, non per chiedere prestazioni, ma soltanto un’informazione che ci aiuti ad uscire dall’incubo e farci raggiungere la strada che poi ci riporterà a casa.
Le due donzelle all’inizio non la prendono proprio bene; poi, forse impietosite, iniziano a dare spiegazioni.
E’ proprio in questo momento che, come novelli indiani apache, escono da un cespuglio due vigili urbani che brandiscono il manuale «L’Alemanno pensiero: teoria ed applicazione dell’eccesso» che sul tema non ammette discussioni e vieta di «assumere atteggiamenti e comportamenti e di indossare abbigliamenti, che manifestino inequivocabilmente l'intenzione di adescare o esercitare l'attività di meretricio».
Lì per lì ci viene subito da pensare: ma non bastava Mara Carfagna? Evidentemente no. Ma come si fa a convincere i due pizzardoni che non si era lì per sesso ma per mancanza di Tom Tom?
Forse sarà dipeso anche dalla nostra espressione non proprio “assatanata”, ma alla fine hanno creduto alla nostra versione “bollando” (nel senso di multare) le due meretrici.
Dall’immaginazione alla realtà. Giovane cronista di provincia fui inviato dalla redazione romana di un quotidiano “a fa’ ‘na chiacchierata co’ quarche mignotta” (la raffinatezza non è proprio la miglior dote delle redazioni…) dalle parti di Ostia, litorale romano.
Da quelle parti ci era giunta voce di qualche sparizione (non denunciata) di alcune operatrici della carnalità.
Confesso che andare per marciapiedi un po’ mi seccava, ma il dovere mi aiutò a superare ogni reticenza.
Trovai davvero poche ragazze disposte a spiccicare parola anche perché, quando fai troppe domande, sei giornalista o carabiniere: entrambe le categorie, per diversi motivi, non sono poi così ben accette alle signorine in questione.
Una in particolare, però, mi raccontò parecchie cose che mi consentirono di preparare il pezzo richiestomi.
E mentre parlava quella donna guardava continuamente lo specchietto retrovisore con sguardo intimorito: poco lontano dalla mia c’era parcheggiata una macchina a luci rigorosamente spente con una persona dentro.
Le chiesi come mai fosse così preoccupata, ma la risposta fu perentoria: «Riaccompagnami».
Appena scesa fu subito affiancata da quell’autovettura e dal retrovisore vidi che la chiacchierata durò pochi secondi e quell’automobile si riposizionò dove era prima. In altri termini, il protettore aveva chiesto informazioni sull’incontro insolito con il sottoscritto.
E allora viene davvero spontaneo chiedersi: ma davvero la Carfagna (e con lei Alemanno ed il suo decreto) crede di riuscire a battere (nel senso di sconfiggere) il più antico mestiere del mondo multando ed arrestando tutti (o, meglio, soprattutto clienti e prostitute)?
Perché non bloccare “sul fatto” i protettori, magari quando accompagnano le donne sul “posto di lavoro”?
Sono proprio loro, i protettori, i veri colpevoli di questo mercato dei corpi e coloro che con esso si arricchiscono a dismisura.
Colpire soprattutto prostitute e clienti è, paradossalmente, come, durante una rapina, punire cassiere di banca (che ha dato i soldi al rapinatore) e il cliente che al cassiere stesso ha dato il denaro.
E il bandito? Se lo prendiamo, puniremo anche lui.

di Gianluca Perricone - lunedì 22 settembre 2008
Tratto dal sito: http://www.giustiziagiusta.info

Le targhe dei professionisti sono soggette all'imposta di pubblicità (Cassazione civile, Sez. Trib., Sentenza del 08/09/2008, n. 22572).


La targa professionale assolve il compito di rendere pubblico l'esercizio dell'attività svolta in quel luogo, e questo concetto è da ritenersi compreso nella previsione dell'art. 5 d.lgs. 15.11.1993, n. 507 che considera rilevanti i messaggi diffusi nell'esercizio di un'attività economica allo scopo di promuovere la domanda di beni o servizi, ovvero finalizzati a migliorare l'immagine del soggetto pubblicizzato.
La Corte di legittimità ha inoltre precisato che, in tema di imposta sulla pubblicità - che si applica, ai sensi dell'art. 6 d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 639, quando i mezzi pubblicitari siano esposti o effettuati "in luoghi pubblici o aperti al pubblico o, comunque, da tali luoghi percepibili" - il presupposto dell'imponibilità va ricercato nell'astratta possibilità del messaggio, in rapporto all'ubicazione del mezzo, di avere un numero indeterminato di destinatari, che diventano tali solo perché vengono a trovarsi in quel luogo determinato. Il detto presupposto sussiste, pertanto, rispetto ad una targa indicativa di uno studio esposta in un cortile, il quale, pur se privato, debba ritenersi "aperto al pubblico", perché accessibile durante il giorno ad un numero indeterminato di persone.
E' perciò pubblicitaria la targa di un professionista, e soggetta all'imposta se superiore ai 300 cm quadrati. (art. 7 comma 2 del D. Lgs 507/93).
Infatti, per la Cassazione la targa professionale non si limita a contraddistinguere la sede, ma è un collettore di clientela e di conseguenza vale un principio impositivo diverso da quello sostenuto ogni volta dal Ministero delle Finanze.

domenica, settembre 21, 2008

Che cosa è "mafia"?


«Non si è mafiosi per una scelta ideologica o per ammazzare.

Si è mafiosi per fare danaro e per gestire potere: le due cose ovviamente vanno assieme.

Io l'ho sempre definito un circuito perverso.

Tanto più danaro tanto più potere, tanto più potere tante più occasioni per far soldi.»
Giuseppe Ayala

21 SETTEMBRE: FESTA DI SAN MATTEO.

GLI AVVOCATI SALERNITANI RENDONO OMAGGIO AL PATRONO SAN MATTEO, APOSTOLO ED EVANGELISTA.

venerdì, settembre 19, 2008

L'angolino della Storia: la “simonia”.


La Simonia nel Medioevo è la pratica di vendere e comprare cose religiose come cariche ecclesiastiche,assoluzione di peccati e indulgenze.
Il termine viene utilizzato più in generale per indicare l'acquisizione di beni spirituali in cambio di denaro e deriva dal nome di Simon Mago, taumaturgo samaritano convertito al cristianesimo, il quale, volendo aumentare i suoi poteri, offrì a san Pietro apostolo del denaro, chiedendo di ricevere in cambio le facoltà taumaturgiche concesse dallo Spirito Santo (si vedano gli Atti degli apostoli, 8, 18-24).

Dopo l'editto di Costantino del 313 d. C. la Chiesa cristiana poté disporre di beni terreni in sempre maggior misura, per cui si registrarono casi di ecclesiastici che brigarono per ottenere cariche e potere mediante denaro.
La simonia, quindi, fu condannata già col secondo canone della quinta sessione del concilio di Calcedonia nel 451.
Dopo la concessione dell'ereditarietà dei feudi (Capitolare di Quierzy, 877), re e imperatori trovarono comodo assegnare grandi poteri temporali ai vescovi (che non potevano avere prole legittima) e per contro si riservarono il potere di nomina, spesso sulla base di criteri strettamente mondani, ignorando, quindi, completamente le attitudini morali e religiose del loro prescelto.
In particolare ciò facilitò la diffusione della simonia: veniva eletto il cortigiano capace di ricompensare maggiormente il sovrano, rifacendosi in seguito tramite i benefici associati all'esercizio della carica ecclesiastica.
La nomina di ecclesiastici da parte di laici entrò nella prassi degli imperatori tedeschi con la politica ecclesiastica di Ottone il grande di Sassonia ed è alla base della lotta per le investiture.
L'opposizione della Chiesa alla simonia prese grande vigore con i papi riformatori del secolo XI e in particolare con papa Gregorio VII.
La posizione riformatrice portò al Concordato di Worms e al Concilio Lateranense I, che formalizzarono l'autonomia ecclesiastica dalle interferenze dei sovrani.
La pratica della simonia non scomparve mai e accompagnò tutti i momenti di decadenza del papato.
Ad esempio il papa Bonifacio VIII venne accusato di essere simoniaco, come riporta Dante.
La riforma protestante fu causata anche dalla simonia, che fu fortemente criticata da Martin Lutero nelle sue 95 tesi affisse nel 1517.
Nella Divina Commedia, Dante pone i simoniaci fra i dannati nella terza bolgia dell'Inferno.
Sono condannati a restare capovolti all'interno di fori nella roccia, con una fiamma rossastra che brucia sui loro piedi. Quando sopraggiunge un nuovo dannato, prende posto facendo sprofondare in basso gli altri.
« O Simon mago, o miseri seguaci
che le cose di Dio, che di bontate
deon essere spose, e voi
per oro e per argento avolterate,
or convien che per voi suoni la tromba,
però che ne la terza bolgia state. »
(Dante, INFERNO, Canto XIX)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'avvocato che subisce il furto dei soldi del cliente deve risarcirgli il danno.


E' quanto confermato dalla seconda sezione civile della Cassazione nella sentenza n. 22658 del 9 settembre 2008.
Il fatto: Avendo avuto mandato di gestire una controversia in ambito ereditario, a seguito di accordi raggiunti, un legale riscuoteva, per conto di suoi clienti, le somme esistenti presso due istituti di credito (convertendone una parte in assegno circolare e lasciando l'altra in contanti) e si avviava a studio.
Lungo il tragitto tra la banca e lo studio l'avvocato subiva il furto della borsa contenente le somme suddette.
Ritenendo che il professionista non avesse usato la necessaria diligenza nella custodia del denaro, i clienti lo citavano in giudizio chiedendo che venisse condannato al rimborso della somme dei contanti rubati più rivalutazione ed interessi.
Il Tribunale accoglieva la domanda degli attori condannando il convenuto alla corresponsione delle somme richieste.
Il Tribunale rilevava nel contratto a causa mista intercorso tra il legale e gli attori (prestazione d'opera intellettuale e deposito) la violazione da parte dell'avvocato di custodire la cosa con la diligenza del buon padre di famiglia ed escludeve la ricorrenza del fatto fortuito trattandosi di furto non accompagnato da violenza o minaccia alle persone.
Inoltre negava la gratuità del deposito visto il collegamento con la prestazione d'opera intellettuale.
Avverso la sentenza del Tribunale, il legale ricorreva in Appello e veniva assolto dalle domande proposte contro di lui.
Contro la sentenza di Appello proponevano ricorso in Cassazione i clienti attori. La Corte di Cassazione accoglieva il ricorso e rinviava la causa per la decisione ad altra sezione della Corte di Appello, ritenendo:
- che la quanlificazione giuridica del rapporto, data dal giudice d'appello, rimanesse incerta, nonostante la sua essenzialità ai fini della decisione;
- quanto alla presunta gratuità del deposito, che la Corte d'Appello l'avesse fatta derivare esclusivamente dalla ritenuta mancanza di prova che la custodia fosse ricompresa nelle prestazioni professionali;
- che la motivazione era contraddittoria per quanto riguarda la diligenza del buon padre di famiglia riconosciuta nella condotta del legale, omettendo, peraltro di considerare che il depositario, anche in ipotesi di deposito gratuito, deve provare l'imprevedibilità ed inevitabilità della perdita della cosa, mentre tali elementi non erano stati valutati nella sentenza impugnata;
- che il giudice di Appello non aveva valutato che anche il deposito di cortesia è soggetto ai principi della responsabilità ex recepto e non aveva motivato sul punto.
Riassunta la causa, la Corte di Appello, sulla base dei principi affermati dalla Suprema Corte, riaffermava la responsabilità dell'avvocato il quale, pertanto, ricorreva in Cassazione.
La Suprema Corte, con la sentenza in oggetto, non accoglieva il ricorso, confermava la sentenza del giudice di merito e condannava il legale al risarcimento del danno, considerando, tra l'altro, il deposito della somma e il mandato professionale come negozi giuridici distinti ma strettamente collegati e il compenso relativo al primo, come compenso ulteriore, anche se non inquadrabile tra le voci della tariffa professionale (o con la possibilità, avanzata dalla Corte di merito, di farlo rientrare nella voce "attività di assistenza stragiudiziale nella risoluzione di controversie ereditarie").
Circa la gratuità del deposito la Suprema Corte ribadiva l'implicito rilievo che il professionista eseguiva il deposito per compiacere e appagare i suoi clienti e quindi in vista di una sua convenienza ed utilità e non per mera liberalità.

giovedì, settembre 18, 2008

Spioni telegenici .


La giustizia del mercato (negli Usa) stabilisce il fallimento per la Lehman mal condotta, il mercato della giustizia (in Italia) lascia fallire ogni possibilità di sapere cosa successe in Telecom Italia.
Perché tanta gente fu spiata? Perché in questa faccenda c’è da contabilizzare anche un morto?
Da una parte si fa pulizia, con inevitabile dolore, dall’altra si rimpiatta la sporcizia, con soave menefreghismo. Quando ci sentiamo dire che il mercato italiano non è affidabile, si rammentino queste cose.
Si aprono le inchieste giudiziarie presentando gli indagati come sicuri colpevoli, poi emergono le probabili responsabilità, infine tutti restano presunti innocenti. In saecula saeculorum.
Il clamore giudiziario crea dei personaggi, e da quel momento comincia la pubblica rappresentazione della disinvoltura impunita, quando non ricattatoria. L’innocente vero attraversa l’inferno, il colpevole vive il suo nirvana.
Sono le regole di un Paese surreale, quello in cui la televisione posseduta da Telecom Italia, La7, trasmette le interviste a Tavaroli, a suo tempo pagato dalla stessa Telecom, restando da stabilirsi se fece mai lo spione e, ove lo sia stato, lo abbia fatto per missione aziendale, richiesta del padrone o perversione personale.
Tavaroli, del resto, presentava un proprio libro, “Spie”, come a dire che se ne intende e ne ha da raccontare (l’ho letto, ed è interessante per la prima parte, in cui parla del lavoro da carabiniere, per il resto, e per quel che conta, è a dir poco evasivo, quasi d’evasione).
Ad intervistarlo c’è un giornalista, Lerner, che quando ricevette dei documenti sull’intrigo brasiliano non li pubblicò e non li portò in procura, ma li recapitò precipitoso a Tronchetti Provera, l’interessato, presidente dell’azienda pagante.
Ora ci tiene, Lerner, a sottolineare che si tratta di fatti passati, giacché l’attuale amministrazione è sicuramente per bene. Speriamo non porti sfortuna.
Gli altri dibattono, senza che s’intraveda il dibattimento, il processo.
Gli intrallazzi piacciono sospesi in Italia, aperti ed interpretabili. Che ci siano verità giudiziarie disturba, che si accertino tutte le responsabilità è ritenuto grottesco.
Vince il furbo, il riciclato, il voltagabbana profittatore. Il peggio è che la marmellata immorale ottunde e da assuefazione.
17/09/2008 DAVIDE GIACALONE

Intercettazioni: Oua, bene Ddl governo, ma servono modifiche.



(ANSA) - ROMA, 17 SET - ''Il ddl governativo opportunamente modificato e integrato puo' ricondurre nel corretto alveo il rapporto tra giustizia e informazione:e' necessario contrastare il fenomeno della giustizia spettacolo''.
Lo ha dichiarato il presidente dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura Italiana (Oua) Michelina Grillo, a conclusione di un'audizione davanti alla Commissione Giustizia sul tema delle intercettazioni, nel corso della quale e' stato consegnato un documento con proposte e analisi.
''Un uso incoerente dello strumento delle intercettazioni - ha continuato Michelina Grillo - ha contribuito ad alimentare questa stortura del nostro sistema. E'intollerabile, in un Paese autenticamente democratico, che la responsabilita' penale dei cittadini venga di fatto sottratta alle aule di giustizia per essere affidata a una sorta di 'foro alternativo' rappresentato dai media. In linea generale non puo' non esprimersi condivisone e apprezzamento per la volonta' della politica di intervenire organicamente sul tema delle intercettazioni, con la preoccupazione di contemperare i diversi interessi e dirittiin gioco''. (ANSA).

L'OdG della prossima riunione del C.O.A. di Salerno.


CONSIGLIO DELL'ORDINE DEGLI AVVOCATI DI SALERNO

ORDINE DEL GIORNO

Tornata del giorno 23 settembre 2008 ore 16,00

1. Lettura ed approvazione verbale precedente
2. Iscrizioni e cancellazioni
3. Pareri
4. Ammissioni Grat.Patrocinio-Rel.Cons.Avv.Visconti
5. Nomina Commissione Elettorale Elezioni Cassa di Previdenza Forense
6. Esame proposta “Pegaso”-Università Telematica- per c.d. "formazione a distanza"
7. Sussidi e contributi
8. Varie ed eventuali

Il Presidente
Avv.Americo Montera
Il Consigliere Segretario
Avv.Gaetano Paolino

“Gesù fate luce”: una delibera comunale “agostana” da tenere d’occhio.

In data 1° agosto 2008, la Giunta Comunale di Salerno ha adottato la delibera n. 909/2008, con la quale si è disposto "di affidare a “Salerno Energia” spa le attività di riscossione coattiva dei tributi e delle entrate del Comune di Salerno fino al 31/12/2012, all’uopo stipulandosi lo schema di convenzione agli atti del Settore di ragioneria".
L’affidamento dell’incarico di riscossione (…non propriamente coincidente con l’oggetto sociale dell’affidataria!) alla società “Salerno Energia” – notoriamente controllata dallo stesso Comune di Salerno – prevede un congruo corrispettivo, pari all’8% delle somme effettivamente riscosse dal Comune di Salerno.
Invece per le c.d. “partite inesigibili”, all’esito dell’infruttuoso esperimento di tutte le procedure esecutive attivate ed attivabili, il Comune di Salerno corrisponderà a “Salerno Energia” l'integrale rimborso di tutte le spese sostenute.
Siamo perplessi e - trattandosi di “Salerno Energia”, che fa anche concorrenza all'ENEL - tra il serio ed il faceto non possiamo non esclamare (parafrasando Domenico Rea): “Gesù fate luce!”

mercoledì, settembre 17, 2008

Avvocati, notai e commercialisti al lavoro per il “sistema Giustizia”.


Si è tenuto presso la sede del Consiglio Nazionale del Notariato l'incontro tra i presidenti del Consiglio Nazionale Forense, Guido Alpa, del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Claudio Siciliotti e del Consiglio Nazionale del Notariato, Paolo Piccoli.
Il confronto ha definito (nell’intento di rispondere positivamente all’invito del ministro della Giustizia, Angelino Alfano) un’agenda di temi che verranno affrontati nello specifico, con particolare riguardo alle proposte per la deflazione e lo snellimento del sistema Giustizia.
Al termine, Alpa, Piccoli e Siciliotti hanno sottolineato che l’incontro è stato caratterizzato da una discussione ampia e cordiale, nella quale le riflessioni sui singoli temi sono state affrontate con reciproca attenzione e positiva concretezza.
«Stiamo lavorando con serietà e senso di responsabilità» hanno detto ancora i tre presidenti «con l’auspicio di poter realizzare presto un incontro conclusivo su un documento condiviso, che consenta di fornire un concreto contributo all’auspicato migliore funzionamento del comparto giustizia, oltre che realizzare una riforma effettiva degli ordinamenti professionali che tenga conto delle specifiche necessità».

martedì, settembre 16, 2008

Avviso per i Delegati al Congresso Nazionale Forense.


Dovendo trasmettere, entro il 23/09 p.v., alla segreteria dell'O.U.A. i dati anagrafici, completi di recapiti telefonici, nonché e-mail dei delegati eletti, V’invito a farli tenere al più presto e prima del 23/09 p.v., alla segreteria dell'Ordine.
Vi attendo, comunque, il giorno 19/09/2008 alle ore 12,00, presso gli Uffici del Consiglio dell'Ordine, al fine di concordare tutte le modalità per la partecipazione al XXIX Congresso Nazionale Giuridico Forense, che si terrà in Bologna dal 13 al 16 novembre p.v..
Vi prego di non mancare.
IL PRESIDENTE
Avv. Americo Montera

INTERCETTAZIONI: L’OUA IN AUDIZIONE ALLA COMMISSIONE GIUSTIZIA.


Domani (alle ore 10.00) una delegazione dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana (Oua), composta dalla presidente Michelina Grillo, dal vicepresidente Antonio Giorgino e dai componenti della giunta Maria Limardo e Alessandro Garibotti, sarà ascoltata dalla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati.
Tema dell'audizione il disegno di legge sulle intercettazioni.
L'Oua consegnerà un documento con le analisi e le proposte dell'avvocatura.
Roma, 15 settembre 2008

Futuri avvocati: ci meritiamo un esame di stato migliore.


Caro Beppe,
tra qualche giorno avrò l'esame orale da avvocato, dopo aver passato al secondo colpo lo scritto.
Ieri mentre interrogavano una ragazza i commissari facevano i messaggini al cellulare, e l'hanno bocciata.
Ieri un ragazzo di Napoli, dopo 9 mesi dallo scritto di dicembre, ha saputo di non essere tra il fortunato 22% ammesso all'orale, e questo ragazzo è davvero bravissimo.
L'amica Elena, ha trovato gloria in Germania come ricercatrice intanto che in Italia non l'hanno ancora ritenuta matura per la professione (ha 34 anni): il giorno del suo esame era appena uscito il suo primo libro e stava andando in bozza il secondo.
Penso a tutti noi praticanti che abbiamo la colpa di essere nati nel boom degli anni 70 in famiglie che ci hanno permesso di andare all'università e che ora lavoriamo gratis o pagati 100 euro con orari da 15 ore al giorno e nessuna tutela perchè siamo schiavi con la partita iva.
Nell'attesa che il numero del Lotto esca.
Sicuramente siamo più dei 20mila lavoratori Alitalia, ma nessuno pensa che ci meriteremmo un esame di stato coerente, una tutela del diritto ad essere retribuiti in corrispondenza del nostro apporto allo studio, come recita ironico il codice deontologico.
Se si scrive delle ingiustizie di questo esame lo si fa in modo incidentale, perchè è capitato che un ministro abbia scelto una via più facile per superarlo, e lo scandalo è questo, non il fatto che questo esame avvenga in condizioni super discrezionali.
Si lavora gratis, si vive coi genitori, non si può metter su famiglia...io mi sono sposata due mesi fa, con un polacco di un anno più giovane che avendo fatto economia in America nei primi 2 anni di lavoro ha già ripagato il costo dei suoi studi.
E mi tocca far la mantenuta intanto che aspetto il mio numero alla Lotteria da Avvocato.
Ah, viviamo a Ginevra, perchè a Milano gli hanno offerto di fare stages, visto che anche se ha esperienza è così giovane, ha tutta la vita davanti. Saluti,

Valentina Vaselli, valentinavaselli@gmail.com
Lettera inviata alla rubrica tenuta da Beppe Servegnini sul Corriere della sera.

sabato, settembre 13, 2008

L'AFORISMA.


«Il medico vede l'uomo in tutta la sua debolezza, l'avvocato in tutta la sua cattiveria, il parroco in tutta la sua stupidità.»

Arthur Schopenhauer

Pecorella: “Se la riforma della giustizia non si fa ora, non si farà mai più”.


“Se la giustizia non riesce a riformarla l’esecutivo in carica, con questa maggioranza, con questi numeri, con l’opposizione in buona parte d’accordo, vorrà dire che non c’è più speranza che ci riesca nessuno e tanto varrà privatizzare il ministero di Grazia e Giustizia e tentare di venderlo all’estero un po’ come si è provato di fare con Alitalia”.
Alla fine di una lunga intervista con “L’Opinione” al deputato Gaetano Pecorella (uno dei consiglieri giuridici di Berlusconi più autorevoli e stimati dal premier, che recentemente, il 4 agosto scorso, ha presentato la proposta di legge costituzionale numero 1598 per riformare la giustizia in maniera radicale) la battuta sarcastica scappa.
“Repubblica” ha paura di un’altra separazione, oltre a quella delle carriere dei magistrati, e cioè quella dei poteri di indagine dal pm. E’ razionale questo allarme istituzionale lanciato da Giuseppe D’Avanzo?
Non tanto. Il pubblico ministero non può soffocare sotto le notizie di reato. In Francia e in Inghilterra al pm la polizia giudiziaria fa arrivare la notizia di reato cosiddetta “vestita”. Se arriva una telefonata e dice “hanno ammazzato il signor Bianchi”, nei paesi civili la polizia la notizia la trasmette al pm quanto meno non prima di avere accertato se il signor Bianchi sia o meno in vita. In Italia teoricamente la notizia deve arrivare subito.
Quindi?
Non si tocca alcuna prerogativa del pm e della polizia giudiziaria. Oggi la polizia giudiziaria lavora solo su delega del pm e spesso perde un sacco di tempo per le indagini mentre il magistrato si trova ad affogare tra le carte. Credo che la riforma sia utile e di certo non significhi che il pm perda il controllo della polizia giudiziaria. Diventa il garante delle indagini e non il capo della polizia giudiziaria come di fatto avviene oggi.
E non è vero che questa riforma equivarrebbe a mettere il pm sotto l’esecutivo visto che la polizia giudiziaria dipende dal ministero degli interni e di fatto dal ministro pro tempore?
Questo teorema dimostra di essere sciocco e senza informazioni: la polizia giudiziaria non risponde al Viminale se non dal lato gerarchico e amministrativo, le indagini continua a coordinarle il magistrato come ovunque nel mondo. Anche oggi allora si potrebbe argomentare lo stesso sillogismo perché anche oggi la polizia dipende dal ministero, ma non mi risulta che il capo della polizia dica ai singoli agenti “no, tu questa indagine non la fai”. E’ una cosa che non sta in piedi né in cielo né in terra.
Si è ipotizzato un patto tra l’avvocato Nicolò Ghedini e l’ex magistrato Luciano Violante perché quest’ultimo vada alla Corte Costituzionale in cambio del via libera alle riforme sulla giustizia da parte del Pd. Esiste questo accordo tra Forza Italia e il Partito democratico?
Come è noto la nomina del giudice in questione spetta al Capo dello stato e il solo ipotizzare che il Quirinale si presti a questo genere di scambi è insultante di per sé. Il posto oggi libero è di assegnazione del centro destra, visto che Romano Vaccarella lo avevamo eletto noi. Pensare che Ghedini possa influenzare Napolitano è pura fantascienza. Violante poi non ha bisogno di fare patti né può farli perché la cosa non dipende da lui.
L’Unione delle camere penali italiane dice che le riforme di cui si sta discutendo sinora sono acqua fresca. Che non si parla più dei temi veri come la separazione delle carriere dei magistrati, della responsabilità civile dei giudici non in capo allo Stato ma sul singolo magistrato e dei criteri della determinazione dell’obbligatorietà dell’azione penale che di fatto oramai sarebbe solo un totem. Lei che dice in proposito?
Le mie proposte costituzionali parlano chiaro. Io condivido in pieno le priorità delle Camere penali. Se c’è un obbligo dell’azione penale non possono essere i pm a decidere le priorità, ma caso mai il governo e il Parlamento. Se invece cade il feticcio allora questa obbligatorietà bisogna eliminarla partendo dalla Costituzione. Per quanto riguarda la responsabilità civile dei giudici, forse basterebbe anche la legge in vigore che è applicata molto male. Ma quella responsabilità civile non può essere valutata solo da altri magistrati perché esiste il rischio concreto che la difesa corporativa ci sia. Eccome. E anche qui occorrerebbe una modifica costituzionale con un tribunale speciale per la disciplinare dei magistrati. Infine la separazione delle carriere: con me le camere penali sfondano una porta aperta e non a caso io ne ero un esponente di primo piano. Se non partiamo dalla Costituzione però, non se ne viene a capo: gli aggiustamenti fatti con la legge ordinaria vengono facilmente riassorbiti dalle prassi di comodo.
Senta professor Pecorella, guardiamoci nelle palle degli occhi anche se siamo al telefono: che possibilità c’è che questa sia la volta buona che si fa la riforma della giustizia in Italia?
Potrei dirle che se non ci si riesce in questa legislatura, con un governo che gode di questa maggioranza in Parlamento e di un siffatto favore elettorale, con metà dell’opposizione che non spera altro che di liberarsi dai ricatti giudiziari di Di Pietro e di alcuni magistrati, tanto varrebbe cercare all’estero qualcuno capace di gestire via Arenula. Un po’ come si è cercato di fare con l’Alitalia. Certo per fare le riforme occorre anche l’immunità di chi ci lavora sennò finisce che un qualche pm ripete lo scherzo già fatto a Mastella e a sua moglie.
E se alla fine la riforma della giustizia dovesse di nuovo abortire?
Per l’Italia sarebbe la fine. Il nostro paese è sprofondato in questa crisi politico economica proprio perché negli ultimi 15 anni la politica dei veti incrociati sulle riforme, in primis la giustizia, insieme alle inchieste a orologeria che non hanno risparmiato nessun premier e nessuna maggioranza, hanno trascinato l’Italia agli ultimi posti di affidabilità del sistema giudiziario. E io penso anche al nodo della giustizia civile: un paese in cui i creditori non riescano quasi mai a esigere e poi a incassare i propri crediti è un paese che allontana gli investimenti stranieri e fa delocalizzare quelli interni. Io non credo che ci si possa permettere tutto ciò all’infinito.
Dimitri Buffa
Articolo tratto da: L'Opinione

venerdì, settembre 12, 2008

Qual'è la verità sulla bomba di Salerno?

GIUSTIZIA: ALFANO AD ANM, LE LEGGI LE FA IL PARLAMENTO.


Dialogo si', ma poi la riforma sulla giustizia si fara': lo ribadisce oggi a chiare lettere il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, intervenuto alla scuola di formazione di Forza Italia, a Gubbio.
Definisce la riforma del settore come una "straordinaria priorita' perche' una sentenza ritardata e' una giustizia denegata".
Nel difendere il percorso avviato, Alfano si rivolge poi ai due principali interlocutori: l'Associazione nazionale magistrati e il centrosinistra. Sui giudici osserva: "in questi mesi l'Anm non ci ha fatto mancare le sue puntuali opinioni su tutti i nostri provvedimenti. Come loro applicano le leggi in nome del popolo italiano, a loro dico che le leggi le fa il Parlamento. E noi intendiamo fino in fondo fare il lavoro che ci hanno assegnato gli elettori".
I cardini della riforma saranno quelli gia' noti: separazione delle carriere, con un giudice "veramente terzo", parita' tra accusa e difesa, snellimento processi, taglio ai trenta riti in sede civile, accelerazione dei processi.
All'opposizione, invece, Alfano dice: "questa riforma e' una grandissima sfida tra chi vuole lasciare le cose come sono e chi vuole cambiarle in meglio. Loro devono decidere se vogliono continuare a nutrire i gruppi dirigenti con l'antiberlusconismo giustizialista, o contribuire a fare un Paese normale. E un Paese normale non sara' mai senza una giustizia normale".
Confronto si', dunque, ma alla fine bisognera' prendere delle decisioni. "Dialogheremo con tutti, ma poi decideremo. Noi - ha concluso il ministro - non amiamo il grande chiacchiericcio, che e' esattamente il contrario della nostra cultura di governo".

UN SOGNO DAVVERO STRANO.


Stanotte ho fatto un sogno davvero strano (..certe volte, però, i sogni sono “infinita ombra del vero”).
Mi trovavo in un Tribunale di una lontana città chiamata Falerno, e sono entrato in una Cancelleria Civile per chiedere una urgente notizia, circa una causa che non trovavo in udienza.
Nell'inverosimile sogno, non appena sono entrato in questo ufficio, un rozzo amanuense (impropriamente chiamato Cancelliere dagli Avvocati) mi ha immediatamente apostrofato, buttandomi letteralmente fuori (…non avevo fatto la fila!), dicendo: “Avvocà oggi dobbiamo fare i decreti ingiuntivi e niente altro”.
Infatti altri due o tre scagnozzi erano sommersi da pile di fascicoli e stavano compilando decine di decreti ingiuntivi, da portare alla firma del Presidente.
Prima di uscire, mortificato per aver turbato le attività di questi laboriosi impiegati, non potei fare a meno di notare che questa caterva di provvedimenti erano tutti rilasciati contro la ASL (Azienda Soppressate e Legumi) di Falerno, ad istanza dello stesso Avvocato.
Il sogno, inverosimile e fantasioso, a questo punto cambia scena: in un noto e costoso ristorante di Falerno - la sera stessa - ho visto una tavolata con tutti i Cancellieri della mattina, con a capotavola l’Avvocato anti-ASL, che offriva loro la cena, a base di frutti di mare e vino di marca.
Poi mi sono svegliato di botto e sono stato contento: ….meno male che nella vita reale queste cose non accadono mai!

Allarme bomba a Salerno: il COA chiede decreto di sospensione dei termini.